Mutui: risparmiare oggi per un debito più alto domani
13/06/2008 - Tremonti affronta il problema delle rate, con un’operazione di marketing di grande effetto. Ma la sostanza, se si fanno un po’ di conti, è un po’ diversa Sul cosiddetto “accordo mutui”, bisogna dare atto al Ministro Tremonti di averla pensata
Tremonti affronta il problema delle rate, con un’operazione di marketing di grande effetto. Ma la sostanza, se si fanno un po’ di conti, è un po’ diversa
Sul cosiddetto “accordo mutui”, bisogna dare atto al Ministro Tremonti di averla pensata davvero bene. Se Berlusconi III, giunto a fine mandato, si lamentava di aver fatto tanto ma di non averlo saputo comunicare adeguatamente agli elettori, l’ultima pensata del più tosto fiscalista d’Italia (sperando che il Prof. Uckmar non si offenda) è un colpo da maestro: non per niente questo nuovo Tremonti in calzamaglia verde e arco infallibile vede i suoi ratings aumentare continuamente. Terminati i complimenti all’ufficio marketing, possiamo dunque venire alla sostanza.
IL PIANO TREMONTI – Per chi non lo sapesse, l’accordo funziona cosi’:
- Ti abbasso la rata corrente ricalibrandola sull’interesse medio del 2006;
- La differenza tra rata effettiva e rata “calmierata” finisce in un conto accessorio che matura interessi pari a 10 anni swap +0.50%.
- Al termine del mutuo il saldo del conto accessorio deve essere ripagato dal debitore.
- Nel caso in cui i tassi scendano sotto il livello “calmierato” il debitore paga il tasso effettivo. Deduzione mia: se il saldo del conto accessorio è positivo, la differenza (a favore del debitore) va a ridurre automaticamente il saldo del conto.
Da un punto di vista finanziario, è come se in ogni periodo la banca prestasse al debitore la differenza tra rata effettiva e rata “calmierata”; questi prestiti si cumulano nel conto accessorio ad un tasso prefissato – in pratica una sorta di fido a tasso fisso. Dal mio punto di vista, quindi, il ragionamento delle associazioni dei consumatori, secondo cui i maggiori interessi pagati dal debitore si tradurrebbero in guadagni aggiuntivi per le banche, non ha senso: ipotizzando che la banca si finanzi a tassi swap (già questa ipotesi piuttosto fantasiosa), il maggior guadagno è dato dallo spread dello 0.50% che matura sul conto accessorio. Dall’altro lato, quelli che hanno parlato di “soldi fatti scucire alle banche”, sono riusciti in un’impresa eroica: spararla più grossa delle associazioni dei consumatori. Congratulazioni.
UN PO’ DI CONTI – Sgombrato il campo dalla propaganda, veniamo al cuore della questione: qual è l’effetto dell’adesione al “piano Tremonti”. Dipende ovviamente dall’andamento dei tassi, e se potessi prevederlo perfettamente non sarei qui a perder tempo ma a largo di Antigua col mio yacht. Ho quindi fatto una simulazione di mutuo per 150.000€ con durata ventennale, erogato a inizio 2005 e con uno spread dell’1%. La rata sale dagli 840€ di inizio 2005 ai 1020€ previsti per giugno 2008; se ci aggiungiamo il recente annuncio di Trichet – già considerato nella simulazione – la situazione per il mio debitore non è esattamente rosea. Supponiamo che a settembre decida di accedere al “piano Tremonti”. La rata “calmierata” è pari a 900€, con un risparmio immediato di 150€ al mese che va ad alimentare il conto accessorio. Il tasso swap a 10 anni è pari al 4.83%, il che si traduce in un interesse del 5.23% che matura sul conto accessorio.
UN PO’ DI CASI - In ipotesi di tassi costanti al 4.45% fino alla scadenza del mutuo, l’ammontare finale del conto accessorio sarà pari a poco meno di 40.000€; la durata residua di questo prestito dipende ovviamente dalle condizioni concesse. In caso in cui lo spread rimanga costante (1%) e il cliente decida di pagare sempre la stessa rata (900€), la durata si allungherà di circa 4 anni. Altri casi sono analizzati nella tabella, giocando sul tasso medio nei tre periodi 2010-2015, 2015-2020, 2020-2025.

Ovviamente la durata non potrà mai scendere al di sotto del livello iniziale – in questo sta la differenza principale con un mutuo a rata costante e durata variabile, cui il “piano Tremonti” è stato più volte paragonato.
TREMONTI NON AMA IL MERCATO – Infine qualche considerazione. Ancora una volta Tremonti si dimostra molto scettico nei confronti del mercato, adottando la visione tipicamente socialista dello Stato-genitore che si muove per aiutare i cittadini-figli perennemente minorenni. Sicuramente esisteranno casi in cui la rinegoziazione del mutuo presso la propria o altre banche non è praticabile, e per i quali quest’opzione si rivelerà necessaria. Tuttavia sarebbe stato preferibile un intervento mirato a quelle singole situazioni, al posto che studiare una soluzione “one size fits all”. Sugli effetti sulla concorrenza sono meno categorico del Prof. Baglioni: quanto questo accordo incentiverà i debitori a non chiedere preventivi presso altre banche lo dirà il tempo.













No calvin accidenti non si può dire questo…
io sono in affitto ma non detraggo assolutamente niente ok? per detrarre devi essere un gioielliere o un agente immobiliare… io con il mio reddito da dipendente non detraggo niente. Nè si può dire che è una misura compensativa. E’ una manovra tale per cui una persona benestante che vive sola in 200 mq in pieno centro risparmia 1500 euro, mentre un operaio con casa in periferia e 5 figli risparmia 300 euro e una persona che una casa non la ha .. non risparmia niente. Mi ricorda un tale che si chiamava Hood Robin
Scusa Giuseppe ma stai parlando dell’abolizione dell’ICI o sbaglio??
Si certo, sto parlando dell’abolizione dell’ICI
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