Eureka! Per la scienza si può prevedere il futuro

Avete mai pensato che di essere in grado di predire quello che accadrà? La buona notizia è che non siete...

Avete mai pensato che di essere in grado di predire quello che accadrà? La buona notizia è che non siete pazzi. Ma c’è persino una notizia migliore: adesso c’è pure l’evidenza scientifica

Per la maggior parte di noi, l’idea dei fenomeni psichici è quasi una fiction. Qualcosa di apparentemente incredibile che poi, in un modo o in un altro, la scienza puntualmente ridimensione o addirittura sbugiarda. Questa volta invece, secondo il dottor Daryl Bem, uno psicologo che ha condotto nove esperimenti sui fenomeni “psichici” differenti, sostiene che predire il futuro sarebbe effettivamente una capacità intrinseca della mente umana.

SONO UN FENOMENO PARANORMALE – Avete mai fatto un test di memoria con le Carte Zener, quelle con quei segni come simboli come “+”, le linee ondulate o la stella, riportate in figura? No? Fa niente, non servono, del resto la loro utilità scientifica in campo “paranormale” è dubbia. Vengono infatti usate per gli esperimenti legati alla capacità di memoria, anche se qualcuno le adopera per dimostrare capacità relative alla cosiddetta telepatia, ossia uno dei fenomeni più diffusi della casistica del paranormale. A Chi, non è mai capitato di sentire squillare il telefono e, prima ancora di alzare la cornetta, ha già “intuito” chi fosse l’interlocutore? A me, per esempio, capita sempre con gli operatori telefonici che ti propongono offerte sulla linea Adsl… E a chi non è mai capitato di aver dimenticato “acceso” la chat di Facebook e, magari proprio quanto siete indaffarati in un’altra operazione (come scrivere questo articolo…) sentire il caratteristico e per certi versi sinistro suono che ricorda lo stappo di una bottiglia di vino? Lividi e frustrati, spesso ci capita proprio di indovinare chi è lo scocciatore! Bene, se è capitato anche a voi sappiate che – come il sottoscritto – non siete dei fenomeni paranormali. Tornando alle Carte Zener, secondo Psychology Today il test, come pure e altri simili, sono imperfetti, perché “tali studi spesso non riescono a soddisfare la soglia minima di inchiesta scientifica”. Tuttavia, per il Dottor Bem, applicando altri metodi standard a carattere scientifico, usati in psicologia e considerati validi ed affidabili per lo studio della memoria e della sua capacità di reazione, è possibile dimostrare con evidenza scientifica le capacita “divinatorie” dell’essere umano.

OGGI PREVEDO CHE PIOVERÀ, LO SENTO – Darryl Bem ha praticato un test – lui stesso ha ammesso senza troppe speranze – in cui sono stati mostrati 48 nomi comuni a 100 studenti della Cornell University. Sono poi stati dati solo tre secondi per osservare e visualizzare ogni parola. A questo punto, è stato quindi chiesto agli studenti di scrivere su un computer quante più parole tra quelle mostrate potevano ricordare. Dopo di che, sono state nuovamente visualizzate la metà di quelle stesse parole, che gli studenti hanno poi inserito nuovamente nel loro computer, dopo aver ripetuto l’intero procedimento. Non c’è bisogno di essere dotati di particolari capacità psichiche per capire dove stiamo andando a parare: si è infatti scoperto che gli studenti ricordano più probabile le parole che  hanno visto e digitato di nuovo e che magari avevano “dimenticato” nel primo passaggio. Quelle del secondo step. Per Bem: “I risultati dimostrano che l’esercizio pratico di una serie di parole dopo il test di richiamo, di fatto, porta indietro nel tempo per facilitare il ricordo di quelle parole”. La ragione di questo fenomeno può essere spiegata attraverso la scienza, in particolare la fisica. Già Einstein credeva che il semplice atto di osservare qualcosa “qui” potrebbe influenzare qualcosa da “un’altra parte”, un fenomeno che chiamò “azione spettrale a distanza”. Niente a che vedere, ovviamente, con certi “miracoli” a distanza di cui le Scritture sono piene e di cui, per un altro argomento, abbiamo già accennato.  Allo stesso modo, la moderna fisica quantistica ha dimostrato che le particelle di luce sembrano “sapere” ciò che sta davanti a loro e regolano di conseguenza il loro comportamento, anche se l’evento futuro non si è verificato ancora. Lo studio sarà pubblicato in un volume prossimo del Journal of Personality and Social Psychology, in cui i dettagli scientifici dell’esperimento verranno rivelati al mondo accademico (e non). Chi vuole approfondire l’argomento può trovare qui l’intero progetto di ricerca (in formato pdf). Se volete, potete mettervi subito alla prova con le prossime estrazioni dell’Enalotto. In tal caso in bocca a lupo ma sappiate che per la scienza, la fortuna non esiste.