C’è un posto nel quale, come forse non accade da nessun’altra parte, si comprendono le regole di base della convivenza tra noi italiani e i migranti che per disgrazia si arenano sulle nostre coste. Quel posto è il Tribunale, e le regole sono molto, molto semplici…
Il Tribunale - ci sono stato ieri e lo posso dire con certezza - è come l’Italia: un trionfo di democrazia. Gli avvocati si mischiano agli imputati e tutti vivono felici e contenti. Certo, dipende dal tipo di imputato. Perché ci sono imputati e imputati. Proprio come in democrazia c’è cittadino e cittadino. O veramente credete ancora a quella storia dell’uguaglianza eccetera eccetera? Per esempio ci sono gli imputati che se la passano peggio degli altri e stanno in catene.
Sono scortati e stanno in catene. Come quegli schiavi nei film sugli schiavi ambientati sulle grandi barche di schiavi. Nove su dieci si tratta di negri, arabi, mezzi indiani, cinesi, rumeni come se piovesse.
SIAM GENTE PERBENE - A passare una mattinata in Tribunale si capisce che è proprio vero quel motto che dice italiani brava gente. In Tribunale gli italiani stanno tutti dalla parte del bene: italiani sono giudici, avvocati. Italiani sono le brave persone. Gli italiani, pure quando sono imputati, al massimo sono imputati per faccende civili, roba di poco conto: occupazione indebita di scale condominiali, abusi edilizi, diffamazione, falso in bilancio, smaltimento creativo di rifiuti, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita, mafia, cose simili, cose da brava gente, cose che te la cavi in un quarto d’ora, cose che lasci la macchina parcheggiata in doppia fila con le quattro frecce; gli italiani non hanno tempo per commettere crimini, gli italiani devono lavorare. Mica come quei negri lì, quelli che si vedono passare in Tribunale tutti incatenati, accusati di vendere borsette Prada contraffatte alla povera gente. Quelli che salgono sui barconi. E che è? Dove pensano di stare? In crociera? Se tu pretendi di farti una crociera a sbafo, che succede? Ti prendono e ti arrestano. O no? E allora.
INCATENATI A UN CESSO - Gli italiani, in Tribunale, si riconoscono. È facile. Come quando spicca, nella massa, un romano in vacanza. O un milanese. Non ci vuole niente: all’estero gli italiani sono quelli più rumorosi e peggio vestiti. Guardano sempre i culi delle altre. In Tribunale è ancora più facile: gli italiani sono quelli buoni. Sono gli avvocati, sono i giudici, sono i neo-laureati, sono le facce pulite. Non ti sbagli. Gli stranieri, invece, sono quegli altri. Quelli incatenati. I negri. I cinesi, Oppure quelli che puliscono i cessi. Loro sono gli unici stranieri del Tribunale a cui è consentito di girare senza catene. È matematica, baby. Come la democrazia. Comportati come si deve e in vita tua non conoscerai mai catene. O cessi. Io stesso ne ho visto uno con questi occhi. Di puli-cessi. Anzi una. Era donna. Puliva i cessi. Era straniera, naturalmente. E nel corridoio, davanti all’aula 9, si è salutata con uno dei suoi, un altro straniero, un rumeno, come lei, solo che lui era in catene. Lei no. Lei puliva i cessi. Era straniera e puliva i cessi: questo fanno gli stranieri in Italia. O puliscono i cessi o finiscono incatenati. Non è che si possono lamentare. Si sono salutati nella stessa lingua. La puli-cessi e l’incatenato. Brevemente. I carabinieri di scorta non hanno fatto un cenno.
I DUBBI DI UN ITALIANO - Lì mi sono venute in mente un sacco di cose, mentre aspettavo il mio turno. Perché sono italiano. Sono buono. Quindi ho un cuore, cosa credete? Mi sono chiesto cosa mai fosse passato per la testa di tutti e due, l’incatenato e la puli-cessi, mentre si riconoscevano come compaesani e si salutavano. L’avranno capito che questo Paese, davvero, più di così non può fare per loro? Li mette in catene oppure a pulire i cessi. Sarà finalmente chiaro a questa gente che non è venendo qui che possono pensare di trovare l’America? Sempre a proposito di democrazia. Per fortuna che non portavo la cravatta, altrimenti quello sarebbe stato il momento per allargarmi il nodo: a parte che faceva caldo, ma poi m’è venuta una specie di ansia. Ve l’ho detto che ho un cuore: io sono un italiano vero. E mi indigno. Tornare a pulire i cessi dopo aver visto un tuo connazionale andare a giudizio in catene. Andare a giudizio dopo aver visto un tuo connazionale pulire i cessi del Tribunale: non so bene, ma mi sa tanto che deve essere complicatissimo, certe volte, continuare a fare quello che si stava facendo, soprattutto se qualcosa di innominabile, che non c’è, eppure si sveglia con te tutte le mattine, ti nega la speranza. Dico io: non sarebbe meglio per tutti se questi qui se ne restassero al paese loro invece che venire qua a cercare la grazia?
SPIRITO DI OSSERVAZIONE - Comunque siccome la cravatta non ce l’avevo, tantomeno nodi da allentare, sono uscito fuori. Tra la brava gente. In mezzo agli italiani. Freschi laureati, stagisti, avvocatoni di stirpe. Tutti con l’orecchio al telefono e le mani in tasca. I mocassini, le bisacce di pelle a tracolla. Il dopobarba fragrante.
