“Le bombe delle sei non fanno male”

11/06/2008 - Riflessi derivati e reazioni incontrollate del corpo umano quando gli capita di finire sotto un bombardamento. Fatto di screamers, bombe sonore che colpiscono l’apparato uditivo e causano un gran numero di danni collaterali Quando il militare dell’IDF - vestito a

     
 

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Riflessi derivati e reazioni incontrollate del corpo umano quando gli capita di finire sotto un bombardamento. Fatto di screamers, bombe sonore che colpiscono l’apparato uditivo e causano un gran numero di danni collaterali

Quando il militare dell’IDF - vestito a festa per affrontare i soliti manifestanti del villaggio di Bil’In – lancia lo screamer, un rumore assordante lacera l’aria.  La folla trasale e da riottosa diventa un mucchio di formiche che affoga nell’acqua. In fuga senza una meta precisa. Lacrimogeni e pallottole di gomma ad altezza testa fanno il resto. Il panico è servito.  Anche il 6 giugno scorso è accaduto, come tutti i venerdì da tre anni a questa parte.

BUM BUM BANG BANG! – Screamer, sembra il titolo di un polpettone b-movie in uscita in tutte le sale dal prossimo autunno. Invece è una bomba. Una bomba sonora. Il primo gesto automatico, il riflesso condizionato, è quello di portarsi le mani a tappare le orecchie, ma non serve a nulla. L’unica cosa da fare è allontanarsi dalla fonte del suono e aspettare che passi. Quando incontro la prima volta H., un medico di Gaza City, dopo mezz’ora che parliamo mi dice: “Qui a Gaza l’esperimento è diverso rispetto a Bil’in. Dopo il disimpegno da Gaza dei coloni siamo diventati delle cavie“. “In che senso?“, chiedo, un pò innervosito dalla mia mancanza di comprensione. “L’infrasuoni a bassa potenza implica sensazioni di malessere generale, mal di testa e nausea”. Penso: sono in questa cella a cielo aperto, nella Striscia di Gaza, con la sensazione di essere un corpo estraneo e mi ritrovo a parlare di infrasuoni! “E questo è il minimo” – continua il dottor H. – “Qui si parla di bombe soniche che simulano un attacco missilistico, sai che significa?mi chiede esasperato conoscendo già la risposta. “No. non sono mai stato sotto un bombardamento(ironia della sorte, il giorno dopo…). “Ti faccio un piccolo schema” – dice lui – “Abbiamo già parlato di infrasuoni a bassa potenza. Quelli a media potenza causano vomito, spasmi intestinali, defecazione incontrollata” – le sue mani lentamente disegnano delle onde su un grafico che rappresentano i flussi sonori. “Poi arriviamo alla tortura vera e propria“, continua il medico. Rimango in attesa. “Gli infrasuoni ad alta potenza” – lo dice e poi prende una lunga pausa – “Questi ultimi sono i peggiori. Causano disgregazione delle viscere, tutti gli organi interni rischiano praticamente di fondersi“. Lo interrompo. “Ma allora la storia degli aborti?..

ABORTI - Avevo sentito dire che a Gaza negli ultimi anni si era registrato un aumento spropositato degli aborti spontanei. “Certo“- dice lui – gli aerei israeliani volano a bassa quota infrangendo la barriera del suono. In quel momento è come se un terremoto entrasse nella tua casa, spaccando i vetri, e tutto quello che c’è dentro. Lo spostamento d’aria e la bomba sonora causano dei danni spesso permanenti. Dall’estate del 2005 ad oggi sono aumentati del 40% gli aborti e del 45% gli infarti“. Rimango a guardare il foglio e le sue mani. “Ma…perchè?“, mi sento stupido appena pronuncio l’ultima sillaba. “Perché? Vogliono punirci. E’ una sorta di tortura. Tu non sai mai se quello che senti è un bombardamento vero o se è “solo” sonoro. Non sai dove andare, non sai a cosa aggrapparti. Non sai dove rifugiarti. E poi quando arrivano anche le bombe vere e allora devi sono sperare che cadano un pò più in là“. Il dottor H. mi fa segno di aspettare, che in Palestina somiglia al nostro “ma che vuoi?”, la mano chiusa con il pollice che tocca le altre quattro dita. Gira il foglio e ricomincia a disegnare, “Guarda qua” – mi dice – “Ci sono poi i suoni acuti a bassa, media e alta potenza che vanno ad intaccare direttamente l’udito. Possono causare perdite temporanee della soglia di udibilità, oppure permanenti”.

