Rai5, anche la Lega si fa il suo canale. A carico nostro

26/10/2010 - Ufficialmente è dedicato alla cultura. Ma dietro l’ideazione ci sono Ferrario e Marano, dirigenti di viale Mazzini in quota Carroccio La presentazione ufficiale dice che sarà il canale della cultura. Ma è una fonte insospettabile, il Giornale di Feltri, a

     
 

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Ufficialmente è dedicato alla cultura. Ma dietro l’ideazione ci sono Ferrario e Marano, dirigenti di viale Mazzini in quota Carroccio

La presentazione ufficiale dice che sarà il canale della cultura. Ma è una fonte insospettabile, il Giornale di Feltri, a dire invece che dietro c’è ben altro, ovvero la legittimazione finale della Lega come forza di governo: un canale Rai, quello chiamato Rai5, che porterà il localismo tanto caro al Carroccio in tutte le case degli italiani:

Presto accenderà le telecamere Rai5, il nuovo canale che piace al Carroccio. Non solo uno slogan per l’avvenimento – previsto per il 26 novembre – ma anche il senso delle parole di alcuni dirigenti (in quota Lega) dell’azienda di Stato. Scampoli di annunci di un’offerta che verrà quasi esclusivamente realizzata negli studi milanesi di corso Sempione. «Sarà un canale più local per diventare più global», spiega il vicedirettore della Rai Antonio Marano. Anche per Massimo Ferrario, direttore del centro di produzione del capoluogo lombardo, sarà «una straordinaria opportunità per sviluppare il rapporto fra televisione e territorio nell’ottica di una valorizzazione di tutte le eccellenze locali, a partire dalla cultura».

Inutile ricordare che Marano e Ferrario sono due dirigenti Rai molto vicini a Bossi e alla Lega. E infatti, l’articolo del quotidiano di Feltri prosegue: nel canale ci saranno cinema, teatro, cultura.

Ma anche promozione del made in Italy: turismo, artigianato e industria; soprattutto esaltazione del made in Milan. Una tv all’ombra della Madonnina insomma, con il capoluogo meneghino pronto a mettere in mostra i gioielli di famiglia. Il tutto con un occhio al piccolo budget e l’altro grande territorio del Nord. La parola che riecheggia dunque, è «cultura»; e riguardo a chi si potrebbe occupare del progetto si fa il nome di Pasquale D’Alessandro, direttore innovazione e prodotto della Rai.

Per carità, non è mica reato, anzi: sembra proprio un bel programma. Peccato che venga da quelli che hanno sempre detto di combattere la lottizzazione della Rai.

     
 

12 Commenti

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  2. dax scrive:

    se sara come la banca ho i film fatti dalla lega spariranno in pochi giorni
    perchè non li guardera nessuno nemmeno hi beoti leghisti

  3. altro canale inutile scrive:

    altro schifo di canale, altro che il patrimonio culturale attinto dalle teche rai. addio a quei programmi che fecero grande la nostra tv.
    volevo rivedere i vecchi sceneggiati, la tv dei ragazzi, la prosa, le commedie ed i varieta’, il cantagiro, il rischiatutto…..
    che schifo di tv

    • Idiot Snifer scrive:

      E invece mo’ ti vedi i leghisti in canotta che fanno a gare di rutti e di scuregge.

      • gianpietro scrive:

        Sicuramente non avrai mai fatto nella tua vita rutti e scorregge. Ma posso immaginare cosa tu possa aver fatto di sicuro. Basta leggere il tuo nickname per capirlo IDIOT SNIFER.

