Dopo la Svizzera, anche l’altra padrona di casa cade male contro una Croazia a cui basta un calcio di rigore nei primissimi minuti. L’Austria è inconsistente e i balcanici non incontrano molte resistenze nel controllare. Germania in goal due volte con Podolsky, ma la Polonia non ha demeritato
Euro 2008 ha visto oggi in campo le quattro nazionali facenti parte del gruppo B, facilmente rinominabile “la Terza Guerra Mondiale”, data la contemporanea
presenza di Germania, Austria, Polonia e una nazione della polveriera balcanica, la Croazia. Alle 18 è andata in scena la partita con meno appeal, un’Austria-Croazia dai pronostici a senso unico: da un lato una nazionale che riesce a partecipare per la prima volta alla fase finale degli Europei solo grazie al pass di “host”, con in campo praticamente solo sconosciuti, bravi a dimostrare che cambiare il colore delle divise ufficiali (da bianche, in stile Germania, a rosse) non funziona al pari di un cambio d’abito di una bella donna; dall’altra parte una Croazia priva della sua stella in attacco, quell’Eduardo dell’Arsenal infortunatosi gravemente a inizio primavera, ma con in campo i fratelli Kovac, il sempre prolifico Olic e i giovani talenti “inglesi” Corluka, Modric e Kranjicar. La partita promette poco, e puntualmente mantiene: termina 1-0 con un gol dal dischetto al 4° minuto del primo tempo, realizzato da Modric, che batte il portiere più amato dal Gay Pride di Roma, un certo Macho. L’Austria trema ancora un paio di volte, rischiando il tracollo, mentre nella ripresa finalmente si vota all’offensiva, ma con scarsi risultati. Nota positiva lo stadio di Vienna, stracolmo e rumoroso, al contrario di quello di Basilea ieri. Però togliere un posto a una nazione proveniente dalle qualificazioni per darlo a un’ospitante poco competitiva non fa molto bene al calcio in sé, e se le nazionali schiappe sono due…
La partita della giornata è stata sicuramente Germania-Polonia, match calcistico che è un derby a livello di storia moderna per i fatti che tutti conosciamo. In settimana i polacchi, intesi come popolo e non come team, si sono dati da fare a gettare benzina sul fuoco attraverso il mezzo stampa, con continue provocazioni e richieste esplicite ai propri giocatori, come quella di “portare a casa la testa degli avversari”, con tanto di fotomontaggio in prima pagina degno di un bambino che impara a usare Photoshop. E come se non bastasse, il solito buontempone di Zibì Boniek ci ha messo lo zampino, dichiarando che “i giocatori della Polonia sono almeno sedici volte più intelligenti di quelli tedeschi”, sortendo
qualche dubbio su come si faccia a valutare esattamente il multiplo a due cifre e, soprattutto, sul fatto che l’intelligenza di un giocatore di calcio sia un parametro veramente necessario, dato che ad esempio la Nazionale italiana non annovera sicuramente cervelloni, ma coi piedi ci sa fare alla grande.
A inizio partita è la Polonia a creare occasioni interessanti, per mezzo del suo giocatore più pericoloso: il portiere tedesco. Lehmann si dimostra spesso e volentieri incerto nelle uscite, in cui per ben due volte smanaccia in stile pallavolistico travolgendo i suoi difensori, e viene facile chiedersi come mai un quasi quarantenne, riserva da un anno, sia titolare
(evidentemente anche nel calcio vince la gerontocrazia sulla meritocrazia). Ma la Germania inizia a carburare, con azioni a palla bassa in diagonale, nonostante i teutonici siano ragazzotti ben piazzati. Così al 20° minuto si porta in vantaggio con Podolski, servito da Klose: marcatore e assist-man sono entrambi più polacchi che tedeschi, e infatti manco festeggiano, con addirittura il buon Klose che sembra impaurito a tirare in porta e semina assist a destra e a manca. Ma tanto c’è chi festeggia pure per loro. Entrambe le squadre non combinano molto per il resto del tempo, anche se la Germania si dimostra veloce e precisa negli scambi, e la Polonia si limita a cercare noiosissimi tiri da fuori con Lewandowski, dimostrando che la tattica polacca punta tutto sulle mani di Lehmann.
La nazionale di Varsavia ammazza la partita: pressing incredibile, muro contro muro ed effetto flipper. Nonostante questo i polacchi sfiorano il pareggio, lo trovano con Smolarek ma gli viene tolto dalla “variabile guardalinee”, e poi si beccano il raddoppio tedesco: solita serie di rimpalli, ciabattata immonda di Klose e missile terra-aria da 3 metri di Podolski, che cerca di dare almeno una testa ai suoi quasi connazionali, quella del loro portiere. Germania che convince in parte, in avanti, ma non dietro e non a livello di tenuta psicofisica. La Polonia avrebbe meritato di più, ma forse le ragioni della sconfitta vanno cercate a monte: non dovevano lasciarsi sfuggire i due ragazzi polacchi, Klose e Podolski, che se avessero cambiato divisa, dal bianco tedesco al rosso, avrebbero avuto un effetto sicuramente diverso rispetto a quello dei cugini austriaci.


























Le bocce sono della fidanzata dell’autore (anche se lei non sa d’esserlo)
Stavo esaminando con attenzione l’ultima foto e mi chiedevo… non so se si può dire…. di che marca è la lattina di birra? ^^
osservate invece quant’è slanciato podolski, coglioni!
La Guerra mondiale all’Europeo…
Dopo la Svizzera, anche l’altra padrona di casa cade male contro una Croazia a cui basta un calcio di rigore nei primissimi minuti. L’Austria è inconsistente e i balcanici non incontrano molte resistenze nel controllare. Germania in goal due volte c…
Questi giornalisti potrebbero inventarsi qualcosa di meglio,questo titolo mi fa schifo, come si può paragonare un gioco a qualcosa di orribile?Fate pena!
Vergognatevi tutti, ecco!