Le Iene e i furbetti del Senato

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Dipendenti pubblici timbrano e escono a fare i propri interessi in orario di lavoro. Grasso ringrazia e annuncia sanzioni

C’è chi timbra il “badge” a Palazzo Madama, per poi uscire a fare i propri interessi, durante l’orario di servizio. Non esiste soltanto la “casta” dei politici. C’è anche quella dei dipendenti pubblici che lavorano nei palazzi della politica stessa, come ha svelato un servizio de “Le Iene. E’ stata una “talpa” a svelare il comportamento scorretto di diversi lavoratori del Senato: contro i “fannulloni” prenderà provvedimenti lo stesso presidente Pietro Grasso, che ha ringraziato la redazione del programma e spiegato di aver già avviato accertamenti. “Questo anche per tutelare l’immagine di tutti i dipendenti che con grande professionalità e disponibilità prestano il loro servizio all’Istituzione”, ha spiegato Grasso.

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LE IENE E LA CASTA DEI DIPENDENTI PUBBLICI – Il loro stipendio non è in linea con quello degli altri dipendenti statali. Come ha spiegato Sergio Rizzo del Corriere della Sera, hanno un trattamento molto privilegiato, con compensi 5 volte superiori. In media, circa 150 mila euro lordi all’anno (che comprendono pure una “quindicesima mensilità“). Un esercito, quello della Camera dei deputati (1541 le buste paga che deve erogare lo Stato), che pesa per 231,1 milioni di euro. Un’eccezione tutta italiana, dato che lo stipendio dei lavoratori pubblici dei palazzi della politica è quattro volte superiore a quello dei colleghi del Parlamento inglese. Per loro lo stipendio annuo si ferma a circa 40 mila euro. “Si meriteranno almeno questo trattamento?”, si chiede Le Iene. A giudicare dal servizio, gran parte vengono meno ai propri compiti. Lo ha svelato una “talpa”, che lavora a Palazzo Madama. Spiega in cosa consiste il “giochetto del badge“: in pratica, basta timbrare per poi uscire e andare in giro per Roma.

LE IENE E IL “GIOCHETTO DEL BADGE” – Tutto avviene alla luce del sole, anche perché non è certo improbabile che i dipendenti escano da Palazzo Madama. Il motivo? “Esistono diversi uffici in centro del Senato: è possibile che ci siano riunioni, così è normale vedere chi si sposta da un palazzo all’altro”, rivela la fonte anonima. Peccato che c’è chi ne approfitta per fare la spesa, fermarsi al bar per giocare al lotto o “accompagnare i propri figli dal dentista”, come spiega lo stesso dipendente intervistato. Tutto con i soldi degli italiani. “Si è perso il senso della realtà: magari poi sono loro stessi a lamentarsi della disonestà della politica”, aggiunge. Le Iene ha verificato quanto denunciato, da un ufficio – l’unico – nel quale è possibile controllare meglio la macchina del badge: “Vediamo una dipendente che entra con un busta da shopping, striscia il tesserino e va via”, si spiega nel servizio. Un caso? Non proprio. Lo stesso fanno tanti altri dipendenti. Ma cosa fanno i dipendenti dopo essere usciti, durante l’orario di lavoro? Le Iene prova a seguirne alcuni: “Ne ritroviamo una in farmacia, un’altra al banco di un bar che si beve un caffè”. E non sono pochi: “Altro che missioni. Questi dipendenti timbrano e vanno a farsi i propri affari”, denunciano Le Iene. Un malcostume che sembra abbastanza diffuso.

GRASSO RINGRAZIA E ANNUNCIA SANZIONI - Intervistati, i dipendenti “furbetti” provano a difendersi: “Non ho timbrato, ero soltanto entrata a salutare un collega”, spiega una dipendente. Altri, scovati al bar in orario d’ufficio dopo aver timbrato, preferiscono non commentare, imbarazzati. In pochi ammettono di aver sbagliato. In serata, dopo aver visto il servizio, interviene lo stesso Pietro Grasso, presidente del Senato. Attraverso una lettera inviata alla redazione de Le Iene ha ringraziato il programma per aver rivelato lo scandalo: “Grazie per il vostro lavoro di controllo e di stimolo su quanto avviene o è avvenuto in Senato. Abbiamo già avviato immediati accertamenti dei fatti contestati, in modo tale che, se verranno confermati, vengano sanzionati al più presto e con la massima severità”, ha spiegato l’ex procuratore nazionale antimafia. Verranno prese anche misure per evitare che si ripetano questi abusi durante l’orario di lavoro: “E’ in corso di attivazione un sistema di rilevazione delle presenze al passaggio dei varchi di accesso ai palazzi del Senato”, ha concluso. Un intervento che servirà anche a tutelare l’immagine di tanti altri dipendenti che prestano senza “furbate” e in modo onesto il proprio servizio.