Un italiano vero
06/06/2008 - C’è un posto nel quale, come forse non accade da nessun’altra parte, si comprendono le regole di base della convivenza tra noi italiani e i migranti che per disgrazia si arenano sulle nostre coste. Quel posto è il Tribunale, e
C’è un posto nel quale, come forse non accade da nessun’altra parte, si comprendono le regole di base della convivenza tra noi italiani e i migranti che per disgrazia si arenano sulle nostre coste. Quel posto è il Tribunale, e le regole sono molto, molto semplici…
Il Tribunale – ci sono stato ieri e lo posso dire con certezza – è come l’Italia: un trionfo di democrazia. Gli avvocati si mischiano agli imputati e tutti vivono felici e contenti. Certo, dipende dal tipo di imputato. Perché ci sono imputati e imputati. Proprio come in democrazia c’è cittadino e cittadino. O veramente credete ancora a quella storia dell’uguaglianza eccetera eccetera? Per esempio ci sono gli imputati che se la passano peggio degli altri e stanno in catene.
Sono scortati e stanno in catene. Come quegli schiavi nei film sugli schiavi ambientati sulle grandi barche di schiavi. Nove su dieci si tratta di negri, arabi, mezzi indiani, cinesi, rumeni come se piovesse.
SIAM GENTE PERBENE – A passare una mattinata in Tribunale si capisce che è proprio vero quel motto che dice italiani brava gente. In Tribunale gli italiani stanno tutti dalla parte del bene: italiani sono giudici, avvocati. Italiani sono le brave persone. Gli italiani, pure quando sono imputati, al massimo sono imputati per faccende civili, roba di poco conto: occupazione indebita di scale condominiali, abusi edilizi, diffamazione, falso in bilancio, smaltimento creativo di rifiuti, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita, mafia, cose simili, cose da brava gente, cose che te la cavi in un quarto d’ora, cose che lasci la macchina parcheggiata in doppia fila con le quattro frecce; gli italiani non hanno tempo per commettere crimini, gli italiani devono lavorare. Mica come quei negri lì, quelli che si vedono passare in Tribunale tutti incatenati, accusati di vendere borsette Prada contraffatte alla povera gente. Quelli che salgono sui barconi. E che è? Dove pensano di stare? In crociera? Se tu pretendi di farti una crociera a sbafo, che succede? Ti prendono e ti arrestano. O no? E allora.
INCATENATI A UN CESSO – Gli italiani, in Tribunale, si riconoscono. È facile. Come quando spicca, nella massa, un romano in vacanza. O un milanese. Non ci vuole niente: all’estero gli italiani sono quelli più rumorosi e peggio vestiti. Guardano sempre i culi delle altre. In Tribunale è ancora più facile: gli italiani sono quelli buoni. Sono gli avvocati, sono i giudici, sono i neo-laureati, sono le facce pulite. Non ti sbagli. Gli stranieri, invece, sono quegli altri. Quelli incatenati. I negri. I cinesi, Oppure quelli che puliscono i cessi. Loro sono gli unici stranieri del Tribunale a cui è consentito di girare senza catene. È matematica, baby. Come la democrazia. Comportati come si deve e in vita tua non conoscerai mai catene. O cessi. Io stesso ne ho visto uno con questi occhi. Di puli-cessi. Anzi una. Era donna. Puliva i cessi. Era straniera, naturalmente. E nel corridoio, davanti all’aula 9, si è salutata con uno dei suoi, un altro straniero, un rumeno, come lei, solo che lui era in catene. Lei no. Lei puliva i cessi. Era straniera e puliva i cessi: questo fanno gli stranieri in Italia. O puliscono i cessi o finiscono incatenati. Non è che si possono lamentare. Si sono salutati nella stessa lingua. La puli-cessi e l’incatenato. Brevemente. I carabinieri di scorta non hanno fatto un cenno.
