Il MoVimento 5 Stelle e la minaccia OGM

adriano zaccagnini movimento 5 stelle

Metà untori, metà Big Pharma: tutti quelli che attentano alle nostre placide e biologiche vite

Nell’intervento di Adriano Zaccagnini alla Camera dei Deputati “Contro gli OGM”, si agitano i soliti fantasmi contro gli organismi geneticamente modificati (OGM). Questi fantasmi si radicano un po’ in un pigro tradizionalismo, un po’ nell’ignoranza, un po’ in un’ostinata e generica nostalgia per il bel tempo che fu. Quando parlo di ignoranza penso sempre ai “pomodori senza geni”: in una delle rilevazioni sulla conoscenza delle biotecnologie, condotte qualche anno fa da Observa, il 28% degli intervistati rispose che è vero che “i comuni pomodori non contengono geni mentre quelli geneticamente modificati sì” (cui va aggiunto il 19,5% che non sapeva). E i geni, si sa, sono molto pericolosi. Quasi il 45% ha risposto poi che “gli animali geneticamente modificati sono sempre più grandi di quelli comuni” – e un animale più grande in genere fa più paura, è più minaccioso. Questo è più o meno il contesto in cui nasce e viene nutrito il sospetto verso gli OGM, cullato da allucinazioni “biologiche” a chilometro zero.

COSA SONO GLI OGM? – Zaccagnini non dice nulla di nuovo, ma tocca più o meno le corde ormai inspessite a forza di ripetere gli stessi luoghi comuni. Il primo è proprio quello di considerare gli OGM come un insieme omogeneo per i quali è possibile parlare in generale, e sui quali ci si può domandare: sono pericolosi? Dipende, appunto. Vanno valutati caso per caso, ma anni e anni di ricerche indicano un livello di rischio minimo (non esiste il rischio zero, mettiamoci l’anima in pace). Gli OGM sono organismi nei quali vengono inseriti alcuni geni estranei utilizzando la tecnica del DNA ricombinante (sono passati 30 anni dalla prima volta, come ci ricorda Anna Meldolesi  qualche settimana fa). Non costituiscono una riserva indiana nel mondo vegetale, ma sono organismi definiti così per le modalità con cui sono stati prodotti. L’agricoltura da sempre sperimenta, modifica, incrocia. Oggi è possibile farlo con una tecnica più precisa. Perché scatena tanto terrore?

adriano zaccagnini movimento 5 stelle

IL MITO DEL BIOLOGICO – La precisione della tecnica, per Zaccagnini e i fautori del “biologico”, rappresenta una minaccia terribile, tanto che è “doveroso intervenire urgentemente per fermare la prossima semina che minaccia di essere OGM e che nel periodo di fioritura contaminerà irreversibilmente le nostre coltivazioni”.
La minaccia di organismi untori, che infetteranno tutte gli altri, fa certamente molta paura: già ci immaginiamo mais altissimi, con poteri incontrastabili e con effetti terrificanti. Ma il mais geneticamente modificato è mais, non è una specie di mostro mitologico che ci si rivolta contro, per punirci della nostra tracotanza e per avere tradito l’arcadia dei campi che non è mai esistita. La contaminazione è un’idea da distopia agricola, disinteressata – la distopia – a conoscere come sono fatti gli organismi che vengono presentati come i distruttori della prateria.

INTERESSI ECONOMICI – “Il mercato – continua Zaccagnini – rappresenta un volano di interessi economici di enorme portata. Questi introiti andrebbero solo alle grandi multinazionali del biotech, come Monsanto”. L’applauso è inevitabile. Ogni volta che si trova il cattivo, vero o presunto, si può tirare un sospiro di sollievo. Big Pharma in versione biotech cospira contro di noi, vuole guadagnare a scapito della nostra salute, mentre Slow Food è una specie di Caritas biologica, un’associazione disinteressata al profitto e intrinsecamente buona. Identificare gli OGM con un’azienda X è scorretto, e anche se quell’azienda ha commesso errori non potremmo da questo trarre alcuna implicazione sugli OGM stessi. E se non bastasse l’ombra degli interessi economici, se non fermiamo l’esercito OGM il rischio è di causare una “contaminazione delle colture europee che minano pratiche millenarie”, come il cacao (arrivato in Europa all’inizio del XVI secolo) o come le patate (arrivate un po’ dopo il cacao). O come anche il mais, sbarcato in Europa più o meno negli stessi anni.

SICUREZZA ALIMENTARE – La vulgata vuole che gli OGM costituiscano una “minaccia per la salute dei cittadini”. Come già ho detto è scorretto parlare di OGM come gruppo omogeneo. Ancora più scorretto credere che la radice della loro pericolosità stia nella “non naturalità”, come se tutto ciò che è naturale fosse benefico. Come l’amanita virosa – un fungo mortale, ma perfettamente naturale (chiamato anche angelo distruttore). O come le numerose e naturalissime piante velenose o tossiche. Non essendo dei mostri mitologici non si capisce come gli OGM avrebbero la capacità di distruggere i terreni, di compromettere la biodiversità, di andare esclusivamente a vantaggio dei giganti latifondisti e di avviare una “spirale di dipendenza” dei piccoli coltivatori, costretti secondo Zaccagnini, a comprare ogni anno “sementi brevettati e non riproducibili” (il cosiddetto e inesistente “terminator”,  bufala agricola come la fragola-pesce). Da qui il tracollo economico e i suicidi, “lampante testimonianza”.  Mentre cerco gli studi secondo cui – come ha sostenuto Zaccagnini verso la fine del suo intervento – sarebbe una fandonia che alcuni OGM porterebbero a usare meno pesticidi – è una balla accertata negli Usa, dice, perché gli OGM diventerebbero resistenti ai pesticidi e quindi ciao – dicevo mentre cerco questi studi, vi elenco un breve vademecum sugli OGM.
Per chi volesse saperne di più prima di decidere come pensare:
Il tag OGM di Dario Bressanini.
Criminal Mais di Marco Cattaneo, e Criminal Mais – seconda stagione.
Salmone.
Il tag OGM di Anna Meldolesi.
Il tag OGM di Bioetica

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