“Secondo un calcolo empirico, una grandissima parte del nostro Paese risulta intercettata“. In una nazione normale, quando un ministro della Giustizia appena eletto se ne esce con dichiarazioni del genere, l’attenzione dell’opinione pubblica dovrebbe andare al massimo. Specialmente quando dice tutto ciò in un’occasione ufficiale come la
Commissione Giustizia della Camera: “È un fatto acclarato e condiviso. E poi il numero delle intercettazioni fatto nel nostro Paese, 100 mila all’anno, non è giustificato dal numero degli abitanti visto che negli Stati Uniti se ne fanno 1700 e in Svizzera ad esempio 1300; spesso il Codice è stato violato senza che ci siano state condanne rinvenibili» per questo reato“. Insomma, una vergogna. Un’ignominia, un’infamia indegna di un paese civile. E anche costosa, ci fa sapere l’Alfano, in maniera non più sostenibile da un’amministrazione pubblica che deve tagliare i costi se vuole sopravvivere.
Peccato che le cose non stiano così. Lo spiega Carlo Bonini su Repubblica : “Quel primo numero, dunque - 124.845 - racconta di una popolazione di ascoltati meno fitta di quel che appare. Verosimilmente inferiore agli 80 mila indagati, meno dello 0,2 per cento della popolazione del nostro Paese. [...] Anche sulla spesa, c’è qualche sorpresa. Nonostante nel 2007 le utenze intercettate abbiano raggiunto il numero più alto degli ultimi sei anni, il risparmio è stato di 84 milioni di euro rispetto al 2005 e di 5 rispetto al 2006. [...] “Le intercettazioni si mangiano un terzo delle spese di giustizia”. Ma anche questa circostanza non appare esatta. Il bilancio per la giustizia del 2007 è stato di 7 miliardi di euro, di cui i 224 milioni per intercettazioni non rappresentano evidentemente il 30 per cento. Al contrario, quella cifra è un terzo di uno dei capitoli di bilancio del ministero. Quello cosiddetto delle “spese di giustizia obbligatorie“. Quelle, per intendersi, su cui gravano anche i consulenti, i periti. Le stesse spese al cui pagamento è condannato, per legge, “l’intercettato” riconosciuto colpevole e che, normalmente, il ministero rinuncia quasi sempre ad esigere.
Insomma, basta fare un po’ di tara e si scopre che le parole del ministro sono allarmistiche, infondate, praticamente false. Ovviamente, a notare tutto ciò non dovrebbe essere, in primo luogo, un giornalista, ma l’opposizione in parlamento. La quale dovrebbe essere in possesso di numeri in grado di zittire Alfano, mostrarglieli e attendere la sua risposta, che non può essere che di diniego. Ma tutto questo in Italia non accade. Perché l’Al lupo Al lupo gridato sulle intercettazioni è assolutamente bipartizan: nei vari scandali che si sono susseguiti in questi anni son finiti dentro personaggi insospettabili, oltre a tutti i vari mammasantissima e agli “homines novi” della finanza di questi anni. E’ accaduto a causa di un cavillo di legge: non si può intercettare il telefonino di un parlamentare senza autorizzazione - e questo già di per sé porta un clima di impunità per la classe politica - ma si possono ascoltare e rendere pubbliche (una volta che l’indagine è conclusa) quelle di un privato cittadino, anche quando è al telefono con un onorevole.
Per questo la proposta di Silvio raccoglierà consenso unanime presso l’establishment: perché sembra fatta su misura per garantire l’impunità a tutta la classe dirigente del paese. Anche con le aggiunte su concussione e corruzione richieste dalla Lega, ad esempio, rimarrà vietato intercettare quando sono in ballo reati come l’aggiotaggio e l’insider trading. Ovvero, proprio quei reati che hanno consentito le intercettazioni di Fiorani - con il governatore della Banca d’Italia Fazio - e Consorte e Ricucci - con tutto lo stato maggiore degli allora Ds. Non parliamo di renderle pubbliche: anche quello ai giornalisti non sarà consentito.
