Sembra un racconto demenziale, ma invece è tutto vero. Ricostruzione oggettiva dei fatti accaduti allo scopo di effettuare la “ri-allocazione” di una famiglia di Rom da parte delle forze dell’ordine capitoline. Non è uno scherzo. Ripeto: sembra un film di Alberto Sordi, ma non è uno scherzo!
Sono le 7:30 di mattina al campo nomadi vicino l’ex Mattatoio di Testaccio, Roma. O quasi. Centoventi Rom (italiani) vengono svegliati da un megafono che intima loro di abbandonare il campo entro un’ora, pena l’arresto. A chi obietta che ci sono i bambini che devono andare a scuola, si fa notare che “è l’ultimo giorno“, quindi “non importa“. Vengono interrotte le forniture d’acqua e di elettricità, senza preavviso.
Inizia così un braccio di ferro fra forze dell’ordine e abitanti del campo, che terminerà solo dopo le 21.
RASSEGNA STAMPA - Le prime notizie sullo sgombero, già dalla mattina, riportano l’operazione come effettuata: Fabrizio Santori di AN si complimenta per il lavoro svolto in una mail che manda alla sua mailing list. Si sprecano gli elogi da parte degli esponenti del Pdl capitolino. Alemanno risponde così a quanti obiettano che solo il giorno prima il Prefetto aveva promesso uno stop degli sgomberi: quello “valeva per le azioni in grande” mentre questa era “di piccola entità”. Secondo il Comune, questo campo andava sgomberato perchè “abusivo“, ma abusivo è dire poco: i Rom vivono infatti in mezzo alla strada, con allacci di acqua ed energia di fortuna (forniti dal vicino centro sociale “Villaggio Globale” e dalla Città dell’altra economia che si trova qualche metro più in là). Il problema, però, è che non è colpa loro. “Abbiamo vissuto vent’anni nel campo qui dietro” spiegano, riferendosi a Campo Boario, dove ora sorge la Città dell’Equo e Solidale, “poi ci hanno detto che dovevano fare dei lavori. Ci hanno detto che sarebbe durato non più di due o tre mesi e ci hanno promesso che non saremmo stati spostati -
mostrano l’ordinanza, num. 3419 del 3 dicembre 2004 - Siamo qui da un anno”. Ma l’altro campo era migliore di questo pezzo di strada? “Lì pagavamo la luce, l’acqua, era grande, si stava meglio…”. Ad un tratto due di loro confessano: “E pensare che io alle elezioni ho votato Alemanno. Pensavamo che fosse giusto quel che diceva sugli extracomunitari. Tanto, abbiamo pensato, noi siamo italiani! Mia moglie è andata fino a Venezia per votare Berlusconi“. Siete pentiti? “Eh, sì”
L’ORDA DEGLI UNNI – Verso le tre del pomeriggio arriva la deputata radicale Rita Bernardini. Anche a lei i nomadi spiegano che sono italiani, e mostrano a chiunque passi, come a discolpa di qualcosa, i loro documenti da cittadini romani. Sono stagnari, da quasi vent’anni, mostrano fotografie di croci e coppe che dicono di aver restaurato per conto di varie chiese romane. “Noi non mandiamo i bambini a chiedere l’elemosina - si difendono – non maltrattiamo le donne. Anche noi siamo contro questo. Noi siamo italiani, nati qui, come tutti. Abbiamo dei diritti. Da quando sono arrivate le forze dell’ordine nessuno ci ha mostrato una carta, un’ordinanza“. Un giallo, questo, che non si risolverà per tutto il giorno: qualcuno dice che questa carta non esiste, qualcuno che sia stata firmata solo dal Questore e non da Alemanno o dal Prefetto. Eppure proprio questa comunità era stata ricevuta dal Sindaco della Capitale solo il giorno prima, e con lui aveva deciso di discutere per trovare una soluzione che potesse andare bene sia al Comune che ai Rom. Il tempo passa, il cielo è grigio. Il comandante dell’VIII gruppo della Polizia municipale di Roma, Antonio Di Maggio, ha un alterco con una giovane volontaria che conosce bene la comunità (guardate il video: è impressionante).
