Amici di Dell’Utri e pregiudicati, ecco tutti gli impresentabili di Fini

09/11/2010 - Sul Fatto Quotidiano una serie di esponenti “borderline” di Futuro e Libertà. Fini, il suo nuovo partito, il Futuro, la Libertà e soprattutto la legalità. Perchè è noto a tutti che una delle parole chiave della nuova formazione politica è

     
 

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Sul Fatto Quotidiano una serie di esponenti “borderline” di Futuro e Libertà.

Fini, il suo nuovo partito, il Futuro, la Libertà e soprattutto la legalità. Perchè è noto a tutti che una delle parole chiave della nuova formazione politica è già, con forza, il rispetto della legge, il senso dello Stato e delle istituzioni: a tutti vengono in mente le altisonanti prosopopee di Fabio Granata, in forza alla commissione parlamentare Antimafia, sempre pronto a sottolineare che oltre un certo limite non è permesso andare.

COERENZA – Infatti: ma sembra che, quando si tratta di passare dalle buone intenzioni alle azioni concrete, la nuova formazione politica nascente e che già tanti grattacapi sta dando a Silvio Berlusconi sia un po’ carente in coerenza. Già: il Fatto Quotidiano oggi pubblica solo gli ultimi due di una serie di esponenti di primo e di secondo piano della nuova formazione finiana, che di guai con la giustizia ne hanno avuti; oppure no, ma ciò che gli manca è la coerenza politica. Era stato Marco Travaglio nel suo editoriale di domenica scorsa a sottolineare come fosse necessaria, oltre le intenzioni buone di cambiamento, “un filtro all’ingresso” del nuovo partito. Per evitare frequentazioni non proprio convincenti, come quella di Nino Strano, parlamentare siciliano transfugo dal PdL, noto per aver ingerito una ingente quantità di mortadella al momento della caduta dell’ultimo governo Prodi; ma non solo, e ben altro. “All’inizio della sua carriera politica”, scrivono i giornalisti di Padellaro, “negli anni del dopo stragi, si candidò sotto l’ombrello della mafia stragista, nel ’94, nel movimento indipendentista Lega Sicilia, fondato da lui stesso e da Nando Platania, quest’ultimo accusato dal pentito Tullio Cannella di cambiare ‘pizzini’ che lo stesso collaboratore avrebbe recapitato a Bagarella”. Non una roba da niente, insomma: il senatore Strano è poi certamente coinvolto nelle ultime indagini per mafia che stanno scuotendo la giunta Lombardo: ne parlavamo solo pochi giorni fa. Di Strano “è accertata una visita in carcere al boss Marsiglione: “Solo una visita di carità, era Natale”, è la sua linea difensiva”, dicevamo.

     
 

2 Commenti

  1. gabriele scrive:

    Al Fatto Quotidiano sì che fanno vero giornalismo raccontando fatti veri, oggettivi, e senza contributi statali o di editori.

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