RUMORI – Comincio a guardare fuori della finestra in attesa di qualche aereo in arrivo. “I suoni acuti ad alta potenza causano ustioni localizzate oltre che il rischio di perdita dell’udito”. Lascia da parte il foglio e si sistema gli occhiali.  “Sai che dicono gli ufficiali israeliani?” – mi chiede sapendo nuovamente che non potrò rispondere – “Incoraggiamo i palestinesi a fare qualcosa per combattere il terrorismo nella Striscia!” Le sonic bombs sarebbero solo un avvertimento che in fondo non fa male a nessuno. Il problema è che quest’ammonimento è una vera e propria tortura psicologica oltre che fisica.
Saluto il dottor H. e appena esco dall’ospedale guardo il cielo e allungo il passo. Arrivato in albergo accendo il computer e cerco un po’ di materiale sulle bombe sonore. Scopro che: l’agenzia dell’ONU per i profughi palestinesi ha affermato che una maggioranza dei pazienti ricoverati per le conseguenze dei boom sonici è costituita da minori di 16 anni che soffrono di sintomi come attacchi d’ansia, enuresi, spasmi muscolari, temporanea perdita dell’udito e difficoltà respiratorie.

BAMBINI – Mi vengono in mente proprio i bambini di Gaza che escono dal nulla e nel nulla scompaiono come i gatti. Molti di loro imparano a vivere nella rabbia e nella vendetta. Mi sento così stupido a pensare di arrivare da Roma e parlare di pace, in una sorta d’incarico divino, esportando la “mia” visione” di democrazia con l’atteggiamento di chi ha la ragione dalla sua parte. Basta stare un giorno lì e si capisce che le cose sono molto più complicate. Troppo.

Immagini di Velvetart

     
 

156 Commenti

  1. Wellington scrive:

    Commento di MJ 16/06 17.55:

    “Wellington, o l’arte di menar il cane per l’aria. Anzi, d’ora in poi per me ci saranno due categorie di svicolamento, il Menar il Can per l’aia e il ” fare come Wellington”, ovvero menar il can per l’aia all’ennesima potenza.

    Fin da subito ho messo in chiaro che ero a conoscenza del fatto che da parte Usa non si poteva trattare di ” violazione” in senso tecnico del III protocollo in questione , e però domandavo se era giusto farlo. Mi è stato semplicemnte risposto :” non hanno firmato, ma che violazione”.

    Bene. Vediamo se è andata davvero come descritto in questa frase.

    Quello che stiamo cercando è: 1) una dichiarazione IMMEDIATA (“fin da subito”) secondo la quale gli USA non hanno commesso violazioni del Protocollo III Trattato CCW. 2) una domanda di tipo morale riguardo se era giusto usare il WP a Falluja. 3) una “semplice” risposta a tale domanda che sostenga, moralmente non legalmente*, che senza firma non c’è violazione.

    * non ha ovviamente senso dare una risposta legale a una domanda morale.

    NOTA BENE: dato che qui si parla del presunto “menare il can per l’aia” di Wellington, ricostruirò soltanto la conversazione tra Wellington ed MJ (e solo per quanto riguarda le accuse in questione) e non quelle tra ciascuno dei due a chiunque altro.

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    (PRIMO commento di MJ 11/06 18.54): “Però, è anche vero che il fosforo non DOVREBBE essere usato nei centri dove potrebbero esserci dei civili.” (enfasi mia)

    DOVREBBE, volendo, già suggerisce, anche se certo non implica, un obbligo legale.

    “Messo in chiaro”? Non direi.

    E dov’è esattamente che MJ menziona il Protocollo III in questo commento?

    Risposta di Wellington nel suo commento (prima risposta di Wellington a MJ 11/06 19.20):

    Leggetelo: unica menzione sulla presunta liceità dell’uso del WP: “non di una arma “proibita”, “segreta”, “speciale” o altro”. Si rimbeccava MJ per averlo suggerito? No, si faceva solo un rapido riassunto (peraltro a beneficio di tutti), come si può arguire dall’incipit “Comunque in breve”.

    Dov’è esattamente che MJ ha domandato “se era giusto farlo”?

    Dov’è esattamente che a MJ è “stato semplicemnte risposto :”non hanno firmato, ma che violazione”?

    “Fin da subito”? Direi di no.

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    Secondo commento di MJ (11/06 19.45): “anche nel suo impiego più ”leggero”, OVVERO, NON COME arma chimica ma come ” schermatore”, PUO’ ESSERE USATO a certe condizioni”.(enfasi mia)

    In questa frase ci viene detto che a) il WP in impieghi non “leggeri” è un’arma chimica. b) che in questi impieghi “leggeri” il WP PUO’ “essere usato a certe condizioni”. Frase che IMPLICA CHIARAMENTE un obbligo legale.

    Continuiamo:

    “Ho scritto che non si può dire che gli Usa hanno colpito indiscriminatamente i civili, ma che senz’altro, invece, il Wp è stato usato in zone dove NON POTEVA essere usato, cioè in zone dove c’erano civili.” (enfasi mia)

    In questa frase ci viene confermato che NON SI POTEVA usare il WP. Ancora una volta un obbligo legale.