I DUBBI DI UN ITALIANO – Lì mi sono venute in mente un sacco di cose, mentre aspettavo il mio turno. Perché sono italiano. Sono buono. Quindi ho un cuore, cosa credete? Mi sono chiesto cosa mai fosse passato per la testa di tutti e due, l’incatenato e la puli-cessi, mentre si riconoscevano come compaesani e si salutavano. L’avranno capito che questo Paese, davvero, più di così non può fare per loro? Li mette in catene oppure a pulire i cessi. Sarà finalmente chiaro a questa gente che non è venendo qui che possono pensare di trovare l’America? Sempre a proposito di democrazia. Per fortuna che non portavo la cravatta, altrimenti quello sarebbe stato il momento per allargarmi il nodo: a parte che faceva caldo, ma poi m’è venuta una specie di ansia. Ve l’ho detto che ho un cuore: io sono un italiano vero. E mi indigno. Tornare a pulire i cessi dopo aver visto un tuo connazionale andare a giudizio in catene. Andare a giudizio dopo aver visto un tuo connazionale pulire i cessi del Tribunale: non so bene, ma mi sa tanto che deve essere complicatissimo, certe volte, continuare a fare quello che si stava facendo, soprattutto se qualcosa di innominabile, che non c’è, eppure si sveglia con te tutte le mattine, ti nega la speranza. Dico io: non sarebbe meglio per tutti se questi qui se ne restassero al paese loro invece che venire qua a cercare la grazia?
SPIRITO DI OSSERVAZIONE – Comunque siccome la cravatta non ce l’avevo, tantomeno nodi da allentare, sono uscito fuori. Tra la brava gente. In mezzo agli italiani. Freschi laureati, stagisti, avvocatoni di stirpe. Tutti con l’orecchio al telefono e le mani in tasca. I mocassini, le bisacce di pelle a tracolla. Il dopobarba fragrante.
C’erano anche delle situazioni per cui i buoni stavano insieme ai cattivi: dopo tutto anche i cattivi, gli altri, hanno diritto a un avvocato, a un buono. E allora mi sono messo a spiare questi strani incesti: i buoni e i cattivi a colloquio. Spiccava decisamente la differenza antropologica. I buoni, gli italiani, gli avvocati, si rivolgevano ai cattivi, agli altri, agli stranieri, dando loro del “tu”, toccandoli in continuazione: si prendevano una confidenza che sarebbe difficile azzardare perfino con un collega di lavoro. In genere la conversazione procedeva così: i buoni parlavano e i cattivi tacevano. Non sarà democrazia, forse, ma è la vita. La storia. Colonizzatori e colonizzati: ho visto avvocati parlare in questo modo con un cliente straniero, negro, e poi dargli le spalle poco dopo e cambiare completamente atteggiamento con un collega. Bianco. Ho visto questi avvocati, italianissimi, trasformarsi fisicamente, adottare quegli atteggiamenti che ogni tanto gli adulti usano coi nipotini quando si piegano sulle ginocchia per pulire loro gli angoli della bocca. È sempre e solo una questione di cuore: noi italiani, brava gente, ci sappiamo fare coi bambini e ci sappiamo fare coi negri. Sappiamo trattare con gli inferiori, è qualcosa di connaturato alla nostra esistenza: in fondo Cristoforo Colombo, il colonizzatore per eccellenza, era uno di noi. Arrivò a regalare specchi a chi non s’era mai guardato in faccia.
ITALIAN DREAM – Anche io voglio essere buono, da grande. Voglio sorridere e rassicurare al telefonino. Voglio dare del “tu” a tutta quella gente, voglio lasciare la macchina in doppia fila e con le quattro frecce. Da grande non voglio pulire i cessi del Tribunale, non voglio finire incatenato, non voglio essere negro. Da grande voglio andare in televisione, voglio essere un italiano vero, voglio un ficus finto, voglio un falso in bilancio, voglio un’intercettazione, voglio un’eiaculatio precox, voglio l’amante, voglio un divorzio, voglio omettere soccorso per la strada, voglio godere dell’indulto, voglio parlare al cellulare con l’auricolare, voglio presentare Sanremo, voglio vincere un miliardo al gratta e vinci, voglio un conflitto d’interessi, voglio evadere le tasse, voglio truffare l’assicurazione, voglio mandare sms solidali all’Unicef, voglio lavarmi la coscienza.
