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Le 50 sfumature di tortura delle ragazze di Cleveland

Prigioniere per un decennio, tra torture e sevizie sessuali. E con tanto di aborti: sono stati cinque, dopo diversi pestaggi, quelli alla quale è stato costretta Michelle Knight. Ovvero, una delle tre donne liberate a Cleveland, negli Stati Uniti, ostaggio di un autista di scuola bus Ariel Castro. Il rapitore è ora incriminato per sequestro di persona e violenza sessuale. Michelle si trova ancora in ospedale, mentre Amanda Berry e Gina DeJesus sono tornate finalmente a casa, ha spiegato la Bbc. Dalle loro testimonianze stanno emergendo i dettagli del loro rapimento e dei dieci anni di detenzione nella “casa dell’orrore” della città americana.

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CLEVELAND: DIECI ANNI DI TORTURE – Dai racconti delle tre donne – sparite in momenti e circostanze differenti tra il 2003 e il 2004 – emergono storie drammatiche,  con tanto di torture e violenze continue. Hanno spiegato di essere state tenute legate a funi e catene, isolate in stanze chiuse e diverse tra loro, nonché costrette a subire stupri, gravidanze e aborti spontanei, come hanno spiegato le autorità. Non è chiaro se anche la figlia di Berry, nata durante la prigionia, sia stata a sua volta vittima degli abusi, come ha spiegato la Nbc, che si interroga sul suo futuro, dopo il trauma subito. Sono ancora molti i particolari da ricostruire nella storia della prigionia decennale delle tre ragazze, trattenute in una casa modesta, senza che vicini e parenti avessero mai sospettato qualcosa. Dopo l’incriminazione di Castro, sono invece stati rilasciati i due fratelli Pedro e Onil. arrestati in un primo tempo perché ritenuti complici. Hanno infatti precisato la loro posizione agli inquirenti, spiegando come non sapessero cosa accadeva in realtà nella casa del fratello.

LE TESTIMONIANZE SHOCK –  Era stata Amanda – sequestrata quando dove ancora compiere 17 anni – quella che era riuscita a liberarsi, grazie all’aiuto di un vicino che aveva sentito le sue urla e richiesta d’aiuto. Ed è stata lei stessa a far emergere i primi dettagli della prigionia: ha rivelato come alle ragazze fosse stato permesso uscire all’aperto soltanto due volte in dieci anni – completamente travestite – e ha spiegato che il sequestratore le teneva rinchiuse nel seminterrato, grazie a catene e funi. Adesso Amanda è andata a vivere dalla sorella, dove resterà anche la bambina concepita durante la prigionia. In pratica. le ragazze vivevano in uno stato di schiavitù. Lo ha confermato anche il capo della polizia Michael McGrath, che ha ricordato il ritrovamento delle corde e degli strumenti sotto accusa nella casa di Castro. Dalle testimonianze delle donne, dopo il colloquio con l’Fbi, è poi emerso come avvenissero i rapimenti: “La scusa utilizzata era quella di un passaggio in macchina”, ha spiegato l’Fbi. Castro conosceva Amanda in quanto suo figlio lavorava nello stesso locale (un McDonald). Gina, al contrario, era una compagna di scuola della figlia. Secondo gli inquirenti le prove contro l’uomo sono chiare. Le testimonianze e quanto trovato nella casa basta per andare a processo: Castro, divorziato da anni, cominciò a girare con la bambina di sei anni, lasciando perplessi i vicini. Di fronte alle domane, spiegava però come fosse la figlia della sua nuova ragazza.  L’uomo aveva precedenti: nel 1993 era già stato arrestato per violenze domestiche, ma non era mai stato condannato.

I RACCONTI DELLE SEVIZIE – Raccapriccianti i particolari sugli abusi, così come la rivelazione sugli aborti ai quali Michelle fu costretta – rimasta incinta per 5 volte – dopo i pestaggi dell’uomo. Dai racconti di Amanda, invece, è emerso come l’uomo spesso fingesse di uscire dall’abitazione, per capire se le tre donne cercavano di fuggire. Se questo avveniva, le punizione erano pesantissime, tra aggressioni e privazioni. Intanto è stata aperta un’altra inchiesta per verificare quanto affermato dalle donne liberate: per un certo periodo di tempo nella casa di Cleveland ci sarebbe stata anche una quarta ragazza, anche lei scomparsa ormai dal luglio 2007, quando aveva 14 anni. Si tratta di Ashley Summers, anche lei sparita nella stessa area dove scomparvero le tre donne liberate.