Le manifestazioni contro la “riforma Gelmini” non accennano a smobilitare e c’è chi insiste a fare paragoni con il “mitico” ’68. Ma come stanno in realtà le cose? Personalmente non credo sia un nuovo ’68, però, però…
Beh, se fosse un nuovo ’68 non ci sarebbe da piangere, anzi. Nel ’68 ormai tanto vituperato – con il senno di poi e il voltagabbanismo nazionale – ci sono stati tre avvenimenti nuovi, vere e proprie rotture storiche con il passato e grandi conquiste per il presente e – si spera – il futuro. Naturalmente c’era anche molto 
folklore, e non poca merda, ma se i tipi alla Pansa tanto per cambiare vedono solo ciò che puzza, chi non ha le fette di prosciutto e il caviale sugli occhi o il fiele nel cuore sa che nel ’68 sono nati: 1) il femminismo, cioè la fine della subordinazione animalesca della donna; 2) il “tradimento di classe” fatto in massa, e cioè il rifiuto dei giovani di essere automaticamente fotocopie degli interessi classisti dei genitori. Vale a dire, il rifiuto di avere la mentalità da padrone perché figlio di padrone o di essere reazionario perché figlio di ricchi o di comunque privilegiati. Certo, la feccia “pariolina” e “sanbabilina” è rimasta, ma è e resta feccia agli occhi di quasi tutti; 3) la nascita dei movimenti contro la guerra, quindi a favore per la pace. La lunga e accanita stagione delle manifestazioni contro l’assurda guerra del Vietnam – qualche milione di vietnamiti massacrati e 40 mila soldati americani morti in armi e lontani da casa – ha infatti innescato e partorito ciò che oggi è un patrimonio mondiale e ha per bandiera l’arcobaleno anziché le singole bandiere nazionali. E’ cioè morto il “patriottismo” beota, quello della massa intesa come carne da cannone da spedire al fronte contro i “nemici”, che altri non erano e non sono se non poveri cristi pure loro, pure loro vittime delle tossine e della propaganda dei rispettivi sistemi di governo, o meglio di malgoverno e sfruttamento.
ONDE - A parte le chiacchiere e i soliti tromboni più o meno pentiti per vocazione, specie quando si trovano nel campo degli sconfitti o degli obsoleti, è chiaro che senza queste tre conquiste, che da sole bastano a far capire l’importanza del ’68, saremmo ancora pronti a farci incantare dal primo fesso che passa, o “uomo della Provvidenza” che dir si voglia, e le donne starebbero ancora chiuse in cucina e in camera da
letto. Il simpatico Ignazio La Russa gonfia il petto e loda e imbroda i militari, in un impeto patriottardo aumentato dal ricordo dei “bei tempi”, cioè della propria gioventù che non c’è più, ma non se lo fila nessuno. Eccetto qualche scemo con la testa rapata e il cervello rapatissimo, livellato. Ma questa “onda” lunga contro la “riforma” Gelmini annuncia un nuovo ’68? Premetto che questa cosiddetta riforma qualcosa di buono ce l’ha, o meglio l’avrebbe se non fosse di fatto solo una legge di taglio di spesa, per esempio trovo buona la reintroduzione della materia chiamata Educazione civica. Ma senza fondi per preparare, assumere e qualificare i relativi insegnanti, la nuova materia non sarà neppure da lontano una materia utile a insegnare ai giovani l’educazione civica, bene quanto mai prezioso e necessario, bensì un’altra ora di ricreazione. Come era già ai tempi in cui andavo al liceo io, ahimè long time ago. Ciò premesso, credo che questa nuova ondata di proteste giovanili abbia comunque un dato nuovo e interessante. Non credo affatto che siano “strumentalizzati” dalla sinistra, come ripete chi è uso strumentalizzare tutto e tutti – ministri e ministre comprese – e all’uopo farsi strumentalizzare se gli fa tornaconto. Magari la sinistra avesse la capacità di “strumentalizzare” così tanta gente e in particolare così tanti giovani…
IN FUGA - Credo invece che questo exploit di proteste, sbagliate o giuste che siano per quanto riguarda l’obiettivo dichiarato, vale a dire la miopia della occhialuta Gelmini, sia la dichiarazione pubblica, forte e chiara, delle nuove generazioni che si sono rotte i coglioni di fare da spettatori televisivi, da oggetti per le griffe e le mode più sceme e da acquirenti di beni di consumo. Questa generazione di giovani e giovanissimi NON ha la mentalità da TV, così come la generazione della tv NON ha la mentalità da cinema, con buona pace dei Uòlter che sono rimasti indietro, fermi all’era dei film, rispetto la realtà, che era diventata l’era della tv. Questa è la generazione del computer, o meglio: di Internet. Il computer senza Internet è infatti solo una macchina per scrivere più moderna e/o una calcolatrice. Con Internet il computer è invece tutt’altra cosa. Che cosa? La fuga dalla sedentarietà e dalla socialità formato televisivo o bar sotto casa, formato famiglia non numerosa e per giunta spesso in crisi, visto anche che la socialità fatta di persone in carne e ossa è scomparsa perché sono scomparsi i luoghi fisici della socializzazione. E’ la fuga dai quartieri dormitori, ma anche dalla gabbia d’oro dei quartieri alti.
