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Il sito oscurato perché parla di sodomia nella Chiesa

Corrispondenza Romana, sito internet di Roberto De Mattei, ha pubblicato il 3 aprile un post intitolato “Il dramma della sodomia nella diocesi di Roma”. L’articolo, a quanto pare, parlava di una presuntissima lobby gay che “devastava” la Chiesa di Roma, chiamando in causa molte persone con nomi e cognomi. Il tribunale di Roma, il 27 maggio, ha emesso un ordine di sequestro ed oscuramento della pagina, ad appena un mese e mezzo dalla sua pubblicazione: e poi non dite che la legge non è veloce.

CORRISPONDENZA ROMANA E LA SODOMIA NELLA CHIESA – Roberto De Mattei, l’autore dell’articolo, insegna Storia Moderna e Storia del Cristianesimo presso l’Università Europea di Roma. Su Repubblica qualche tempo fa veniva definito così:

Il problema è che De Mattei non è un signore qualunque: egli è vicepresidente del Cnr, un incarico che lo pone ai vertici della struttura che in teoria dovrebbe guidare la ricerca scientifica in Italia. Ma al tempo stesso egli ha una rubrica su Radio Maria, dirige il periodico Le radici cristiane, insegna alla Nuova Università Europea che appartiene ai Legionari di Dio. Il suo ultimo libro (pubblicato da Lindau) è una rilettura molto polemica del Concilio Vaticano II.

All’epoca del terremoto in Giappone aveva parlato di “grandi castighi, voci della volontà di dio”, mentre qualche tempo dopo aveva detto che l’impero romano era caduto per colpa dei gay. Oggi racconta così su Corrispondenza Romana l’accaduto:

corrispondenza romana sodomia chiesaLuigi Castaldi, blogger conosciuto con il nickname di Malvino, parla così dell’articolo contestato:

È che faceva nomi e cognomi, qualcuno si sarà sentito diffamato o si sarà sentito bruciare la coda di paglia. Boh, va’ a capire, in fondo il professore ha scelto per il suo sito un nome che è tutto un programma: Corrispondenza romana, lo stesso che dava il titolo all’agenzia del famigerato monsignor Umberto Benigni, quello cui Pio X diede mandato di stanare i subdoli modernisti che come zecche infestavano il ventre molle del Vaticano, giusto un secolo fa. Nobile intenzione, dunque, quella della denuncia della lobby gay che devasta – pardon, devasterebbe – la Curia romana, ma senza avere prove sarebbe stato meglio evitare di far nomi e cognomi. Ecco perché, oscurando quelli, ho deciso di pubblicare qui quell’articolo, che ritengo estremamente divertente. Se contenga fatti veri, a questo punto, è questione del tutto irrilevante. L’importante è il divertimento.

 LA REAZIONE DI DE MATTEI – E intanto anche Riscossa Cristiana esprime solidarietà a De Mattei:

Pubblichiamo questo avviso, ripreso da Corrispondenza Romana. Esprimiamo agli amici dell’agenzia Corrispondenza Romana la nostra piena e incondizionata solidarietà e la nostra gratitudine per il loro instancabile e prezioso lavoro di informazione . Finché non verrà oscurata d’autorità la pagina oggetto del sequestro, l’articolo “Il dramma della sodomia nella diocesi di Roma” si potrà leggere CLICCANDO QUI

Lunedì 27 maggio 2013, ore 02.00. Constatiamo che l’articolo è stato oscurato. Rinnoviamo quindi la nostra solidarietà agli amici di Corrispondenza Romana ed esprimiamo la nostra forte preoccupazione per il futuro della libertà di informazione

In un altro articolo intitolato “Tolleranza zero contro la pedofilia. ANche contro la sodomia?”, sempre De Mattei a proposito della sua missione nella Chiesa si esprimeva così:

L’esempio dei grandi santi riformatori, ci è di conforto. San Pier Damiani (1007-1072), nel suo celebre Liber Gomorrhanus, scritto verso il 1051 per Papa san Leone IX, denuncia tale piaga con queste parole: « Si va diffondendo dalle nostre parti un vizio così gravemente nefasto e ignominioso, che se non vi si opporrà al più presto uno zelante intervento punitore, di certo la spada dell’ira divina infierirà enormemente annientando molti. (…) Questa turpitudine viene giustamente considerato il peggiore fra i crimini, poiché sta scritto che l’onnipotente Iddio l’ebbe in odio sempre ed allo stesso modo, tanto che mentre per gli altri vizi stabilì dei freni mediante il precetto legale, questo vizio volle condannarlo con la punizione della più rigorosa vendetta. Non si può nascondere infatti che Egli distrusse le due famigerate città di Somoda e Gomorra, e tutte le zone confinanti, inviando dal cielo la pioggia di fuoco e zolfo. (…)