Siamo stati nuovamente nel paese del vesuviano. Abbiamo ascoltato numerosi manifestanti dei movimenti anti-discarica dell’area, i quali denunciano “Berlusconi e Bertolaso non ci fregate, di questo Stato non ci fidiamo!”
Siamo tornati a Terzigno. Fa freddo, è una nottata molto umida, di tanto in tanto cala pure una leggera pioggerellina pungente o come la chiamano da queste parti di “acqua ‘e neve”. Questa volta, cinque giorni dopo il giorno dell’ultima “battaglia”, quando nei pressi della Rotonda di Passanti si scatenarono gli ultimi pesanti scontri tra i manifestanti e le Forze dell’ordine, ci scapparono numerosi feriti e ad i nostri occhi si presentò uno scenario letteralmente di guerra, tanto da farci pensare di essere sul fronte iracheno o quello afgano, con una decina di mezzi – tra autocompattatori e macchine della polizia – dati alle fiamme. Decidiamo di salire su verso Via Panoramica, per la Rotonda di Terzigno, dove è accampato il “Quartier generale” dei movimenti antidiscarica dell’area vesuviana.
LASSÙ, PER LA PANORAMICA – Ripercorriamo lo stesso tragitto. Dal centro di Pompei, saliamo su per Via Nolana. Ancora una volta, la lunga arteria che porta ai paesi vesuviani si presenta buia e poco animata. Passiamo prima sul “fronte” di Passanti. I “camion della monnezza” incendiati il 22 ottobre scorso sono ancora lì, un segno lugubre e minaccioso di una “guerra” tra popolazioni locali ed Istituzioni, passata dalla guerrilla combattuta strada per strada alla guerra di trincea, dove ognuno cerca di mantenere le proprie posizione. Tra le due Rotonde ci saranno appena qualche km, due o tre al massimo.
Zigzaghiamo con la nostra automobile tra questi mostri di lamiera accartocciati su se stessi, che danno ad una zona una volta tutto sommato anonima di periferia, l’aspetto inquietante di un campo di battaglia e prendiamo la strada che porta su, verso il Vesuvio. Stanotte peraltro indistinguibile, coperto dal buio e dall’umidità sempre più pesante. Ai bordi della strada, sui marciapiedi di entrambi i lati della carregiata, i cumuli di spazzatura sono, se possibile, addirittura aumentati. La raccolta è evidentemente ancora ferma, da giorni.






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Ha ragione le signora! Senza i giornalisti liberi … e i quotidiani liberi, non si saprebbe nulla di quello che sta accadendo sotto il Vesuvio.
GRAZIE
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Complimenti per questo dossier e per l’impegno, comprese le foto, sempre utili.
E’ importante mantenere l’attenzione su questa vicenda che si dimostra sempre più come un disastro, unj crimine contro l’umanità.
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