Protezionismo tafazzista

12/06/2008 - L’economia americana resta in piedi grazie ai risparmi stranieri, in particolare quelli della Cina: qualcuno sembra non averlo capito, ma restringere gli spazi del libero mercato sarebbe autodistruttivo. Obama è definitivamente il candidato democratico per la Presidenza USA: quindi ormai

     
 

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L’economia americana resta in piedi grazie ai risparmi stranieri, in particolare quelli della Cina: qualcuno sembra non averlo capito, ma restringere gli spazi del libero mercato sarebbe autodistruttivo.

Obama è definitivamente il candidato democratico per la Presidenza USA: quindi ormai non resta che sperare che non faccia quello che dice. Nei rari casi in cui ha detto qualcosa di concreto, su un argomento fondamentale come il commercio estero, infatti, ha parlato di clausole sociali, di sicurezza, ambientali, e di commercio che fa perdere posti di lavoro… protezionismo tramite regolamentazioni. Roba da Tremonti. In tempi di crisi come gli attuali, la principale attività dei politici è la ricerca di capri espiatori. L’immaginario collettivo ne fornisce a bizzeffe: ebrei, comunisti, banchieri, amerikani, bianchi, maschi, cattolici, relativisti-senza-dio, islamici e cinesi. Non c’è però dubbio che, perfidi giudei esclusi, la parte del leone come capro espiatorio l’ha sempre fatta il capitalismo, probabilmente perchè la libertà non ha nessun gruppo di interesse organizzato pronto a difenderla: serve a tutti, ma a nessuno in particolare.

L’ALGEBRA - Le relazioni tra USA e Cina dal punto di vista economico sono di fondamentale importanza per l’economia americana: gli USA non sarebbero in grado di reggersi in piedi senza i risparmi dell’Estremo Oriente, e quindi ogni tentazione protezionista da parte USA è puro masochismo. Speriamo che la ricerca di capri espiatori su diriga quindi su argomenti non vitali. Per capire la rilevanza del tema basta guardare l’algebra del commercio internazionale. La produzione di un Paese (Z) può essere consumata dai privati (C), investita (I), spesa dallo Stato (G) o esportata (X), quindi Z = C + I + G + X. La domanda di beni dei cittadini di un Paese (Y), invece, può essere diretta verso consumi (C), risparmi (S), tasse (T) ed importazioni (M), quindi Y = C + S + T + M. All’equilibrio le due quantità sono uguali e si ha, quindi, che la differenza tra investimenti e risparmi è pari alla differenza tra tasse e spesa pubblica (l’avanzo del bilancio statale) sommata alla differenza tra importazioni ed esportazioni (le importazioni nette): I = S + (T – G) + (M – X).

QUALI RISORSE? - Ne risulta che un paese può investire solo ciò che ha risparmiato, ciò che lo stato risparmia (ma raramente lo stato fa buoni investimenti, essendo propenso a consumi con ritorni elettoralistici immediati e regalìe ai gruppi di interesse organizzati) o il flusso di risparmi provenienti dall’estero, pari alle importazioni nette (le due cose sono equivalenti in quanto, se oggi si importa senza esportare, si ottiene credito, e quindi si accumula un debito da pagare, esportando, domani). Gli USA si trovano in una posizione piuttosto strana, perché negli ultimi anni (da quando Greenspan e Bernanke hanno inondato di liquidità l’economia mondiale) non hanno risparmiato nulla: S = 0, centesimo più centesimo meno. Non investire significa consumare capitale, e ciò implica la riduzione della produzione e dei redditi. Come è riuscita l’economia americana a tirare avanti, e a crescere, negli ultimi anni? Con S = 0, non rimane che affidarsi all’avanzo pubblico o ai capitali esteri. Ma l’avanzo pubblico è un evento rarissimo: che la spesa pubblica sia inferiore ai proventi delle tasse accade ogni morte di papa. Negli ultimi anni, le riforme sociali di Bush, le spese di guerra e alcuni tagli fiscali hanno reso T – G negativo… quindi non solo l’economia americana ha investito nonostante il disavanzo pubblico, che ha tolto risorse all’economia produttiva.

