Contratti ADSL. Da stipulare in perfetto stato di lucidità mentale

03/11/2008 - È COLPA DELLA RADICE DI QUESTO SISTEMA? – Vien da azzardare un’ipotesi basandoci sui dati in nostro possesso. Ad esempio. L’agenzia per cui lavorava l’abile promotore di contratti non retribuisce i propri dipendenti con un fisso mensile. Paga per provvigione,

     
 

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È COLPA DELLA RADICE DI QUESTO SISTEMA? – Vien da azzardare un’ipotesi basandoci sui dati in nostro possesso. Ad esempio. L’agenzia per cui lavorava l’abile promotore di contratti non retribuisce i propri dipendenti con un fisso mensile. Paga per provvigione, vale a dire: per cliente conquistato. Lo sappiamo. Abbiamo verificato. “Non c’è un fisso mensile“, mi spiega appunto la voce femminile che mi risponde quando telefono all’agenzia. Dico di essere disposta a trasferirmi pur di lavorare in quel posto. Lei mi avverte, quasi premurosa: “si guadagna per provvigione, ecco se vuole venire fin qui lo tenga presente“. Non eravamo a Romanze quando l’agente ha fatto firmare i contratti per i quali si dannano sia Pino che il barista. Non sappiamo se davvero sia stato persuasivo e ingannevole o se, piuttosto, siano stati poco accorti loro. Non possiamo comprendere appieno come siano andate le cose e se ci sia davvero qualche torto da denunciare. Prendendo per buono quello che ha detto la donna dell’agenzia immaginiamo comunque che l’agente aveva interesse, anche personale, a far stipulare i contratti ai due cittadini di Romanze. Come dire: altrimenti non mangiava quel giorno! Questo non giustificherebbe comunque nulla, ma pone l’attenzione sulla precarietà della condizione lavorativa sua e di tutti coloro che vivono situazioni analoghe.

ESPERIENZA PERSONALE – Capitava qualcosa del genere anche in un call center che ho frequentato io stessa anni fa, resistendoci per quasi un mese. Mi avrebbero dato sette euro per ogni appuntamento che sarei riuscita a fissare con un potenziale cliente, più esattamente, per ogni appuntamento andato “a buon fine“. Mi avrebbero cioè pagato solo se il “promoter” cui organizzavo telefonicamente l’incontro con un potenziale cliente riusciva a combinarci qualcosa, foss’anche solo l’entrare in casa sua a parlargli. A sua volta, mi avevano detto, l’agente promozionale sarebbe stato retribuito solo nel caso avesse concluso l’affare. Niente fisso mensile dunque.

E TANTI ERANO I TENTATIVI ANDATI A MALE – Pochissime le persone che ci prestavano ascolto. Solo cinque, complessivamente, i miei appuntamenti “andati a buon fine“. E dopo ore ed ore di telefonate seduta al mio angolino, recitando il testo di primo approccio al cliente, sempre lo stesso con variazioni sul tema e sulla persona, dopo centinaia di schedeanagrafiche” dei soggetti contattati che non avevano lesinato un “vaffambagno è la terza volta che mi chiamate, non mi interessa cambiare, voglio stare peggio, il signor C è morto io sono il figlio, ecc.“, ho capito che non avrei mai vinto nemmeno un “bonus“. Non sarei cioè mai stata l’”operatrice della settimana” perché, come mi diceva il più bravo tra i colleghi, non ci credevo io stessa in quel che tentavo di promuovere. Così un giorno ho telefonato all’agenzia comunicando la mia intenzione di non tornarci mai più.

È STATO FORTUNATO SANDRO DE RICCARDIS – Si tratta del cronista di Repubblica che, assunto per una settimana in un’azienda di telemarketing e telecenter milanese, ha poi raccontato la propria esperienza sul giornale. È stato fortunato perché, nonostante tutto ma proprio tutto, gli è stato comunque dato un contratto da firmare e gli è stato prospettato un fisso di quattro euro l’ora, provvigione a parte.

NB: All’immagine del dèpliant promozionale abbiamo cancellato il logo della compagnia telefonica interessate, nel rispetto del tono e delle intenzioni di questo articolo. Abbiamo inoltre modificato le voci nel file audio per renderle non identificabili, nel rispetto del tono e delle intenzioni di questo articolo.

 

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Vignetta di callcenter.iobloggo.com.

     
 

10 Commenti

  1. Pigi scrive:

    Da ex lavoratore di un call center di Tel*c*m ti dico che sono gli stessi capi ad incitare noi poveri truffatori inconsapevoli a dire mezze verità, o ad omettere particolari scomodi nella presentazione delle tariffe, tutt’altro che convenienti.

    Bastava la scritta a penna per iniziare a dubitare dell’offerta conveniente, comunque chiama il quality center di inf*str*da e lamentati, ci sono pene severe. A livello legale questo illecito si chiama “Pubblicità ingannevole”, ne risponde infosr*d* che sicuramente si rifarà sulla società che gestisce l’agente di zona che ti ha preso per il culo.

    Per loro non sarà difficile indivuduare il colpevole, dal momento che cudd strunz (come si dice a Bari) ha guadagnato su di te, e ha una matricola univoca per la percezione delle provvigioni.

    Ti saluto
    Pigi

  2. gloria scrive:

    Dalle mie parti noi avevamo un testo scritto, studiato nei minimi dettaglia, da recitare al telefono…

  3. LupodiGubbio scrive:

    Quello della telefonia non è il mio ramo, ma quando vuoi un elenco dettagliato delle truffe nel mondo dell’energia (a partire dalle offerte strapubblicizzate di eni, enel e sorgenia), ho materiale per 10 articoli.

  4. gloria scrive:

    @Lupo…Manda manda

  5. Colgo l’occasione per dire che fastweb mobile supporta solo telefoni UMTS, cosa non scritta da nessuna parte…

  6. icy scrive:

    E’ per questo che gli anglosassoni usano l’espressione:
    “If you have to answer now, the answer must be no”

  7. Uindo Infostrati scrive:

    Complimenti per come hai cancellato il nome del gestore.

  8. Corrado scrive:

    Gli sta bene a quel ragazzo, io la chiamo selezione naturale questa. C’è ancora chi si affida all’agente che ti arriva col bigliettino con su scritta l’offerta a penna e poi non si da nemmeno la pena di controllare.
    La prossima volta si sveglia.
    Presentatemelo, che gli faccio fare puro io qualche affarone.

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