C’erano anche delle situazioni per cui i buoni stavano insieme ai cattivi: dopo tutto anche i cattivi, gli altri, hanno diritto a un avvocato, a un buono. E allora mi sono messo a spiare questi strani incesti: i buoni e i cattivi a colloquio. Spiccava decisamente la differenza antropologica. I buoni, gli italiani, gli avvocati, si rivolgevano ai cattivi, agli altri, agli stranieri, dando loro del “tu”, toccandoli in continuazione: si prendevano una confidenza che sarebbe difficile azzardare perfino con un collega di lavoro. In genere la conversazione procedeva così: i buoni parlavano e i cattivi tacevano. Non sarà democrazia, forse, ma è la vita. La storia. Colonizzatori e colonizzati: ho visto avvocati parlare in questo modo con un cliente straniero, negro, e poi dargli le spalle poco dopo e cambiare completamente atteggiamento con un collega. Bianco. Ho visto questi avvocati, italianissimi, trasformarsi fisicamente, adottare quegli atteggiamenti che ogni tanto gli adulti usano coi nipotini quando si piegano sulle ginocchia per pulire loro gli angoli della bocca. È sempre e solo una questione di cuore: noi italiani, brava gente, ci sappiamo fare coi bambini e ci sappiamo fare coi negri. Sappiamo trattare con gli inferiori, è qualcosa di connaturato alla nostra esistenza: in fondo Cristoforo Colombo, il colonizzatore per eccellenza, era uno di noi. Arrivò a regalare specchi a chi non s’era mai guardato in faccia.
ITALIAN DREAM - Anche io voglio essere buono, da grande. Voglio sorridere e rassicurare al telefonino. Voglio dare del “tu” a tutta quella gente, voglio lasciare la macchina in doppia fila e con le quattro frecce. Da grande non voglio pulire i cessi del Tribunale, non voglio finire incatenato, non voglio essere negro. Da grande voglio andare in televisione, voglio essere un italiano vero, voglio un ficus finto, voglio un falso in bilancio, voglio un’intercettazione, voglio un’eiaculatio precox, voglio l’amante, voglio un divorzio, voglio omettere soccorso per la strada, voglio godere dell’indulto, voglio parlare al cellulare con l’auricolare, voglio presentare Sanremo, voglio vincere un miliardo al gratta e vinci, voglio un conflitto d’interessi, voglio evadere le tasse, voglio truffare l’assicurazione, voglio mandare sms solidali all’Unicef, voglio lavarmi la coscienza.
Questo è un italiano vero.
Il resto è REATO.
(con questo pezzo continuiamo una collaborazione con Ste ed aNDy cAPp di Noantri, che speriamo vada avanti fino alla fine dei tempi e anche oltre)

























uno spaccato quanto mai veritiero. Si può ciarlare ore e ore su certe immagini, ma ciò che conta è cosa si prova quando le si vedono.Io, a lggere, ho visto. E mi sono indignata, e rammaricata.
concordo, gran pezzo. Noantri is the best
Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
…
Immigrati: catene e bagni da pulire. Dall’altra parte, invece, gli “italianiveri”, i buoni. O forse no…
C’è un posto nel quale, come forse non accade da nessun’altra parte, si comprendono le regole di base della convivenza tra noi italiani e i migranti che per disgrazia si arenano sulle nostre coste. Quel posto è il Tribunale, e le regole sono molto,…
Immigrati: catene e bagni da pulire. dall’altra parte, invece, gli “italianiveri”, i buoni. o forse no…
pezzo fantastico da leggere e rileggere…
Bha!!!!
E ho detto pure troppo!
hellequin, bentornato!
non ti è piaciuto?
Bel pezzo.
Aggiungo che nella cronaca di ieri un italiano ha tentato di violentare una ragazza su un treno e un italiano ha violentato e messo incinta una ragazzina. Straniera, of course
“A me, me piace”!
Avete un modo sarcastico di scrivere che me spiazza ogni volta che arrivo in questo “SALOTTO”.
Quello che hai scritto è un triste verosimile resoconto della realtà, PERCHE LA REALTA E’ PEGGIORE. In Italia si vedono realtà ignobili, ci diciamo cristiani?
Ma, e questo chiedo a tutti, fatemi un favore, usate di meno il termo “NEGRO”. Anche se scrivi in favore degli immigrati… è cm se gli stesi ficando un dito nell’occhio in continuazione.
Vedi, il termo (Figlio di un gran P****), qualunque modo lo usi… è offfffensivo.
PER IL RESTO…
Cosa si può dire?
PIANGERE e prepararsi al peggio.
… ma tutto ha un limte ….
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Un mondo migliore è possibile!
Grazie!
No no…il pezzo mi è piaciuto!
So benissimo che la situazione degli immigrati non è idilliaca.
E’ il tono del pezzo che mi lascia un pò così.
Insomma…se il rumeno in questione (ad esempio) è finito in tribunale, qualcosa avrà pur fatto! o no?
E che la rumena sia a pulire le toilettes…bhe, è triste ma qualcuno deve pur farlo.
Sul fatto che poi gli “italiani brava gente”, tanto brava non sono, sono totalmente daccordo! Anzi, penso siano molto peggio della gran parte di clandestini.
Il mio “bha” è solo riferito al miele che trasuda dal pezzo…a me il miele non piace!
P.S. x la cronaca, pur essendo leghista e, devo ammetterlo, un pò razzista…io do del LEI anche al senegalese che tenta di vendermi il braccialetto in piazza Duomo…che diamine! Un pò di educazione!!!!
Concordo pienamente,ed anzi aggiungo con rabbia,che siamo una razza di “bastardi” e “figli di putt…na”.Una semplice osservazione sul come si comportano tantissimi automobilisti che riempiono le nostre strade,fa capire molto.
