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Quelli che si fanno mettere una calamita sottopelle

Una piccola calamita dentro ai polpastrelli, che permette di sentire le onde magnetiche di un forno a micronde in funzione o di un computer acceso. Lo scrittore newyorchese Dann Berg è solo uno dei tanti che ha deciso di farsi impiantare un piccolo magnete nelle dita, secondo un trend relativamente nuovo che si è diffuso sul web.

Photocredit: Tumblr
Photocredit: Tumblr

PROCEDURA RAPIDA E DOLOROSA – Tre anni fa, racconta Abc, Berg legge per caso un articolo su un impianto finito male, corredato da foto molto forti della calamita che andava marcendo sottopelle. Inizialmente scoraggiato, Berg comincia a fare qualche ricerca e finisce per farsi impiantare a sua volta un magnete perché affascinato dall’idea “di esplorare il mondo in un modo completamente diverso”. La procedura, eseguita da un esperto di piercing, è breve ma estremamente dolorosa. Dal momento che solo un medico può iniettare un anestetico, lo scrittore ha dovuto stringere i denti e sopportare il dolore, mentre “l’esperto” tagliava il polpastrello del suo mignolo destro e inseriva una calamita rotonda sigillando poi la ferita con della colla chirurgica. Dopo alcune settimane la ferita era guarita e Berg poteva raccogliere graffette e altri piccoli aggetti metallici sulla punta del suo dito.

“UNA CUPOLA DI VIBRAZIONI” – Col tempo, il mignolo ha sviluppato una specie di sesto senso, in grado di percepire quasiasi oggetto dotato di un campo elettromagnetico: “C’è come una cupola di vibrazioni che circonda l’oggetto, come una pallina da tennis tagliata a metà. La forza di queste vibrazioni dipende da come tengo il dito, che vibra davanti a questo campo di energia invisibile.

 

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NON È MAGIA – Mark Fenske, un ricercatore di Neuroscienze dell’università canadese di Guelph, spiega che non c’è nulla di magico: “Un magnete abbastanza forte risponde ai cambiamenti di campi elettromagnetici, cambiamenti che si trovano in prossimità di fluttuazioni di corrente e che si possono percepire sotto forma di vibrazioni”.

CALAMITA NEL DITO – Per i momento il magnete di Berg non ha ancora combinato grossi danni: non gli ha smagnetizzato la carta di credito né rovinato il suo telefono cellulare. Ha anche ammesso che avere una calamita nel mignolo non ha cambiato la sua vita ma, spiega, ama l’idea di aver “hackerato” il suo stesso corpo. E far penzolare una graffetta dalla punta del dito è la parte divertente, o almeno così dice.

(Photocredit copertina: Dann Berg)