Il mercato di Silvio: dopo i 500mila euro ecco i posti in Enel e Terna

18/11/2010 - CASELLE – “Nessuno dei posti disponibili nel Governo sarà dato ad esponenti del PdL“, dice Daniela Santanchè, alludendo a poltrone golose, merce di scambio per la fiducia al governo; “Li useremo per convincere finiani, centristi ed esponenti del misto”, dice

     
 

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CASELLE – “Nessuno dei posti disponibili nel Governo sarà dato ad esponenti del PdL“, dice Daniela Santanchè, alludendo a poltrone golose, merce di scambio per la fiducia al governo; “Li useremo per convincere finiani, centristi ed esponenti del misto”, dice la sottosegretaria all’Attuazione del Programma, che questa mattina, in un’intervista sul Fatto Quotidiano, si era resa disponibile anche a fare uso della sua “licenza di uccidere” pur di far sopravvivere l’esecutivo. E d’altronde, “Giuseppe Consolo, finiano dialogante, che lavora per ‘buttare acqua sul fuoco’, ha parlato ieri con un ‘nutrito gruppo di futuristi’ in sofferenza” per lo scenario politico che si prepara: da Moffa a Ronchi, da Lamorte a Proietti, in tanti potrebbero votare “diversamente” dalle indicazioni del gruppo. “Nel gruppo di Fli c’è dibattito”, dice qualcuno; “sarebbe da irresponsabili aprire una crisi al buio”, dicono i finiani, che però ostentano la loro fedeltà al loro leader: “Con Fini senza se e senza ma”.

PARASTATO – Dunque posti ministeriali sul piatto della bilancia, ma non solo: anche ricche poltrone parastatali. Ne parla Libero: “Nulla vieta di stringere patti che verranno poi onorati successivamente”, scrive il quotidiano di Maurizio Belpietro, alludendo a possibili garanzie politiche sull’occupazione delle poltroni dirigenziali di Enel, Eni e Terna: “Di incarichi che contano, sul piatto ce ne sono parecchi. Praticamente tutti i colossi pubblici partecipati dal tesoro, infatti, vedranno scadere i propri vertici da qui alla prossima primavera”. E questi seggi d’oro potranno essere molto utili ad un governo in sofferenza che ha bisogno di qualcuno che gli sia grato. E che lo sostenga: “Le poltrone che il governo potrebbe mettere sul tavolo nel tentativo di trovare i numeri per sopravvivere scottano davvero”, dice Libero: “Gioielli di stato, in cima alle società italiane per capitalizzazione, ricavi, utili, dipendenti”. Insomma, vera e propria merce di scambio: à la guerre comme à la guerre, d’altronde.

     
 

7 Commenti

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  3. stefania zampi scrive:

    Il potere senza i traditori che potere sarebbe,secondo me pero’ nel caso dei familii del caimano non li chiamerei proprio traditori, si tradiscono le persone per bene,si tradisce un ideale ,oppure si viene traditi da un amico ma quelli del caimano che traditori sono?NO non tradiscono nulla perche’ il nulla non puo’ essere tradito, quelli del sultano sono compari e se proprio li vogliamo alzare di rango possono essere chiamati congiurati, si sapeva che andava a finire cosi’ vi faccio un esempio i denunciatori di ebrei e partigiani non erano traditori erano delatori quindi mettiamoci l’anima in pace lo stile dei parlamentari che fanno mo qua mo la è uno stile da venduti, altro sono coloro che dopo aver imbastito un bel po di strada con al cappone si sono ribellati, allora i finiani doc li appellerei come coloro che si sono ribellati allo strapotere del sultano

  4. don leander scrive:

    L’aspetto disgustoso, più che nella campagna acquisti del signor b (il minuscolo NON è casuale), sta nella gente che si fa acquistare. Gente piccina piccina…

  5. fallo futuro scrive:

    Il prostatico ha aperto il mercato

    Bene io vendo il mio voto per 100 mila euro

  6. Fabio Pizzini scrive:

    Si fa acquistare, e’ arrivata una lettera … non e’ che state facendo una contro-campagna cosi’ che se qualcuno vota per il buon b. potete poi affermare: Eh, ma lo ha pagato.
    Ahahahahahahahahahahaahhah
    Altro che Amici di Mediaset, chi ha imparato bene il metodo B. dell’attirare l’attenzione su cazzate, alla fine sono proprio i sinistroidi.

  7. io mi accontento di 50.000 che pena

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