Quando gli suggerisci il rispetto delle norme e ti rispondono “fatti i cazzi tuoi”,quando non rispettano i semafori,quando tu sei fermo sulle striscie e nemmeno uno str..zo si ferma,quando a bordo dei loro SUV si sentono padroni di stò cacchio e se provi a passare ti mandano a stendere.Quando sei in coda,mantenendo la distanza,e loro ne approfittano inserendosi senza neanche ringraziarti.Quando negli autogrill, parcheggiano proprio davanti alla rampa di accesso dei disabili ed allontanarsi con noncuranza(ho visto gente distinta e padri di famiglia dare questo esempio).
In poche parole:pretendiamo da altri il rispetto delle regole, e noi siamo i primi a non rispettarle? Quindi,se l’esempio siamo noi,che speranza abbiamo che gli altri siano migliori?Ci sono momenti in cui vorrei emigrare e non vedere più certe facce…anche tra i vicini,italiani s’intende.Che pena!
“quando non rispettano i semafori,quando tu sei fermo sulle striscie e nemmeno uno str..zo si ferma,” ottima osservazione. Io qualche volta faccio finta di filmare con il nonvideofonino per poter passare. Se devo esser sincera capita che quelli che si fermano sono invece proprio gli stranieri, forse perchè hanno una concezione della donna diversa rispetto alla nostra non so.Il punto è che loro si fermano, quando hanno la macchina, di solito una macchina “antica” e grande molto grande
Certo è un pezzo che fa riflettere, però pur non essendo leghista non posso non concordare con Hellequin sul fatto che è un po strumentale l’esempio del rumeno in “catene” (giusta l’osservazione che qualcosa avra pur fatto), e che se a maggior ragione le catene sono reali e non una mentafora avra ancheun certo grado di pericolosità sociale.Quanto alla ragazza che puliva i cessi, mi stupisco del fatto che questo lavoro venga giudicato quasi privo di dignità , come se il pulire i cessi o qualsiasi altro lavoro di pulizia fosse una sorta di abbrutimento , un qualcosa di sbagliato, da poverino poverino cosa ti tocca fare per sopravvivere.
Io rivendico con orgoglio il fatto che durante il mio travagliato percorso di studi abbia fatto un lavoro in tutto e per tutto simile a questo, e per + di 5 anni, e non l’ho trovato assolutamente privo di dignità.Quando un lavoro ti dà l’indipendenza economica e la possibilità di fare + progetti per il futuro di quanto li facevi prima , ecco, puoi andare a testa alta.
Il problema è uno solo : la sostenibilità del sistema, a parte il decoro delle città ormai diventate una specie di souk arabo, un’ illimitata immigrazione porta allo sfascio di qualunque società e allora mi dite voi chi li accoglie questi poveracci ? Su un territorio 37 volte gli USA abbiamo una popolazione di sole 4 volte inferiore, fate voi ! Parlare della nostra emigrazione in america son parole vuote, oggi non c’è confronto, eravamo europei che andavano dove altri europei stavano costruendo una nuova nazione, qui si parla di tribù africane che vengono in una vecchissima nazione piena di problemi ad abbassare il costo del lavoro manuale per i nostri operai, dando al padronato la libertà di scelta fra una manodopera affamata che si accontenta di poco o nulla, altro che sindacati.
Quello che dici tu, Ugo, si chiama mancanza di senso civico. O, se preferisci, mancanza di civiltà.
E questo senso civico non si può “creare”…deriva da un percorso storico (si parla di centinaia di anni) che fa sentire al cittadino il dovere di adeguarsi alle leggi.
Anche quando avremo messo a posto tutte le leggi in Italia, ne mancherà sempre una quella che, da dentro di noi, ci fa adeguare alle leggi secondo coscenza. E la coscenza, a noi italiani non è mai stata insegnata…nè a casa, nè a scuola…forse per renderci la vita più facile.
Perchè, come diceva Montanelli, la coscenza è, per chi ce l’ha, il più duro dei giudici…è quello che fa di un cittadino un vero cittadino, di un soldato un vero soldato, di un uomo un vero uomo…ma è anche l’unica che ci permette di guardarci nello specchio senza arrossire.
Hai ragione, a volte hai ragione. Però si. Se vieni qui a pulire i cessi, cosa ci vieni a fare?
Una volta ho incontrato un senegalese che faceva il dentista nel suo paese e poi è scappato in italia a fare il vucumprà, perchè guadagnava molto di più.
Quello che mi fa incazzare è che lo stato non sia capace di distinguere tra i buoni e i cattivi tra gli stessi immigrati. Perchè entrano tutti indiscriminatamente, clandestini e no, e quelli che magari avrebbero possibilità di apportare un “plus” alle aziende italia e alla cultura o comunque con un lavoro onesto, alla fine non possano entrare perchè qui, generalizziamo tutto e siamo intolleranti verso tutti?
mah, mia moglie è giapponese (gialla quindi), ma in catene in tribunale non c’è mai finita,
in compenso io quando lavoro per il tribumìnale guadagno molto meno della rumena che pulisce i cessi, tanto che a volte mi verrebbe voglia di fare a cambio (tra l’altro, nei tribunali che frequento ioi cessi li puliscono coopreative cone si dice? multietniche: cuneesi, rumeni, moldavi marocchini e cinesi, in fondo è un ottimo lavoro appunto).
che dire, buon pezzo, anche se parziale
e per fortuna che io non lavoro solo per i tribunali….
il pezzo è sarcasmo gratuito.se gli immigrati ricoscessero che l’Italia non è un paese che li possa accogliere avendo problemi assai importanti da risolvere tutto ciò che è scritto nel pezzo non succederebbe.perchè scelgono l’Italia? non vi sono forse paesi ,sia in Europa che in Asia dove è più facile trovare lavoro?