PAUSA - Solo l’arrivo dei bambini usciti da scuola, alle 4, stempera gli animi (anche perchè si temeva che proprio a quell’ora ci sarebbe stato lo sgombero “con la forza“). Rom e giornalisti si mischiano, le donne della comunità offrono a chiunque bibite e panini. Qualche bambino scatta delle foto con macchine più
grandi di lui, sotto lo sguardo esperto dei free lance. Poi i piccoli iniziano a cantare “no al razzismo, noi vogliamo solo vivere, non ce ne andiamo”. I genitori, intorno, battono le mani. La polizia, fuori, osserva in silenzio. Un uomo (“ubriaco da tre giorni!” puntualizza una ragazza del centro sociale) viene arrestato. Ma è un ragazzo di colore che con la comunità non c’entra, ha urlato qualcosa contro gli agenti e il suo comportamento è stato stigmatizzato in primis dai rom: “così non ci aiuti, per favore”. Man mano che il tempo passa si aggiungono passanti, studenti della vicina facoltà di Architettura, volontari che hanno lavorato con questa gente e sono qui per difenderla. E’ questo il motivo che ha spinto anche Antonella, maestra elementare e mamma, a testimoniare a favore di “una comunità integrata, che vive con grandissima dignità. Ci hanno aiutato a fare dei lavori a scuola, sono persone oneste. Oggi i bambini sono arrivati a scuola in lacrime, shockati”.
STRANEZZE – Antonella non è l’unica a sollevare perplessità. In molti si chiedono il perché di un tale spiegamento di forze e di un’azione così perentoria. Si dice che il motivo sia la denuncia di un marmista che lavora in fondo alla strada, ridotto sul lastrico perchè i clienti “hanno paura ad arrivare fin lì“. “Il marmista? Ma se è abusivo!” dicono i Rom. Intanto lo sgombero si inceppa: la polizia si dispone, poi rompe le righe, poi si ridispone. Arriva Tiziana Orsi, del V dipartimento comunale, e propone ai rom una soluzione alternativa: il campo di Castel Romano, sulla Pontina. Ma la risposta è no: “è sovraffollato, c’è acqua solo per dieci minuti al giorno, la situazione igienica è disastrosa. In più abbiamo paura. Non è che non vogliamo andarcene, però dovete offrirci una soluzione”. Anche la Bernardini sottolinea questo punto:
secondo lei è stato violato il “Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, ratificato dall’Italia con la Legge 881 del 1977″, che sancisce “il divieto di sgomberi senza alternative di alloggio”.
SOLUZIONI “CREATIVE” - Dopo qualche tempo, fa la sua comparsa un cartello di sosta vietata che fra gli applausi ironici degli astanti viene piazzato all’inizio della via. “Me stai a dì che l’hanno messo per fargli le multe e poi portare tutto via col carro attrezzi?” chiede un giornalista all’altro. Quello non risponde nemmeno, ride e basta. Il piano si rivela inattuabile, tanto che il secondo cartello (quello di rimozione forzata), non viene neanche posizionato e rimane sul camioncino dei vigili. Il motivo è certamente la presenza, tra gli altri, dell’avvocato dei Rom, prontamente allertato sin dalla mattina (assieme ovviamente alla stampa). La polizia brancola nel buio, finchè una voce alla radio urla “Ho trovato! C’è questa ordinanza del 1991 che vieta la sosta di camper e automezzi nelle strade di proprietà del Comune”. Dopo poco il campo è invaso da poliziotti e vigili urbani: la missione – impossible! – è multare tutte le roulotte.
TUTTO E’ BENE… - Dopo il giro di multe, però, la situazione torna come prima. Per far passare il tempo, le bambine del campo raccolgono fiori e li portano ai poliziotti, ora lontani dalle roulotte e di nuovo in formazione. Applausi. Qualcuno scherza “Mo’ mettete giù i fiori e mazziate a tutti quanti!”. La polizia, quasi si offende. Dopo un pomeriggio teso, comunque, si capisce che l’aria è rilassata. Il motivo lo si scopre poco dopo, al ritorno di Di Maggio. Dopo un conciliabolo abbastanza breve, I Rom accettano una seconda proposta del Comune: trasferirsi in un’altra località “molto più che dignitosa” (sottolinea l’avvocato), nei pressi del Policlinico di Tor Vergata (nome tenuto fino all’ultimo momento all’oscuro di tutti). I camper iniziano a muoversi, i rom se ne vanno. Praticamente, mentre in strada si faceva il muso duro, dietro le quinte le parti trattavano come Craxi e Andreotti.