    Traccie del Protocollo III: nessuna.

    Per inciso, il commento “di emergenza” (11/06 20.00) scritto da MJ quando pensava che il suo precedente non fosse apparso online ribadisce: “ma che sia stato usato invece in zone dove NON POTEVA essere usato”.(enfasi mia)

    Adesso andiamo a vedere se Wellingon ha risposto: ”non hanno firmato, ma che violazione”.

    Risposta di Wellington sulla legalità della faccenda (commento 11/06 20.18): leggetelo: niente che riguardi la presunta legalità della faccenda WP/Falluja. WP o Falluja menzionati: ZERO volte.

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    Terzo commento di MJ (11/06 20.31)

    Qui si parla della mia asserzione seconda la quale il commento di MJ sulle WMD di Saddam fosse infantile. Ancora non viene menzionato il Protocollo III, tuttavia il WP viene menzionato:

    “Che non è consentito tra i civili e non è consentito nemmeno verso i combattenti, se usato come arma.”

    Idem con patate: NON E’ CONSENTITO…SE USATO COME ARMA. Evidentemente un’asserzione di tipo legale e non morale.

    E’ forse qui allora che Wellington ha risposto: ”non hanno firmato, ma che violazione”? Vediamo:

    commento seguente di Wellington (11/06 20.58.), la parte menzionante il WP del commento di MJ viene copiaincollata e gli si risponde:

    “Questo è stato affrontato a suo tempo, perciò, ti rimando al mio commento delle 19.20.”. Il quale dichiarava: “Ora quando si parla del WP a Falluja la mia posizione è di raccomandare di, partendo dal mio vecchio blog e usando il motore di ricerca interno, leggere i posts, i relativi commenti, seguire i links ed eventualmente ripassare in seguito.”

    Dov’è qui la domanda di tipo morale (“domandavo se era giusto farlo”)???

    Dov’è qui la risposta di tipo legale (“Mi è stato semplicemnte risposto :” non hanno firmato, ma che violazione”)???

    Quello che io vedo qui è un’ASSERZIONE di tipo DECISAMENTE LEGALE da una parte e un’invito ad approfondire la questione dove è già stata sviluppata in passato dall’altra.

    Nessuno ha chiesto “è giusto”. Nessuno ha risposto “è legale”.

    Segue un breve commento di wellington (11/06 21.07) sul link postato da MJ al 11/06 20.00, che riporteremo per intero:

    “L’articolo del Guardian è vecchio e non contiene niente che non sia stato affrontato a suo tempo ( sarebbe più corretto dire che non contiene NIENTE). Il che prova una volta di più che per discutere questa faccenda del WP tocca ripetere all’infinito le stesse cose. Il che poi è il motivo della mia nuova politica “vatti a cercare quello che ho già scritto”.

    In altre parole si ripete quanto di cui sopra: invito ad approfondire la questione dove è già stata sviluppata in passato.

    Segue un altro commento di wellington (11/06 21.41) con una errata corrige di nessuna importanza per la nostra ricostruzione.
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    Segue commento di MJ (12/06 09.07): qui viene menzionato per la prima volta il Protocollo III, e perciò forse è QUI che “FIN DA SUBITO” MJ ha “messo in chiaro” e le è stato “semplicemente risposto”. Forse per “subito” si intendeva questo commento, dato che è il primo in cui si menziona il Protocollo III. Vediamo se è così:

    “Pike dice che il Wp si può usare anche in zone civili, basta che non venga lanciato dall’alto. E io ti ho risposto che nel Protocollo III che lo regola questa regola non c’è, visto che parla solo di proibizione ”under alla circumstances” e non di circostanza d’uso.

    Pike dice che il WP non è stato usato in battaglia contro i nemici e invece è stato usato.

    Poi, Pike dice che comunque gli USa non hanno sottoscritto quella parte del trattato.
    E io trovo curioso che prima Pike dica che non l’hanno usato nei modi vietati e che poi precisi che ad ogni modo loro non hanno firmato il trattato. Ma forse questa è una ” curiosità” che a noi ” suggerisce” cose diverse. Senza contare cosa suggerisce a me il fatto che gli Usa non abbiano firmato quel trattato. Vabbeh.”

    Si parla solo di quello che asserisce Pike. Da nessuna parte viene “messo in chiaro” da parte di MJ che “non si può trattare di violazione”, ne’ viene domandato “se è giusto farlo”. MJ dichiara solo che PIKE “dice che” gli USA non hanno mai firmato. Seguono varie speculazioni e innuendo.

    Vediamo quindi che, per quanto il Protocollo III del CCW Treaty sia stato menzionato per la prima volta, non è stato dichiarato affatto che “ero a conoscenza del fatto che da parte Usa non si poteva trattare di ” violazione” in senso tecnico del III protocollo in questione”.