Bellissimo pezzo, davvero.
Ma dimmi un po’ caro scrittore se ti processano un motivo ci dovrà pur essere, o no???i buoni, quelli veri sono sia stranieri che italiani, e quelli che puliscono i cessi - me compresa - sono sia stranieri che italiani, quindi smettiamola di dire sempre poverini xkè poverini siamo anche noi!!!!
Gasp! La sostanza c’è tutta, inutile discutere; lo stile è abbastanza tipico del sito, bisogna imparare a conoscerlo. Eppure parrebbe che non emerga il concetto di fondo: uguaglianza dei diritti per tutti. “Buoni” e “cattivi”. Dal diritto di un contratto di lavoro e di un alloggio decoroso, al diritto di voto e di inserimento sociale. Al diritto di essere trattati con dignità.
Ora, a parte le farneticazioni di chi si chiede perchè ci scelgono (fai tu se con il barcone dalla Libia riesci ad arrivare a Stoccolma), il punto è che noi non li accolgiamo, ma ci limitiamo a raccoglierli (nelle ultime ore con la gabbia dei tonni, pare). La transmigrazione non è un fenomeno che possiamo permetterci di osservare da lontano: però preferiamo rincorrere prima il riconoscimento dei nostri diritti di arrivati prima (italiani), pensando che poi, quando ci saranno uguali diritti per tutti i buoni potremmo anche pensare ai diritti degli altri.
Si, è vero che manca il senso civico (…il che?), ma che a dirlo è uno che si definisce “leghista” è un paradosso… o mora! Ok, mi chiedo (e vi chiedo) soltanto: ma quanto tempo ci rimane, prima che questo fragilissimo castello di carte false, tenute su dalla gggente con lo sputacchio del proprio piccolo tornaconto e la paura di esporsi pubblicamente, collassi definitivamente? O voi vedete meravigliosi orizzonti di luce oltre le nubi azzurro-nerastre sulla nostre teste?
Perchè un leghista non può avere senso civico?!?!?!?
Certo, il mio senso civico finisce alla sponda nord del Pò…sotto non mi importa che succede…come non mi importa cosa succede, per esempio, in Islanda!
No, un leghista non ha senso civico. A meno che per senso civico non si intenda fascismo. Perchéè di questo che parliamo. Eppure quelle montagne potrebbero raccontartene di storie di solidarietà. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
A chi dice “se sei in tribunale qualcosa avrai fatto” rispondo che è talmente ingenuo da fare rabbia. Il senso civico è anche informarsi e non abbassare la testa. Il senso civico di chi governo vuole rinchiudere delle persone per 18 mesi per un reato amministrativo. Gli imprenditori che hanno paura di vedere svaligiata la propria villa sono gli stessi che non investono su personale e sicurezza. E vogliono gli stranieri perché costano meno.
All’illuminato che parla dell’Italia come un Paese che non può ospitare vorrei invitarlo a informarsi sugli stipendi che gli imprenditori italiani passano ai lavoratori rumeni in Romania (libera circolazione delle merci sì, e delle persone no: grazie UE). Vi siete mai chiesti perché siamo la settima potenza economica del mondo, ma come redditi dei lavoratori gli ultimi in Europa? Colpa degli immigrati?
Ecco il vostro senso civico.
[aNDy cAPp]
Per Hellequin una domanda:perchè dal “pezzo” trasuderebbe miele?
Io invece ci vedo,con profonda amarezza,un’immagine molto, molto reale.Un’immagine, che aldilà delle considerazioni superficiali,sui casi dei singoli individui incontrati in quel caso,mi fa riflettere sul senso della vita.
E’forse un diritto riservato solo a noi occidentali “civilizzati”,il poter aspirare ad una “dignità”,ad una serenità,ad un minimo benessere,durante la permanenza su questa “palla”che si chiama terra?
Il senso civico di cui tu parli,non è semplicemente il rispetto di leggi e regole scritte,ma è qualcosa di più profondo.E’ un sentimento che ti fa dire “appartengo”,sono parte,sono un identità in una comunità.Una comunità che è fatta da persone che mi rispettano(non con la pistola,non con le catene),sulle quali posso contare,senza interesse.Di conseguenza mi sentirò moralmente obbligato a fare altrettanto.Non c’è nulla di più naturale, insieme al senso religioso,che l’Umanita abbia conosciuto:l’essere sociale!Tutto il resto,sono forzature e distorsioni,create nel corso dei millenni,per puro potere.Quale senso della dignità possono avere coloro che affrontano la morte con la speranza di una vita migliore in paesi lontani?Qualcuno,glielo avrà spiegato che anche nei loro paesi potrebbero riscattarsi solo lo volessero?Non credo,e anche se fosse,il fatalismo,così oramai radicato,non lo fare in essi. loro
Nè neri nè rossi ma liberi con Bossi. Cazzo vuoi sapere te della Lega? Sei mai stato a un comizio? a un raduno? in una sede? Nn credo…quindi, prima di sparare sentenza, informati!!!
- E’ un sentimento che ti fa dire “appartengo”,sono parte,sono un identità in una comunità.
Esattamente! Solo che la mia comunità non è quella italiana. Punto!
Tornando al discorso dell’articolo, Ci provo, ma proprio non ci riesco a provare pena o pietà!
Il diritto alla serenità e al benessere l’occidente se l’è guadagnato in millenni di storia…con sofferenze, guerre (che ha vinto…tutte!) e chi più ne ha più ne metta!
