Il primo vescovo gay va in pensione

08/11/2010 - Minacciato di morte Gene Robinson  dichiaratamente omosessuale decide di lasciare il suo mandato anzitempo. Una scelta presa “Per il mio bene, della Chiesa e della mia comunità” Dopo aver ricevuto alcune “minacce di morte” Gene Robinson, il primo vescovo protestante

     
 

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Minacciato di morte Gene Robinson  dichiaratamente omosessuale decide di lasciare il suo mandato anzitempo. Una scelta presa “Per il mio bene, della Chiesa e della mia comunità”


Dopo aver ricevuto alcune “minacce di morte” Gene Robinson, il primo vescovo protestante dichiaratamente gay, ha annunciato che si dimetterà dal suo mandato episcopale nel 2013.

NON GIOCO PIU’, ME NE VADO – Il “pensionamento” dell’Alto prelato scatterà tra poco più di due anni. Gene Robinson, che ha 63 anni, fu consacrato vescovo nel 2003. Una decisione da molti contestata nella sua diocesi di Concord, nel New Hampshire. Robinson ha fatto capire di aver subito in questi anni e, in particolare, negli ultimi tempi pesanti pressioni e minacce, addirittura di morte, tanto da averlo indotto a lasciare anzitempo il suo mandato. Infatti, il suo incarico sarebbe scaduto solo fra 8 anni, nel 2019. Secondo il vescovo la sua comunità è stata per troppi anni nell’occhio del ciclone, poi quelle minacce di morte, evidentemente ritenute dal diretto interessato fondate, hanno fatto il resto ” Le minacce di morte, e la polemica che ormai ha fatto il giro del mondo sulla mia elezione, sono state una costante tensione, non solo su di me, ma anche sul mio amato compagno, Mark, che  fedelmente ha vissuto con me ogni minuto degli ultimi sette anni”, ha dichiarato il vescovo che in molti dei suoi oppositori considerano un “sodomita“. E ancora “i miei gusti e le mie abitudini sessuali, non hanno mai influito sul mio mandato, sulla mia funzione ma adesso sento di dover mettere fine a questa pesantissima situazione, oggi vengono distratto dalla mia funzione ecumenica. Sarei poco onesto verso me stesso e verso la comunità se facessi finta di niente”. Robinson tuttavia, proseguirà la sua collaborazione “pastorale” presso alcune università dello Stato.

BUON PASTORE O PECORELLA SMARRITA E “MALATA”? - ”Ho l’opportunità di fare la volontà di Dio e per la Chiesa di Dio”, Robinson, sente il peso della difficile situazione ma si rende conto che, a suo modo è anche un simbolo. “Voglio continuare ad operare sia per coloro che non hanno mai conosciuto l’amore di Dio, sia  per coloro che sono stati maltrattati, in nome di un pregiudizio ed hanno lasciato la chiesa. Le notizie recenti ci riportano le tragiche storie di adolescenti che si sono suicidati – per il pregiudizio della chiesa e degli altri –  perché la religione dice loro che sono un abominio davanti a Dio e che credono che la loro  condotta di vita li condanni alla disperazione e all’infelicità infelicità”. La nomina di Robinson aveva fatto scalpore nel 2003, quando divenne il primo sacerdote non celibe, gay nella Comunione anglicana per poi diventare successivamente vescovo. La sua consacrazione avvenne in una stadio di hockey su ghiaccio a Durham, nel New Hampshire, e indossava un giubbotto antiproiettile sotto le vesti talari, perché già allora aveva ricevuto minacce di morte.

UNA RIVOLUZIONE MAI ACCETTATA – L’elezione di Robinson aprì un’accesa e per certi versi feroce disputa teologica tra liberali e conservatori. Posizioni, di fatto, inconciliabili che oggi hanno avuto questo epilogo, per alcuni molto triste. L’anno scorso, gli anglicani del Nord America si separarono dalla Chiesa Episcopale degli Stati Uniti e chiesero all’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, di riconoscere la nuova entità. La Chiesa Episcopale degli Stati Uniti ha pure consacrata una lesbica che opera da assistente del vescovo nella diocesi di Los Angeles. Colin Coward, responsabile di un gruppo di “omosessuali credenti” ritiene che le elezioni di Robinson aveva “trasformato il paesaggio. Alla fine abbiamo avuto un vescovo che era pienamente visibile – per la sua condizione –  e che incarna le qualità della vita  che noi desideriamo.  Una  fedele ed amorevole relazione da buoni cristiani”. Secondo Coward ci sono molti fedeli LGBT ed è inevitabile che si siano anche molti sacerdoti.

     
 

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