Don Aniello, prete anticamorra: “Gomorra getta fango su Napoli”
31/10/2010 - Ospite a Domenica In, l’ex parroco di Scampia, padre Manganiello si schiera contro il film e il libro di Roberto Saviano: “Ci discredita” “Gomorra? E’ un film che ha gettato solamente fango su Scampia e su Napoli. Ha dato l’immagine
Ospite a Domenica In, l’ex parroco di Scampia, padre Manganiello si schiera contro il film e il libro di Roberto Saviano: “Ci discredita”
“Gomorra? E’ un film che ha gettato solamente fango su Scampia e su Napoli. Ha dato l’immagine nel mondo della nostra città e di Scampia negativa. Un’operazione da cassetta che non ha avuto rispetto per nessuno, per settantamila abitanti che fanno parte della municipalità di Scampia”. A dirlo non è stato un parlamentare, magari napoletano, del Pdl col dente avvelenato contro Roberto Saviano, ma don Aniello Manganiello, il prete napoletano noto per il suo impegno anti-camorra, peraltro recentemente trasferito dalla sua parrocchia nel quartiere periferico a Nord del Capoluogo campano.
LA SOLITA DOMENICA IN – Il prete ha lanciato la sua “bolla” contro il film ed il libro di Saviano, nel salotto pomeridiano di Domenica In. Ospite da Massimo Giletti, Don Manganiello si è detto stufo degli “Stereotipi su Scampia” che vogliono il quartiere delle famose “Vele”, come “degradato, ostaggio della camorra, con gente disonesta, anarchica, illegale”. Stereotipo, certamente, che però come ha favorito la “fama” del film ha anche permesso di portare alla luce la storia dell’impegno di Don Manganiello. Per il prete di “frontiera” – altro stereotipo di cui però Don Manganiello non si è mai lamentato – “Scampia come Gomorra è’ uno stereotipo che i giornali ed i media ci hanno buttato continuamente addosso”. La sua difesa del quartiere e il suo attacco al Film, ha trovato molti consensi in studio e, crediamo, non solo lì. Del resto, qualche tempo fa anche il premier Silvio Berlusconi si era lanciato in una intemerata contro il libro di Saviano, quando sostenne che “la Mafia è famosa grazie a Gomorra”. Un’equazione che assomiglia molto – e stride – a quella fatta oggi dal prete ospite del contenitore domenicale di Rai 1.
UN PRETE PER AMICO – A Don Manganiello è stato dedicato anche un fumetto in cui si raffigura il suo impegno. Del resto è molto amato dai suoi parrocchiani, tanto che alla notizia del suo trasferimento, subito è partita una petizione che ha in breve tempo
raggiunto numeri importanti. Nelle motivazioni a sostegno dell’inziativa troviamo scritto che è: “Inaccettabile moralmente e socialmente, il trasferimento di Don Aniello Manganiello prete anti-camorra del quartiere di Scampia alla periferia di Napoli. Inaccettabile perché Don Aniello è un uomo meraviglioso e un sacerdote che sta sapientemente insegnando la legalità e la moralità attraverso la religione e ponendo Dio ad esempio di tali valori e concetti di vita civile e cristiana. Di Don Aniello ne servirebbero migliaia in queste terre martoriate del male della criminalità organizzata e dal cancro sociale della “camorra” . Alleluia. Su Facebook, inoltre, è subito sorto un gruppo molto animato a riprova di quanta stima goda il sacerdote nel quartiere e, per la verità, anche altrove. Infatti, tra i suoi amici e sostenitori troviamo pure il presidente della Camera Gianfranco Fini. Qualche anno fa, in una polemica che vide contrapposti il prete di Scampia al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino – con quest’ultima che aveva minacciato di querelare il parroco per una sua affermazione – Fini disse: “Esprimo piena solidarietà a don Aniello Manganiello, un parroco di frontiera che svolge la sua missione a Scampia, cioè nel quartiere più degradato di Napoli. La sua accusa ai ‘Palazzi collusi’ merita dal mondo politico e dalla società civile una profonda riflessione e non anatemi”. Anche Fini, guarda caso, ha usato allora gli stessi stereotipi che oggi al prete nell’ospitata tv da Giletti danno tanto fastidio… Don Manganiello, per portare acqua al suo mulino “polemico” ha infine ricordato come “Sulla presenza malavitosa a Scampia e l’indotto umano che fa riferimento alla camorra o che vive di illegalità o di espedienti, l’Università Federico II di ha dato dei numeri e su una popolazione di settantamila abitanti, sarebbero diecimila o quindicimila i malavitosi”. Appena un sesto… e che sarà mai, nell’Italia di oggi governata anche dagli “amici” di don Manganiello?













Non faccio di Saviano un santo o un martire solo perché vive sotto scorta, come non credo che un prete, per quanto di frontiera, dica per forza parole condivisibili.
Non avevo mai letto questi commenti.Chi mi definisce bastardo si giudica da solo e non dico altro.A Scampia ci sono vissuto 16 anni e nonostante le minacce della camorra,ho continuato ad operare e a prendere posizione,e questo senza scorta e senza difesa alcuna esponendomi in prima persona.Si ribadisco che il film Gomorra,e non il film,ha gettato una colata di fango sulla città di Napoli.Io non sono napoletano,ma ho cercato di mettermi sempre in un’atteggiamento di lettura e di ascolto e di cogliere il buono che c’è in quel quartiere e nella città.Gli assoluti non esistono,e per me c’è solo un assoluto:DIO.E non ammetto che mi si vieti con espressioni offensive di dire il mio parere.Veniteci a vivere a Scampia e date il vostro contributo per cambiare.