Il benessere una nazione se lo guadagna nei secoli non con un viaggio su una nave affollata di 2 giorni.
Restituisci l’aratro al legittimo proprietario.Ladro.
come al solito ci si perde a parlare di stronzate: da un lato si afferma che un leghista non potrebbe avere senso civico, ma eventualmente solo delle devianze fascistoide ( detto da uno come me che pensa quanto ridicole appaiano certe sparate, leggi cazzate, leghiste) e dall’altro lato un probabile orfano , per adesso, dell’altra parte politica intrisa di storie di solidarietà e di accoglienza, purchè nessuno contraddica questa bella realtà pena sentirsi dare minimo del fascista!! sarebbe forse il caso di uscire dalla propria piccola nicchia ed osservarla bene questa realtà: il problema è semplicemente che non si può continuare cosi perchè è evidente che si arriverà al collasso, per quanti cessi possano esistere in italia. nessuno, sano di testa, vuole cannoneggiare questi disgraziati ma è altrettanto vero che non potremo sempre accoglierli tutti. Caro Noantri, ti faccio anche notare che molti rumeni lavorano presso strutture pubbliche, vedi A.S.L. e comunque in lavori dignitosi. Toglimi una curiosità : ma tu che cacchio ci facevi in tribunale?
Culturalmente e storicamente i discorsi politici della Lega Nord fanno acqua da tutte le parti. Semplicememte parli di una comunità che non esiste, anzi di una comunità che per costruire le metropoli del nord, cuore del motore industriale del paese, ha fatto ricorso ai braccianti e agli operai meridionali.
Non è questione di essere orfani di nessuno. Nella nicchia ci siete voi che dite “sì”, ma non nel mio giardino. I 650 mila clandestini che sono in Italia resteranno in Italia perché sono entrati dopo il dl che vieta “L’ingresso” e non la “permanenza”. Poi se le promesse vi fanno stare più tranquilli, ne sono felice.
Sul Tribunale ti risponderà il mio compagno di blog, è lui ad aver fatto questa esperienza.
Ora però è fuori città.
- siamo per la creatività, noi siamo contro l’ignoranza -
[aNDy cAPp]
Io,non mi sento affatto orfano di una parte politica venuta in minoranza,e non mi sono mai illuso che le storie di solidarietà ed accoglienza,frutto di un’ideale,potessero immediatamente concretizzarsi.Considero infatti utopico crederlo!Ma le convinzioni che ho maturato nel corso degli anni,molti dei quali trascorsi per lavoro fuori dall’Italia,in paesi dove esiste il benessere(per la maggioranza della popolazione)ed in altri dove esiste la quasi assoluta povertà,mi fanno dire che le persone,ad ogni latitudine,hanno le stesse emozioni,gli stessi bisogni.Quindi,non vedo motivo per negarne l’esistenza e la considerazione.Di contro,da noi,vedo un pericoloso ritorno,attraverso il localismo,a logiche di chiusura,di rifiuto verso il diverso,attraverso una campagna di disinformazione(mirata),che non potrà che ritorcersi contro gli stessi propugnatori. Ricordo perfettamente anche le campagne (idiote),di coloro che manifestavano per la libertà ad Est,per sostenere la caduta del “MURO”.Bravi,(molti di quest erano e sono leghisti,)per aver sostenuto una campagna pseudo-ideologica,che glielo metteva nel fondoschiena!Bella prova di asinità.Non sapevano quali sarebbero state le conseguenze…ed ora si lamentano!Comunque,(e qui una dedica al noto frequentatore del blog Ellequin)anch’io sono nato al di sopra del Po,ma non per questo mi sento speciale! Sappi solo che io non ho affatto paura delle tue “guerre”,sono pronto a rispondere,per le mie Idee.Sempre!
Hellequin, con la H, prego.
Caro, Ugo, certo che rimpiangere il beneamato MURO (e quindi quello che c’era al di là di esso) denota quanto tu sia veramente orfano di questo comunismo che non esiste più, se non nella mente di pochi nostalgici che però parlano e strillano come se fossero la maggioranza!
(A proposito, belle prove di dibattito democratico che stanno dando quasti comunisti in giro per l’Italia!!! I cittadini protestano a Mestre contro il campo sinti - giustamente o no - e i centri sociali occupano con la forza una sede della Lega…che democraticità, che senso del dialogo, che pacifismo!
A Torino poi, impediscono a una studentessa di destra di sostenere un’esame con lancio di uova e minacce varie…che brave persone, che buoni e giusti difensori della democrazia!
RIDICOLI!!!!! E poi parlano di dialogo! Ma andate a morire ammazzati va!)
A noantri: ancora con questa storia che le città del nord sono state costruite col sudore dei meridionali?!?!? E chi ha mai detto il contrario? Sei ancora convinto che per essere leghista si debba essere per forza lombardo, veneto o piemontese? Lo sai, vero, che alle ultime elezioni molti, moltissimi meridionali hanno votato Lega? E anche molti extracomunitari (REGOLARI) che sono stufi dei priviligi che si danno nel nome del “volemose bene” e dell’accoglienza? Dove vivo io la Lega ha preso il 30%…e ti assicuro che non ci sono il 30% di lombardi! Se non lo sapevi, ora lo sai! Tirati via le fette di salame dagli occhi e la cacca che ti ottura le orecchie e guarda com’è realmente la situazione del paese!!!!
Per concludere, io di guerre non ho parlato…la morte per putrefazione dell’Italia verrà senza spargimenti di sangue (gli italiani ne sono allergici)…è la storia e il tempo che ci daranno soddisfazione…magari fra 30 anni ma stai sicuro che il tuo paese non sarà più unito…e senza sparare una pallottola!