    Risposta di Wellington a questo commento (commenti di Wellington 12/06 14.20): leggetelo. Dato che la domanda “se è giusto farlo” non è stata mai fatta, in maniera poco sorprendente non c’è nessuna risposta ad essa. La parte relativa alla questione Falluja/WP del commento si risolve in una tragicomica descrizione di come la polemica (chiamata qui “gioco”) è andata avanti per inerzia e con una rinnovata constatazione che questo continua ancora oggi.

    Ergo ne’ in questo “subito”, ne’ nel “subito”" propriamente detto, è stato dichiarato da MJ che “non si può trattare di violazione”, ne’ chiesto da MJ “se era giusto farlo”, e naturalmente Wellington non ha mai risposto alla domanda che non gli è mai stata posta.

    Il “fin ad subito” è definitivamente saltato. E uno.

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    A questo punto ci si potrebbe anche fermare qui. Ma per pura pignoleria andiamo a vedere se effettivamente, anche se non “fin da subito”, è stato MESSO IN CHIARO che “non si poteva trattare di ” violazione” in senso tecnico del III protocollo in questione”, se è stato DOMANDATO “se era giusto farlo” e se è stato SEMPLICEMENTE RISPOSTO “non hanno firmato, ma che violazione”.

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    Commento di MJ 12/06 16.31: leggetelo:

    Riferimenti espliciti al Protocollo III Trattato CCW: zero.
    Domanda “è giusto”: assente.

    Tuttavia viene nuovamente dichiarato che il WP “è stato usato invece in circostanze ILLECITE”.(enfasi mia) e poco più in la: “Cose entrambe NON CONSENTITE”.(enfasi mia)

    Ergo, anche senza citare esplicitamente il trattato CCW viene nuovamente considerato l’aspetto legale dell’uso del WP a Falluja. Altro che “ho messo in chiaro che ero a conoscenza del fatto che da parte Usa non si poteva trattare di ”violazione” in senso tecnico del III protocollo”.

    Al contrario l’aspetto morale (“domandavo se era giusto farlo”) viene completamente ignorato.

    Il commento seguente di MJ (12/06 16.40) è ininfluente per la nostra ricostruzione perchè riguarda la questione del commento suppostamente infantile eccetera.

    Il risultante commento di Wellington (12/06 17.32), che risponde ai due precedenti di MJ, come naturale non risponde al quesito morale che MJ non ha mai posto (“è giusto?”) ma, dato che MJ parla di “circostanze illecite” e “cose non consentite” è Wellington a domandare, legittimamente, a MJ di dichiarare ciò che ella sostiene di aver “messo in chiaro” “fin da subito”. Cosa invece che, come abbiamo visto, in realtà non ha ancora mai fatto. E cioè che “da parte Usa non si poteva trattare di ”violazione” in senso tecnico del III protocollo in questione”

    Chiede Wellington: [non consentite] “Vuoi dire dal Protocollo mai sottoscritto?” Vediamo cosa risponderà MJ.

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    Commento 12/06 18.40: ovvero risposta di MJ al commento di Wellington (12/06 17.32)

    Dopo aver accusato Wellington di “non voler capire”, rimanda a un post+28 commenti di circa due anni prima da lei stessa linkato nel commento 12/06 09.07, e da lei presentato come “interessante anche perchè parla di ALTRE situazioni di propaganda” (nessun accenno al Trattato CCW), dicendo che è lì che ha detto che “NON si può parlare di massacro dovuto all’uso del WP a Falluja, perchè non credo che sia stato volutamente contro civili”, cosa che non risponde alla domanda sull’uso illecito e su cosa lo rende tale. E a seguire aggiunge. “Però, credo che a Falluja non si sia andati troppo per il sottile, utilizzando il WP amche in luoghi e contro obiettivi contro cui NON SI POTEVA USARE.” (enfasi mia), ribadendo quindi che a Falluja è stato fatto un uso illecito del WP, ma continuando a non precisare illecito secondo quale legge.

    In altre parole, dopo aver dichiarato alle 16.31 che il WP “è stato usato invece in circostanze ILLECITE”, le viene opportunamente chiesto, alle 17.32, “ILLECITE” secondo quale metro, e lei alle 18.40 risponde che se l’altro si fosse andato a rileggere un post di due anni fa e i suoi 28 commenti, da lei linkato senza alcun accenno esplicito alla sua importanza in tal senso, avrebbe saputo che lei aveva detto “non si può parlare di massacro” ma che crede che a Falluja il WP sia stato utilizzato in luoghi dove “NON SI POTEVA USARE”.

    Questo non solo non risponde alla domanda “Vuoi dire dal Protocollo mai sottoscritto?”, ma RIBADISCE l’asserzione che ha portato alla domanda. E naturalmente in tutto questo è l’altro che “non vuole capire”.

    Ma non finisce mica il cielo.