Questo è un italiano vero.
Il resto è REATO.
(con questo pezzo continuiamo una collaborazione con Ste ed aNDy cAPp di Noantri, che speriamo vada avanti fino alla fine dei tempi e anche oltre)













Ecco, la prova è riuscita. Ho provato ad applicare (con le mie limitate capacità, si intende) il metodo giornalettistico di lanciare l’amo, e il pesce ha abboccato…
) e chi dal basso di un baccello avvizzitino sbraita ai quattro venti di avere arsenale fallico per vergare intere messi…
@Hellequin:
No, non ho detto che un leghista non ha senso civico. Ho affermato qualcosa di diverso e (imho) ben più pesante: è paradossale che a sostenere la degenerazione della nostra società a causa della mancanza di senso civico sia proprio un leghista! L’esca era sì ghiotta, ma non hai fatto a meno di ingoiarla.
Vi è dunque senso civico nel sostenere (oltre alle arcinote boutades propagandistiche dell’uomo-lega, il senatore Bossi) che su un territorio nazionale, costituito con il sangue di tutti, proprio tutti quelli che ci stavano dentro, ovvero quelli che hanno fatto alcune delle guerre che tu (paradossalmente?) dimentichi che l’occidente ha combattuto contro se stesso, non contro il nemico oriente, guerre per la liberazione dall’oppressione e dal regime straniero, oggi si cambia e alcuni eletti (quelli nati dal Po in su, pare) abbiano diritti diversi da tutti gli altri? Vi è dunque senso civico sostenere in un momento storico di aggregazione e accordi transnazionali mirati alla costituzione di un’unità geopolitica paneuropea che al di fuori del tuo territorio, marcato fieramente dagli adesivi con la fogliolina di mariuana verde appiccicati di notte sui cartelloni stradali del paese (“repubblica del nord”, prego) non ti interessa preoccuparti di quanto accade?
Ed ancora, da quale fallace e improvvida ragione politica ti può nascere l’idea che sia ^civico^ ritenere che il benessere di un popolo non possa essere compatibile con l’accoglienza di una moltitudine di individui in fuga da diversi altri popoli che non mira affatto all’arraffamento del benessere altrui, ma semplicemente e brutalmente alla propria sopravvivenza? E bada che non ho detto “giusto” , “umano”, “cristiano” o perfino “padano” (eh già potresti riflettere anche su questo, quando vai ai tuoi comizi…), bensì “civico”!
Sic et simpliciter. Vedi, a mio avviso questo dimostra qualcosa che non farebbe male comprendere: c’è una grossa differenza tra chi ce l’ha duro davvero (e anche grosso – Loska tappati gli occhi, ti prego
@Joeder+Ugo
Boni, state boni.. adesso è finita l’ora di ricreazione. Sono trent’anni che litigano, si pestano i piedi, si fanno i dispetti, fanno cadere i governi, fanno il gioco dei reazionari: e voi volete andare avanti ancora?
Guardate, orfani o meno, è ora di preparare a come e cosa costruire dopo il collasso di questa meravigliosa classe dirigente, non credete? La garanzia del diritto, dopo il collasso, che importanza avrà? Se già oggi la legge non è uguale per tutti, cosa sarà domani? Quando non ci sarà più niente e si dovrà partire da zero, quando qualcuno troverà il coraggio di dire “signori, si chiude baracca. Fin’ora abbiamo tutti giocato, noi a fare i politicanti, voi a credere di fondare il vostro futuro su un benessere reale, ma non siamo più in grado di sostenere i nostri debiti” chi ci sarà a ricordarsi del diritto?
Dunque: è opportuno e profittevole perseguire oggi, in Italia, un’ideale progressista di rinascita democratica? In altri termini: è utile seminare un terreno prima che la frana lo seppellisca?
Eh va beh! Se non si capisce…non si capisce!