E invece dovrebbe essere il contrario. Perché in un paese normale il cittadino comune dovrebbe essere in grado di sapere, anche se per caso e come risultanza di un’indagine, cosa dice la classe politica e l’alta finanza al telefono. Solo così il cittadino è in grado di esprimere un voto consapevole. Consapevole, ad esempio, che se D’Alema ritiene Ricucci un astro nascente del nostro capitalismo, in contrapposizione con i signori dei salotti, il cittadino - a cui basta guardare in faccia l’ex marito di Anna Falchi per capire - può legittimamente comprendere che il sopracitato D’Alema non è che ci colga tanto, con i giudizi sulle persone. Perché puoi fare un errore una volta definendo Gnutti un “capitano coraggioso“, ma se questo accade sempre, sei tu che non ci sai cogliere. E forse la ricerca delle partnership finanziarie non fa per te: occupati d’altro. Invece mi sa che tutto questo si farà. Perché alla fin fine conviene davvero a tutti, anche a chi oggi urla facendo finta di dissentire. O magari sta usando le intercettazioni come merce di scambio per garantirsi la permanenza sulla poltrona più alta del Partito Democratico. Perché, se Veltroni sta oggi dove sta, è soprattutto perché il suo nome non venne mai fuori durante la maledetta estate dei furbetti del quartierino. A ragione, visto che lui ha sempre preferito i rapporti con gente più solida (costrutturi, quelli veri, soprattutto, e banchieri). Quindi, una retromarcia sulle intercettazioni si farà solo se come partita di scambio arriva qualcos’altro. E non è detto che sia un’ipotesi così peregrina…

























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
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Alfano: “sotto controllo i telefonini di gran parte del Paese”. Peccato che non sia vero. Ma la furbata delle intercetta…
“Secondo un calcolo empirico, una grandissima parte del nostro Paese risulta intercettata”. In una nazione normale, quando un ministro della Giustizia appena eletto se ne esce con dichiarazioni del genere, l’attenzione dell’opinione pubblica dovreb…
Alfano: “Sotto controllo i telefonini di gran parte del Paese”. Peccato che non sia vero….
“Secondo un calcolo empirico, una grandissima parte del nostro Paese risulta intercettata”. In una nazione normale, quando un ministro della Giustizia appena eletto se ne esce con dichiarazioni del genere, l’attenzione dell’opinione pubblica dovreb…
Stamattina sono uscita per la mia solita corsetta quotidiana al fresco, ma l’articolo di Bonini mi ha lettarlmente catturata: seduta sotto un albero ho pensato che era quello che ogni cittadino italiano degno di questo nome dovrebbe leggere, pensare e meditare. Mi rendo sempre più conto che il compito primario di questo esecutivo è quello di creare scientemente e ad hoc, delle emergenze (siamo tutti spiati!) e poi di diffonderle usando le facce perbene e pacate di personaggi alla Alfano.
Tecniche di regime, non so come altrimenti definirle.
bravo/a ottimo articolo, hai centrato in pieno la situazione in Italia. tutti concentrati sulla Nazionale mentre il nano malefico ci incula a sangue e i suoi folletti sparano cazzate. e nessuno si rende conto o fa finta di niente. come sono contento di stare in Italia: un paese + libero di così non c’è. Questa è la vera “Democrazia fondata sul lavoro”. 300 “Persone” che combattono nel parlamento per rendere il paese migliore; ATTENZIONE ci sono i Persiani che ci vogliono invadere andiamo alle Termopoli si ma quelle sulla Cassia.
Per non parlare dell’indotto, le intercettazioni sono necessarie ad una serie di attivita’, si pensi alle compagnie telefoniche, ai giornali e alle varie riviste, ai siti internet che raggiungono i picchi di lettori proprio con le pubblicazioni delle intercettazioni, alle trasmissioni televisive, ecc. Le spese per le intercettazioni hanno un effetto moltiplicatore sull’economia nazionale e non solo (visto che in caso di intercettazioni particolarmente ghiotte anche i giornali e televisioni estere ne sono interessate). A tutto questo chi ci pensa?