    MJ continua chiedendo: “Se si fa un trattato contro l’uso dei gas tossici in metropolitana e io non lo sottoscrivo, allora poi posso usarlo liberamente? Dal mio punto di vista ( e mi sembra anche assurdo doverlo scrivere), forse non sarò mai sottoposta a processo, però avrò sempre compiuto un atto riprorevole o che è stato riconosciuto come tale.”

    E’ questa finalmente la tanto attesa “domanda morale” (e relativa opinione personale)? Quella che, secondo MJ, ella avrebbe posto DOPO aver “messo in chiaro” “fin da subito” che “da parte Usa non si poteva trattare di ” violazione” in senso tecnico del III protocollo in questione”? Cosa che invece non le abbiamo ancora visto fare ne’ subito ne’ altrimenti?

    No. Si tratta evidentemente ANCORA di una domanda di tipo legale. “Se si fa un trattato contro l’uso dei gas tossici in metropolitana e io non lo sottoscrivo, allora poi posso usarlo liberamente?” La risposta, legalmente parlando, è si. Se non si firma un trattato, non si è obbligati a rispettarlo. Elementare.

    E’ l’opinione personale, perfettamente legittima, di MJ che segue a contenere invece un giudizio morale: “forse non sarò mai sottoposta a processo, però avrò sempre compiuto un atto riprorevole o che è stato riconosciuto come tale.”

    Sfortunatamente però si tratta di un’affermazione, non di una domanda.

    “RIPROVEVOLE” è un giudizio morale. “ILLECITO” una questione legale.

    Il quesito morale (“domandavo se era giusto farlo”) ancora manca all’appello.

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    Naturalmente, nel seguente commento di Wellington (12/06 23.48), si commenta da un punto di vista GIURIDICO la domanda GIURIDICA di MJ: “Per quanto riguarda i trattati internazionali sullo Ius in Bellum. Si tratta di accordi tra nazioni sovrane. Ne’ più e ne’ meno.”

    E si aggiunge: “Perciò sostenere che è cattivo chi non ne firma uno è come sostenere che se nel mio condominio fanno tutti parte del Rotary Club vi devo far parte anch’io”.

    Osservazione filosoficamente corretta che MJ trova esteticamente frivola (ma questo non c’entra), ma che evidentemente non voleva essere affatto una replica al disappunto morale di MJ rivolto ALL’USO DEL GAS IN METROPOLITANA (“avrò sempre compiuto un atto riprorevole o che è stato riconosciuto come tale”), bensì a quello rivolto ALLA NON-RATIFICA DEI TRATTATI INTERNAZIONALI da lei espresso nello stesso commento 12/06 18.40: “Riguardo al fatto che gli Usa non avrebbero compiuto violazioni al trattato perchè non l’hanno sottoscritto, trovo questa risposta un po’ imbarazzante da opporre”. Altro giudizio morale (l’imbarazzo), su altra questione (la mancata ratifica del trattato). Di qui la (ora famigerata) metafora del Rotary.

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    Ricapitolando, finora, dopo essersi rivelato inesatto che MJ abbia chiarito “fin da subito” che “da parte Usa non si poteva trattare di ”violazione” in senso tecnico del III protocollo in questione”, cosa che non ha fatto del tutto, mancano anche all’appello il quesito morale “era giusto farlo?” e relativa risposta.

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    Al commento 13/06 11.49 il dibattito sfocia nella filosofia politica e nella teoria delle relazioni internazionali, MJ contesta l’affermazione di Wellington secondo la quale le nazioni non sono obbligate a sottoscrivere qualsivoglia trattato, e rimprovera esplicitamente agli USA di non aver sottoscritto un non meglio specificato trattato che “non parlava di cose frivole” (presumibilmente si allude al CCW) e aggiunge una frase inerentemente contraddittoria: “SE qualcuno non rispetta quella regola forse io non posso citarlo in giudizio, resta che ha rotto le regole di convivenza con gli altri”.

    Ancora una volta: niente “messa in chiaro” e niente “domanda”.

    Wellington al 13/06 14.16 ovviamente non risponde alla “domanda” (“era giusto farlo”), che ancora non è stata posta, ma contesta l’idea che le nazioni siano tenute a firmare determinati trattati, e aggiunge un’obiezione su un esempio portato da MJ in conversazione con un altro degli intervenuti.

    Ma il tutto non ha niente a che vedere con i nostri due desaparecidos (la “domanda” e la “semplice risposta”), ed è perciò irrilevante in questo contesto.

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    Nel commento 13/06 17.24 MJ, dopo che gli si è fatto notare che gli USA hanno ratificato il CCW tranne il Protocollo III, rimprovera gli USA per non aver firmato tale Protocollo, portandolo come esempio per contestare l’opinione di Wellington secondo la quale le Nazioni non hanno nessun obbligo in tal senso e affermando altrimenti.

    Ma Ancora una volta niente “domanda” ne’ “messa in chiaro”.