E’ appunto xkè il mondo sta diventando “globale” che bisogna difendere le proprie radici! Non è una cosa campata per aria…ma è l’istinto primordiale che nasce nell’uomo…di tutti i tempi!!!!!!!!!!!!
E il cattivo settentrione ha sempre accolto a braccia aperte chi viene qui a lavorare e a rimboccarsi le maniche! Basta guardare un qualsiasi elenco telefonico del terribile nord per vedere che di discriminazione non ce n’è! Trovi di tutto e da tutta Italia! Così come un domani troverai di tutto e da tutto il mondo! Se ti adegui al nostro stile di vita (nostro nel senso che non è essenziale mangiare casoeula e polenta o parlare dialetto…ma lavorare 8 ore al giorno (e anche di più, se serve), non pretendere che a scuola ci sia l’ora di religione islamica o di avere una moschea ogni 100 metri). Insomma o diventi occidentale nel senso più ampio del termine o per te non ci sarà nessuna integrazione.
Non è giusto? Siamo troppo xenofobi forse?
E poi, ho scritto forse da qualche parte che ci debbano essere diritti diversi? Non mi sembra!
Ah…un’ultima cosa…il “celodurismo” è passato! E continuare a pensare ai leghisti come ignorantoni che non capiscono niente, non è più proprio salutare! Chissà perchè dove vanno su i nostri sindaci, difficilmente vengono trombati, ultimamente!
@Hellequin-con-l’-acca-maiuscola-prego:
Consentimi: risposta fuori tema, alquanto priva di senso e contraddittoria. Queste propagande di protervia a buon mercato le si trovano scritte sui muri di tutte le latrine digitali della rete, direi che non c’è bisogno di un’ulteriore catabasi.
Ad essere strafottente potrei dirti di ritentare sperando di essere più fortunato, ma non rientra nel mio stile. Ciò che mi permetto, però, di suggerirti di osservare, è un minimo di rigore di logica nell’affrontare un dialogo.
Quanto avevo rilevato in precedenza non è lo stabilire le ore e i minuti deve lavorare l’uomo padano per essere accettato dal produttivo settentrione. Non è neanche se criminalizzare il settentrione e la sua disomogenea cittadinanza. Nemmeno di decidere in base a quali criteri extra-costituzionali (perchè solo quelli costituzionali fanno fede, fino a prova contraria) decidere autarchicamente chi fare entrare in Italia e chi lasciare a morire di fame sulle zattere.
Il punto era (e rimane) capire se chi asserisce di essere razzista ma richiede un po’ di educazione (6/6/08, 12:26 – po’ si scrive con l’apostrofo)- educazione civilmente provata apostrofando il prossimo con “Cazzo vuoi sapere te della Lega?” a breve distanza (6/6/08, 19:30, tu, non te)- chi precisa di limitare il proprio senso civico alla sponda nord del Po (6/6/08, 18:22 – Po si scrive non accentato), chi sostiene di non appartenere alla comunità italiana (restituisci i documenti, allora) ma fa proprio il bagaglio di guerre (non sempre vinte, ahitè) per “il guadagno” del benessere dell’occidente (sempre 6/6/08, 19:30), ma soprattutto chi lascia intendere che non sia giusto che anche le popolazioni in condizioni disperate di fame, guerra e miseria abbiano lo steso diritto a concorrere a partecipare alla serenità e al benessere (ibidem) poichè è giusto che esse vadano incontro al proprio millenario destino di sofferenze e patimenti (!); il punto avanzato era ed è se un siffatto individuo possa assurgere a predicatore morale pronto a indignarsi per l’altrui mancanza di senso civico … Ora, se puoi rispondere a tema con una dimostrazione logica il gioco vale la candela, altrimenti -scusa- è un’altra occasione persa per un signorilissimo tacere.
Sono certo che in quest’ottica comprenderai che non occorre evidenziare che il fatto di appartenere ad una fazione politica legata alla coalizione di governo nazionale e locale in alcune zone del Paese è del tutto fuori luogo. E che proprio perchè gli elettori medi non usano alcuna logica nella propria decisione di voto, il successo elettorale non può essere assunto a prova della validità intellettuale del vincitore (e così pure per l’opposto).