Una sola cosa mi conforta da questo scambio di pensieri…che, pur avendo preso una scoppola tremenda in aprile, non avete ancora imparato niente dai vostri errori! E infatti i sondaggi ci confortano…qui al nord la Lega cresce ogni giorno di più…grazie a voi!!!
Complimenti!
ah, tra l’altro….
io quando lavoro per il tribunale, lavoro proprio per garantire che a quegli stracomunitari birichini (in catene o a piede libero) vengano riconosciuti i diritti sanciti dal cpp e dalla costituzione italiana.
per questo lavoro il tribunale mi riconosce (chiaramente dopo qualche mese) l’iperbolica cifra di 4,075€ lordi all’ora.
è per questo che quando vado là e vedo il lavacessi di turno mi coglie una certa nostalgia…
di un lavoro facile, sicuro, pulito, senza segreti istruttori, senza rischi professionali, che non ti obbliga a frequentazioni sgradevoli, che finisce alle 4, o in ogni caso quando il cesso è pulito, che ti garantisce ferie, malattie e pensione….e che viene pagato il doppio del mio…
Ecco, la prova è riuscita. Ho provato ad applicare (con le mie limitate capacità, si intende) il metodo giornalettistico di lanciare l’amo, e il pesce ha abboccato…
) e chi dal basso di un baccello avvizzitino sbraita ai quattro venti di avere arsenale fallico per vergare intere messi…
@Hellequin:
No, non ho detto che un leghista non ha senso civico. Ho affermato qualcosa di diverso e (imho) ben più pesante: è paradossale che a sostenere la degenerazione della nostra società a causa della mancanza di senso civico sia proprio un leghista! L’esca era sì ghiotta, ma non hai fatto a meno di ingoiarla.
Vi è dunque senso civico nel sostenere (oltre alle arcinote boutades propagandistiche dell’uomo-lega, il senatore Bossi) che su un territorio nazionale, costituito con il sangue di tutti, proprio tutti quelli che ci stavano dentro, ovvero quelli che hanno fatto alcune delle guerre che tu (paradossalmente?) dimentichi che l’occidente ha combattuto contro se stesso, non contro il nemico oriente, guerre per la liberazione dall’oppressione e dal regime straniero, oggi si cambia e alcuni eletti (quelli nati dal Po in su, pare) abbiano diritti diversi da tutti gli altri? Vi è dunque senso civico sostenere in un momento storico di aggregazione e accordi transnazionali mirati alla costituzione di un’unità geopolitica paneuropea che al di fuori del tuo territorio, marcato fieramente dagli adesivi con la fogliolina di mariuana verde appiccicati di notte sui cartelloni stradali del paese (”repubblica del nord”, prego) non ti interessa preoccuparti di quanto accade?
Ed ancora, da quale fallace e improvvida ragione politica ti può nascere l’idea che sia ^civico^ ritenere che il benessere di un popolo non possa essere compatibile con l’accoglienza di una moltitudine di individui in fuga da diversi altri popoli che non mira affatto all’arraffamento del benessere altrui, ma semplicemente e brutalmente alla propria sopravvivenza? E bada che non ho detto “giusto” , “umano”, “cristiano” o perfino “padano” (eh già potresti riflettere anche su questo, quando vai ai tuoi comizi…), bensì “civico”!
Sic et simpliciter. Vedi, a mio avviso questo dimostra qualcosa che non farebbe male comprendere: c’è una grossa differenza tra chi ce l’ha duro davvero (e anche grosso - Loska tappati gli occhi, ti prego
@Joeder+Ugo
Boni, state boni.. adesso è finita l’ora di ricreazione. Sono trent’anni che litigano, si pestano i piedi, si fanno i dispetti, fanno cadere i governi, fanno il gioco dei reazionari: e voi volete andare avanti ancora?
Guardate, orfani o meno, è ora di preparare a come e cosa costruire dopo il collasso di questa meravigliosa classe dirigente, non credete? La garanzia del diritto, dopo il collasso, che importanza avrà? Se già oggi la legge non è uguale per tutti, cosa sarà domani? Quando non ci sarà più niente e si dovrà partire da zero, quando qualcuno troverà il coraggio di dire “signori, si chiude baracca. Fin’ora abbiamo tutti giocato, noi a fare i politicanti, voi a credere di fondare il vostro futuro su un benessere reale, ma non siamo più in grado di sostenere i nostri debiti” chi ci sarà a ricordarsi del diritto?
Dunque: è opportuno e profittevole perseguire oggi, in Italia, un’ideale progressista di rinascita democratica? In altri termini: è utile seminare un terreno prima che la frana lo seppellisca?
Eh va beh! Se non si capisce…non si capisce!
E’ appunto xkè il mondo sta diventando “globale” che bisogna difendere le proprie radici! Non è una cosa campata per aria…ma è l’istinto primordiale che nasce nell’uomo…di tutti i tempi!!!!!!!!!!!!
E il cattivo settentrione ha sempre accolto a braccia aperte chi viene qui a lavorare e a rimboccarsi le maniche! Basta guardare un qualsiasi elenco telefonico del terribile nord per vedere che di discriminazione non ce n’è! Trovi di tutto e da tutta Italia! Così come un domani troverai di tutto e da tutto il mondo! Se ti adegui al nostro stile di vita (nostro nel senso che non è essenziale mangiare casoeula e polenta o parlare dialetto…ma lavorare 8 ore al giorno (e anche di più, se serve), non pretendere che a scuola ci sia l’ora di religione islamica o di avere una moschea ogni 100 metri). Insomma o diventi occidentale nel senso più ampio del termine o per te non ci sarà nessuna integrazione.
