Esteri

Usa 2008: come ha votato Al Qaeda?

31 ottobre 2008

Impazza nella rete il video pro-Obama targato Al Quaeda. Ma nelle logiche del terrorismo internazionale, chi conviene davvero diventi il nuovo presidente degli Stati Uniti? Ce lo dice il Washington Post.

Sappiamo che gli americani all’estero, anche se il voto rimane segreto, danno la loro preferenza a uno dei due candidati con largo anticipo rispetto ai connazionali in patria. Non ci è dato quindi sapere come abbiano votato gli appartenenti ad Al Qaeda imprigionati a Guantanamo, cui auspico sia stata offerta l’opportunità di farlo, visto che, come detenuti a tempo indeterminato, sono ormai diventati cittadini americani a tutti gli effetti, pur non avendo ancora ricevuto la consacrazione definitiva di un mutuo subprime per potersi dedicare a un’accurata ristrutturazione delle loro gabbiette da polli.

In nostro soccorso arriva però, prima ancora del fantomatico video pro-Obama di questi giorni,  il Washington Post che riporta una dichiarazione di Muhammad Haafid del sito al-Hesbah, considerato vicino all’organizzazione terroristica e ai talebani afghani. In un testo a lui attribuito, Haafid sostiene che un attentato prima delle elezioni “spingerebbe gli americani a votare deliberatamente per McCain, affinché possa vendicarli contro al Qaeda… Poi al Qaeda vincerebbe la sua lotta per spossare gli Stati Uniti“. L’articolo ha fatto innervosire Mc Cain, che lo ha definito spazzatura giornalistica, forse non considerando che a dieci giorni dal voto un giudizio così severo sul quotidiano del “Watergate” potrebbe ulteriormente incrementare le possibilità di un plebiscito nei confronti del suo avversario. Del resto il candidato repubblicano va compreso: distratto, come ogni buon marito, dalla titanica impresa di recuperare le sue carte di credito dalla borsetta “Miu Miu” della “moglie” Sarah, tende a reagire a qualsiasi scritto come fosse l’ennesimo estratto conto dell’ ”American Express”.

La preferenza di Al Qaeda si spiegherebbe in quanto Mc Cain sarebbe l’unico in grado di proseguire “lungo la strada fallimentare, in politica e soprattutto in economia, tracciata da George W. Bush“. L’apparente incongruenza dell’affermazione non deve sorprendere: eliminato il diavolo, cosa resterebbe da fare a un prete esorcista se non occuparsi della manutenzione dei Pradamocassini del Papa? Ora, il mestiere del terroristanon è facile, e richiede una certa collaborazione da parte del terrorizzato che deve fare il possibile per raffigurare l’incarnazione del male. Provatevi a convincere qualcuno ad andare in giro con qualche chilo di plastico o tritolo, promettendogli il paradiso in cambio della consegna del pacco, invece che all’inferno, al purgatorio, o, che so, al limbo. Obama sarebbe un pessimo diavolo nell’immaginario collettivo, e un America guardata con una certa speranza, invece che con sospetto e avversione, sarebbe un pessimo affare per chi come il terrorista, scelta una professione, nutre la comprensibile aspettativa di un lavoro a tempo pieno che lo conduca a meritata pensione.

Ecco il motivo per cui è di un certo interesse notare quanto di sotteso c’è nella strategia descritta sul Washington Post, anche nella speranza che le logiche aspettative di chi fattura morte all’ingrosso non abbiano a saldarsi con quelle di chi la distribuisce al dettaglio, distruggendo vite umane, e le speranze, pur condite da doveroso scetticismo, dei molti di noi che col poeta di Duluth si augurano che finalmente “I tempi possano cambiare”.

6 commenti a Usa 2008: come ha votato Al Qaeda?

  1. A quelli a cui piacciono la morte, il terrore, il caos, uno che porta speranza deve davvero essere indigesto.

    leggerti qui è sempre un piacere doppio.

    Un sorriso un po’ così.

    Carlo

  2. gli equilibri sono ormai talmente aleatori che la paura che interessi enormi, e solo apparentemente opposti, possano saldarsi è reale. Per ora abbiamo visto qualche esaltato isolato, ma la storia più nera l’hanno scritta quelli prezzolati. E non sono certo i mezzi che mancano ai signori della guerra e ai visir della guerra…

    grazie di cuore, caro Amico :)

  3. abr

    Joe Biden indirettamente non è d’accordo con la interessata visione mainstream del Post (“entro sei mesi Obama sarà sottoposto a prove cruciali”). Nemmeno io ovviamente concordo col Post: la derubricherei come BIASED OPINION, tanto varrebbe chiedere a me …. Fa il paio con l’attentatoooo ad Obama (apparso solo sul nostro mainstream adorante, in America solo due righe a pag. ventitrè).

    Copicomix, guarda che ti sbagli, non c’è nessuno più colmo di speranze di un martire: SPERA in un mondo migliorato dal suo sacrificio, tanto ODIA (non ama) la morte, il terrore, il caos portato dai dievoli crociati e dagli ebrei nelle sue Terre Sante.
    Mutatis mutandis, noi stessi abbiamo fior di anedottica sul supremo sacrificio al riguardo, noi Repubblica fondata sulla Resistenza.

    Come sempre, dal Post giù sino a AlQuaeda per arrivare a noi, è solo questione di punti di vista (e di pre-giudizi): ognuno ama credere alle storie che desidera siano vere.
    ciao, Abr

  4. “Fa il paio con l’attentatoooo ad Obama (apparso solo sul nostro mainstream adorante, in America solo due righe a pag. ventitrè).”

    e qui adeguatamente perculato: http://www.giornalettismo.com/archives/8815/chi-vuole-morti-berlusconi-e-obama/

  5. abr

    .. ilGiornaletto non è avanti, è DA-VANTI …

  6. “.. ilGiornaletto non è avanti, è DA-VANTI …”

    ma no, è che “Ai òmeni se pi fassie métergheo in cueo che métergheo in testa”

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