    Vi sono inoltre due esempi teorici, nessuno dei quali parla della questione di Falluja e del WP, ma che avrebbero dovuto esserne, mi pare di capire, una metafora:

    Nel primo, terribilmente confusionario dal punto di vista fattuale e non molto chiaro, si chiede se nel caso che l’Iran usasse l’atomica a scopi difensivi anche se questo utilizzo fosse vietato da un trattato che l’Iran non ha mai sottoscritto “non si dovrebbe fare una piega”. “Non si dovrebbe fare una piega” ha un significato oscuro. “Fare una piega” da che punto di vista? Legale? Geostrategico? Morale? Militare? Un esempio incomprensibile perchè male espresso è un esempio inutile e quindi non può che venire cestinato.

    Il secondo invece sembra porre proprio il nostro quesito morale sotto metafora. Solo che non si tratta di una domanda, bensì di un rimprovero: “Cioè, tu scrivi questo e non ti afferra un sentore di ridicolo, no.”

    A Wellington non viene chiesto “se era giusto farlo”, gli viene rimproverato di aver scritto che lo era. Ma come abbiamo potuto vedere, Wellington non ha mai risposto alla domanda “era giusto” per il semplice motivo che la domanda non è mai stata posta. Ne’ in precedenza ne’ in questo esempio. E quindi egli non può materialmente avere scritto una tale cosa. Risultato: esempio numero due giudicato inutile e cestinato di brutto.

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    Quindi, non sorprendentemente, nel suo commento di risposta (13/06 19.15) Wellington tralascia completamente i due, del tutto irrilevanti, esempi e si limita a commentare sulla questione dei trattati e della sovranità. E nel farlo, incidentalmente, nota che MJ non ha mai fatto proprio ciò che, a suo dire, ha “messo in chiaro” “fin da subito” e che invece, abbiamo visto, non ha mai nemmeno sfiorato. E cioè dichiarare che “da parte Usa non si poteva trattare di ” violazione” in senso tecnico del III protocollo in questione”.

    Wellington: “Perciò se si tratta solo di critica, e non di accusa di illegalità, a che scopo citare in continuazione quel protocollo? Se incominciassi i tuoi commenti dicendo: “gli USA non hanno fatto niente di illegale usando il WP a Falluja ma io penso che sia moralmente sbagliato” io non avrei motivo per controbattere, se non sui fatti”.

    Al commento 14/06 10.26 MJ risponde a Wellington:

    “E ho anche scritto :” forse gli usa non potrano mai essere chiamati a rispondere di questo crimine ( devo specificare che è un crimine sotto i criteri di QUEL protocollo?), resta che l’uso in quelle condizioni è riprorevole e moralmente inaccetabile”. Cos’è, mi si chiede di specificare quello che ho già specificato. Chi è che fa finta di non capire?”

    Citazione che come vedremo si rivelerà inesistente.

    Quindi MJ riferendosi al suo precedente esempio sull’Iran, dice: “IL senso della mia domanda era( e trovo mortificante doverlo spiegare ). Quando parlo di violazione di un articolo di un Trattato voi mi opponete la risposta: ma tanto gli usa quel trattato non l’hanno firmato, quindi non si può parlare di violazione. Ok. Ma andrebbe bene? Sarebbe accettabile?”

    Sfortunatamente però, come abbiamo visto, l’esempio sull’Iran era inutilizzabile in quanto oscuro e vi si è perciò glissato sopra.

    MJ prosegue: “Faccio questa domanda non perchè nello specifico vorrei chiedere la condanna morale di quell’atto. L’ho già fatto, e ho visto che a questo non rispondete. Solo per farvi notare come eludiate la questione di fondo.”

    La “domanda” in realtà non è mai stata posta, perchè l’esempio era incomprensibile, ne’, come abbiamo visto, era mai stata posta in precedenza. Nondimeno si sostiene di averlo fatto e si accusa qualcuno al plurale di non rispondere.

    Inoltre da notare che qui non si CHIEDE SE è morale, si ESIGE una condanna morale. Ergo, non si tratta di una richiesta di un’opinione morale ma di UN APPELLO ad AVERE UNA DETERMINATA morale.

    In ogni caso la ormai mitica domanda: “se era giusto farlo” ancora non è stata posta. E stiamo ancora aspettando la “messa in chiaro”.

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    Nel commento 14/06 15.03 Wellington chiede a MJ di aiutarlo a trovare la citazione ” forse gli usa non potrano mai essere chiamati a rispondere di questo crimine ( devo specificare che è un crimine sotto i criteri di QUEL protocollo?), resta che l’uso in quelle condizioni è riprorevole e moralmente inaccetabile” che lei sostiene di aver scritto in uno dei commenti.