Scherzi a parte, e’ possibile risalire alla quota esatta delle intercettazioni che se la legge anti-intercettazioni fosse gia’ in vigore sarebbero vietate? Ossia, quante di quelle 124.845 (o quante sono) intercettazioni riguardano malavita organizzata, terrorismo, pedofilia ecc.? Cosi’, tanto per sapere quanto si risparmia. E anche per capire quanto e’ confrontabile il dato con gli altri Paesi, in cui la presenza di reati di mafia e’ ben minore.
Mah, a me francamente dell’indole portinaia dell’italiano non frega molto. Che si voglia sapere tutto e che sia così interessante che D’Alema sbava quando telefona a Fiorani, fa squallore, ma non lo trovo penalmente rilevante.
Una intercettazione dovrebbe servire a cercarle le prove, non a trovarle.
In fondo basterebbe vietare la pubblicazione delle intercettazioni fino al rinvio a giudizio. E la pubblicazione dovrebbe essere integrale, non di pezzi con omissis. A quel punto, se sono prove bene, altrimenti è solo merda d’artista.
Luciano, come dico da un po’, non è PENALMENTE rilevante. Però ci aiuta a capire quanto ne capisca il personaggio, delle persone come Ricucci…
Vergognati Gregorj, sei il solito Grillino Travagliato!
Se dice che il calcolo e’ empirico, cosa stai li a fargli i conti della serva?
Ha tirato ad indovinare, no?
E poi, non avevavo fatto 100.000 intercettazioni solo per tanare Moggi?
se dico quel che penso sui grillini travagliati, sbaglio. Se dico quel che penso sulla giustizia made by furbettidelquartierino, sbaglio.
Uff. Perché non mi mandate la sera un resumé di quel che devo scrivere, così almeno non mi sforzo???
Non riesco a capire perchè dovremmo sentirci più sollevati dopo aver letto la Repubblica. Resta il fatto che abbiamo il record di intercettazioni anche a paesi come Gli Usa, che dunque, sembra di capire, secondo Repubblica è un paese che non ha i problemi di criminalità come il nostro (Repubblica sul punto dovrà poi decidersi: la criminalità in Italia è un problema serio o un escamotage politico della destra?), e che anzi evidentemente a giudicare dal numero di intercettati, siamo il paese più denso di criminali d’europa e d’america, e rispetto agli usa addirittura dieci volte di più.
A voi non suona strano?
Ma ammettiamo che la situazione da noi richieda queste misure che per il loro numero risultano abnormi in tutti gli altri paesi civili.
Bonini dice che noi siamo garantisti più degli altri, ma a leggere l’articolo non si capisce bene in quale punto. Certamente non rispetto alla Gran Bretagna, dove oltre ad essere autorizzate dal Ministro dell’interno (da noi è Maroni che dovrebbe autorizzarle, per fare un paragone piccolo piccolo) queste intercettazioni non possono essere usate come prove. Mi sembra un punto importante. A voi no? Ma se poi andiamo agli altri paesi citati, non vediamo descritte da Bonino delle differenze: in spagna sarebbe incostituzionale la legge che le regola. Dove, Mah. Bonino non lo dice. In germania le regole sono “rigidamente” tipicizzate. Non sembra una descrizione che lasci intravedere una lassità maggiore di quella italiana. La Francia sembra essere come noi, a prima vista, solo che il loro numero è assai inferiore. Forse per avere un idea un po’ più realistica della situazione degli altri paesi, invece di leggere Bonino e sentirsi tranquilli, bisognerebbe leggersi il “famoso” lavoro comparativo del 2006 della commissione parlamentare citato dal nostro bravo, si fa per dire, giornalista. Il quale avrebbe almeno potuto darvi dei riferimenti per andarlo a cercare questo famoso lavoro. Poco male, c’è sempre qualcuno che anche se una cosa l’ha scritta Repubblica, va a controllare lo stesso, così per informazione personale ed evitare di farsi prendere per il culo. Il lavoro si intitola “disciplina delle intercettazioni” n. 2 settembre 2006 e lo trovate qui:http://banchedati.camera.it/dossier/GetHtml.asp?Item=4&parole=si&Legislatura=15&Cont=0&url=http://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/MLC002.htm (il link probabilmente dovete ricomporlo). Chi avrà voglia se lo leggerà e capirà, spero, da solo. Ma certamente noterà che a fini probatori solo in spagna (ed in Italia), queste sono concesse. Negli altri paesi, come in GB, esse sono solo d’ausilio per le indagini, senza contare le altre differenze, che a me operatore del diritto, appaiono rilevanti (tempi, procedure e tipi di reato) e che fanno apparire la Spagna e sopratutto l’Italia come le meno garantiste.
