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Signoraggio: il grillino che racconta bufale con i soldi del contribuente

Ieri il deputato Sibilia è intervenuto alla Camera per chiarire “cosa ha in mente sul serio il Consiglio europeo con l’istituzione dell’UEM”, l’Unione economica e monetaria dell’Unione europea. Secondo Sibilia, l’UEM ha tre obiettivi sono: “[1] spezzare il nesso tra banche e stati, [2] promuovere un quadro finanziario integrato, [3] attivare una politica di assorbimento degli shock economici a livello centrale centralizzando i poteri di controllo attraverso il MES, meccanismo europeo di stabilità”. Sibilia è scettico sul fatto che questi punti possano essere di interesse dei cittadini europei, non vuole polemizzare al riguardo ma analizzare il primo obiettivo.

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SPEZZARE IL NESSO TRA BANCHE E STATI – “Ebbene, signor Letta – inizia così Sibilia per chiarire il primo dei suoi obiettivi – mi spiega oggi qual è il nesso tra banche e stati? Se la Banca centrale europea è di fatto di proprietà delle banche centrali nazionali – e diremmo benissimo!, se le banche centrali nazionali fossero di proprietà dei cittadini, dello stato. Peccato però che le banche centrali nazionali siano di fatto – e ci tengo a precisare di fatto – banche di proprietà di istituti di credito privati [applausi]. L’esempio è la Banca d’Italia, che non è di proprietà dei cittadini italiani come il nome potrebbe lasciar pensare, ma bensì di proprietà di Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena, Unicredit, Assicurazioni Generali. Tutte S.p.A. e tutte trasparentemente elencate sul sito della Banca d’Italia attraverso questo documento [mostra un foglio]. Quindi è come dire che dei soggetti privati siano proprietari della nostra moneta e ce la prestino richiedendola indietro con l’interesse. Ma se la moneta è dei cittadini, degli stati, allora perché ce la prestano?”

COSA DICE L’ESPERTO – Chiedo a Mario Seminerio, analista e blogger finanziario, cosa ne pensa di questa apertura, e di come vengono presentate le banche – un po’ tipo uomo nero nascosto nell’ombra. “È quello che dice anche Lidia Undiemi, una delle agende rosse. Una che si dichiara studiosa di “economia e diritto” – una nuova disciplina! – e che ripete ossessivamente che si aiutano solo le banche e il meccanismo europeo di stabilità è illegittimo perché l’ha detto Giuseppe Guarino, che una mattina è caduto dal letto e ha deciso che i trattari europei sarebbero illegittimi rispetto alla nostra democrazia. Da allora lei lo ripete in una cantilena ostinata. Ieri era a Ballarò – vale la pena di cercarsi i video. L’avevo invitata a un pubblico contraddittorio, ma mi ha risposto che cercavo di farmi pubblicità a spese sue e la cosa è finita così (mi ha pure bloccato su Twitter). Poche idee ma fisse e tanti slogan, ospite abituale di Floris – e forse non è un caso, è lo standard di quella trasmissione”.

Ma a parte questo, signor Seminerio, mi spiega qualcosa sul nesso tra banche e stato?

“Se spezzassimo “il nesso tra le banche e lo stato” staremmo meglio: se non si spezza il nesso tra banche e debito sovrano si finisce fatalmente che è il sovrano che si deve prendere in carica il costo del salvataggio delle banche. Come del resto è accaduto in Irlanda e inizialmente in Spagna. Così facendo esplode il deficit e il debito. E poni le premesse per un dissesto futuro. Quindi far pagare agli investitori nelle banche il costo del dissesto ha molto senso, serve a proteggere in futuro i contribuenti. Evitando che debbano svenarsi. Il tentativo di spezzare il legame banco-sovrano, ha molto senso ma non è indolore. Gli azionisti delle banche rischiano di essere spazzati via, così come i creditori e gli obbligazionisti. Chi contesta l’ipotesi di spezzare il nesso tra banche e stati – conclude Seminerio – ha capito davvero poco della crisi”.

SIGNORAGGIO MIO – Dopo il nesso tra banche e stato, il bersaglio di Sibilia è il signoraggio. Chiede sarcasticamente al “signor Letta” se ne ha mai sentito parlare, se ne discute alle riunioni del “club Bilderberg” insieme a Mario Monti, Emma Bonino e Mario Draghi (seguono applausi). Sibilia chiarisce: “gli istituti privati stampano moneta per creare stritolamento, che si chiama debito […]. Gli istituti privati stampano moneta cedendola in prestito e richiedendo la restituzione con interessi per creare questa spirale di stritolamento che si chiama debito. Il Consiglio europeo è responsabile di un’Europa non fondata sui diritti, non fondata sulla solidarietà tra i popoli, ma di un’Europa fondata sul debito, debito come strumento di schiavitù degli stati [applausi]. Dica questo al presidente Van Rompuy. E poi chi è questo? [Presidente del Consiglio europeo dal 2009] Chi lo ha eletto? [Il Consiglio europeo nel marzo 2012 all’unanimità per il secondo mandato, dall’inizio di giugno 2012 alla fine di novembre 2014]”.

Noi l’abbiamo sentito nominare il signoraggio, eccome se l’abbiamo sentito. Seminerio ne ha scritto più volte, ma gli chiedo se davvero la soluzione di tutti i mali potrebbe essere la ribellione al signoraggio (e sulla Banca d’Italia rimando al suo Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Banca d’Italia ma non avete mai osato chiedere, 31 dicembre 2007).