  4. gianpietro scrive:

    Personalmente mi ha sempre fatto schifo l’idea della spartizione delle emittenti RAI alle varie cosche politiche. Ora ci si scandalizza se un canale sarà dedicato a Rai5 (senza per altro averne seguito un solo minuto di trasmissione, per la probabile presenza di simpatizzanti leghisti). Qual’è il vostro problema? Vorrei ricordare che dal pagamento di quello che doveva essere un “canone Rai” si è passati ad una tassa di proprieta del mezzo televisivo. La pluralità dei mezzi di informazione sono un segno di DEMOCRAZIA. Parola che evidentemente qualcuno non sa neppure da che parte si imcomincia a leggere ma ne ha solo una vaga idea. Ogni riferimento di inconcigliabilità delle parole COMUNISMO-DEMOCRAZIA

    • olindo scrive:

      incomincia si scrive! non imcomincia. E inconciliabilità si scrive senza gl in italiano ma chi sa forse in padano..Comunque la lega si comporta esattamente come la vecchia partitocrazia, si accaparra poltrone e piazza gente sua che quasi mai conosce il mestiere, specie in tv, e particolarmente in Rai. Detto questo Rai5 per ora offre programmi culturali abbastanza decenti (molta moda, arte, design) e deve essere ancora valutata, “Il bello, il brutto e il cattivo” non è male per esempio. Forse la direzione di D’Alessandro garantirà un po’ di serietà. Stiamo a vedere cosa faranno con rai5 per l’EXPO. Saluti a tutti

  5. Aldo scrive:

    Ma guarda questi! E tutto il resto della RAI gestito da romani e meridionali. Su questo nulla da dire?
    Comunque ho guardato RAI5 e mi è piaciuta.

  6. gino scrive:

    Cosa fanno scrivere i pregiudizi… io lo guardo ogni tanto e non si sembra affatto di parte. Sì parlano del made in italy, ma non solo. C’è sì ad esempio un programma sulla storia della cucina italiana, ma c’è anche un programma carinissimo di cucina internazionale, nella puntata su Vienna si son dilungati persino su un ristorante medioorientale… e intervistavano la gente soddisfatta dopo aver mangiato humus e tahina… Chi sarebbero quindi i razzisti pieni di preconcetti capaci solo di generalizzare??

  7. erregi@ scrive:

    E I dati di ascolto ?? si vergognano a diffonderli……. si parla di 0,06/ 0,010 di share . In pratica il monoscopio di notte, fa piu telespettatori.
    Intanto.. a Milano..le società esterne in appalto, lavorano a tempo pieno per Rai5, con le loro belle salette di post-produzione pagate da NOI. Insomma .. l’importante è fare arrivare il “grano” agli appalti che sono disoccupati. Poi.. se questa nuova rete non la guarda nessuno, a “loro” poco importa.

    • Tetsuo scrive:

      In astratto, il servizio pubblico non dovrebbe avere fini di ascolto in senso assoluto.

      Quindi non è propriamente corretto basarsi solo sull’audience per quantificare la buona o cattiva gestione di un servizio pubblico.

      Basti pensare che RAI4 (un signor canale) non fa molti ascolti e neanche LA7 a dirla tutta.

      Nello specifico, non ho avuto modo di guardare a lungo RAI5, ma per quel poco che ho visto non è malaccio come canale.
      Ci sono molti programmi culturali su mostre ed arte, alcuni fatti bene (archivio della RAI) ed altri che hanno bisogno di rodaggio.

      Un canale di servizio pubblico deve essere valutato sui contenuti e credo che i contenuti iniziali ci siano, infatti non avrei mai pensato che fosse il canale della LEGA… che non “lega” molto con cultura ed arte (non perchè sono ignoranti, ma diciamo che vanno al “sodo”)

  8. Flaviana scrive:

    Rai5 mai avrei pensato che fosse un canale in cui lo zampino fosse della Lega. Seguendola ed indicandola come rete tra le più intelligenti non posso che fare i miei complimenti per i vari argomenti non solo Italiani i documentari in giro per il mondo sono fantastici.Di tutte le Reti Tv è l’unica che spazia in tutti i settori dalla musica,cultura,fotografia,cucina,ecc………Complimenti

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