Saviano: “La mafia vuole il federalismo”

di - Anticipazione dell’intervista in edicola domani sull’Espresso: “La criminalità scommette sul decentramento, il ministro dovrebbe essere preoccupato”. Altro che semplice “ricerca del potere” anche al Nord: quello è un fenomeno tipico della criminalità organizzata, in ogni luogo. No, c’è molto di

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Anticipazione dell’intervista in edicola domani sull’Espresso: “La criminalità scommette sul decentramento, il ministro dovrebbe essere preoccupato”.

Altro che semplice “ricerca del potere” anche al Nord: quello è un fenomeno tipico della criminalità organizzata, in ogni luogo. No, c’è molto di più, nell’analisi di Roberto Saviano sugli intrecci della mafia con il settentrione d’Italia. E in un intervista che uscirà domani sull’Espresso, lo scrittore di Gomorra fa un passo più in la, ed è pronto a dirlo: “La mafia scommette sul federalismo”.

FEDERALISMI – “La ‘ndrangheta al Nord cerca di interloquire con la Lega, ma le inchieste mostrano come in tutte le Regioni si stia manifestando un fenomeno molto piu’ inquietante, quello si’ che dovrebbe indignare il ministro dell’Interno: le mafie scommettono sul federalismo”, dice Saviano al settimanale del gruppo la Repubblica; anzi, per la precisione, ai gruppi criminali organizzati del nostro paese “piace un certa idea di federalismo, quella che potrebbe consegnargli gran parte del Sud”. La richiesta di Cosa Nostra, di una maggiore autonomia, fra l’altro, non sarebbe nuova: “L’ha cavalcata per contrastare la prospettiva di un potere centrale troppo forte: meglio la secessione dell’isola che dovere fare i conti con uno Stato deciso a cancellare la mafia”. E salta subito alla memoria una delle richieste contenute nel “papello” che Totò Riina avrebbe consegnato ad agenti dello Stato che conducevano con lui la presunta trattativa fra Stato e Mafia nel 1992: “Esenzione sui carburanti – come Valle d’Aosta”. Un primo passo, insomma, verso l’autonomia contributiva – appunto, federalismo fiscale – come prodromica di una vera autonomia politica.

MAFIA E DECENTRAMENTO – La stessa istanza e’ stata riproposta dall’ala dura dei corleonesi negli anni delle stragi”, ricorda Saviano, “quando di fronte al crollo della prima Repubblica Gianfranco Miglio, il ‘padre nobile’ della Lega, benediceva la nascita al Sud di tanti partitini autonomisti intrisi di massoneria e amici degli amici: sono fatti acclarati, non illazioni”; e visto che “la mentalita’ delle mafie e’ essenzialmente predatoria, puntano a divorare le risorse ed e’ molto piu’ facile farlo nelle capitali regionali che non a Roma: possono fare pesare il loro controllo del territorio, la loro violenza, i loro voti e i loro soldi. Per questo con il livello di infiltrazione che c’e’ nelle regioni del meridione, il federalismo potrebbe finire con l’essere un regalo e far diventare Campania, Calabria e Sicilia davvero ‘cose nostre’, un nome che non e’ stato scelto a caso”, anzi, conclude Saviano: “Oggi la forza delle mafie non e’ piu’ nella capacita’ di usare la violenza ma nella disponibilita’ quasi illimitata di capitali, affidati a facce pulite e capaci di condizionare la politica soprattutto a livello locale”.

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13 Commenti

  1. Luka scrive:

    Grande Saviano, in pochi giorni tante sparate che lo hanno reso ridicolo.

    Prima la Lega e le mafie, storia basato su una fot tra un consigliere leghista (quindi uno stra-importante) non indagato e dei boss. Peccato che si idmentichi di citare casi in cui consiglieri, sindaci etc del PD e dell’IDV sono già stati condannati e indagati.

    Ora la mafia che vuole il federalismo. Certo certo, po dice che la mafia controlla i voti al sud, ma chissà perché lì la Lega non prende nulla. Siccome tutti sappiamo fare 1+1, caro Saviano o la mafia non controlla i voti al sud (nemmeno l’1%) o stai sparando bufale su bufale.

    Peccato perché hai trasformato la lotta alla mafia, che tante persone coraggiose stanno facendo, in un teatrino della politica.

    Mi sa che aveva ragione il poliziotto che ha appena arrestato Iovine che non ti voleva dare la scorta: in effetti in concreto, non hai fatto nulla contro la mafia, solo parole.
    Solo parole come Violante e soci della sinistra che si opposero a Falcone quando era in vita per poi farlo proprio da morto. Vili!

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