GIA’… - Mentre auto e camper sfilano silenziosi, alcuni passanti intorno fanno foto con i telefonini commentando fra loro a bassa voce: “Via, finalmente! Guarda il mercedes! Fuori! Ve ne dovete andare”. Nell’aria c’è come la sensazione di aver assistito a una fantastica messinscena, nella quale gli uni hanno detto agli altri: “Ok, a questo giro voi fate i Buoni, e noi i cattivi. Al prossimo, però, si cambia”. Appena fuori dalla piazza, c’è un poliziotto che parlotta al telefono: “Sì, se ne stanno andando. Abbiamo dovuto trovargli un’altra sistemazione. No, lascia stare.
Almeno abbiamo salvato la faccia“.
VIDEO: L’arrivo della Bernardini / La storia / Abbiamo votato Alemanno
Reportage Fotografico
EDIT: A proposito della frase sul “marmista abusivo“, Tiziana nei commenti ci dice invece: “Fabio da anni paga regolare affitto alle Ferrovie dello Stato che ultimamente non ha più pagato proprio perchè non poteva lavorare…“


















Un sorriso senza sorriso, un sorriso senza parole.
Simpaticissimo il comandante della polizia.
vero?
Ottimo reportage davvero, madda!
(intanto,nell’amarezza, ghigno nel notare quanto si allarghi la schiera dei “pentiti” del voto)
Loska nel nostro bel paese si son persi i lumi della ragione!
Ci troviamo ad affrontare una serie di problematiche, economiche, istituzionali, e ciò che più preoccupa è la mentalità fascista: siamo ritornati al passato in cui vien meno l’eguaglianza fra i popoli e, peggio ancora, vien meno quel senso di ragionevolezza che dovrebbe guidare nella ricerca di una parità che non sia irrazionale.
L’etica e la morale si stanno sgretolando….
…a colpi di appelli strumentali alla Sicurezza e Pubblica Moralità
Stanno affrontando a muso duro i “grandi problemi dell’Italia”.
Avete presente quella scena di Johnny Stecchino… http://www.youtube.com/watch?v=aOHueBY91pc
bella la “scena” delle bambine che raccolgono i fiori e li offrono ai poliziotti. Vuol dire tante cose
se sostituiscono Di Maggio con Ciccio Graziani nessuno se ne accorge e c’è solo da guadagnarci
cronistoria dello sgombero di un campo Rom a Roma…
Vi suggerisco la lettura di questo nteressante racconto di un (tentato) sgombero di un campo Rom a Roma. Un mix di violenza ideologica e verbale, mancanza di tatto, malgoverno e imbranataggine….
@ devilmath
italiani, sfollagente
Vi ho linkati sul blog della nostra associazione, sono passato a segnalare questo trackback ma vedo che ha fatto tutto in automatico!
Molto interessante davvero, complimenti.
Associazione Mente Locale
La vostra capacità di ribaltare la realtà è veramente fenomenale. Forse sarebbe meglio vi informaste meglio sui “fatti” che hanno poratto allo sgombero. Il marmista, che risiede li dagli anni ‘50, è l’unica vittima di questa situazione demenziale.
A meno che per voi sia normale che una persona venga assediata da decine di roulotte da centinaia di migliaia di euro ma anche da Porsche, Mercedes, etc…
E’ molto più facile gridare allo squadrismo delle forze dell’ordine vero?
Più volte sono andato personalmente a visitare quel campo e i bambini erano tutti lì, altro che a scuola. E voi naturalmente, pur di alimentare il vostro odio verso le persone per bene preferite evidenziare le bugie raccontate dai Rom piuttosto che mettervi nei panni di un cristiano onesto che NOI abbiamo salvato dal suicidio.