SOLI? - Insomma, a me sembra che questi giovani abbiano rotto le catene della socialità imposta dall’alto, scandita dalla tv o dalla scuola sempre meno qualificata, scandita dal provincialismo e dal localismo, “padano” o no, fatto del proprio metro quadro dove si vive. Rotte quelle catene, si sono inventati nuovi tipi di socialità incontrollabile. Alla faccia della miseria e dei fallimenti di noi genitori, ‘68ttini compresi, della scuola, della parrocchia, del quartiere, del tifo calcistico, ecc., la socialità di questi giovani è la socialità via Internet, via facebook, via e-mail, via sms, via Google, via Skype, via chat, via youtube, via webcam, via web tv. Noi adulti quando spegniamo il computer ci ritroviamo soli: senza l’altra metà del cielo, quale che esso sia, e cioè senza odori altrui, senza sguardi altrui, senza sospiri altrui, senza sorrisi altrui, senza l’emozione di calligrafie tanto attese… Insomma, diciamocela tutta: senza calore umano, cioè senza vita. Che non sia quella “virtuale”.
*)Speriamo





Sì, vabbè.
E poi ti sei svegliato tutto sudato…
Articolo interessante.
E’ sempre difficile definire i giovani e spesso si sbaglia perchè molti si scordano come si pensa da giovani.
E’ un dato di fatto che la mente ed il modo di pensare sono diversi, si è più freshi, meno disillusi, attenti al nuovo, sempre pronti a cambiare il mondo e ci si sente sempre ma sempre più bravi dei “vecchi”
Non mi piace la tirata su Berlusconi, ma condivido che la generazione TV era quella 80-90 (la mia) e che difficilmente la TV cambierà le abitudini come ha fatto con la generazione sopracitata.
Al giorno d’oggi, tutte le notizie sono buone per riempire pagine di giornali, telegiornali e ovviamente distrarre l’opinione pubblica da argomenti più importanti (nessuno ha sentito parlare di recessione globale, crollo dei mercati finanziari ecc????).
Io facevo occupazione nel 1994 ed era solo un motivo per non fare nulla altro che riforme!
oggi è la stessa cosa. La maggior parte di quelli che sono in piazza non conoscono nemmeno lontanamente chi è la Gelmini e cosa è la sua riforma.
Pluma una virgola tra nulla ed altro renderebbe il senso del discorso… cioè che tu manifestavi per fare sega a scuola e non sapevi nulla di riforme.
Quindi essendo stato tu “ignorante” in materia, ora sono ignoranti anche loro… be logica ferrea
“La maggior parte di quelli che sono in piazza non conoscono nemmeno lontanamente chi è la Gelmini e cosa è la sua riforma.”
Tu invece sai chi è la Gelmini e cosa è la sua riforma?