Non è giusto? Siamo troppo xenofobi forse?
E poi, ho scritto forse da qualche parte che ci debbano essere diritti diversi? Non mi sembra!
Ah…un’ultima cosa…il “celodurismo” è passato! E continuare a pensare ai leghisti come ignorantoni che non capiscono niente, non è più proprio salutare! Chissà perchè dove vanno su i nostri sindaci, difficilmente vengono trombati, ultimamente!
@Hellequin-con-l’-acca-maiuscola-prego:
Consentimi: risposta fuori tema, alquanto priva di senso e contraddittoria. Queste propagande di protervia a buon mercato le si trovano scritte sui muri di tutte le latrine digitali della rete, direi che non c’è bisogno di un’ulteriore catabasi.
Ad essere strafottente potrei dirti di ritentare sperando di essere più fortunato, ma non rientra nel mio stile. Ciò che mi permetto, però, di suggerirti di osservare, è un minimo di rigore di logica nell’affrontare un dialogo.
Quanto avevo rilevato in precedenza non è lo stabilire le ore e i minuti deve lavorare l’uomo padano per essere accettato dal produttivo settentrione. Non è neanche se criminalizzare il settentrione e la sua disomogenea cittadinanza. Nemmeno di decidere in base a quali criteri extra-costituzionali (perchè solo quelli costituzionali fanno fede, fino a prova contraria) decidere autarchicamente chi fare entrare in Italia e chi lasciare a morire di fame sulle zattere.
Il punto era (e rimane) capire se chi asserisce di essere razzista ma richiede un po’ di educazione (6/6/08, 12:26 - po’ si scrive con l’apostrofo)- educazione civilmente provata apostrofando il prossimo con “Cazzo vuoi sapere te della Lega?” a breve distanza (6/6/08, 19:30, tu, non te)- chi precisa di limitare il proprio senso civico alla sponda nord del Po (6/6/08, 18:22 - Po si scrive non accentato), chi sostiene di non appartenere alla comunità italiana (restituisci i documenti, allora) ma fa proprio il bagaglio di guerre (non sempre vinte, ahitè) per “il guadagno” del benessere dell’occidente (sempre 6/6/08, 19:30), ma soprattutto chi lascia intendere che non sia giusto che anche le popolazioni in condizioni disperate di fame, guerra e miseria abbiano lo steso diritto a concorrere a partecipare alla serenità e al benessere (ibidem) poichè è giusto che esse vadano incontro al proprio millenario destino di sofferenze e patimenti (!); il punto avanzato era ed è se un siffatto individuo possa assurgere a predicatore morale pronto a indignarsi per l’altrui mancanza di senso civico … Ora, se puoi rispondere a tema con una dimostrazione logica il gioco vale la candela, altrimenti -scusa- è un’altra occasione persa per un signorilissimo tacere.
Sono certo che in quest’ottica comprenderai che non occorre evidenziare che il fatto di appartenere ad una fazione politica legata alla coalizione di governo nazionale e locale in alcune zone del Paese è del tutto fuori luogo. E che proprio perchè gli elettori medi non usano alcuna logica nella propria decisione di voto, il successo elettorale non può essere assunto a prova della validità intellettuale del vincitore (e così pure per l’opposto).
Hellequin, indignati pure se vuoi, ma il tema è diverso. Secondo me occorre mettere da parte l’indottrinamento e le paure di perdere i propri punti di appoggio (fragili quelli da te mostrati, permettimi di dirtelo), e analizzare la situazione senza pregiudizi nè falsi moralismi. La politica del “non sono io razzista, sono loro negri” dovrebbe essere affondata con il celodurismo, ma a quanto pare…
Senza acredine alcuna.
P.S.: Hellequin ma siamo sicuri che non stai allegramente trollando per prenderci tutti per i fondelli? Se è così, tanto di cappello…
Refuso:
Quanto avevo rilevato in precedenza non è lo stabilire le ore e i minuti _CHE_ deve lavorare l’uomo padano per essere accettato dal produttivo settentrione …
Caro,Hellequin,
O,io,mi sono espresso male,o tu,non hai assolutamente compreso la mia provocazione, nel citare il “MURO”.Non lo rimpiango affatto per la caduta in sè,bensì per i modi,per i tempi (imposti dall’esterno),nei quali ciò è avvenuto.Per le conseguenze politico-sociali interne,(drammatiche), di quei paesi, e di conseguenza,per quelli dall’altra parte. Solo chi non ha avuto modo di analizzare quel fenomeno, con un minimo di capacità critica(vuoi per ignoranza propria o per disinformazione),o perchè non ha visto quella realtà da vicino,può avere, a torto,gioito. Il muro sarebbe comunque caduto! Da qui, l’asinità da me attribuita, a tutti i vari personaggi in cerca d’autore che hanno cavalcato l’evento.
Credo, che a te, in cu…lo entri, ma in testa no! Non c’è nessuna difesa, contro quella che tu chiami erroneamente globalizzazione,(per me emigrazione disperata), se non quella, di fare in modo che “costoro”, rimangano a vivere nel loro paese,grazie ad un sistema economico diverso. E questo, non glielo insegni a forza di bastonate,o, con una ulteriore dose di fame! Anche un cane, prima o poi ti sbranerebbe. Inoltre, rifacendomi anche alla menzione da te fatta,circa “il buon soldato di Montanelli”, ti posso dire, che siccome io, il soldato l’ho fatto,ed anche probabilmente con qualche grado in più di te, ho imparato un valore fondamentale, che tu non conosci o che hai dimenticato:”Il nemico, non va odiato ma…rispettato , sennò, ti frega!”
