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La rivolta online contro Oliviero Toscani

Le donne della rete hanno reagito male alle parole di Oliviero Toscani il quale, dalle colonne di Repubblica, aveva espresso una sua ricetta contro la violenza nei confronti del gentil sesso ritenendolo “colpevole” il fatto che si sistemino, si trucchino, che indossino scarpe col tacco incentivando così il femminicidio e la violenza.

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LE PAROLE DEL FOTOGRAFO… – “Le donne -queste le sue parole- devono essere più sobrie, dare importanza all’essere più che al sembrare, solo così si possono evitare altri casi di femminicidio. le donne non si devono truccare, mettersi il rossetto, devono volersi bene per quello che sono”. Dichiarandosi poi d’accordo con Laura Boldrini, che ha chiesto lo stop all’uso del corpo femminile nella pubblicità, ha aggiunto che la violenza sulle donne dipende dalla comunicazione e dalla televisione in genere. Queste posizioni non hanno però trovato una sponda nel pubblico femminile e su Twitter l’hashtag #toscani si è popolato in pochi minuti di commenti non proprio lusinghieri nei confronti del fotografo, con qualcuno che ha riproposto questa sua famosissima fotografia, scattata per pubblicizzare un marchio d’abbigliamento.

 

 

…E LA REAZIONE SI TWITTER – Alberto Galanti è estremamente diretto: “#Oliviero #Toscani non ha capito nulla dei fenomeni #femminicidio e #femmicidio. Magari bastasse togliere tacchi e rossetto. Si informi bene” mentre va segnalata la voce fuori dal coro di Elena Cranchi: “Ma smettiamola di gridare sempre allo scandalo! Ci rifacciamo tette e culi, mai testa e cuore! Altro che oggetti..”. Claudia Fiori invece se la prende con il fotografo: “Tacchi bassi e struccate in casa. Crimini contro le donne nascono principalm in famiglia. Neanche l’età giustifica certe idiozie #toscani” con Flavia Marzano che invece si dichiara pronta a “boicottare” tutti i prodotti fotografati da Toscani, con Valentina che la chiude così: “Si sta dando troppo peso e risalto a #toscani e alle sue stronzate. Uno così andrebbe ignorato.”. Perché in fondo un bel tacer non fu mai scritto. (Photocredit Lapresse)