VERGOGNATVEI UN MILIONE DI VOLTE.
Andrea, fattelo dire: tu mi sa che non sai leggere.
Allora è meglio che non scrivo perchè non saprei leggere come Andrea…
Illuminami Gregorj, che cosa ci è sfuggito?
Insieme ad Andrea sono mesi che seguiamo questa vicenda… ma perchè nell’articolo vengono citati solo i diritti dei Rom e non quelli del marmista??? Non è anche lui cittadino italiano con il diritto al lavoro?Erano 14 mesi che non poteva lavorare a causa del campo Rom… però che vi frega a voi…
Gregorj non saprò leggere ma so contare. E di bugie nelle testimonianze dei Rom ne ho contate assai te l’assicuro. Da aprile 2007 questa situazione andava risolta: per il marmista, per la sicurezza, per il decoro urbano, per la legalità. Finalmente è arrivato un barlume di “giustizia sociale” dalla nuova amministrazione.
Andrea,
io abito da queste parti e ho già scritto un pezzo sul tema, tra l’altro linkato nell’articolo:
http://giornalettismo.ilcannoc.....45974.html
come vedi, nessuno ha mai pensato che questa situazione non andasse risolta, e non certo in una maniera diversa da come è andata, ovvero con l’allontanamento dei Rom da quella zona, per il bene di tutti. Stessa cosa viene detta in questo articolo, e viene soltanto raccontato quello che è stato detto e ciò che è accaduto l’altroieri. Se bugie ce ne sono, non sono state dette dall’articolista. Altrimenti fammi l’elenco di quelle che son state dette, con le prove che lo sono. Non mancheremo di correggere gli eventuali errori.
Ciao, tiziana, non avevo visto il tuo commento. Ti rispondo subito. Quanto tratta questo articolo è lo sgombero di una famiglia di rom da un luogo indecoroso, dove erano costretti a vivere tra il disdoro di tutti (abitanti e frequentatori della zona, e loro stessi) a causa di un’operazione idiota della giunta Veltroni, come scritto nell’articolo precedente a questo, linkato nel primo paragrafo del pezzo. In questo articolo si racconta quanto accaduto, i modi – stupidi e anche un po’ maleducati all’inizio – in cui questo sgombero voleva essere effettuato, e come è stato effettuato alla fine. Ovvero, pacificamente, con la trattativa “politica” e non con la violenza. Il marmista non viene in alcun modo danneggiato dal racconto, non essendo lui il protagonista e non avendo ovviamente fatto nulla di male. L’unica frase riportata al proposito è quella, virgolettata, di uno dei rom della zona. E viene presa per quel che è, ovvero una battuta un po’ infelice uscita dalla bocca di una persona che stava per subire un trasloco non voluto. Cosa ci vedi, tu, di male invece?
Bugia N° 1 “hanno paura ad arrivare fin lì“. “Il marmista? Ma se è abusivo!” dicono i Rom.
Fabio da anni paga regolare affitto alle Ferrovie dello Stato che ultimamente non ha più pagato proprio perchè non poteva lavorare…
Ed è vero, la gente non andava perchè aveva paura.. ma come si fa a biasimarle?
Tiziana, bugia n. 1: ti ho risposto già sopra a questa obiezione:
“Il marmista non viene in alcun modo danneggiato dal racconto, non essendo lui il protagonista e non avendo ovviamente fatto nulla di male. L’unica frase riportata al proposito è quella, virgolettata, di uno dei rom della zona. E viene presa per quel che è, ovvero una battuta un po’ infelice uscita dalla bocca di una persona che stava per subire un trasloco non voluto.”
è chiaro che l’affermazione non costituisce una forma di discorso indiretto, riconducibile al giudizio dell’articolista su una realtà acclarata. E’ una battuta riportata perché lì sentita, e non vuole essere offensiva nei confronti di nessuno. Se ci tieni, posso fare un edit con le tue parole alla fine del pezzo, ma non mi sembra che nessuno abbia detto alcunché di definitivo, sul tema, non trovi?