Poi credo tu abbia sbagliato di grosso dicendo che Giornalettismo “devia” l’opinione pubblica (spero per loro che abbiano tutto sto pubblico
) dalla crisi globale, visto che su questo sito di crisi, mercati, bolle speculative se ne parla parecchio e guarda un pò si riesce anche a capire di cosa parlano
Finalmente un articolo scritto con competenza ed obiettività,non da giornalisti servi di partito o di potere…Premesso che nel 1968 avevo solo pochi anni e quindi non posso certo essere catalogata nella famigerata banda eversiva di allora,occorre riconoscere che tale movimento,pur avendo avuto eccessi e non essendo positivo su tutti i fronti,ha prodotto nella società civile numerose conquiste, delle quali tutti noi oggi beneficiamo.Come insegnante,da oltre 20 anni, mi chiedevo da tempo quando i giovani si sarebbero accorti che per loro il futuro si presenta nero: grandi difficoltà a trovare lavoro e prospettive poi di dover lavorare 40 anni per poi ottenere, per chi ci arriverà, una pensione che non permetterà neppure una sopravvivenza dignitosa.Tutto questo grazie alle politiche sbagliate e non centrate sul futuro,fatte nel passato.Ecco, credo che oggi i ragazzi abbiano preso coscienza che il loro futuro sarà estremamente difficile e credo che anche per questo siano così “arrabbiati”.Quanto a conoscere il nuovo ministro dell’istruzione purtroppo si fa molto presto,il curriculum non è certo ammirevole nei termini della famigerata serietà che va sbandierando,ed in quanto a competenza e conoscenza in termini di scuola:assolutamente inesistenti.Credo che gli italiani non possano più permettersi al governo ministri incompetenti,tanto più in momenti di grande crisi come questa.La politica non può essere solo un gioco di potere o un modo per arricchirsi facilmente;non possiamo più tollerare politici dilettanti,i politici devono essere coscienti che dalle loro decisioni dipende l’intero paese ed il suo futuro,e proprio per questo le vere “RIFORME” devono prevedere:conoscenza, competenza,confronto con le parti sociali, ed essere discusse in PARLAMENTO,che mi risulta sia il FONDAMENTO di democrazia e Costituzione.
Sono del’75, quindi ritengo di essere a metà tra il mondo dei giovani, x’ sono una laureanda e quello degli adulti x’ ho tre figli piccoli.
indipendenteche sia destra o sinistra ritengo che ci toviamo a combattere contro un sistema “MARCIO”.
Io sono contro la riorma gelmini anche sè condivido alcuni aspetti,ad es. :
- voto in condotta perfetto, però stessa regola
anche per gli insegnanti.
- grembiulino a scuola perfetto ,introduciamo
anche il diario della scuola così saranno tutti
allo stesso piano.
- cosa clamorosa tagli sulla scuola e la
privatizzazione di codeste strutture.
Carissima Gelmini tu rovinerai tutte le famiglie, e mi meravigliO x’ essendo una donna avresti dovuto capire subito cosa avrebbe comportato per tutte noi .FAI SCHIFO!!!
Gran bel pezzo Pino!
è vero, ci avviamo spediti verso il “mondo internettiano”…un mondo in cui c’è più libertà di dire ciò che si pensa realmente…ma a volte internet può rappresentare anche una “falsa felicità” per i giovani!
Condivido pienamente il nesso tra la Gelmini e il mare…sul final dell’articolo…e concludo con alcune parole relative al mare del grande Eduardo (sempre per la Gelmini):
“Io quanno ‘o sento,
specialmente ‘e notte,
cumme stevo dicenno,
nun è ca dico:
“‘O mare fa paura”,
ma dico:
“‘O mare sta facenno ‘o mare”.”
Pur condividendo appieno il giudizio su Silvio B. e StarVolter, non concordo affatto sulla visione “internettiana” e sul suo valore salvifico. La nostra era non sarà più ’68 perché ai giovani è stato tolto lo spazio del pensiero: nelle università con la loro liceizzazione (semestralizzazione che ha privato gli universitari ad esempio della possibilità di fare politica), perché i giovani nascono con l’agenda e non conoscono la sana noia, perché la scuola è diventata un juebox e chiude alle 23, ma magari la domenica ci sono i giochi della gioventù… E’ impossibile che internet sostituisca i rapporti umani e diventi il nuovo spazio sociale perché quando discuto, litigo e m’incazzo con una persona la devo vedere in faccia e lei deve vedere me incazzata! Internet ha certamente portato più informazione, ma le piazze si sono svuotate per riempirsi di nonni e nonnesse vigili. Le belle teste sono come le nevi di un tempo…
Nuvola Rossa cosi cadi nel solito cliche “quando ero giovane io…” o peggio ancora “i giovani d’oggi so tutti molli”.
