La strana storia del Commissario del bacino del Sarno

C’è un infiltrato nelle istituzioni: E’ l’Alto Commissario per la bonifica del fiume Sarno, il fiume più inquinato d’Europa. Un...

C’è un infiltrato nelle istituzioni: E’ l’Alto Commissario per la bonifica del fiume Sarno, il fiume più inquinato d’Europa. Un pessimo esempio per tutti. Per fortuna, questo sconcio sta per finire.

Il Commissario per la bonifica del Sarno è il generale Roberto Jucci. E’ stato comandante dell’Arma dei carabinieri e capo del Servizio segreto militare. E dal 2003 è commissario per l’emergenza nel bacino del Sarno, una cloaca a cielo aperto che si snoda per 24 chilometri, dalle pendici dei monti di Sarno fino al Tirreno, attraversando le province di Salerno, Avellino e Napoli, per una popolazione che sfiora il milione di abitanti. Quando ha assunto l’incarico aveva circa 78 anni. Poteva godersi la pensione, riposarsi.

In fondo, la bonifica del bacino, iniziata con il progetto di risanamento dell’intero Golfo di Napoli, si trascina stancamente da oltre trent’anni. E “i tentativi di bonifica sono falliti miseramente e lo sperpero di risorse pubbliche si aggira intorno agli 800 milioni di euro”, come ha dichiarato il senatore Roberto Manzione, presentando la relazione conclusiva della Commissione parlamentare di inchiesta. E si tratta di un bacino che ha il compito di drenare un’area urbana con un sistema fognario che pare un colabrodo ed è “sottodimensionato rispetto ai carichi da convogliare” e “i pozzi neri” ai quali la gente del posto fa spesso ricorso.

 

Poteva riposarsi, perchè quando il vecchio generale è arrivato nel bacino del Sarno c’erano, secondo le dichiarazioni del Procuratore Capo di Salerno, Luigi Apicella nella sua audizione dinanzi alla Commissione parlamentare clan interessati agli appalti per il disinquinamento non solo locali, ma anche i cosiddetti clan casalesi”, e le ditte erano costrette a “ pagare una doppia tangente”. Una situazione intricata, difficile da sbrogliare. Meglio lasciare le cose tranquille, riposarsi. Il vecchio generale in pensione sembrava l’uomo giusto al posto giusto. E invece, il birbante, tanto per cominciare ha deciso di lavorare a zero stipendio. Dal 2003 al 2008 non ha percepito un solo centesimo dallo Stato italiano. E già questo, se pensiamo ai grandi manager che negli anni hanno amministrato Alitalia e Fs, è davvero una cosa vergognosa.

Ma il generale Jucci, il pensionato davvero spudorato, ha speso in questi 5 anni 400 milioni di euro per aprire 46 cantieri, realizzare 39 reti fognanti, 4 collettori e 3 grandi depuratori. Mentre lui faceva costruire il depuratore di Scafati spendendo 67 milioni di euro in 5 anni, la Regione Campania spendeva 130 milioni di euro per costruire in 15 anni quello di Napoli Est. E mentre il generale, pensionato  spudorato, realizzava in 5 anni con 28 milioni di euro il collettore di San Marzano, la Regione Campania nello stesso periodo ha costruito il collettore di Napoli est, lungo 3 km, spendendo 16 milioni di euro.

Questo vecchio generale, pensionato e anche un po’ impertinente, ha davvero esagerato. Il depuratore di Solofra, che accumulava 300 mila euro al mese di deficit prima dell’arrivo del commissario, ora non perde più un centesimo. Questo generale Jucci ha proprio rotto le scatole: spende poco, risolve i problemi, non percepisce lo stipendio, non paga profumatamente consulenti, fa tutto con gli ingegneri e il personale in carico. E non fa favori ai soliti noti. E quasi tutti i sindaci dell’area, senza distinzione di parte politica, ne chiedono a gran voce la conferma.

 

Ma a 2 soli mesi dalla fine del suo mandato, non gli è stato ancora rinnovato l’incarico. Ma non si deve pensare male: semplicemente, il governo non vuole chiedere ulteriori sacrifici ad un povero vecchio generale in pensione, che già tanto ha dato alla sua patria. Il capo della protezione Civile Guido Bertolaso lo ha avvisato di non esagerare con il lavoro, di riposarsi: “Il suo ufficio ha solo compiti di studio, al resto ci penso io”.

 

E così, se non ci sono ripensamenti, la gestione del Sarno dovrebbe tornare alla Regione Campania, che ha già dimostrato la sua enorme efficienza. Ma se invece si volesse sostituire il generale Jucci con un gestore altrettanto in gamba, suggeriamo al Governo di nominare Francesco Verbaro, l’instancabile collaboratore del Ministro Brunetta, quello che tra consulenze varie, doppi, tripli e quadrupli incarichi, è la migliore garanzia per invertire la rotta e far dimenticare in fretta il cattivo esempio di Roberto Jucci. Pensionato, vecchio generale, uomo dello Stato.

Buon tutto!