Edit: messo un edit al pezzo con l’aggiunta del tuo commento.
così faccio prima a risponderti
le altre “bugie” me le dici tutte insieme?
Sai che ci vedo di male? Che sono 6 mesi che guardo lo sguardo di un uomo disperato che quello che ha sempre chiesto, dalla vecchia giunta a oggi, quello di spostare il campo, sempre in una zona idonea alle loro esigenze.. e appunto come hai scritto tu, Veltroni e compari se ne sono fregati, e credimi ne ho sentite e viste tante di cose in questi mesi..
La cosa che mi da fastidio ed è poi il motivo che poi mi ha spinto a scrivere qui, è che in questi giorni ho sempre letto notizie raccontate a metà…e mettono in risalto solo i diritti dei Rom… non dico che non ne debbano avere e lo so non si dovrebbe fare neanche di tutta un erba un fascio.. ma non facciamoli passare per quello che non sono, angioletti maltrattati.. e peccato che non avete ripreso quello che hanno saputo gridare al marmista…
Non credo che abbiano gridato qualcosa al marmista quel giorno, visto che c’era polizia e altro. Quindi, non potevano riprenderlo. Come ti sarà più chiaro rileggendo meno “incazzosamente” l’articolo, qui nessuno voleva minimizzare il problema (come potrei? Abito anche io da queste parti), e nessuno se n’è uscito prendendo posizione. Si è semplicemente fatto cronaca di quanto visto e sentito l’altroieri. Senza nessuna malizia. Spero tu voglia darcene atto.
Vogliamo integrare il resoconto anche con gli insulti e le minacce che hanno subito Fabio e il nostro David dalle amorevoli mamme Rom?
Comunque Gregory, visto che conosci la situazione, farà ridere anche te il fatto che queste persone, dalla nuova residenza di Tor Vergata, lamentano “disagi per la carenza di servizi”.
Credo basti ed avanzi per capire quanto fossero in buona fede le testimonianze riportate in questo articolo.
Gregory, io era al telefono con David e Fabio mentre le zingare li insultavano e minacciavano;)
“Vogliamo integrare il resoconto anche con gli insulti e le minacce che hanno subito Fabio e il nostro David dalle amorevoli mamme Rom?”
No, perché come ho spiegato più sopra questo non è accaduto nel giorno in cui sono stati sgomberati. E sarebbe la tua parola contro la loro, che sicuramente negherebbero. Spero che tu capisca che questo NON VUOL DIRE che i rom avrebbero dovuto rimanere lì. Abbiamo sempre scritto il contrario, e soltanto raccontato i modi – con tanto di documentazione – in cui è accaduto.
Riguardo Tor Vergata, so che lì non hanno acqua potabile (nonostante gliel’avessero promessa). Mentre qui ce l’avevano. Fossi in loro, mi lamenterei anche io. Tu no?
“Gregory, io era al telefono con David e Fabio mentre le zingare li insultavano e minacciavano;)”
Andrea, non faccio fatica a crederti perché anche io ho visto cose non belle nella mia frequentazione della zona (a proposito, capisco che siamo vicini di casa!). Però, come spero tu comprenda, gli articoli di cronaca si scrivono in base all’esperienza, e non ai “si dice”. Questo non giustifica etc etc. E’ inutile che ti ripeta quello che ho scritto sopra, vero?
Si forse mi lamenterei anche io…anche se da Rom non riuscirei a stare fissa in un posto…
Però sinceramente io non riesco a criticare i modi con cui sono stati sgombrati… più volte sono stati sollecitati a trasferirsi in altre zone più idonee ma hanno sempre rifiutato dicendo che non erano di loro gradimento e abbiamo video che testimoniano questo…
Cmq la pensiamo troppo diversamente, potremmo stare ore a confrontarci ma non troveremo mai un punto in comune..
buona serata
Gregory gli insulti sono avvenuti “nello stesso giorno e nelle stesse ore dello sgombero”.
Io non abito lì, sono solo un semplice cittadino che ha deciso di mettersi a disposizione di chi subisce ingiustizie. Piuttosto che farmi, come la maggioranza degli italiani, i cavoli miei non ho saputo resistere al grido di aiuto che ho letto negli occhi di Fabio il giorno che l’ho incontrato. E quello era sincero e sofferto, te lo garantisco.