La signora Miriam,forse mi conosce per dire che non mi sono vergognato di andare a ricevere il Premio Paolo Borsellino?E’ stata mai al rione don Guanella?La lotta alla camorra si fa sul posto e io sul posto ci sono stato 16 anni.
Pur conoscendo la realtà Scampia, non conosco queste decantate battaglie di Don Aniello contro la camorra, ma quantunque avesse mosso anche un solo dito, non può accusare Saviano di avere screditato Napoli. Saviano si è limitato genericamente a dire le cose come stanno, senza esagerare,anzi secondo me ha avuto sin troppo riguardo, minimizzando certi avvenimenti . Con il libro Gomorra ha denunciato l’intero sistema camorristico.
Don Aniello lo stiamo sentendo solo ora che è stato trasferito e per giunta se la prende con Saviano,così come ultimamente stanno facendo alcuni politici i cui disastri sono sotto gli occhi di tutti.-
Leggevo il post di Don Aniello dove dice di essere stato minacciato dalla camorra, ma ha sporto qualche denuncia? Perchè gli dovevano mettere la scorta?
Ma qui veramente si è perso il senso della misura. Smettiamola una volta per tutte di atteggiarci a protagonisti. Il prete faccia il prete e se gli arriva un trasferimento se ne stia in buon ordine. Invece di invadere il campo , faccia prevalere il suo ministero che dovrebbe essere quello dell’obbedienza e dell’umiltà.
Attacca Saviano così come critica implicitamente la curia. Secondo me approfitta della cristianità del vescovado, che rispettando le buone regole della Chiesa non passa al contrattacco per dire le cose come stanno.
In un certo qual modo usa gli stessi metodi di certa gente. Non è Saviano che deve essere scomunicato. Saviano è quello che ha smosso le acque, senza paraventi, non si è servito della povera gente ignara di certi giochetti,che si è lasciata strumentalizzare per chissà quali arcaici fini.-
Signora Miriam lei ha messo il dito nella piaga, ecco perchè la risponde. Ma come argomentazioni non ha nulla, si trincera ancora dietro il Rione Don Guanella. Ma cosa vuole fare credere? Che li c’era la guerra di camorra lo sappiamo tutti, ma questo era un problema delle Forze dell’ Ordine, lui cosa c’entrava? Quale attentato ha sventato. Quali sono stati i suoi atti eroici che gli dovevano assicurare la perenne permanenza in quel Rione. Perchè non dice chiaramentre quali interessi aveva, per prendersela in questo modo.-
Pare di avere capito che Don Aniello ha accettato il trasferimento. Evidentemente questo sacerdote ha attraversato un momento critico, forse era molto legato alla gente del posto ed il solo pensiero di abbandonarli lo ha fatto uscire un po fuori le righe per il forte dispiacere.
Umanamente è del tutto comprensibile, l’importante che alla fine sia prevalsa la ragione.
Sono il Francesco dei post precedenti e mi dispiace se ho usato parole dure-
Chiedo umilmente scusa.
Che vergogna! capisco che qui con i commenti siamo liberi di esprimerci, ma i toni sono un po’ forti e poco rispettosi dell’impegno civile di Don Aniello.
Ho letto il suo libro, ho sentito una presentazione e ieri lo abbiamo ospitato nella scuola dove lavotro per dialogare con gli studenti. Alcuni di loro hanno anche criticato l’appello anon fare uso di spinelli, visto che dietro la vendita di droghe leggere e pesanti c’è la camorra. Ma con molta serenità ha risposto sia il pubblico dei docenti che, degli ospiti che il parroco che qui attaccate “gratuitamente”. Vedere per credere ragazzi! Ma voi in mezzo alla criminalità , nel disgio, tra i problemi relai ci siete mai stati?????????????Don Aniello, Saviano, imaestri di trada, i magistrati , i sindacalisti morti ammazzati dalla camorra e dalla mafia non sono eroi , ma cittadini che vivono onestamente e si battono per il valori di giustizia e legalità. Totto qua.Non è il fatto televisivo a rappresentare la storia delle persone. Ci sono tanti parroci, tanti uomini, tante donne che si impegnao per migliorare il nostro amato SUD. Ora solo perchè ne parlano i giornali e le TV pensate che siano attaccabili? Non pensate che forse sarebbe meglio impegnarci tutti, sul lavoro, in famiglia, per strada, nella politica per non schierarci nè solo per denuciare , ma per darsi davvero da fare per CAMBIARE????????????La sterile polemica fa soltanto audience al SUD serve un impegno reale dentro e fuori le istituzioni. Diamoci una mano tutti senza giudicare denigrare nessuno!
Guarda che è stato Don Aniello a criticare ingiustamente Saviano.-
Alla fine chi giudica viene a sua volta giudicato.-
Per quanto riguarda poi alcuni personaggi che egli asserisce di avere convertito, per q
riprendo il post precedente.-
Dicevo che per quello che mi riguarda, non ci credo nel modo più assoluto.-