L a mia posizione quindi,và ben aldilà di semplici “etichette” di appartenenza politica,delle quali(secondo qualcuno), mi sentirei orfano. Ciò che mi porta a discutere,(contrastando certe mentalità autolesioniste)come in questo caso, intervenendo al blog, è la necessità(in coscienza),di evitare che alla lunga,questa “guerra dei poveri” dialettica, possa trasformarsi in un vero “corpo a corpo”… sarebbe quella sì,la vera fine! Eccolo qui,ancora,il senso civico di cui parlavo,tirando in ballo l’automobilista italiano che se ne frega delle regole! Nessuno di voi,forse, ha capito cos’è che manca al “soggetto” in questione.Il “senso civico”, non è solamente mero rispetto delle regole.Se non si rispettano, quando si ha la macchina sotto il “culo”, significa, che non si ha rispetto in assoluto per la vita altrui,ed anche per la propria!Cinquecento chili di metallo che ti vengono addosso,non sono una scoreggia…ma,in Italia,sembra che molti soffrano di aerofagia…
Il tema su cui riflettere,e del quale non ho sentito nessuno parlare,neanche l’allegro Bossi(nonostante lo scampato pericolo),è proprio quello del senso della vita,di chiunque, ed in tutti i suoi aspetti .E’ quello che manca!
- A Niki
Non si possono equiparare certi fondamenti, a dei semplici strumenti ludici. Perché altrimenti,è inutile stare qui a parlare. Al mondo, se esistono il bene ed il male (non lo dico io per primo),esistono anche ricchezza e povertà. Siamo comunque noi, a dover cercare di ridurre le distanze tra le due estremità.
Se poi ,per egoismo o per pigrizia, vogliamo fregarcene e trovare altri alibi,come il fatalismo,ed incrementare la degenerazione, va bene…accomodatevi, ed andate a fare qualcos’altro .Io però,
finchè avrò voce,continuerò a ribellarmi.
Scusa se nn scrivo tutto giusto ma, sai, scrivo di getto…tipo in 3 minuti e mezzo durante la pausa caffè e nn ho tempo di stare a guardare se scrivo tutte le accento, apostrofo o se metto te al posto di tu (sono abituato a parlare così…è un’inflessione dialettale).
Sinceramente, le tue varie e velate (insomma) accuse nn mi toccano nemmeno un pochino.
Sono dell’idea che chiunque possa fare il predicatore…qualora le cose ke scrive abbiano un minimo di buon senso…e il mio primo intervento (sul senso civico) sono convinto ne avesse.
A prescindere dall’appartenenza politica…visto che se ne leggono di “richiami al senso civico” della tua parte politica (sinistra più o meno estrema) e poi ai fatti si comportano nella maniera più incivile. Quindi? Xkè loro sì e io no?
P.S. a proposito, nn ho scelto io di nascere in Italia e di avere documenti italiani…se potessi ridarli indietro e prenderne altri (mi vanno bene anche della Somalia) lo farei volentieri. Sfortunatamente non ho discendenze somale!
Benedetti la pausa ed il caffè…(che non hai conquistato grazie a Bossi o a Borghezio,anzi).Ma andiamo oltre. La punteggiatura e la sintassi, non sono un grande problema per me. Forse, il dialetto, ti avrebbe reso l’esposizione un po’ più facile, ma l’avrei comunque compresa… da cittadino del mondo.
Piuttosto, è l’afasia globale, di chi, in qualche modo, cerca di comunicare, che mi preoccupa…
Eppure, dovrei essere preparato, a questa recentissima patologia, che colpisce con estrema virulenza le regioni del “Nord”, ma ogni giorno, purtroppo, c’è sempre un nuovo caso. Che disgrazia!
Ma adesso,veniamo a te.Dimmi :
• A che età hai abbandonato il “ciuccio”? Se non lo ricordi,fatti aiutare da mamma e papà;
• Provi ancora sommo piacere a fare la cacca? E se ti capita, la tocchi?
• Sai cos’è il “complesso di Edipo”?
• …….etc,etc.
• …….etc,etc.
Senti ,se vuoi, per fare più in fretta ,ti posso consigliare qualche buon psicoterapeuta…prima che sia troppo tardi.
A presto, con vicinanza e comprensione….
Caro Hellequin,
Benedetti la pausa ed il caffè…(che non hai conquistato grazie a Bossi o a Borghezio,anzi).Ma andiamo oltre. La punteggiatura e la sintassi, non sono un grande problema per me. Forse, il dialetto, ti avrebbe reso l’esposizione un po’ più facile, ma l’avrei comunque compresa… da cittadino del mondo.
Piuttosto, è l’afasia globale, di chi, in qualche modo, cerca di comunicare, che mi preoccupa…
Eppure, dovrei essere preparato, a questa recentissima patologia, che colpisce con estrema virulenza le regioni del “Nord”, ma ogni giorno, purtroppo, c’è sempre un nuovo caso. Che disgrazia!
Ma adesso,veniamo a te.Dimmi :
• A che età hai abbandonato il “ciuccio”? Se non lo ricordi,fatti aiutare da mamma e papà;
• Provi ancora sommo piacere a fare la cacca? E se ti capita, la tocchi?
• Sai cos’è il “complesso di Edipo”?
• …….etc,etc.
• …….etc,etc.
Senti ,se vuoi, per fare più in fretta ,ti posso consigliare qualche buon psicoterapeuta…prima che sia troppo tardi.
A presto, con vicinanza e comprensione….