Mi prendo anche tutte le responsabilità per avere di persona fatto si che un incaricato del Comune sbloccasse la situazione, perchè se aspettavamo le promesse dei politici sarebbero passati decenni.
Mi dispiace che lì non abbiano l’acqua, ma sinceramente non riesco a coniugare tanta opulenza dimostrata con il modo di vivere che questa gente ha scelto. Ci faremo carico di segnalare il disservizio al Comune, nel frattempo loro potrebbero vendersi una Porsche e pagarsi qualche doccia in alberghi limitrofi;)
O no?
“nel frattempo loro potrebbero vendersi una Porsche e pagarsi qualche doccia in alberghi limitrofi;)
O no?”
@andrea
per carità, queste cose sono sotto gli occhi di tutti e questi ragionamenti li facciamo, in ogni caso. A prescindere da come la pensiamo su come siano andate le cose, come dice anche Tiziana più su.
(anche se mi dispiace che lei dica che “la pensiamo troppo diversamente”: per me bisogna riuscire a parlare con – e capire ragioni e torti di – tutti, zingari o marmisti o semplici passanti che siano
)
Vedi Gregorj ad esempio noi tre siamo la dimostrazione che ci si può confrontare in modo educato e civile e non sai quanto mi fa piacere questo perchè credimi raramente nei blog mi è capitato…
Il fatto è che su questo argomento, lo sgombro del campo Rom a Testaccio, non ce la faccio proprio a confrontarmi proprio per il motivo che ti ho scritto prima… per molti mesi mi ha coinvolto in prima persona (da come avrai capito dai commenti conosco Andrea e abbiamo operato insieme per far sgombrare questo campo), non ci ho dormito per notti, per molti week end siamo stati su strada a raccogliere firme (ma bada bene sempre con lo scopo di farli sgombrare in un’ area idonea) e non sai gli insulti e gli sputi che abbiamo ricevuti (ma fa parte del gioco, forse, anche se io Tiziana non mi permetterei mai), quotidianamente sentivo il marmista al telefono e puntualmente mi si stringeva il cuore.. inutile che mi prolungo perchè ti riscreverei cose già dette e non vorrei cadere nel noioso… posso dirti però che è stato interessante confrontarmi con te e diciamo anche piacevole nei toni usati, quindi tornerò a leggerti ma non su questo argomento, non cela faccio!!
Solo per dovere di cronaca…
Ho appena visto il tg3 regionale e a quanto pare (riporto quello che ho sentito nel sevizio) ” a Tor Vergata hanno condizioni igienico sanitarie di gran lunga superiori”
sì, tiziana, è quello che avevamo scritto anche noi nel pezzo: che le avrebbero avute migliori a TV. Oggi però sui giornali c’era scritto diversamente.
Vedi come è facile manipolare la realtà? E far credere quello che non é?
…i “pentiti del voto” ??? Prego leggere “Il Riformista ” del 9 Giugno 2008:”Loft al 27%.Il PD è così liquido che il Cavaliere se lo beve”.
“Il Riformista”,giornale fascista!!!
Io non abito in quella zona e non conosco quindi tutti i problemi; sono passata però alcune volte vicino e in mezzo a quel campo e mi rendo conto che a volte non è necessario dire delle bugie, basta fare delle omissioni….e l’articolo mi pare ne faccia tante, a cominciare dalla mancata descrizione delle quantità di macchine di altissima cilindrata e dei camper/villa dei rom, della quantità e ricchezza degli ori e dei gioielli esibiti dalle donne; non mi sentirei proprio di dire che si tratti di diseredati e povera gente…….
@ e.
dal testo dell’articolo: “Mentre auto e camper sfilano silenziosi, alcuni passanti intorno fanno foto con i telefonini commentando fra loro a bassa voce: “Via, finalmente! Guarda il mercedes! Fuori! Ve ne dovete andare””
[...] Zingari che votano Alemanno, gay che votano Forza Nuova o che vanno in chiesa, in fondo il mondo è pieno di contraddizioni e di… stolti. [...]