    Dopodichè Wellington commenta l’APPELLO (perchè domanda non era) di MJ a condannare moralmente “quell’atto” di Falluja. La sua risposta è: “Dato che, a differenza tua, io non ritengo, allo stato dei fatti, che a Falluja siano state commesse “stragi nascoste”, non vedo perchè dovrei condannare moralmente quello che non ritengo esista”.

    Ancora una volta, la DOMANDA non è stata posta, e quindi naturalmente la risposta non viene data.

    Nella sua risposta 15/06 11.39 MJ segnala a Wellington una citazione completamente diversa da quella precedentemente citata e che lui le aveva chiesto per favore di trovare. Citazione che evidentemente non esisteva.

    Ma soprattutto, spiegando l’oscuro esempio dell’Iran, finalmente MJ arriva a porre la fatidica domanda: “Lo ripeto: forse non sarà possibile portare in giudizio quella nazione, ma il suo gesto è meno sanzionabile? Meno riprorevole, moralmente inaccettabile, etc?”

    Ovviamente la domanda viene posta per la prima volta, e niente affatto ripetuta. Inoltre non parla esplicitamente degli USA a Falluja, ma diciamo che si capisce lo stesso.

    E aggiunge MJ: “mi si è risposto che gli usa non hanno firmato il protocollo, etc”. Naturalmente non c’è stata nessuna risposta perchè non c’era stata nessuna domanda. Inoltre MJ continua, pur avendo SPECIFICATO che la sua è una domanda morale, a parlare di “azione illecita”. C’è da far perdere l’orientamento anche a Dedalo.

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    Ora che abbiamo finalmente la nostra domanda “se era giusto farlo” posta per la PRIMA volta (e non proprio “fin da subito”), anche se ancora manca la “messa in chiaro” che MJ era “a conoscenza del fatto che da parte Usa non si poteva trattare di ”violazione” in senso tecnico del III protocollo in questione”, andiamo a vedere se la risposta è stata effettivamente sul tono e contenuto de “non hanno firmato, ma che violazione”.

    Risposta di wellington 15/06 16.10:

    Selezionando la domanda “Allora, basta non firmare un protocollo per essere liberi da obblighi?”, dal labirinto delle domande a carattere legale e morale appena attraversato Wellington risponde:

    “Legalmente si. Come abbiamo detto i trattati internazionali sono accordi tra nazioni sovrane. Non c’è niente di supersovrano al di sopra delle Nazioni. Il secchio si ferma li. Non si tratta di una mia opinione ma dello stato attuale delle relazioni internazionali, che non stabilisco certo io. Da un punto di vista morale invece, si tratta di giudizi di valore. E lì ognuno ha i suoi.”

    Vediamo quindi che la risposta è stata data. Ma è la risposta che MJ accusa Wellington di aver dato?

    Mj sostiene di aver chiesto, riguardo l’uso del WP a Falluja, la domanda morale “se era giusto farlo”. E sostiene che la risposta di Wellington è stata qualcosa di simile a: “non hanno firmato, ma che violazione”.

    In realtà vediamo che la risposta di Wellington distingue chiaramente tra aspetti legali e aspetti morali della faccenda. Di fatto si tratta di due risposte separate. Wellington non ha affatto dato una risposta di tipo legale a una domanda di tipo morale.

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    A questo punto abbiamo due pezzi del puzzle su tre. Abbiamo visto che il “fin da subito” era una balla perchè la domanda morale “è giusto farlo” non è stata posta che a conversazione moooolto inoltrata. E abbiamo visto che la risposta non è stata affatto “non hanno firmato, ma che violazione”.

    Ma manca ancora la “messa in chiaro” “del fatto che da parte Usa non si poteva trattare di ”violazione” in senso tecnico del III protocollo in questione”. Si sono portati esempi e similitudini, tipo “forse non sarò mai sottoposta a processo, però avrò sempre compiuto un atto riprorevole o che è stato riconosciuto come tale” (12/06 18.40), ma mai è stato detto qualcosa nel segno di: “gli USA a Falluja non hanno violato nessun Protocollo di cui siano firmatari”. Al contrario, riguardo alla questione del WP/Falluja, si è continuato spesso e volentieri a ripetere espressioni come come “azioni illecite”, “non poteva essere usato” ed altre con una ovvia connotazione legale.

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    Nel commento 16/06 11.46 poi MJ sostiene che Wellington “finalmente” ha risposto alla sua domanda, ma non specifica quale. Sostiene che: “Dici che hai risposto a questa domanda quando alle mie obiezioni sull’illecità di un atto ritenuto illecito (?!?!?) (enfasi mia) hai detto che gli Usa non lo hanno firmato e poi hai specificato che secondo te non erano obbligati. QUESTA è la tua risposta e la tua considerazione morale. Ok.”

