Michael Jackson, il Re Mida dei morti
26/10/2010 - Secondo Forbes, la nota rivista economica americana, nel solo ultimo anno ha guadagnato ben 270 milioni dollari. Più di Elvis, Lennon Tolkien, Shulz e Einstein messi insieme Già in passato ci siamo occupati di Michael Jackson e delle sue straordinarie
Secondo Forbes, la nota rivista economica americana, nel solo ultimo anno ha guadagnato ben 270 milioni dollari. Più di Elvis, Lennon Tolkien, Shulz e Einstein messi insieme
Già in passato ci siamo occupati di Michael Jackson e delle sue straordinarie capacità di trasformarsi da vivo, ed ancora più da morto in un’incredibile “gallina dalle uova d’oro” o, se preferite, in milionaria macchina da soldi. La cosa, ricordo toccò molto la suscettibilità di tanti suoi numerosi fans, secondo i quali, in sostanza, MJ si ama e non si discute, o quasi. Ogni critica a quello che Saviano chiamerebbe “O’ sistema” dell’ex “Re del pop”, così come il mainstream commerciale l’aveva ribattezzato, sarebbe perciò “fuori luogo”, irrispettoso del morto prima ancora che del mito e persino forviante. C’è infatti, chi ci ha persino accusati di occuparci di Micheal Jackson, per non parlare dei “problemi veri”. (Sic!) Evidentemente anche quelli di Forbes, una delle riviste economiche più autorevoli del mondo, per sviare l’attenzione chissà da chi e da che cosa, hanno deciso di fare due conti in tasca all’ex pop star (e non solo a lui), scoprendo nientepopodimeno ché: “Michael Jackson è la celebrità morta più pagata al mondo”. Come si faccia poi a pagare un morto…
DEAD BUSINESSMAN WALKING - Diciamo subito che i conti di MJ non sono in rosso anzi, sono in nero molto calcato, come si è solito riportare in contabilità. Solo l’anno scorso l’autore di “Moon Walker” ed altre canzoncine e filmetti del genere, ha raggranellato la modica cifra di 275 milioni dollari, circa 198 milioni di euro. Ossia. quanto da vivi non mettano insieme gli U2 e gli AC / DC. Si tratta di un ricavo “netto”, detratto quindi dalle tasse e dalle perdite andate a coprire certi debitucci che, nel corso degli anni, MJ e chi lo amministrava aveva contratto. Per Billoard, la nota rivista musicale, le sole vendite dei vecchi album di Jackson hanno ricavato lordo di circa 383 milioni di dollari, mentre i proventi derivati dal film postumo “This Is It”, sono stati pari a circa 400 milioni che però vanno ripartiti con la sua casa di produzione musicale.
Nel computo sono stati calcolati anche i profitti ricavati dai diritti d’autore e dalle varie licenze d’esclusiva. A questi, inoltre, vanno aggiunti le rendite previste nel contratto steso MJ prima della sua prematura scomparsa, ovviamente, con la sua casa discografica, dal valore di ben 31 milioni di dollari. Insomma, come dicono a Roma, non si tratta di bruscolini.
LA HIT PARADE DEL “MORTO PIÙ RICCO” – Siccome ci teniamo a precisare che contro Jackson non abbiamo niente, dopo aver ricordato il suo record passeremo in rassegna altre celebrità passate – speriamo – a miglior vita che, in un modo o in un altro stanno allietando la vita dei loro eredi e di chi ne sfrutta ancora i diritti. Come detto, in pole si è piazzato Michael Jackson con, 275 milioni dollari. Il celebrato “Re del Pop” scomparso l’estate scorsa, ha guadagnato di più nell’ultimo anno rispetto a qualsiasi musicista, vivo o morto. I suoi 275 milioni dollari totale risultano superiori al reddito delle altre celebrità più ricche della musica ancora in vita. Persino sommando gli introiti degli U2 a quelli dei quasi “preistorici” AC/DC, insieme. La piazza d’onore va invece ad un altro “mostro sacro” del rock ‘n’ roll di fine anni ’50 ed inizio ’60. Elvis Presley, fermo però a quota 60 milioni di dollari (quasi 44 milioni di euro). Buttali via. A rimpinguare il suo cachet sono stati in particolare i ricavi dalle oltre 200 licenze e il sempre florido merchandising. Sul gradino più basso del podio sale invece JRR Tolkien, a quota 50 milioni di dollari. L’ultimo film
sulla saga de “Il signore degli anelli” è vecchio di otto anni, ma Tolkien resta ancora un argomento caldo a Hollywood. Un adattamento di due film del suo libro “The Hobbit” è attualmente in pre-produzione in Nuova Zelanda.Per non parlare dei suoi libri. Secondo Nielsen, Tolkien ha venduto poco meno di 500.000 copie nell’ultimo anno.
LA STRADA DORATA DEL PARADISO – In quarta posizione, ben distanziata dal podio, troviamo Charles Schulz con 33 milioni dollari. Il marchio Peanuts ha cambiato proprietà, anche quest’anno, con Iconix che ha acquistto i diritti sul fumetto e sui suoi fortunati personaggi per 175 milioni di dollari. A Shultz, o meglio ai suoi eredi spettano una quota del 20% della nuova società. Una buona calda coperta per Linus, si direbbe. Quintoposto per John Lennon, fermo a soli (si fa per dire) 17 milioni di dollari. Quest’anno è ricorso il suo 70°anniversario della nascita. La EMI, la sua vecchia casa discografica, ha lanciato la campagna “Gimme Some Truth”, ripubblicando gran parte del catalogo di Lennon, entrata subito nella Top ten delle vendite. Come diceva la canzone? “Imagine no possessions, I wonder if you can”, già… Seguono poi l’autore della trilogia di Millennium, Stieg Larsson, con 15 milioni di dollari, Dr. Seuss, alias Theodor Seuss, scrittore per bambini notissimo in America, a quota 11 milioni di dollari ed Albert Einstein, fermo a “soli” 10 milioni, a riprova che la scienza ed il genio non sempre pagano quanto dovrebbero, anche tra i ricchi. Il resto della “dead list”, ve la potete leggere su Forbes, se volete.













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