“Matrimoni in crisi? Tutta colpa di Facebook”

18/11/2010 - Questa almeno è l’opinione di un pastore protestante del New Jersey, secondo cui l’adulterio sarebbe indotto dal popolare social networkUno nuovo strumento a disposizione del demonio: Facebook,  questo almeno è l’interpretazione apocalittica data da un pastore della Christian Fellowship Church di Neptune,

     
 

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Questa almeno è l’opinione di un pastore protestante del New Jersey, secondo cui l’adulterio sarebbe indotto dal popolare social networkUno nuovo strumento a disposizione del demonio: Facebook,  questo almeno è l’interpretazione apocalittica data da un pastore della Christian Fellowship Church di Neptune, cittadina sita nella Monmouth County in New Jersey. Secondo il Reverendo il social network più popolare del mondo minerebbe la fedeltà coniugale e sarebbe alla base delle crescenti crisi matrimoniali. Alleluia.

VADE RETRO ZUCKERBERG – “Non commettere adulterio. E tu non devi usare Facebook”. Questo è l’editto di un pastore della contea di Monmouth, che diversi coniugi si sono sentiti imporre dopo l’ultima funzione religiosa. Il reverendo Cedric Miller ha raccomandato a ben 20 coppie appartenenti ai i 1.100 membri della sua comunità “Parola Vivente” della Christian Fellowship Church incorsi a vari titolo in difficoltà coniugali negli ultimi sei mesi. A scatenare l’anatema sarebbe stato l’episodio che ha la visto per protagonista quando una sua ex fiamma ha provato a riallacciare – diciamo così – i rapporti con lui. Una tentazione demoniaca, si direbbe. Siccome la carne e debole e la “tentazione” magari è contagiosa, il Reverendo ha pensato di estendere il suo proponimento “personale” anche a tutta la sua comunità. agli altri ministranti ed anche ai suoi fedeli. Facebook induce in tentazione? allora meglio cancellare tutti gli account al sito di social networking oppure – rivolto agli altri officianti della “Parola Vivente” meglio dimettersi dalle loro posizioni di leadership spirituale.

L’ADULTERIO 2.0 – Lo stesso pastore ammette: “Nell’ultimo anno e mezzo sono stato nella consulenza per le coppie con problemi coniugali a causa di Facebook”. Si sa come vanno questo genere di cose, un commento, un like, una foto e quella chat demoniaca (che puntualmente s’impalla sul più bello, n.d.a.) rappresentano una tentazione troppo forte. una prova che bisogna superare, magari ricorrendo al vecchio detto: “a mali estremi, estremi rimedi“. ha detto. Miller che è sposato, ha un account di Facebook che usa per tenersi in contatto con i suoi sei figli. Lui ha cancellato il suo account ed ha imposto alla sua prole di ascoltare il suo stesso consiglio e cancellare i loro account entro la fine di questa settimana”. Siccome, però, per un pastore serio e moralmente incorruttibile il suo greggio non si ferma certamente alla sola sua famiglia, il Reverendo Cedric Miller ha pensato bene di estendere il suo precetto a tutta la sua comunità. “Smettete di usare Facebook e non cadrete in tentazione. La vostra unione familiare sarà salva”. Per ora, l’appello è stato rivolto solo durante una funzione, ma presto potrebbe essere avviato a tutta la Congregazione, quindi anche ai fedeli di oltre contea. Insomma se l’anatema prende piede, Mr. Zuckberg farebbe bene a preoccuparsi, ben oltre quanto sta già facendo per la fase di rodaggio del suo nuovo sistema di messaggistica integrata di Facebook.

FACEBOOK! QUANTE VOLTE FRATELLO? –  Pat Dawson, una ministra della chiesa protestante, ammette di usare il suo account di Facebook per vedere le foto dei suoi parenti. Fortunatamente per lui, non è sposato e quindi ha avuto il “nullaosta” del suo superiore a continuare ad usare non tenuti a cancellare il suo account, ma pure lei è d’accordo con Miller circa i pericoli “che tali siti possono comportare. Può essere uno strumento utile, ma può anche creare gravi problemi in un rapporto di coppia. Se il coniuge non vi darà la sua password, hai un problema”. L’Accademia americana degli avvocati matrimonialisti sostiene che l’81% dei suoi membri hanno utilizzato o trovati prove di infedeltà coniugale proprio su social network comei da Facebook, MySpace, Twitter. Circa un adulto su cinque usa Facebook per flirtare, secondo un rapporto del 2008 dal Pew Internet and American Life Project. E un sito per il cosiddetto “divorzio fai-da-te” nel Regno Unito, ha riferito lo scorso anno che la parola “Facebook” appariva in circa uno su cinque delle cause.

     
 

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