Il “nuovo ’68″ e la scomparsa della mentalità da TV

04/11/2008 - UNA NUOVA CULTURA - Noi adulti con Internet al massimo ci ingozziamo di porno e di e-mail, se va bene anche di ricerche e approfondimenti di argomenti – i più disparati – tramite i motori di ricerca, che permettono di

     
 

di

UNA NUOVA CULTURA - Noi adulti con Internet al massimo ci ingozziamo di porno e di e-mail, se va bene anche di ricerche e approfondimenti di argomenti – i più disparati – tramite i motori di ricerca, che permettono di accumulare in una giornata quello che fino a pochi anni fa richiedeva mesi di ricerche, non di rado in biblioteche sparse nel vasto mondo. I giovani dell’”onda” contro la Gelmini invece con questi strumenti “post” moderni si stanno costruendo una socialità vera, la propria modernità, anzi la propria attualità. Ma il dato più importante, ai fini della politica e della “rottura” non solo generazionale, è che usare più Internet anziché farsi usare dalla TV e/o dalla play station significa essere fuori dalla propaganda, dalla pubblicità e dagli interessi che hanno creato l’era berluscona, vale a dire non solo la fortuna e il potere di Berlusconi, ma anche la subalternità della sinistra al mezzo televisivo e, di conseguenza, a Berlusconi, al suo sistema di potere e alla mentalità berluscona. La subcultura ormai NON è solo quella dei berluschini, ma anche quella dei uòlterini: sono infatti tutti espressione di un passato che sta passando, e anzi per molti versi è già passato e c’è il rischio che ce lo spazzino via del tutto da una parte la mega crisi finanziaria e dall’altra la mega concorrenza di un miliardo e mezzo di cinesi e un miliardo di indiani, più gli altri a seguire. 

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI - Da notare che l’uscita in massa o almeno la forte riduzione della dipendenza dei giovani dal circuito televisivo significa anche picconare gli interessi economici e la base del potere politico di Berlusconi Silvio. Stare sulla web tv significa NON stare su Mediaset e neppure sulla Rai, satellite o non satellite, digitale terrestre o non digitale terrestre. Il che significa NON solo evitare di bere le loro porcherie e relativi modelli di vita, ma anche diminuirne l’audience, e quindi il budget, la capacità di dare “consigli per gli acquisti”. Alla lunga, Mediaset – cioè Sua Emittenza il pluri capo di governo Berlusconi – rischia di diventare una cosa come le altre, non più la pompa di benzina che ha alimentato il panzer berluscone.  Per carità, non credo che via Internet ci sarà la rivoluzione, arriverà un Berlusca o un Ted Turner o un Murdoch che faranno anche di Internet un altro strumento di potere, il loro, al quale e con il quale tenere legate le masse, cioè noi. Ma per Mediaset e per questo Berlusconi, il Cavaliere a dondolo Silvio, sarà se non la catastrofe almeno il ridimensionamento drastico. Che la crisi finanziaria, ed economica, renderà ancora più grave con l’inevitabile calo dei consumi e quindi della pubblicità e dell’”Allegria!” sparsa a piene mani dagli emuli di Mike Bongiorno (peraltro un vero signore, inimitabile. Merita di essere nominato senatore a vita).  Idem per la Rai. E infatti non a caso si comincia a dire che sarebbe bene far pagare il canone a TUTTI i possessori di computer! Almeno a quelli con abbonamento alla banda larga o comunque in grado di ricevere canali televisivi. Compresi magari quelli che hanno la web camerina incorporata….

WEB TV A GO GO - La creazione del Registro degli Operatori dell’Informazione, noto anche come ROC, è stata la prima zeppa messa di traverso all’informazione on line, debitamente gravata di balzelli da pagare. Ora si vocifera di tasse o comunque altre zeppe sulla web tv, che permette a chiunque di fottersene di Mediaset, della Rai e di Berlusconi. Anche la sinistra ha paura di questo mostro che cresce senza che ne sappia più di molto poco, al massimo c’è il Pinco Pallo che si candida alla guida dei “ggiovani pidisti”, cioè dei giovani del PD, solo perché ha qualche migliaio di “new friend” su Facebook. Se Berlusconi ha interesse a frenare o soffocare il nuovo perché a 70 anni non può certo ricreare on line il miracolo che ha creato via etere, se i nani e le ballerine hanno interesse a frenare il nuovo per poter continuare a mungere mamma Rai, la sinistra ha ancora in mente – oltre al mondo del cinema di Uòlter - l’informazione che passa per mamma Rai e quindi la sua attenzione è monopolizzata da Rai3. D’Alema mi pare si sia dotato di Red Tv, che se non erro è una tv via Internet. Qualcosa di simile sta facendo il partito di Oliviero Diliberto con Pcdi Tv.

