Inchiesta molesta sulla sessualità giovanile 2
06/11/2008 - Ma Lesia non è di questo avviso e continua: “Il mio problema non è la paura del dolore ma un ripudio totale verso la cosa. Fa schifo e secondo me non vuol dire fare l’amore ma sesso e basta. è
Ma Lesia non è di questo avviso e continua: “Il mio problema non è la paura del dolore ma un ripudio totale verso la cosa. Fa schifo e secondo me non vuol dire fare l’amore ma sesso e basta. è solo un modo
per provare piacere strumentalizzando la partner“. Non me ne parlare, penso la stessa cosa degli asparagi, anche se c’è gente che si ostina a chiamarlo cibo. Io continuo a pensare che il modo migliore per strumentalizzare la partner sia metterle una scopa in mano e farle ramazzare la stanza, ma si sa, de gustibus non disputandum est e il mondo è bello perché è vario. Dopo l’argomentazione “non è fare l’amore, è solo sesso”, che più che un deterrente mi sembra un incentivo, non poteva mancare l’appello ad naturam, che si basa sul principio per il quale se il divino architetto ha stabilito che qui c’è il salone tu non puoi ristrutturarlo per farci un angolo cottura: “Il pene è fatto per entrare nella vagina, non vi basta un buco….i froci usano l’ano“.
NO, NON CE NE BASTA UNO – Una volta che ti sei fatto un buco ne vuoi sempre di più, uno, due, tre. Inizi con una sega leggera a quattordici anni, e a diciotto ti stai già facendo inchiappettare da una schiera di lama (sputano per lubrificare, mica per altro). E poi basta con questo politicamente corretto, basta chiamarli froci, je piace piallo ar culo e allora chiamiamo le cose con il loro nome: frù-frù. “Il mio ragazzo ora non ci prova quasi più, apparte quando è eccitatittimo (sic) e lo sfiora solo saltuariamente con un dito mentre mi tocca il clitoride passando da dietro (coi libri di scuola ti piace studiare), ma ogni volta stò in campana perchè non voglio e basta“. Brava, non abbassare mai la guardia, come un veterano tornato dal Vietnam, come in un disturbo post-traumatico da stress, quello che ci piace nel tuo rapporto è la fiducia reciproca, che appena gli volti le spalle, zac!, so’ tutti amici quando te gira bene, ma quando te gira male chi li sente più?
CLOACA MAXIMA – Finalmente in questo baillame di etica medievale e metafisica anale giunge una parola illuminante da DarkQueen che per placare gli animi si rifà dottamente all’Encyclopédie di Diderot e
D’Alembert: “Io nn lo farei mai!! il motivo?? Molti rimangono incastrati…“. “Molti” mi sembra riduttivo, direi più correttamente “tutti”. C’è un mio amico che l’ha fatto una volta nel ’84 e ora gira implementato nella sua partner, e anche andare a comprare le sigarette è diventato un problema. Speriamo che la scienza prima o poi dica basta a questa orrenda piaga e trovi un encefalo da trapiantare anche per te. Puntuale come una multa inventata da un assistente del traffico arriva la solita domanda tratta da Esplorando il corpo umano: “Sicuramente la domanda è banale, ma voglio solo la conferma. Se facendo sesso anale lui se ne viene dentro, è possibile restare incinte? Non prendetemi in giro x la domanda…please!“. Ma certo che è possibile, a condizione però che tu abbia una cloaca. Vedi, gli orifizi del corpo sono tutti segretamente in contatto tra loro, come i chakra. Se uno ad esempio ti eiacula in tasca, devi subito correre a prendere la pillola del giorno dopo altrimenti rischi di avere una progenie, e dio solo sa quanto il mondo non ne abbia bisogno.
MINIMUM RISK – “C’è un minimo rischio, ma non è dovuto al fatto che l’ano è fecondabile“. Io non ne sarei così sicuro, non le direi con questa sicumera. è fecondabile o non è fecondabile? Dipende, l’hai innaffiato prima o no? La fecondabilità o meno di una zona non dipende dalla locazione ma dal fatto che ci siano o meno dei pistilli. L’alluce è fecondabile o non è fecondabile? Dipende, una mia amica ha dovuto abortire una caccola del piede al terzo mese perché non aveva preso precauzioni. Il segreto sta tutto nella corolla, non dimenticarlo. C’è poi chi assume sulla questione una posizione nettamente tomistico-agostiniana, vale a dire che il sesso anale va bene, purché faccia male: “Ma che vasellina e vasellina!! le odio ste cose!!! all’inizio si soffre, ed è giusto cosi’..dopo un po’ il buco si allarga e inizi a provare piacere, mentre ti penetra dentro e fuori c’è la fuoriuscita del liquido lubrificante dal pene e scivola che è un piacere!!!“. Non solo è giusto, ma è addirittura doveroso, perché altrimenti Gesù piange, che ti diverti a gratis. Ora io non so voi come state messi, ma ho come il sospetto che il “liquido lubrificante che esce dal pene” potrebbe essere a stento sufficiente per lubrificar
e l’ano di un batterio (provate a visualizzarlo, è un’esperienza mistica). Poi magari non so, il tuo amico viene convocato alle manifestazioni per disperdere i facinorosi, ma non ne farei una regola generale.
CHIUDIAMO CON UNA PERLA – Una di quelle che non avrebbe bisogno di commenti, che ci mostra come la natura oltre che madre possa anche essere arcigna matrigna: “Ma solo a me, dopo ke mi sono fatta sfondare l’ano dal mio partner sessuale, esce spontaneamente la cacca dal sedere? Un volta ero in macchina con uno ed è successo…gli ho sporcato tutti i sedili e lui si è inca talmente tanto ke mi ha tirato una ciaffata!. Ha fatto bene a tirarti una ciaffata, perché una che dice “mi sono fatta sfondare l’ano” non merita niente di più e niente di meno. E su queste note soavi, su queste sfumature pastello, chiudiamo la seconda parte della nostra indagine sulla sessualità dei ggiovani d’oggi, certi che giovedì prossimo, come tutti i giovedì, ci ritroveremo qui, tra un ano e un bicchier di vino, voglia di bestemmiare. Sipario.













comunque levate quel culo nel post. è offensivo e lesivo della dignita della donna e comunque oramai l’ho messo come sfondo del desktop.
Interessante la tesi che vede il dolore come un passaggio doveroso.
“Interessante la tesi che vede il dolore come un passaggio doveroso.”
E’ catartico.
le foto mi sono piaciute tutte
Franco: catartico il dolore, la tesi oppure l’interesse in me suscitato?
laislabonita, è catartico il raggiungimento del piacere attraverso il dolore.