“La cosa è complessa: il signoraggio esiste ma è una frazione assolutamente infima del totale delle risorse fiscale che un paese può raccogliere nel corso dell’anno: 3-4%. Non posso rispondere in forma di slogan – sarebbe facile in questo modo ma del tutto insoddisfacente. Non si può stampare indefinitamente moneta e dire “vai e compra”. Perché arriva un momento in cui le aspettative di inflazione vengono disancorate, la gente spende sempre più questa moneta fresca di stampa aumentandone la velocità di circolazione: così si crea inflazione. Le aspettative si deteriorano e il signoraggio crolla perché nessuno vuole più detenere banconote stampate. È solo una frazione minima di ciò che uno stato può recuperare, a fianco alle risorse fiscali. Esiste un limite incomprimibile nei cosiddetti saldi reali, cioè nel rapporto tra lo stock nominale di moneta e il livello dei prezzi, dopo il quale si ha una iperinflazione. Chi sostiene che esiste una cosa che si chiama signoraggio che permetterebbe alle banche di fare ciò che vogliono, non ha capito nulla del meccanismo. Purtroppo si continua a rimasticare idiozie molto pop, convinti di aver trovato la soluzione dei mali del mondo. Questa sciocca convinzione li spinge a ripetere ossessivamente presunti colpevoli e facili soluzioni (che non esistono). È il meccanismo del nemico esterno (Bilderberg, banche, la Spectre) da rimuovere chirurgicamente. Un po’ di cospirazionismo superstizioso e un po’ di avversione al concetto di responsabilità individuale, il tutto alimentato dalla nostra matrice cattolica: il risultato è il proiettile d’argento, un riduttore di ansia rispetto alla complessità del mondo. Se sconfiggi il nemico che ti sei scelto, improvvisamente ti ritrovi con una pentola di dobloni d’oro alla fine dell’arcobaleno, montagne di marzapane e il migliore dei mondi possibili. È un potente ansiolitico, funziona sempre”.

carlo sibilia

“CE LO CHIEDE L’EUROPA” – In chiusura del suo intervento Sibilia nomina il tormentone “ce le chiede l’Europa”, e invita Letta a dire a Van Rompuy “che glielo chiede l’Italia [applausi]. Dica da parte nostra che l’Italia rifiuta il meccanismo europeo di stabilità, un mostro giuridico e anticostituzionale. Dica da parte nostra che riteniamo questa politica di scatole cinese, austerity, di fiscal compact, patto di stabilità non essere la politica dell’Italia. Dica da parte nostra che l’Italia ha bisogno di visione politica e non di riforme imposte dall’Europa come egli stesso auspicava”.

Ma l’Europa come minaccia alla nostra autarchica felicità, come – ennesimo? – nemico esterno risponde agli stessi meccanismi cospirazionisti?

“È una frase fastidiosa – mi dice Seminerio – usata da entrambi gli schieramenti: da un lato ci sono quelli che invocano l’ipse dixit, dimenticando che l’Europa siamo anche noi, e noi dovremmo essere non soggetti passivi ma attivi e partecipi alla formulazione della policy. Dall’altro questo agevola chi fa un discorso opposto: quando si richiama l’entità malvagia esterna che combutta contro di noi. “ce lo chiede l’Europa” è un classico giustificazionismo ubiquo, direi un tratto culturale del paese. Ipse dixit contro complotto esterno, entrambe entità deresponsabilizzate e deresponsabilizzanti. Sembra che non esistano alternative”.

RIMEDI – Fin qui Sibilia ha elencato i nostri mali, ma finalmente passa alle soluzioni: “in merito all’evasione fiscale ci prenderemo subito gli 80 miliardi evasi dal circuito delle slot machines, firmeremo convenzioni in favore della trasparenza bancaria con i paradisi fiscali di tutta Europa che generano evasione per decine di miliardi di euro, e con i quali siamo stati fin troppo tolleranti se non protettivi, […] ripristineremo il reato di falso in bilancio [applausi]”. All’ennesimo “signor Letta”, Sibilia viene ripreso e invitato a rivolgersi al presidente del consiglio in maniera appropriata. Seguono applausi e la risposta di Sibilia: “ritengo che Letta sia un signore”. Infine la conclusione è davvero amara, quasi rassegnata: “lo sappiamo che lei non dirà mai nulla di tutto questo a Van Rompuy, ma non per una questione di coraggio perché quello forse, se è lì dov’è, non le manca. Ma perché da oltre 15 anni l’Italia che avete costruito voi partiti PD e PDL ormai modello unico, è diventata un servile scendiletto dei banchieri di tutta Europa (applausi) ma sappia, sappia, presidente, che i cittadini italiani qui fuori vorrebbero che lei dicesse ciò quello che abbiamo suggerito noi. Adesso pensi a quello che ha in mente di dire lei domani, e ne tragga le sue conclusioni. Grazie” [applausi].

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Anche questo elenco sembra un tormentone estivo.

“È un grande classico – conclude a sua volta Seminerio – la corruzione, l’evasione fiscale, le slot machines. C’è gente che quei soldi li ha già spesi, li ha già messi in bilancio. Hanno già visto il modello di welfare da sviluppare. È il migliore dei mondi possibile. Termini abusati, svuotati di contenuti. Qualche anni fa la moda era “liberale”. Oggi non possiamo più usarla. Le parole chiave funzionano così, le si usa senza definirle o definendole nel modo più ampio e generico possibile, le si consuma e le si butta. Intorno tutto rimane uguale. Senza scomodare Daniele Silvestri, quando cantava “perché lo slogan è fascista di natura”. In questo paese si vive di slogan, è un paese di intruppati liberticidi con propensione all’autoritarismo e alla fascistizzazione rosso-nera altissima. In questo discorso non si può salvare nulla. Forse il segnale del microchip installato ai grillini non è abbastanza forte per arrivare fin dentro alla Camera dei Deputatati. C’è un problema di copertura.”

 

 

(Immagine di copertina: www.piueconomia.it)