Hellequin, indignati pure se vuoi, ma il tema è diverso. Secondo me occorre mettere da parte l’indottrinamento e le paure di perdere i propri punti di appoggio (fragili quelli da te mostrati, permettimi di dirtelo), e analizzare la situazione senza pregiudizi nè falsi moralismi. La politica del “non sono io razzista, sono loro negri” dovrebbe essere affondata con il celodurismo, ma a quanto pare…
Senza acredine alcuna.
P.S.: Hellequin ma siamo sicuri che non stai allegramente trollando per prenderci tutti per i fondelli? Se è così, tanto di cappello…
Refuso:
Quanto avevo rilevato in precedenza non è lo stabilire le ore e i minuti _CHE_ deve lavorare l’uomo padano per essere accettato dal produttivo settentrione …
Caro,Hellequin,
O,io,mi sono espresso male,o tu,non hai assolutamente compreso la mia provocazione, nel citare il “MURO”.Non lo rimpiango affatto per la caduta in sè,bensì per i modi,per i tempi (imposti dall’esterno),nei quali ciò è avvenuto.Per le conseguenze politico-sociali interne,(drammatiche), di quei paesi, e di conseguenza,per quelli dall’altra parte. Solo chi non ha avuto modo di analizzare quel fenomeno, con un minimo di capacità critica(vuoi per ignoranza propria o per disinformazione),o perchè non ha visto quella realtà da vicino,può avere, a torto,gioito. Il muro sarebbe comunque caduto! Da qui, l’asinità da me attribuita, a tutti i vari personaggi in cerca d’autore che hanno cavalcato l’evento.
Credo, che a te, in cu…lo entri, ma in testa no! Non c’è nessuna difesa, contro quella che tu chiami erroneamente globalizzazione,(per me emigrazione disperata), se non quella, di fare in modo che “costoro”, rimangano a vivere nel loro paese,grazie ad un sistema economico diverso. E questo, non glielo insegni a forza di bastonate,o, con una ulteriore dose di fame! Anche un cane, prima o poi ti sbranerebbe. Inoltre, rifacendomi anche alla menzione da te fatta,circa “il buon soldato di Montanelli”, ti posso dire, che siccome io, il soldato l’ho fatto,ed anche probabilmente con qualche grado in più di te, ho imparato un valore fondamentale, che tu non conosci o che hai dimenticato:”Il nemico, non va odiato ma…rispettato , sennò, ti frega!”
L a mia posizione quindi,và ben aldilà di semplici “etichette” di appartenenza politica,delle quali(secondo qualcuno), mi sentirei orfano. Ciò che mi porta a discutere,(contrastando certe mentalità autolesioniste)come in questo caso, intervenendo al blog, è la necessità(in coscienza),di evitare che alla lunga,questa “guerra dei poveri” dialettica, possa trasformarsi in un vero “corpo a corpo”… sarebbe quella sì,la vera fine! Eccolo qui,ancora,il senso civico di cui parlavo,tirando in ballo l’automobilista italiano che se ne frega delle regole! Nessuno di voi,forse, ha capito cos’è che manca al “soggetto” in questione.Il “senso civico”, non è solamente mero rispetto delle regole.Se non si rispettano, quando si ha la macchina sotto il “culo”, significa, che non si ha rispetto in assoluto per la vita altrui,ed anche per la propria!Cinquecento chili di metallo che ti vengono addosso,non sono una scoreggia…ma,in Italia,sembra che molti soffrano di aerofagia…
Il tema su cui riflettere,e del quale non ho sentito nessuno parlare,neanche l’allegro Bossi(nonostante lo scampato pericolo),è proprio quello del senso della vita,di chiunque, ed in tutti i suoi aspetti .E’ quello che manca!