Conclusione: non credo che siamo all’alba di un nuovo ’68, però potremmo essere all’alba di un 2008 o 2009 molto interessanti. Di svolta. Di buona e sana rottura con un passato sclerotizzato, imbolsito, mummificato, tenuto su con i tacchi, i trapianti di capelli, la tintura degli stessi, le Carfagne, molti circenses televisivi e sempre meno panem. Nei giovani bisogna avere fiducia, anche se le ragazze a noi “matusa” manco ci guardano e i ragazzi alle “befane” manco ci badano. Giustamente, peraltro. I giovani vanno aiutati. I giovani vanno formati, lasciando però anche briglia non sempre stretta. Su di loro bisogna investire, a partire da scuola, Università, sport – fatto in prima persona e non come (tele)spettatore – e ricerca di buona qualità. I giovani – di qualunque epoca storica – sono sempre meglio dei loro padri e nonni, se non altro perché non hanno ancora dovuto piegare la schiena, scendere a compromessi e magari anche vendere il sedere per le necessità della vita o per ideali sballati. Per carità, poi diventeranno vecchi weight: normal;”>anche loro, purtroppo, così come lo sono diventati i giovani di TUTTE le generazioni precedenti. Però è nostro dovere fornire loro la migliore chance possibile, le migliori basi di partenza.  Ecco perché la Gelmini non mi piace. Ed ecco perché spero che questa lunga “onda” che l’ha investita sia l’avvisaglia di un mare nuovo. Non più il “glorioso” – ma pur sempre angusto e ormai da tempo superato dall’Atlantico – Mare Nostrum, ma il più vasto Oceano Mare del vasto mondo.

*)Speriamo

     
 

18 Commenti

  1. Tetsuo scrive:

    Nuvola nessuno ti dice di non difendere gli spazi di aggregazione o di sostituirli con Internet (e credo che non sia neanche il tema principale dell’articolo), solo devi renderti conto che TU hai il tuo modo di pensare creatosi con le TUE esperienze e con gli anni che TU hai vissuto.

    Non puoi pretendere che i giovani ricalchino le stesse orme tue e della tua generazione… sai che palle se tutti si rispecchiassero nel passato e basta.

    Ovviamente non sto dicendo che il tuo modo di vederla è sbagliato… ma credo sia sbagliato volere che le nuove generazioni la vedano per forza come te… alcuni lo faranno, altri andranno oltre o da altre parti… in fondo siamo o non siamo in evoluzione continua???? :D

  2. x Nuvola Rossa scrive:

    Mai pensato che il virtuale sostituisca il reale! Anzi, quando spento il computer capisco bene che sono solo…. Intendo dire che intanto – cioè per ora – il circuito internettiano viene usato dai giovani per star fuori dal mondo ingessato e precostituito degli adulti. Non mi passa meanche per l’anticamera del cervello che qualcosa possa essere salvifico se non il ribellarsi costruendo cose migliori. A suo tempo la stampa, il cine, la radio, la tv, la tv via cavo, ecc., sono stati mezzi “salvifici”, per un certo periodo: poi sono arrivati gli editori, i monopoli, ecc.
    Diciamo che forse il mondo internettato può – ripeto: può – essere l’equivalente dei volantini o dei ta-tze-bao di fronte alla grande stampa. Nel pezzo su ho scritto chiaro e tondo che poi arriverà il Murdoch o il Turner o il Berlusca anche per internet….
    Un saluto.
    pino
    p.s. L’unica è sempre è solo ribellarsi alle porcherie e cercare di migliorare noi stassi e l’ambiente che ci sta attorno, altrimenti anche le rivoluzioni poi si afflosciano, o si involgono.

  3. prostata scrive:

    D’accordo su tutto, tranne sul fatto che internet sia soffocabile/addomesticabile più di tanto dal primo magnate di passeggio.

  4. Gateo scrive:

    “Il computer senza Internet è infatti solo una macchina per scrivere più moderna e/o una calcolatrice.”

