Inchiesta

“PD, tutti a Firenze per rottamare quello che non va!”

22 ottobre 2010

Intervista a Giuseppe ‘Pippo’ Civati, consigliere regionale in Lombardia del Partito Democratico, che nel week end sarà nel capoluogo toscano per una tre giorni che ha l’ambizione di cambiare (in meglio) il più grande partito della sinistra italiana

Pippo Civati, 35 anni, è consigliere regionale della Lombardia dal 2005. Titolare di un blog molto seguito, in questi mesi ha lanciato un movimento, Andiamo Oltre, che lavora per il rinnovamento dei democratici italiani. Il primo weekend di novembre organizza insieme al sindaco di Firenze Matteo Renzi una tre giorni nel capoluogo toscano che sta riscuotendo molto interesse. A Giornalettismo spiega gli obiettivi di quest’incontro.

Il 5/6/7 novembre a Firenze si svolgerà l’iniziativa “Prossima Fermata, Italia”. Nasce la corrente di Renzi?

Nessuna corrente, solo la voglia di intervenire nel dibattito politico italiano facendo vedere a tutti che c’è dell’altro, che anche lo stile conta, che si può organizzare una manifestazione del tutto autofinanziata (attraverso il contributo di chi ci crede e di chi vi partecipa, senza rimborsi elettorali…), alla pari, senza che vi siano i big sul palco e la platea in basso, laggiù in fondo. In cui siano tutti sullo stesso piano («siete tutti uguali!», ci diranno) e lo spazio si otterrà con la proposta e con il merito. E anche con l’entusiasmo, che ci sembra sparito dalle stanze della politica istituzionale. Tre giorni senza guardare al nostro ombelico, senza adottare il politichese come unico codice di riferimento, senza perderci in questioni burocratiche.

Quante adesioni pensate di ottenere? Perchè l’assemblea dei segretari dei circoli democratici è stata spostata nel vostro weeekend secondo lei?

Le adesioni sono moltissime e mi dispiace che il segretario del Pd abbia deciso di spostare una riunione già programmata a fine ottobre, sovrapponendosi alla nostra. Rischia di configurarsi come un derby che noi non abbiamo mai voluto, anche perché la nostra iniziativa è stata annunciata all’inizio di settembre. Però, se c’è da giocare, noi giochiamo. La voglia di cambiare, di spostare la prospettiva della politica italiana dal Palazzo alla società tutta è forte e condivisa.

La definizione di rottamatori del Pd vi può descrivere? E’ così che si può risollevare la crisi nei sondaggi del Pd?

La rottamazione è soltanto la miccia da cui tutto questo è partito. Rottamiamo le cose che non vanno, alcune inveterate incertezze, alcune inspiegabili timidezze. Un lavoro ‘duro’ che qualcuno dovrà pur fare, nel paese del conformismo e delle convenienze, no?

Lei è stato uno dei promotori di una mozione finita ultima, Renzi non si è nemmeno schierato. Non era il caso di muoversi meglio, un anno fa?

Beh, mi pare che quello che dicevamo allora lo stiamo confermando anche oggi. E che non avevamo tutti i torti a segnalare limiti e mancanze dei vincitori del Congresso, soprattutto sulla riconoscibilità del Pd e sul suo profilo politico. In ogni caso, lo vuole uno scoop? A Firenze, non si parlerà di Pd. Per nessun motivo al mondo. Zero carbonella. E, in generale, dal momento che abbiamo adottato

Quali sono le critiche maggiori che fate al Pd di Bersani?

Non critichiamo proprio nessuno, indichiamo quello che ci pare (a noi e a tanti elettori) mancare. E chiediamo che il dibattito si sposti dalla presentazione di documenti di questa o quella corrente a un confronto più aperto e più libero.

Gli attacchi di Renzi a Bersani e il suo blog sembrano abbastanza ispirati ai toni dell’anti politica. Vi proponete come una versione lite di Grillo?