- A Niki
Non si possono equiparare certi fondamenti, a dei semplici strumenti ludici. Perché altrimenti,è inutile stare qui a parlare. Al mondo, se esistono il bene ed il male (non lo dico io per primo),esistono anche ricchezza e povertà. Siamo comunque noi, a dover cercare di ridurre le distanze tra le due estremità.
Se poi ,per egoismo o per pigrizia, vogliamo fregarcene e trovare altri alibi,come il fatalismo,ed incrementare la degenerazione, va bene…accomodatevi, ed andate a fare qualcos’altro .Io però,
finchè avrò voce,continuerò a ribellarmi.
Scusa se nn scrivo tutto giusto ma, sai, scrivo di getto…tipo in 3 minuti e mezzo durante la pausa caffè e nn ho tempo di stare a guardare se scrivo tutte le accento, apostrofo o se metto te al posto di tu (sono abituato a parlare così…è un’inflessione dialettale).
Sinceramente, le tue varie e velate (insomma) accuse nn mi toccano nemmeno un pochino.
Sono dell’idea che chiunque possa fare il predicatore…qualora le cose ke scrive abbiano un minimo di buon senso…e il mio primo intervento (sul senso civico) sono convinto ne avesse.
A prescindere dall’appartenenza politica…visto che se ne leggono di “richiami al senso civico” della tua parte politica (sinistra più o meno estrema) e poi ai fatti si comportano nella maniera più incivile. Quindi? Xkè loro sì e io no?
P.S. a proposito, nn ho scelto io di nascere in Italia e di avere documenti italiani…se potessi ridarli indietro e prenderne altri (mi vanno bene anche della Somalia) lo farei volentieri. Sfortunatamente non ho discendenze somale!
Benedetti la pausa ed il caffè…(che non hai conquistato grazie a Bossi o a Borghezio,anzi).Ma andiamo oltre. La punteggiatura e la sintassi, non sono un grande problema per me. Forse, il dialetto, ti avrebbe reso l’esposizione un po’ più facile, ma l’avrei comunque compresa… da cittadino del mondo.
Piuttosto, è l’afasia globale, di chi, in qualche modo, cerca di comunicare, che mi preoccupa…
Eppure, dovrei essere preparato, a questa recentissima patologia, che colpisce con estrema virulenza le regioni del “Nord”, ma ogni giorno, purtroppo, c’è sempre un nuovo caso. Che disgrazia!
Ma adesso,veniamo a te.Dimmi :
• A che età hai abbandonato il “ciuccio”? Se non lo ricordi,fatti aiutare da mamma e papà;
• Provi ancora sommo piacere a fare la cacca? E se ti capita, la tocchi?
• Sai cos’è il “complesso di Edipo”?
• …….etc,etc.
• …….etc,etc.
Senti ,se vuoi, per fare più in fretta ,ti posso consigliare qualche buon psicoterapeuta…prima che sia troppo tardi.
A presto, con vicinanza e comprensione….
Caro Hellequin,
Benedetti la pausa ed il caffè…(che non hai conquistato grazie a Bossi o a Borghezio,anzi).Ma andiamo oltre. La punteggiatura e la sintassi, non sono un grande problema per me. Forse, il dialetto, ti avrebbe reso l’esposizione un po’ più facile, ma l’avrei comunque compresa… da cittadino del mondo.
Piuttosto, è l’afasia globale, di chi, in qualche modo, cerca di comunicare, che mi preoccupa…
Eppure, dovrei essere preparato, a questa recentissima patologia, che colpisce con estrema virulenza le regioni del “Nord”, ma ogni giorno, purtroppo, c’è sempre un nuovo caso. Che disgrazia!
Ma adesso,veniamo a te.Dimmi :
• A che età hai abbandonato il “ciuccio”? Se non lo ricordi,fatti aiutare da mamma e papà;
• Provi ancora sommo piacere a fare la cacca? E se ti capita, la tocchi?
• Sai cos’è il “complesso di Edipo”?
• …….etc,etc.
• …….etc,etc.
Senti ,se vuoi, per fare più in fretta ,ti posso consigliare qualche buon psicoterapeuta…prima che sia troppo tardi.
A presto, con vicinanza e comprensione….