    Non so esattamente DOVE ho detto “questo”, ma non si tratta affatto della “mia risposta”, che invece è quella riportata qui poco più sopra, ne’ si tratta della mia “considerazione morale”, anche quella riportata qui poco più sopra subito dopo quella giuridica. Si tratta invece evidentemente di una semplice constatazione dello stato di fatto senza nessuna implicazione morale. Nessuna Nazione è obbligata a firmare alcunchè. E come ho già detto, cito: “non si tratta di una mia opinione ma dello stato attuale delle relazioni internazionali, che non stabilisco certo io.”

    E in questo ultimo commento, ancora nessuna traccia del terzo pezzo del puzzle.

    ———————————————————
    Concludendo:

    Questa lunga ricostruzione ha dimostrato che la dichiarazione iniziale dell’ultimo commento a me indirizzato dalla signora/ina MJ:

    (“Wellington, o l’arte di menar il cane per l’aria. Anzi, d’ora in poi per me ci saranno due categorie di svicolamento, il Menar il Can per l’aia e il ” fare come Wellington”, ovvero menar il can per l’aia all’ennesima potenza. Fin da subito ho messo in chiaro che ero a conoscenza del fatto che da parte Usa non si poteva trattare di ”violazione” in senso tecnico del III protocollo in questione , e però domandavo se era giusto farlo. Mi è stato semplicemnte risposto :” non hanno firmato, ma che violazione”).

    si è dimostrata palesemente falsa. Un’autentica montatura.

    Ciò lascia la strada aperta a solo due possibili interpretazioni:

    1) la signora/ina MJ è in malafede,

    2) la signora/ina MJ non è capace di seguire il semplice filo logico di un discorso.

    Salvo poi accusare gli altri di “menare il can per l’aia”.

    Pertanto non credo di sorprendere nessuno se faccio presente che questa mia conversazione con la suddetta, che ha già preso un mucchio del mio tempo senza nessun risultato apprezzabile, termina qui.

    Per quanto riguarda ciò che segue nel suo ultimo commento non perderò altro tempo, non dico a commentarlo, ma nemmeno a leggerlo. La prima parte qualifica tutto il resto. E lo stesso vale per quelli che dovessero seguire.

    Tra l’altro questa conclusiva ricostruzione è un’ottimo esempio del modus operandi degli essiccatori di frutta.

  2. Giudice Santi Licheri scrive:

    Mj & Wellington, in via equitativa (non significa andando a cavallo) vi dichiaro entrambi colpevoli di aver riempito il post di commenti inutili di botta e risposta che non hanno portato a nulla e non hanno arricchito nessuno al di fuori del vostro ego.

  3. baron litron scrive:

    no, Alessandro, scusami tanto, non guatarti i denti per causa mia….
    la mia era solo una puntualizzazione automatica che deriva dal mio mangiare con le parole (sono traduttore)….
    e in generale dal progressivo abbrutimento che subisce la nostra (ex) meravigliosa lingua italiana.
    non ne faccio certo una colpa a te, anzi nei tuoi pezzi (e non solo nei tuoi per fortuna) vedo rispetto, ricerca, un certo equilibrio, e il tentativo di esaminare la situazione con occhio pacato, qualità tutte non comuni.
    infatti certe espressioni le odio proprio perché di per sé stesse si pongono al di fuori dell’osservazione e del ragionamento, perché sono diventate coppie fisse. e ce ne sono a migliara, tanto che a volte viene la tentazione di giocarci lavorando su assonanze e doppi sensi….
    bella attività per chi avesse abbastanza voglia e abilità.

    p.s., in ogni caso è difficile mirare a qualcosa se la tua arma è priva di mirino. una fionda è assai più precisa di un qassam e, credimi, ho usato quell’esempio perché aveva rapporto diretto (geografico ed etnico) con le azioni degli israeliani, più che fare un paragone tra le reciproche scorrettezze…..

    salutàmm’….

  4. Mj scrive:

    Hai ragione, Wellington. Non è vero che ” fin da subito ho messo in chiaro”, perchè io da subito, invece, ho soltanto detto che NON volevo smentire te, ma volevo solo fare delle puntualizzazioni. LE mie domanda le ho fatto solo dopo.

    ( Non volevo smentirti, pensa te. Figuriamoci se invece sì,chissà quanto saresti andato avanti )
    Cmq, GRAVE imprecisione, da parte mia. Me ne pento e dolgo, hai ragione.Ma tu dai un nuovo significato al ” menare il can per l’aia”, davvero. Ora però basta, ho smesso di leggere il tuo intervento dopo poche righe.

    Giudice Sante Licheri, non hai tutti i torti. Certe volte il meccanismo di botta-risposta ti prende. Sicuramente più del consentito. A mia ” parziale ” discolpa , posso solo dire che non era mia intenzione. Come ho detto, volevo solo fare delle puntualizzazioni, forse per dare almeno una piccola voce a persone che hanno perso la vita, ai quali si pretendeva di portare la ” libertà” e che invece sembra che non meritassero nemmeno un accenno, un’attenzione.

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