Qui bisogna rendersi conto che ogni generazione dirà alla successiva che “noi eravamo meglio di voi”… lo dicevano a me ed io non voglio dirlo a loro.
Il mondo si evolve, le abitudini cambiano ed i giovani saranno sempre qualcosa di meno di quando eravamo giovani noi… e sbagliamo
P.s. aho non so vecchio, ma sento il cambio generazionale
@ tetsuo
nel ’68 non c’ero e ho vissuto appieno i primi anni della “trasformazione sociale”. Infine sono ancora di questo mondo, per fortuna:-) Il fatto che le abitudini cambiano non significa siano giuste. Difendo lo spazio, quello fisico e temporale in casa, a scuola, nelle università, in piazza e sono convinta non possa essere sostituito da internet, mai.
ps
per solidarietà con i vecchi tempi ho un’adsl moooooooooooooooooto lenta:-)
Nuvola nessuno ti dice di non difendere gli spazi di aggregazione o di sostituirli con Internet (e credo che non sia neanche il tema principale dell’articolo), solo devi renderti conto che TU hai il tuo modo di pensare creatosi con le TUE esperienze e con gli anni che TU hai vissuto.
Non puoi pretendere che i giovani ricalchino le stesse orme tue e della tua generazione… sai che palle se tutti si rispecchiassero nel passato e basta.
Ovviamente non sto dicendo che il tuo modo di vederla è sbagliato… ma credo sia sbagliato volere che le nuove generazioni la vedano per forza come te… alcuni lo faranno, altri andranno oltre o da altre parti… in fondo siamo o non siamo in evoluzione continua????
Mai pensato che il virtuale sostituisca il reale! Anzi, quando spento il computer capisco bene che sono solo…. Intendo dire che intanto – cioè per ora – il circuito internettiano viene usato dai giovani per star fuori dal mondo ingessato e precostituito degli adulti. Non mi passa meanche per l’anticamera del cervello che qualcosa possa essere salvifico se non il ribellarsi costruendo cose migliori. A suo tempo la stampa, il cine, la radio, la tv, la tv via cavo, ecc., sono stati mezzi “salvifici”, per un certo periodo: poi sono arrivati gli editori, i monopoli, ecc.
Diciamo che forse il mondo internettato può – ripeto: può – essere l’equivalente dei volantini o dei ta-tze-bao di fronte alla grande stampa. Nel pezzo su ho scritto chiaro e tondo che poi arriverà il Murdoch o il Turner o il Berlusca anche per internet….
Un saluto.
pino
p.s. L’unica è sempre è solo ribellarsi alle porcherie e cercare di migliorare noi stassi e l’ambiente che ci sta attorno, altrimenti anche le rivoluzioni poi si afflosciano, o si involgono.
D’accordo su tutto, tranne sul fatto che internet sia soffocabile/addomesticabile più di tanto dal primo magnate di passeggio.
“Il computer senza Internet è infatti solo una macchina per scrivere più moderna e/o una calcolatrice.”
Articolo dagli spunti interessanti, ma evidentemente di computer non sai nulla…
@ Pino e Tetsuo
“L’unica è sempre è solo ribellarsi alle porcherie e cercare di migliorare noi stessi e l’ambiente che ci sta attorno, altrimenti anche le rivoluzioni poi si afflosciano, o si involgono”, bellissimo concetto che, per quanto difficilissimo, si tenta di perseguire. Però non riesco proprio a capire come internet possa essere un modo con cui i giovani possono star fuori dal mondo ingessato degli adulti. Lo vedo piuttosto come un mezzo molto simile a ciò che è stata per gli Italiani la televisione: ha insegnato a parecchi Italiani la lingua, ma li ha snaturati, come a suo tempo urlava Pasolini. Internet ne ha ricevuto il testimone, secondo me: un ingrato testimone. Saluti e grazie per la delicatezza della risposta dedicata:-)
@nuvolarossa
mmmh.. come diciannovenne ti posso dire che internet non sarà mai come la tv, e questo fondamentalmente per il ruolo del tutto attivo di chi lo usa.