L’IMPORTANZA DELLA CINA - Non rimane che il terzo fattore: le importazioni nette M – X. E’ grazie a queste che il disavanzo pubblico e gli investimenti USA sono stati possibili. In poche parole: il motore della crescita americana, anzi, il motivo per cui l’economia americana non è già in decrescita, sono i risparmi del resto del mondo, soprattutto cinesi: sono i cinesi che consentono all’economia americana di crescere e al governo americano di bombardare; saranno i cinesi che, si spera, pagheranno le pensioni ai baby boomers, la riforma del Medicare di Bush. E la prossima eventuale Guerra Fredda con la Cina? Mah. Come abbiano fatto gli USA a cacciarsi in questa situazione è una lunga storia; capire le conseguenze di crescita e prodigalità di stato pagate accumulando debiti con l’estero pure. Ma è palesemente assurdo che qualcuno negli USA pensi seriamente al protezionismo. Fortunatamente, i politici sono stupidi in campagna elettorale e cinici una volta eletti. Alle prossime presidenziali USA, McCain, sulla carta, è per il libero mercato, ma viene da un partito che negli ultimi anni ha fatto di tutto per danneggiare la libertà e la prosperità degli americani; Obama e Clinton sono invece critici, ma si può sperare che dicano semplicemente ciò che i propri elettori vogliono sentire. L’alternativa è Tafazzi for President.

     
 

46 Commenti

  1. Lkv scrive:

    > In UE ci manca poco… la prima sarà UBS che finito lo sprint dei fondi sovrani farà il botto tra un trimestre scarso. Poi seguiranno altre… e anche un paio di banche italiane faranno presto un bel botto.

    Fuori i nomi!

    Scherzo. :)

  2. “formule, identità, eguaglianze…….sempre roba che non si mangia è e la sostanza non cambia……”

    nemmeno Tremonti avrebbe detto una cosa del genere. Il più giovane laureato della facoltà di economia gastrica. Spiega tutto.

    @Urtic
    mi puoi spiegare il senso della tua intera citazione? se vuoi dire che sotto il rialzo del petrolio ci sono fattori finanziari e non reali siamo d’accordo; e siccome ho criticato fortemente movisol sicuramente avrai anche letto qualcosa dei miei pezzi. Il problema è cosa abbia dato il via a questo fenomeno, che io spiego con l’eccesso di credito immesso nel sistema causa politiche statali.

  3. GEROLAMO scrive:

    sempre più bravo……ci hai messo un po’, ma la battuta era strepitosa…come le formulette cippicie e ciappece…

    ed anche stavolta trova la spiegazione a tutto….non ha dubbi….la verità è sempre con Lui

    Dio in terra, in cielo ed in ogni luogo…economia come valore assoluto senza collegamenti con la politica e la morale

    laforza assoluta della scienza matematica per sciogliere o interpretare o descrivere la realtà

    non si accorgono e mi rivolgo ai non economisti in senso stretto (beati loro) che si stanno parlando addosso per il gusto di parlare senza affrontare il vero problema che non è economico, ma principalmente morale e politico

    io ho dubbi…..dubbi che Vi possiate ravvedere

    buon appetito

  4. Mi pare che la politica abbia flirtato a sufficienza con l’economia attribuendole una morale, e i risultati si posson vedere ovunque.

    Tu puoi dire tutto quello che vuoi, libero di criticare le applicazioni della matematica (come io pure ho criticato).

    Il punto in esame è che dire S-I+T-G=X-M non è alcunché di fuori dal mondo: è una uguaglianza contabile (se tu al tempo avessi studiato ragioneria sapresti cosa significa), e deriva semplicemente dalla tenuta in partita doppia e dal buon senso (se incasso soldi o ho un debito o ho venduto merci). Quella non è una formula che dice dove andare, quella ti schematizza la realtà e sta a te rintracciare i nessi di causa e effetto, appunto una ideantità contabile che deve essere interpretata. Cestinarla come fosse la Black Scholes significa non aver capito niente di economia e di matematica insieme. Se tu avessi vera umiltà invece di sarcasmo lo capiresti e lavoreresti per criticare i nessi logici tra le grandezze economiche invece di sparare a zero (quello che ti diceva LF: spari retorica, non ragionamenti).

    Ma non si può pretendere tanto da un teorico della lasagna.

  5. GEROLAMO scrive:

    conosco bene la matematica e le euguaglianze e non le contesto

    contesto solo il modo asettico di vedere le cose senza integrazione con la filosofia e la politica o la filosofia della politica

    ……teorico della lasagna ?…….chiamami fesso….

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