Nessuna antipolitica, come dicevo, ma le ragioni del distacco della politica ci piace indagarle. Lei sa che se il Pd recuperasse gli astenuti degli ultimi tempi, farebbe un balzo di parecchi punti percentuali. Ecco, vorrei che tutti se ne rendessero conto. Perché a volte, nei sondaggi, il Pd ha un dato superiore in percentuale rispetto alla stessa fiducia che gli elettori dicono di sentire per il nostro partito. Un dato che deve farci riflettere:

Volete introdurre le parole chiave del Pd. Ce ne può anticipare alcune?

C’è una generazione completamente non rappresentata. E non sto parlando dei dirigenti del Pd, ma degli elettori. Pensiamo che il Pd debba diventare il Partito dei giovani italiani (che, oltretutto, abbreviato viene Pigi, come il segretario…). C’è l’astensionismo diligante e ci piacerebbe rivolgere un messaggio politico a chi è deluso: c’è dell’altro, in Italia, nella provincia diffusa, nella periferia dell’impero, che fa politica assumendosi le proprie responsabilità, senza rispondere alle famose dinamiche interne. L’antipolitica – parola che si sono inventati i cattivi politici – si sconfigge solo con la buona politica. Nelle forme, nelle modalità e nella sostanza. Ci sono i temi della contemporaneità, perché si deve parlare di lavoro, certamente, ma anche di conoscenza, come ha recentemente invitato a fare Christian Raimo. E lavoro ed economia non possono essere separati da ambiente, diritti, progresso sociale complessivo.

4 commenti a “PD, tutti a Firenze per rottamare quello che non va!”

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  4. ernest ameglio

    quello che in Italia non va! E”tanto vasto da essere paradossale e nessuno lo vede. Si accusa questo governo di regime.L’opposizione lo critica a tutto spiano indisturbata.L’opposizione vuole un cambiamento per avere maggiore democrazia: e dalla sua parte che partono le agressioni, le minacce, gli impedidementi sovente violenti contro gli avversari. L’opposozione impreca contro il fatto di numerose famiglie in povertà ma è contro le misure che cercano di arginare l’arrivo di povertà da ogni parte del mondo.Il governo in maggioranza è composto da cattolici. I cattolici della opposizione cercano di mettergli contro la Chiesa. Chiesa pratica una religione contraria all’insegnamento della bibbia e al cristianesimo originale; Contrasta pure la logica scritta nei vangeli.Il crocefisso continua a apparire nei principali enti repubblicani: è chiamata libertà di religione. Si lotta, nel contempo contro le illogiche intemperanze islamimiste. Si permette dunque un islam tradizionale in Italia, al posto di un islam europeo e aperto. A quanto pare, secondo Anno Zero e Di Pietro, lItalia è già nel disatro,è alla rovina, famiglie intère vivono di stenti, la fame infuria, la Rai propone di pensare ai poveri del mondo. Un tossico dipendente muore nelle carceri italiane e uno in quelle francesi. Le famigliae chiedono giustizia. Erano bravi ragazzi, soltanto un pochino drogati, mentre gli agenti sono malvagi ovunque. Succede il terremoto. Mentre tutti gli scienziati del mondo affermano che è impossibile determinare il luogo, il momento, l’mplitudine, in Italia si accusa i responsabili di ascoltare dle stravaganze di un genio italiano incompreso; Tutti vogliono il cambiamento;guai proporne uno, fose mitigato. Fortuna che la maggiorenza, quella che tutti cercano di abbindolare, si prepara per i regali natalizzi e al cenone del San Silvestro. Per uscire il paese dal caos, ci vuole un nuovo governo, possilmente formato, da catocomunisti, socialilisti dissociati, cristiani diluiti in sette, liberali incatenati alla usanze, centri sociali apatridi, ubriaconi che mostrano il sedere, dilettanti al lancio del peso,giardinieri paesagisti in immondizia, ecc. Quesqtaè il bel paese , dove (cazzo minchia) sbocciano su tutte le bocche. Da parte di un esule volontario.

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