    Articolo dagli spunti interessanti, ma evidentemente di computer non sai nulla…

  5. Nuvola Rossa scrive:

    @ Pino e Tetsuo

    “L’unica è sempre è solo ribellarsi alle porcherie e cercare di migliorare noi stessi e l’ambiente che ci sta attorno, altrimenti anche le rivoluzioni poi si afflosciano, o si involgono”, bellissimo concetto che, per quanto difficilissimo, si tenta di perseguire. Però non riesco proprio a capire come internet possa essere un modo con cui i giovani possono star fuori dal mondo ingessato degli adulti. Lo vedo piuttosto come un mezzo molto simile a ciò che è stata per gli Italiani la televisione: ha insegnato a parecchi Italiani la lingua, ma li ha snaturati, come a suo tempo urlava Pasolini. Internet ne ha ricevuto il testimone, secondo me: un ingrato testimone. Saluti e grazie per la delicatezza della risposta dedicata:-)

  6. marti scrive:

    @nuvolarossa

    mmmh.. come diciannovenne ti posso dire che internet non sarà mai come la tv, e questo fondamentalmente per il ruolo del tutto attivo di chi lo usa.
    certo non lo considero l’unico spazio di socializzazione: quando penso a relazioni vere, mi vengono in mente i cari buoni vecchi scout e tutte le amicizie che ho stretto a scuola e nei momenti liberi di questi anni.

    però l’influenza che ha avuto internet sulla mia vita è davvero enorme (e qui parlo per me, abbiate pazienza ma generalizzare è difficile): su interne ho basato la mia educazione sessuale, visto che più dei libri che in quinta elementare illustravano misteriosi abbracci e un superficiale approcio anatomico alle medie nessuno mi ha mai spiegato nulla;
    internet è stato il mio primo diario e una palestra di scrittura, fintanto che ho tenuto aperto il mio primo blog, e questo ha affinato la mia introspezione e la maniera in cui scrivo;
    internet è un modo per diffondere i miei disegni e lavori di grafica a livello amatoriale;
    internet è il canale che uso per informarmi attrevarso blog di giornalismo, dato che i giornali veri non sono a mia misura;
    in internet partecipo a forum in cui condivido le mie passioni e trasmetto la mia personalità, e a volte capita che la voglia di vedersi e incontrarsi sia più forte del virtuale, e organizziamo meeting o improvvisate nelle diverse città;
    attraverso internet telefono o chatto gratis con amici che non vedo da tempo, o che abitano distanti, e che altrimenti non sentirei.

    di fatto internet mi permette di esprimere parti di me non socialmente accettate nel mio gruppo di pari, mi fa sentire libera di esprimere
    il mio pensiero; su internet sono più propensa ad essere amichevole, a conoscere nuove persone, a farmi coinvolgere in una discussione, ed è più facile imparare nuove cose quando ne sento il bisogno.
    e sì, spesso discuto, litigo, mi incazzo, rido, mi sfogo davanti ad uno schermo: certo, sarebbe più bello faccia a faccia, ma in mancanza d’altro questo abbiamo. vedersi di persona implica che la pesona in questione possa materialmente essere nelle vicinanze; a me basta saperla al di là dello schermo, o di un microfono, piuttosto che non averla perchè non mi abita vicino.

    E questo è fuori dagli schemi del mondo ingessato degli adulti proprio perchè certe forme dello stare insieme non sono più nostre. date la colpa a chi volete ma di fatto le relazioni alla mia età sono stravolte rispetto alla tradizione: l’impegno politico praticamente non unisce più nessuno, le “compagnie” e i gruppi giovanili sono principalmente chiacchiere intorno al vuoto dove a nessuno frega realmente dell’altro (salvo rare eccezioni, per me il mio gruppo scout), e se non tramite la scuola, feste o amici di amici conoscere un’altra persona è pressochè impossibile per una sorta di innata diffidenza. inoltre avere amici “reali” non garantisce nulla sulla profondità di queste relazioni, tanto quanto averne in internet.

    la socializzazione, l’aggregazione giovanile come la conoscevate VOI non esistono più. e i tentativi di riesumazione non funzioneranno mai. certamente sono straniamenti e snaturamenti rispetto al passato: ma, a mio parere, ogni cambiamento si rivela tale.
    anche i maschilisti degli anni sessanta potevano dire che l’idea di una donna in carriera e indipendente era una snaturazione della donna che la natura ha creato madre.
    non per questo è stata una scelta sbagliata.

    a volte le cose si devono accettare per come sono, prima di pensare a come migliorarle e quali sono i loro punti deboli.

    [P.S. ho molto apprezzato l'articolo ^^]

  7. Nuvola Rossa scrive:

    @ marti o meglio ancora martì

    lo dico io che gli scout rovinano l’infanzia…:-)

  8. Franco scrive:

    Nell’ultimo paragrafo della prima pagina tra il “SOLI?” e l’”Insomma” c’e’ un tag strong aperto di troppo.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie