La Banca Centrale Europea ha tagliato di un ulteriore mezzo punto il Refi, e sembra ancora intenzionata a immettere liquidità per compensare quella bruciata dalla crisi. Ma la situazione stavolta sembra essere diversa, e i vecchi strumenti non bastano più.
E vai! Trichet ha tagliato di un ulteriore mezzo punto il Refi, e ha pure ammesso che la BCE aveva pensato a tagliare di 75bp, manovra da cui si è astenuta solo perché un taglio del genere non era ancora mai stato fatto; un po’ come dire che tagliare di 75bp tutti insieme sarebbe stato pari a lanciare un “allarme rosso” al mercato… invece averli tagliati di un punto intero in meno di un mese, e suggerire pubblicamente che è ben possibile un taglio di ulteriori 50bp entro l’anno (praticamente a inizio dicembre) è più rassicurante, forse? E guardare che la Bank of England ha tagliato di un punto e mezzo tutto in una volta non crea qualche perplessità? Il punto essenziale, a parer mio, è che le autorità navigano a vista, e l’unico lume che possono avere è la salvezza delle banche private (obiettivo dichiarato da Trichet tra le motivazioni del taglio). Le revisioni sulla crescita europea vengono continuamente aggiornate (leggi: tagliate), con previsioni sulla crescita del 2009 prossime a passare da un +1,2% a praticamente zero. Le nuove proiezioni saranno disponibili giusto per la riunione della BCE di inizio dicembre, e in forza di nuovi dati e calcoli (e di quanto di nuovo potrà capitare sul mercato) verrà deciso di quanto tagliare ancora il Refi e magari quanta liquidità riversare ancora nel sistema.
LIQUIDITÀ - E a proposito di liquidità, gli aggregati monetari stanno rallentando la crescita, ma resta il fatto che a settembre M1 cresceva al +1,2% e M2 al +8,9% (lo scarto è dato dai depositi fino a due anni e quelli smobilizzabili a richiesta entro tre mesi, che sono cresciuti comunque al +17,7%), mentre il credito a residenti nell’area (esclusi i Governi) è comunque sopra al +10%. La “moneta” nel sistema aumenta, forse a tassi un poco inferiori a quelli di un anno fa, ma
aumenta comunque. Forse (anche senza forse) c’è un tentativo di compensare la liquidità che viene “bruciata” nei write-off dei crediti di banche e privati attraverso i pompaggi della Banca Centrale; ma deve esser chiaro che l’espansione monetaria si sta scontrando sempre più evidentemente con un eufemistico rallentamento economico (nonostante si vada verso l’allentamento del vincolo di deficit governativo al 3% per cause straordinarie). Se nel 2009 la crescita sarà zero, significherà che l’offerta di beni e servizi sarà la stessa di questo anno, e tutta la maggior liquidità finora creata non potrà che tramutarsi in maggior inflazione. Eppure la BCE ha dichiarato che nel 2009 l’inflazione scenderà sotto al 2% (il vecchio inflation target).
LA POSSIBILITÀ DI UN ABBAGLIO - La dichiarazione di Trichet non sta insieme con la mia deduzione, e chiaramente qualcuno sbaglia; è facile che sbagli io (in fondo è lui il Governatore, presumibilmente il massimo esperto in materia), ma è anche vero che la deduzione di Trichet discende dichiaratamente dall’osservazione del mercato degli inflation-swap, e questo è un po’ un cane che si morde la coda: la BCE deve operare per far da ancora alle aspettative di inflazione dei privati, e mentre fornisce liquidità al mercato distorcendo come ben si sa i valori nominali delle attività scambiate, si basa sui privati per dedurre le prospettive di inflazione, e in base a questo decide quanto lasca debba essere la propria politica. Comincio ad avere dubbi sulla solidità di certe affermazioni. In tal senso ricordo che il risk premium, la maggiorazione sul tasso di interesse che viene fatta pagare in relazione alla rischiosità della controparte e per traslato il maggior rendimento delle azioni rispetto alle obbligazioni proprio in relazione alla diversa rischiosità dei due strumenti, è stato distorto verso il basso dalle politiche monetarie altamente espansive del passato; l’abbaglio nella valutazione del rischio degli strumenti è, in linea di principio, possibile anche con l’inflazione: data la volontà di “aiuto” della Banca Centrale, si forzano i tassi verso il basso e si fa perdere la concezione del rischio di detenere liquidità invece che asset, e il rischio è di trovarsi un’inflazione tale da svalutare, a scadenza, la liquidità nel frattempo detenuta.



Interesting. Concordo che siamo di fronte a scenari nuovi e non congiunturali.
Sorry per il mio esprimermi da “utente” e non da tecnico, ma forse la liquidità effettivamente cresce come massa ma non cresce la velocità di circolazione (nessuno compra nessuno vende nessuno presta nessuno chiede prestiti). Almeno per adesso tutti stanno alla finestra.
Vedi prezzo del petrolio: la massa (speculativa?) è sparita e il prezzo s’è dimezzato, in modo anelastico rispetto alle variazioni della produzione (come quando stava a 140$ del resto).
Come si definirebbe una situazione di contemporanea stagnazione economica e prezzi in decrescita?
ciao, Abr
“Vedi prezzo del petrolio: la massa (speculativa?) è sparita e il prezzo s’è dimezzato, ”
No. La crescita è diminuita, e quindi è sceso il prezzo dell’energia che serve per produrre (visto che si produce e si pensa di produrre di meno). La speculazione non c’entrava, come ampiamente detto, ridetto, stradetto e dimostrato.
Una domanda molto OT e da profano mooooolto profano.
Ma perchè i tassi dei mutui sono cosi alti, se i tassi della BCE sono scesi cosi tanto?
I tassi dei mutui non si potrebbero sganciare dall’euribor e basarsi solo sui tassi della BCE?
No lo dico io Greg.:
(a) la crescita diminuirà in Occidente non in Oriente che rallenterà (Cina 2009 proj. +8%!) ma cresce;
(b) la produzione è già stata tagliata anticipando la diminuzione della domanda
(c) in ogni caso nessuna delle due manovre (su domanda e offerta) giustificherà MAI un taglio del prezzo del 100% in meno di due mesi o il suo raddoppio in sei!!!
Non farti influenzare da chi aristotelicamente tenta ancora di piegare gli eventi del tutto inediti recenti alle coerenze formali delle loro teorie.
ciao, Abr
“(a) la crescita diminuirà in Occidente non in Oriente che rallenterà (Cina 2009 proj. +8%!) ma cresce;”
questa frase è da incorniciare. Dimostra infatti che la crescita che diminuisce in occidente, invece, “rallenta” (cioé diminuisce) in Cina. E cerca di far passare lo stesso fenomeno con due nomi diversi.
“(b) la produzione è già stata tagliata anticipando la diminuzione della domanda”
http://www.google.it/search?rlz=1C1GGLS_itIT293&sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=opec+tagli+produzione
ma no? Dici davvero? E perché l’hanno tagliata? Indovina indovinello!
“(c) in ogni caso nessuna delle due manovre (su domanda e offerta) giustificherà MAI un taglio del prezzo del 100% in meno di due mesi o il suo raddoppio in sei!!!”
E ci mancherebbe che il taglio dell’offerta giustificasse il calo del prezzo (questa chi te l’ha detta, Tremonti?).
“Non farti influenzare da chi aristotelicamente tenta ancora di piegare gli eventi del tutto inediti recenti alle coerenze formali delle loro teorie.”
Infatti: http://www.giornalettismo.com/index.php?s=petrolio+speculazione&submit.x=0&submit.y=0
ecco i fatti (ti consiglio in particolare “Capri espiatori” di Calvin). Le barzellette di Tremonti le lasciamo a La sai l’ultima; aristoteliche, platoniche, socratiche etc che siano.
C’è chi dice no. C’è chi dice boh.
E c’è chi salva alitalia.
(scusa abr, è che proprio non resisto :* )
@abr
capisco il tuo ragionamento molto “monetarista” su moneta e velocity, però prima bisogna capirsi su cosa si intende come moneta ad alto potenziale e come si manifesta in aggregato la velocità di circolazione; in realtà già il credito in circolazione è manifestazione della velocity della base monetaria, quindi non serve in tal senso guardare M1 e M2 ma direttamente il credito. Che la velocity si sia ridotta (coerentemente con la teoria monetarista, quando i tassi si riducono) si può leggere nel fatto che i depositi crescono al 17% e il credito al 10%, come ho esposto nel pezzo; va da sé che la “moneta” in senso ampio e direi “austriaco” è comunque cresciuta, e più della produzione.
Riguardo l’andamento di certe commodity, come il petrolio, i fattori politici sono più forti spesso di quelli economici; la speculazione accentua i movimenti, chiaramente, ma non ha poteri di lungo periodo (nel lungo periodo, senza soldi pubblici, le scommesse sbagliate portano al fallimento). Ma la domanda di fondo che hai posto è corretta: dove sono quei soldi adesso? Le risposte possibili ci sono (parcheggiati nei conti correnti, parcheggiati nelle banche centrali, sparsi in terreni che non fanno clamore come medio oriente o Africa…), il problema è calcolare le entità in modo preciso.
@Tetsuo
perché quella proposta è un insulto grosso quanto l’esistenza dei politici e sindacalisti che l’anno proposta. Le banche indicizzano all’euribor perché è quello il loro costo, il prezzo a cui raccattano i soldi sul mercato. Se fanno un prezzo a te, dovranno partire come base dal proprio costo, come qualunque imprenditore. Il tasso ufficiale, il Refi, è un indice di costo per operazione fatte una volta al mese tra la BCE e alcune (pochissime) banche primare, che poi trasmettono la liquidità sul mercato interbancario dove appunto tutti si scambiano i fondi all’euribor. Il Refi non è un indice di costo direttamente riferito ai soldi che la banca gira a te come prestito, capisci?
E poi come non calano i tassi? Mi pare che ad oggi
Ai massimi l’euribor era 5,393; oggi è al 4,474; i tassi sono proprio scesi negli ultimi giorni. L’effetto sulle rate dei mutui si vede con uno o tre mesi di ritardo, dipende se paghi rati mensili o trimestrali; inoltre sul tasso bancario ci sta il margine di guadagno della banca (perché, tu lavori gratis?) e una valutazione di quanto sei più rischioso tu rispetto a un’altra banca, quindi il tasso finale è sempre un certo euribor+spread. Il problema sta nello spread di partenza, perché poi se scende il costo del denaro questo finisce nelle rate dei mutui.
Ok Leonardo ho capito come funziona… mi lascia perplesso che lo stesso Draghi diceva di sganciarsi dall’euribor.
questa era troppo grossa, mi era scappata! tu fruttivendolo sceglieresti il prezzo dei cocomeri in base a come vanno i cocomeri all’ingrosso o a come vanno i panettoni? rendo l’idea?
se lu panettone scende de prezxo, deve scendere pure lu cocommero altrimenti tutti se magnano solo lu panettone
sì però in stagioni diverse, e intanto fallisci
Leonardo (commento): questa è una prova sperimentale della struttura della prduzione
Tnxs Leonardo, molto chiaro ed esaustivo.
ciao, Abr
Greg, che t’ha cagà, hai cambiato pusher?
Apprezzo l’impegno e i link (fan sempre fine e non impegnano), ma se vuoi puoi far di meglio, lo sai e lo so; ad esempio non confondere “calo della crescita” con “decrescita” – a proposito, dovrò parlare con la tua fidanzata
abr, t’ho risposto nel merito. E non confondo assolutamente nulla, credo che il discorso sia piuttosto comprensibile a chi voglia (chi crescerà meno lo farà perché gli altri andranno in recessione, ovvio). Soprattutto sulla speculazione bVutta e cattiva che vuole uccideVe il pVezzo del petVolio. Poi, ahò, se non ci credi anche quando ti smentiscono Falkenberg, Calvin, Libertyfirst e nemmeno l’autore del pezzo – che elogi quando ti risponde: “Riguardo l’andamento di certe commodity, come il petrolio, i fattori politici sono più forti spesso di quelli economici; la speculazione accentua i movimenti, chiaramente, ma non ha poteri di lungo periodo (nel lungo periodo, senza soldi pubblici, le scommesse sbagliate portano al fallimento)” – (qui: in giro invece tutti quelli che si sono occupati della cosa, dal Financial Times all’Economist sui giornali, e poi le istituzioni e i centri studi), allora si vede che TVemonti aveva Vagione. Come sempVe, del Vesto, no? E basta con questo MainstVeam che continua ad affeVmaVe che 2+2 fa 4.
saluti noglobal
Greg, sei arrivato all’ipse dixit, sei proprio definitivamente mainstream. Peccato.
Nemmeno ti accorgi che non stai per nulla rispondendo nel merito, e non stai neppure rispondendo a me: mi USI come fossi (bontà tua) il portavoce e portaborracce di tremonti, contro cui ti scagli bava alla bocca, da bravo neofita di qualcosa, contrariamente algi amici miei che citi.
Se tremonti ti sta sulle balle è un problema tuo, non capisco perchè vuoi farlo diventare uno mio; misteri della (tua) Fede.
Saluti Mercatisti.
ma sì, Abr, mi hai convinto. Non capisco proprio perché non appena Tremonti dice una cazzata e lo smentiscono i numeri, tutti stanno lì a dire: “tremonti ha detto una cazzata, e lo smentiscono i numeri”. Dev’essere un complotto mainstream contro di lui, è chiaro.
@libertyfirst
YESSSSSSSSSSSS E CHI NON LO CAPISCE SI PRENDE 4 E RIPETE L’ANNO!!!!!!