certo non lo considero l’unico spazio di socializzazione: quando penso a relazioni vere, mi vengono in mente i cari buoni vecchi scout e tutte le amicizie che ho stretto a scuola e nei momenti liberi di questi anni.
però l’influenza che ha avuto internet sulla mia vita è davvero enorme (e qui parlo per me, abbiate pazienza ma generalizzare è difficile): su interne ho basato la mia educazione sessuale, visto che più dei libri che in quinta elementare illustravano misteriosi abbracci e un superficiale approcio anatomico alle medie nessuno mi ha mai spiegato nulla;
internet è stato il mio primo diario e una palestra di scrittura, fintanto che ho tenuto aperto il mio primo blog, e questo ha affinato la mia introspezione e la maniera in cui scrivo;
internet è un modo per diffondere i miei disegni e lavori di grafica a livello amatoriale;
internet è il canale che uso per informarmi attrevarso blog di giornalismo, dato che i giornali veri non sono a mia misura;
in internet partecipo a forum in cui condivido le mie passioni e trasmetto la mia personalità, e a volte capita che la voglia di vedersi e incontrarsi sia più forte del virtuale, e organizziamo meeting o improvvisate nelle diverse città;
attraverso internet telefono o chatto gratis con amici che non vedo da tempo, o che abitano distanti, e che altrimenti non sentirei.
di fatto internet mi permette di esprimere parti di me non socialmente accettate nel mio gruppo di pari, mi fa sentire libera di esprimere
il mio pensiero; su internet sono più propensa ad essere amichevole, a conoscere nuove persone, a farmi coinvolgere in una discussione, ed è più facile imparare nuove cose quando ne sento il bisogno.
e sì, spesso discuto, litigo, mi incazzo, rido, mi sfogo davanti ad uno schermo: certo, sarebbe più bello faccia a faccia, ma in mancanza d’altro questo abbiamo. vedersi di persona implica che la pesona in questione possa materialmente essere nelle vicinanze; a me basta saperla al di là dello schermo, o di un microfono, piuttosto che non averla perchè non mi abita vicino.
E questo è fuori dagli schemi del mondo ingessato degli adulti proprio perchè certe forme dello stare insieme non sono più nostre. date la colpa a chi volete ma di fatto le relazioni alla mia età sono stravolte rispetto alla tradizione: l’impegno politico praticamente non unisce più nessuno, le “compagnie” e i gruppi giovanili sono principalmente chiacchiere intorno al vuoto dove a nessuno frega realmente dell’altro (salvo rare eccezioni, per me il mio gruppo scout), e se non tramite la scuola, feste o amici di amici conoscere un’altra persona è pressochè impossibile per una sorta di innata diffidenza. inoltre avere amici “reali” non garantisce nulla sulla profondità di queste relazioni, tanto quanto averne in internet.
la socializzazione, l’aggregazione giovanile come la conoscevate VOI non esistono più. e i tentativi di riesumazione non funzioneranno mai. certamente sono straniamenti e snaturamenti rispetto al passato: ma, a mio parere, ogni cambiamento si rivela tale.
anche i maschilisti degli anni sessanta potevano dire che l’idea di una donna in carriera e indipendente era una snaturazione della donna che la natura ha creato madre.
non per questo è stata una scelta sbagliata.
a volte le cose si devono accettare per come sono, prima di pensare a come migliorarle e quali sono i loro punti deboli.
[P.S. ho molto apprezzato l'articolo ^^]
@ marti o meglio ancora martì
lo dico io che gli scout rovinano l’infanzia…:-)
Nell’ultimo paragrafo della prima pagina tra il “SOLI?” e l’”Insomma” c’e’ un tag strong aperto di troppo.