Lo sapete: in questi giorni, noi Uomini di Stato ci stiamo occupando della normativa sulle intercettazioni. Sono lecite o meno? Alcuni dicono di no, altri sì, altri ancora dicono sì però basta le facciano agli altri e non me. Credo vi sia un solo modo per uscire da questo ginepraio: lasciare al singolo intercettando la facoltà di decidere se farsi ascoltare o meno. Come quando si firmano i modulini per la liberatoria sulla privacy. Ad esempio: all’inizio della telefonata, un messaggio automatico potrebbe domandare al chiamante: “Autorizza la polizia ad utilizzare l’intercettazione per eventuali indagini? Se è d’accordo, prema il tasto uno. Altrimenti prema il tasto due”.























STATALISSIMO
mi azzarderei ad aggiungere che, qualora si pigiasse il tasto 2, l\’ utente è avvertito che il telefono gli scoppierà in faccia……
…..anzi, no, facciamogli una sorpresa…….
Io prevederei anche il tasto 3 per gli effetti sonori, cambi di voce, trasformando la voce in fastidiosi striduli o profondi bassi, oppure aggiungono rumore di traffico o che so io. Il tasto 4 sostituisce la voce dell’intercettato con quella di un doppiatore, che so, ci starebbe bene quello che doppia Rambo. Il tasto 5 infine fa funzionare la chiamata a intermittenza.
Caro Arcibaldo, Gentile Doppiatore, vedo che stiamo raggiungendo le larghe intese, almeno tra noi.
Aggiungerei questa opzione: pigiando il tasto cancelletto, il magistrato che ha chiesto l’intercettazione viene trasferito per incompatibilità ambientale.
Complimenti per ciò che ha scritto Onorevole!
Più nella vita si sente il desiderio di ripararsi dalle indiscrezioni di un mondo invadente…e più è forte il bisogno di conoscenza.
..sapere..impicciarsi dei fatti altrui!NON SI E’ MAI SOLI neppure al telefono…
Brava Lucia, è una vergogna.
Questa pagliacciata la conosciamo ma e sempre e solo la vostra Cara pagliacciata,si ravvedi e si svegli.
“Si ravvedi”?