Usa: Theresa Sparks, la candidata che era un uomo
25/10/2010 - Repubblicana di ferro in uno stato liberal come la California, in corsa per il Consiglio dei Supervisori, dieci anni fa ha subito un’operazione per il cambio di sesso: con lei, l’America dei politici transgender. Theresa Sparks, candidata per un posto
Repubblicana di ferro in uno stato liberal come la California, in corsa per il Consiglio dei Supervisori, dieci anni fa ha subito un’operazione per il cambio di sesso: con lei, l’America dei politici transgender.
Theresa Sparks, candidata per un posto nel Consiglio dei Supervisori di San Francisco è in corsa con la piattaforma conservatrice-repubblicana. Infatti lei
è pro-polizia, anti-vagabondaggio e pro-sviluppo: tutti principi che sono i punti cardine della politica conservatrice della California.
DIMMI DA DOVE VIENI – La signora è stata approvata da tutti: dal sindaco ai vigili del fuoco fino ad arrivare all’associazione degli sceriffi della contea,ma ciò che rende Miss Sparks così particolare è il suo passato. Infatti se noi avessimo conosciuto la signora Sparks dieci anni fa non l’avremmo chiamata signora ma signore, perchè Theresa Sparks era un uomo prima che un intervento chirurgico la rendesse quella che è ora . Se il sesso può essere cambiato le idee politiche rimangono. Theresa afferma: “Questa città ha bisogno di qualcuno con un forte background aziendale, un forte background culturale ed economico , questa città ha bisogno di qualcuno con una diversità di esperienze molto ampia”; e aggiunge: “L’unica persona ad avere tutto questo in questa gara sono io “. La signora Sparks sa bene di avere tutte le carte in regola, infatti non solo è un esperto ingegnere, ma è un veterano della Marina degli Stati Uniti ed è stata l’amministratore delegato di una società denominata “Good Vibrations” che si occupava di giocattoli per il sesso.
TRANSGENDER USA – Se venisse eletta sarebbe la prima transgender nel Consiglio dei Supervisori di San Francisco (città che già nel 1977 si era dimostrata avanti e liberale nell’eleggere Harvey Milk militante del movimento di liberazione omosessuale e primo consigliere comunale apertamente gay di San Francisco). Ma San Francisco è anche l’unica città dove Theresa Sparks potrebbe essere considerata di centro destra. Di certo la signora Sparks non è l’unica transgender in corsa per un posto in una carica pubblica e a differenza degli anni passati dove questo tipo di candidati venivano seguiti più per curiosità che perchè si credeva nel loro impegno politico, in quest’anno ci potrebbero essere diverse loro vittorie a breve distanza di tempo. Il mese prossimo infatti nella Contea di Alameda ,che si trova sempre in California , andrà al ballottaggio per il posto di giudice della Corte Superiore della contea Victoria Kolakowski che in caso di vittoria diverebbe il primo giudice transgender in una corte nazionale. Il giudice Kolakowski dichiara di voler far notare alla gente che essere un transgender non significa doversi limitare nelle proprie ambizioni e afferma: “Voglio che la gente sappia che siamo in grado di essere di tutto”. In Oklaoma Brittany Novotny, anche lei transgender,è in
ballottaggio per un posto alla Camera dei Rappresentanti nell’84 distretto, uno dei distretti più repubblicani di sempre, nonostante i sostenitori del suo avversario abbiano fatto di tutto per ridicolizzarla soprannominandola “L’Io confuso”. Inoltre in Oregon Stu Rasmussen ricerca la vittoria come sindaco di Silverton , sarebbe la sua quarta vittoria in generale e la seconda come donna; alle Hawaii invece Kim Coco Iwamoto sta cercando di tornare al Consiglio di Stato per l’Istruzione.
VOTA GAY – Tutto questo viene visto come una degna accettazione nei confronti dei transgender ma anche come un segno che i problemi reali sono da valutare al di là degli stereotipi sessuali, in più la recente ondata di suicidi tra i gay ha intensificato il bisogno di avere dei modelli positivi nei ruoli politici e Chuck Wolfe, il presidente e capo esecutivo della Gay and Lesbian Victory Fund, ha dichiarato che “conoscere persone dichiaratamente gay in quelle posizioni avrà il suo bell’impatto”. I candidati gay per le posizioni di rilievo politico stanno aumentando anche grazie, secondo Wolfe, alla neo-eletta sindaco, dichiaratamente lesbica, Annise Parker e anche alla vittoria di Simone Bell, anche lei apertamente gay che ha vinto un seggio alla Camera dei Rappresentanti della Georgia il Dicembre scorso.
ANCORA MOLTO DIFFICILE – C’è però da dire che anche se dei passi sono stati fatti c’è ancora molto da fare. Infatti il numero dei candidati transgender è ancora piccolo e spesso senza successo , si pensi a Dana Beyer candidata per un seggio all’Assemblea per il Maryland ha perso le primarie democratiche nonostante l’approvazione del Washington Post o anche Donna Milo, ultra-conservatrice (pro-armi,anti-tasse e anti-matrimono fra gli omosessuali) candidata al Congresso per la Florida ha perso le primarie ad Agosto. Sembra però che nel caso di Theresa Sparks tutto stia procedendo per il meglio non solo perchè San Francisco ha un’alta percentuale di elettorato transgender ma anche perchè Theresa ha una significativa esperienza pubblica nella città ,è stata Presidente della Commissione della Polizia e in più è il direttore esecutivo della Commissione per i Diritti Umani di San Francisco, oltretutto è riuscita ad accattivarsi le simpatie di Jim Flood , repubblicano ed erede di una delle famiglie fondatrici della città che afferma : “Theresa ha senso comune e senso degli affari, sono stato impressionato dalle sue posizioni ” Ora queste sue posizioni sono anche state molto criticate tanto che un recente editoriale del San Francisco Bay Guardian spinge i lettori a non votarla affermando che “è importante per lei essere sconfitta”. La signora Sparks però non si lascia intimidire nè dai suoi critici nè dal suo passato , tanto che parla senza vergogna delle sue tante terapie , degli elettro-schock che ha affrontato, dei suoi due divorzi e dei rapporti complessi e conflittuali che ha con due dei suoi tre figli. “Erano tempi duri “ ha affermato “ma San Francisco mi ha aiutato a guarire, sono arrivata quindici anni fa , quando avevo appena eseguito l’intervento e avevo ancora tanto da affrontare , San Francisco è stata per me un rifugio… è arrivato il tempo che io gli dia qualcosa in cambio”













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finalmente un candidato donna con le palle ( anche se ormai le sue sono messe in un vasetto)