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Il ragazzino più intelligente di Einstein?

Jacob Barnett aveva appena due anni quando i medici gli diagnosticarono una forma medio-grave di autismo. I genitori si sentirono dire che il loro bambino difficilmente avrebbe imparato a parlare o a leggere e che probabilmente non sarebbe stato in grado di svolgere tutti quei piccoli compiti della vita quotidiana, come allacciarsi le scarpe. Ma si sbagliavano di grosso. Perché Jacob, che oggi ha 14 anni, sta per concludere un dottorato di ricerca in Fisica Quantistica. E il suo nome è già stato fatto come futuro candidato al premio Nobel.

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IL RAGAZZINO PIÙ INTELLIGENTE DI EINSTEIN – È l’Huffington Post a raccontare la storia di questo ragazzino speciale, che vanta un quoziente d’intelligenza pari a 170 – la media mondiale si aggira intorno ai 100 punti – che sarebbe più alto di quello di Albert Einstein e che si è iscritto alla Purdue University di Indianapolis a dieci anni. A dispetto della giovanissima età, Jacob dà già ripetizione ai suoi compagni di corso, e ha pubblicato diversi articoli su prestigiose riviste scientifiche. Uno di questi confutava proprio la teoria della relatività di Einstein.

SINDROME DI ASPERGER – Jacob, che è affetto dalla sindrome di Asperger, è molto ligio ai suoi doveri accademici ma, fuori dall’Università è anche un imprenditore e un aspirante scrittore. Aiutato dalla sua famiglia, il ragazzino ha creato una fondazione che porta il suo nome, la Jacob’s Place, e usa la sua storia per sensibilizzare le persone sul tema dell’autismo sfatandone alcune credenze senza alcun fondamento.

 

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UNA LOTTA QUOTIDIANA – “Non dovrei essere qui – ha detto Jacob durante il suo discorso alla conferenza TEDx Teen di New York – Mi avevano detto che non avrei mai parlato. Probabilmente in questo momento c’è un medico che sta dando di matto”. Nonostante Jacob sembri in tutto e per tutto un ragazzino normale, mamma Kristine spiega che ogni giorno suo figlio deve lavorare sodo per far fronte ai suoi problemi: “Ci sono cose di se stesso che deve essere lui a sistemare, giorno dopo giorno”. La donna ha raccolto la sua esperienza in un libro che, forse,  sarà presto trasformato in un film. “Spero che aiuti i bambini a capire che possono veramente arrivare dove vogliono”, ha concluso Kristine.

(Photocredit Einstein:  Central Press/Hulton Archive/Getty Images)