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Le citazioni hanno grande effetto, se non le sbagli

C’è un mondo di citazioni che vengono regolarmente riproposte sui media, nei blog e durante discorsi pubblici di ogni genere, attribuendole ad autori che in realtà non hanno mai pronunciato quelle parole.

ESEMPI – Un esempio molto diffuso è dato dalla frase “Disapprovo ciò che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo” o dalla sua variante (ce n’è più di una in verità) “Non condivido le tue idee ma darei la vita per permetterti di esprimerle”. La frase è attribuita al notissimo filosofo francese Voltaire,  vissuto nel 18° secolo e considerato tra i massimi esponenti dell’Illuminismo. In realtà Voltaire non scrisse mai nulla del genere e non c’è alcun documento o testimonianza che dimostri che abbia mai anche solo pronunciato quelle parole. La frase è stata coniata dallo scrittore Stephen G. Tallentyre che agli inizi del novecento scrisse una biografia del filosofo francese. Tallentyre peraltro non aveva affatto citato Voltaire ma si era limitato a esprimere la considerazione che quella era la filosofia che aveva maturato nel tempo. Tra l’altro, così come è falsa la citazione, è falso anche lo scrittore Stephen G. Tallentyre: si trattava di uno pseudonimo utilizzato dalla scrittrice inglese Evelyn Beatrice Hall. E a dirla tutta, è bene ricordare che anche il nome Voltaire era uno pseudonimo, utilizzato da Francois-Marie Arouet.

CODARDI? – Un’altra citazione molto famosa ma non propriamente originale è quella attribuita al magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nel 1992, secondo cui “i codardi muoiono ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”. La frase fu pronunciata effettivamente da Borsellino e la citazione costituisce perfino il titolo di un libro scritto dal suo collega Giuseppe Ayala, oltre ad essere riprodotta in un’infinità di slogan antimafia e generalmente come tributo alla memoria del magistrato (anche se qualche volta è attribuita persino al suo amico e collaboratore Giovanni Falcone, assassinato un paio di mesi). In realtà Borsellino stava a sua volta citando il grande William Shakespeare che consegnò quelle parole alla Storia inserendole nella tragedia “Giulio Cesare”, scritta quasi quattro secoli addietro.

LE BRIOCHE – E che dire della famosa frase della regina Maria Antonietta, che riferendosi al popolo che lamentava la mancanza di cibo, avrebbe detto: “Se non hanno pane, che mangino brioche!”.  Ebbene questa frase fu riportata dal filosofo Jean Jacques Rousseau nel suo scritto Le Confessioni, ma non poteva riferirsi a Maria Antonietta perché l’episodio citato da Rousseau era avvenuto nel 1741 e pertanto era precedente perfino alla nascita della regina (1755).  Quella frase fu evidentemente pronunciata da un’altra persona. Insomma, gira e rigira si scopre che buona parte delle citazioni che conosciamo non appartengono alle persone a cui sono comunemente attribuite. Per evitare brutte figure, o comunque per essere più precisi e corretti quando decidiamo di ricorrere a una citazione per far colpo sui nostri interlocutori o semplicemente per rafforzare il concetto che stiamo esprimendo, abbiamo a disposizione un’utile risorsa sul Web. Si tratta del sito Aforismario che, oltre a presentare un ricco elenco di citazioni genuine, ospita un elenco di citazioni errate e una sezione che ne spiega la corretta origine. Controllare per credere…