Roma a Soros? Forse sarebbe il caso di…

7 novembre 2008

In tempi grami come quelli che viviamo – anche se tre pere al Chelsea sono sempre tre pere al Chelsea - a Roma è naturale che nascano e fioriscano una sequela non indifferente di leggende metropolitane. Una di quelle più interessate è l’acquisto mancato da parte di George Soros del pacchetto di proprietà della A.S. Roma. Il dibattito scoppietta da una radio all’altra, e approda anche sul giornale Il Romanista, con Tonino Cagnucci e Fulvio Stinchelli. D’altronde, il trono vacilla da un bel po’ ormai, e tra poco si arriverà al redde rationem: “L’11 novembre, giorno dell’assemblea della A. S. Roma, verrà nominato consigliere d’amministrazione Roberto Cappelli, stimato professionista ma soprattutto legale che rappresenta l’Unicredit, l’istituto che con la fusione con la Capitalia di Cesare Geronzi ha ereditato il mega debito di Italpetroli (di cui la squadra è asset principale): 365 milioni di euro in tutto, la prima tranche da versare entro il 31 dicembre”. Piazza Cordusio ha ben noti problemi di liquidità, e di concedere una deroga non se ne parla proprio. Speriamo insomma che sia vero quello che dice l’Espresso: “il tam tam curve-tribune è pronto a informare che le proposte dei due (anonimi) gruppi americani e di un fondo arabo (vicino al colonnello Gheddafi o al tunisino Tarak Ben Ammar?) esaminate in questi giorni, sono ferme alla metà dei 283 milioni offerti in primavera da George Soros per l’acquisto della squadra”.

Però forse è il caso di ritornarci, alla storia di Soros che compra la Roma, con un po’ di spirito critico. E ricordare in primo luogo che in effetti un’offerta è piovuta all’epoca, sul tavolo della Banca Finnat di Giampietro Nattino, e da lì è finita pubblicata da un quotidiano finanziario quasi prima di arrivare a Villa Pacelli. Perché, qual è il problema? Adesso un giornalista non può possedere, comprare e vendere azioni in Borsa? E che siamo, nell‘Unione Sovietica? No, eh. Anche se c’è una carta deontologica che lo vieta – se stai scrivendo su quelle azioni -, e comunque non ci sono prove che qualcuno lo abbia fatto. Forse. Ma quell’offerta, a ben ricordare, non la fece mai Soros. Venne bensì dalla Inner Circle con Tacopina, come ricostruito correttamente da Marco Mensurati: “A luglio 2007, gli americani della Inner Circle Sports – i procacciatori di affari che a marzo hanno consegnato il Liverpool nelle mani di Gillett e Hicks – cominciano una serie di contatti con l’ As Roma (la cui controllante, Compagnia Italpetroli è indebitata per 377 milioni di euro) per capire i margini di manovra per un passaggio del pacchetto azionario. Nel giro di qualche mese, il progetto è pronto. Per rilevare la Roma servono 280 milioni. Però ci sono enormi margini di guadagno. L’ affare viene proposto a molti investitori. Il magnate George Soros è il primo a dirsi interessato”. Insomma, il motore è proprio la Inner Circle, che successivamente dice: “Quelli della Ics, incaricati da Soros, chiudono il cerchio, raggiungono un accordo e si presentano a Roma”. E’ questo un po’ che colpisce: che uno come il miliardario americano accetti una situazione del genere con questa leggerezza. Ovvero senza firmare una carta che lo attesti, come un semplice pour parler. Dicono quelli della Inner Circle che a Roma c’è da guagnarci, ma non è che si capisca bene bene come: costruendo uno stadio? Forse, ma alla Lazio lo stesso permesso è stato negato, per problemi di posizione. E poi, il Coni non ne sarebbe contento visto che dall’affitto dell’Olimpico prende soldi necessari al suo sostentamento.

Le cronache cittadine dei quotidiani romani parlano di una non meglio precisata “speculazione edilizia”, alla quale Soros potrebbe essere interessato. Sarà, ma di certo a Roma gli immobiliaristi presenti non sono esattamente gente che aspetta il parente ricco dall’America con il formaggio buono nel frigo e le bandierine all’aeroporto. E poi, dove? Nemmeno questo si sa, ma si sussurrano di volta in volta nuove destinazioni, mentre le radio romane strombazzano avvistamenti di miliardari americani di volta in volta in hotel sempre più lussuosi. Finché non arriva la doccia gelata: “c’è un’altra offerta, superiore”, si dice gli abbiano detto. “O alzate il prezzo oppure vendiamo a loro”. Quelli se ne vanno. Poi ritornano, a fine maggio, e si fanno annunciare da un articolo del New York Post nel quale annunciano che vengono per chiudere. Il titolo della Roma quel giorno fa un bel balzo in Borsa: +17,5%. Chissà quanti hanno comperato, chissà se qualcuno ha venduto, in quei giorni e nei successivi. Di certo, c’è che Tacopina ritorna di nuovo in Italia. Stavolta vuole comprare il Bologna, dice. Parla un’altra volta a nome di Soros, ha pronti 20 milioni di euro. Il giorno della firma, o quasi, sparisce.

Chapeau, monsieur Tacopina. Lei è davvero uno che ci sa fare. Specialmente quando c’è una pletora di boccaloni che non vede l’ora di credere all’American Dream. Bentornati sulla terra, e in Italia, se mai lo farete. Per quanto riguarda la Roma, concordiamo con l’anonima signora che ha parlato su L’Espresso:«Caltagirone dimostri di avere un’anima e salvi la squadra», auspica una persona vicina alla vedova Maria e alle tre sorelle Sensi. «Questa città gli ha dato tanto. Ora sarebbe arrivato il suo turno»”. Punto.

6 commenti a Roma a Soros? Forse sarebbe il caso di…

  1. ot:

    ahhhhhh tre pere al chelesea

  2. Mi è stato segnalato questo post. Normalmente non perdo tempo a rincorrere tutte le sciocchezze che girano. Sig. D’Amato, a lei l’onore dell’eccezione. Le suggerisco di considerare l’importanza dell’assumere informazioni prima di liberare l’acume… mi dispiace mortificare il suo ingegno ma sì, il Soros Investment Fund voleva acquistare l’AS Roma, e no, la Inner Circle Sports non è di Joseph Tacopina, e purtroppo a quanto pare il boccalone è lei…non faccia ulteriori danni, però. mi dia retta.

  3. @ baldissoni:

    “no, la Inner Circle Sports non è di Joseph Tacopina”

    http://www.google.it/search?hl=it&rlz=1C1GGLS_itIT293&q=tacopina+inner+circle&btnG=Cerca&meta=

    “sì, il Soros Investment Fund voleva acquistare l’AS Roma”

    come il Bologna.

  4. Rado il Figo

    Scusa Gregorj, ma il link citato cosa dovrebbe dirci?

    A me rimanda a google con articoli di giornale (anzi il primo alle ore 16.14 è un link all’articolo qui presente).

  5. Gregorj, se posso suggerire, qui urge tuo articolo in merito a questa vicenda:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304659

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