Dunque che conclusioni trarre dall’articolo di Bonini? A me, dopo aver studiato il caso, sembra che oltre ad essere lui a non raccontare esattamente le cose come stanno, Bonini abbia voluto un po’ minimizzare la situazione delle intercettazioni in Italia, che invece è e rimane grave.
Resta il fatto che l’Italia è il paese più intercettato del mondo occidentale. Sono contrario alle proposte di Berlusconi, ma è davvero difficile negare che il proliferare delle intercettazioni e della pubblicazione delle stesse non sia un problema.
Senza contare che a me di quel che pensa D’Alema a proposito di Ricucci interessa davvero poco.
E invece ti deve interessare: perché il fatto che un uomo politico di primo piano non sappia riconoscere a prima vista un rubagallina, e vedere le differenze che ci sono con un imprenditore, è significativo. Secondo me
A chi di noi non è mai capitato di non riconoscere a prima vista un rubagallina? Io lo faccio quasi quotidianamente…
Questo però non deve essere il pretesto per sputtanare una persona.
Detto questo non difendo D’Alema come povera vittima ingenua. Dico che non sono queste le cose che contribuiscono a formare il mio giudizio su un uomo politico.
IL BELPAESE CON TESTA D’ASFALTO CHE FA IL BUONISTA,PERCHE’ IL SUO UNICO OBIETTIVO ORA CHE E’ RIUSCITO A DARLA A BERE AGLI ITALIANI,E QUELLO DI ARRIVARE ALLA PRESIDENZA,E’ DIVENTATO COSA SUA.CON IL POTERE CHE GLI ABBIAMO DATO,POLITICO,ECONOMICO E MEDIATICO,VOI PENSATE CHE LA VERITA’ POSSA MAI VENIRE CONOSCIUTA?ORA POI CON UN’OPPOSIZIONE DI QUESTA FORZA,SAI CHE FATICA CHE FARANNO I SUOI LACCHE’ A DIMOSTRARE CHE L’ACQUA E’ SECCA?OSSIA CHE LO PSICONANO E’ ONESTO?
non c’è bisogno di urlare, ti sentiamo lo stesso.
“psiconano”
“testa d’asfalto”
Ma che begli amichetti che ti sei fatto a prendertela con Alfano, Greg.
Mo’ te li tieni, completi di maiuscole.
scusa ma sto Alfano è il portavoce del Governo?
Ma perchè non pensa un pò alla GIUSTZIA!
Non siamo un Paese di spiati!
Certo se il calcolo è empirico allora va bene tutto, in un paese serio un ministro dopo questa stronzata avrebbe dovuto dimettersi per incapacità.
Saluti
[...] tuona contro le intercettazioni, additate come esempio di spreco di ingenti risorse, anche se facendo due conti non sembra proprio [...]
[...] parte tutte le bugie del ministro sui “calcoli empirici”, già ampiamente sottolineate Alfano, questo è davvero un provvedimento utile a tutti i cittadini, di quelli che fanno il bene della [...]