Libero, Saviano e le bugie su Fazio: “Perde 2 o 3 milioni” – Bufala!

Da non perdere! Franco Bechis pubblica sul quotidiano di Belpietro i costi della trasmissione di Fazio “Vieni via con me”....

Da non perdere! Franco Bechis pubblica sul quotidiano di Belpietro i costi della trasmissione di Fazio “Vieni via con me”. Ma poi toppa clamorosamente sui conti dei ricavi e sulle parole di Mazzetti

Franco Bechis, come già detto altre volte, è un ottimo giornalista finanziario. Oggi su Libero dà una notizia molto interessante, pubblicando la chart dei costi di Vieni via con me, il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano. Ma nell’articolo si parla di “buco” e “perdita” della trasmissione Che tempo che fa totalmente a sproposito, misinterpretando quanto detto da Mazzetti ad Annozero.

IL CONTRATTONE – “Saviano in Rai, ecco il contratto da due milioni e 816mila euro”, titola Libero. E nel pezzo Bechis va a fondo, come soltanto un vero segugio può fare:

Costo a trasmissione: 704 mila euro. Costo totale per 4 puntate: 2.816.000 euro. Questa iinvenzione”, come l’ha definita ieri Roberto Saviano intervenendo ad Annozero, è invece contenuta nero su bianco nella proposta che i curatori della trasmissione di Saviano hanno inviato a fine luglio alla Rai. Non è stato dunque Mauro Masi a proporre 80 mila euro a puntata per Saviano, o 350 mila euro per la comparsata di Roberto Benigni. Questa è stata una scelta di Endemol e dei curatori della trasmissione, Fabio Fazio e lo stesso Saviano. Nel prospetto finanziario inviato alla Rai (quindi non proposto dall’azienda) erano indicati 2,4 milioni di “costo esterno editoriale” (conduttori e ospitate), 196 euro di “costo esterno di produzione” (collegamenti e studi fuori sede), e 220 mila euro di “costo interno di produzione” (quel che spende la Rai negli studi di viale Sempione). Il totale fa dunque quei 704 mila euro a puntata. La scheda finanziaria è stata vistata dal direttore generale della Rai il 7 settembre scorso.

Attenzione, però, ‘ché adesso la cosa si fa grossa:

A fine settembre sono arrivate le prenotazioni di spot per il programma. Fatturato previsto per le 4 puntate: 810 mila euro. Perdita complessiva dell’operazione: 2.016.000 euro. Con una Rai che ufficialmente prevede di perdere 116 milioni di euro a fine anno (ma saranno di più), è naturalmente scattato l’allarme rosso.

Ha ragione o torto Bechis? Noi non lo possiamo sapere, ma abbiamo gli occhi per leggere (cliccate sull’immagine del contratto per ingrandirla) e questi occhi non sono offuscati dalla malafede. Nel documento che Bechis pubblica si parla di costo e non di ricavo (quella casella è vuota). Controllate voi stessi. Questo significa che, se quello è il numero a cui Bechis fa riferimento – magari c’è un’altra pagina del documento che non è stata pubblicata, non si può mai sapere – per trovare gli introiti complessivi bisogna moltiplicare quel valore per quattro (ripetiamo: questo è un discorso ipotetico, ma il numero 810mila ‘complessivi’ non c’è nel documento. Quel dato è stato invece pubblicato l’altroieri da Dagospia, che aveva già fatto i conti sui ricavi. Magari è giusto, magari è sbagliato: di certo non c’è certezza e sulla chart sono indicati solo i costi. E se tutto era noto da due giorni, dov’è lo scoop? Poi c’è anche da aggiungere che “di 2 milioni e 800mila, un milione va per il format alla Endemol, società partecipata per un terzo da Berlusconi”. Più di un terzo dei costi non riguarda i contratti.

I CONTI SBALLATI DEL PROGRAMMA DI FAZIO – Oltre a questo possibile errore (e di sicuro un non-scoop), però, Bechis ne commette un altro e ancora più clamoroso. Ovvero, fa i conti in tasca a Che tempo che fa partendo dalle dichiarazioni di Loris Mazzetti, capostruttura Rai, di ieri ad Annozero. Che Bechis sintetizza così:

Sempre Mazzetti descrive il programma Che tempo che fa di Fabio Fazio come una miniera d’oro, tanto è che porta “7-8 milioni di euro di spot”. Dovrebbe provare a recarsi in qualsiasi ufficio acquisti di un’azienda privata in qualsiasi parte del mondo, e dire: “ho un programma di successo clamoroso, costa 11 milioni e ne fa entrare ben 8”. Quale televisione privata del mondo comprerebbe a scatola chiusa un programma di sicuro insuccesso che prima ancora di andare in onda sa già di causare all’azienda un buco di bilancio di 3 milioni di euro? Nessuna. Sarebbero messi alla porta il tecnico Mazzetti e il giovale Fazio, spiegando loro che la tv libera si fa quando si riesce a fare guadagnare l’azienda, non quando le si fa un danno. “Che tempo che fa” provoca un buco di bilancio, cioè un danno, di 252 mila euro al mese.

Bechis, semplicemente, ha capito male. E gli basterà andare sul sito di Annozero e rivedere l’intervento di Mazzetti per rendersene conto, scusandosi poi doverosamente per l’abbaglio. Mazzetti, infatti, non ha detto che “Che tempo che fa” spende undici milioni di euro e ne ricava otto. Ha detto che ne guadagna otto. Ovvero che, coperti i costi, Che tempo che fa guadagna otto milioni, e questo significa, se la matematica non è un’opinione, che ne ricava (11+8=) diciannove. Al netto dei numeri, Bechis sbaglia clamorosamente qui, e probabilmente toppa anche sui costi di Fazio e Saviano. Ad ascoltar meglio, almeno si evita di pubblicare bufale.