Ardi, kosovaro e disabile: espulso dalla Francia non può più curarsi

19/10/2010 - Fra gli immigrati illegali che continuano ad essere mandati via dal governo francese, non ci sono solo i rom, ma anche ragazzi che avrebbero bisogno di cure e che di burocrazia potrebbero morire. Ardi, un giovane kosovaro disabile che è stato ospitato

     
 

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Fra gli immigrati illegali che continuano ad essere mandati via dal governo francese, non ci sono solo i rom, ma anche ragazzi che avrebbero bisogno di cure e che di burocrazia potrebbero morire.

Ardi, un giovane kosovaro disabile che è stato ospitato in un istituto specializzato in Francia, è stato deportato nel suo paese di origine. Dal quel giorno, le sue capacità intellettuali e fisiche sono diminuite rapidamente a causa della mancanza di cure adeguate. Rue89 fa un reportage da Dagobil, il villaggio dove vive con i genitori.

LA RIABILITAZIONE - I suoi occhi grigi sembrano persi nel blu delle onde - scrive il quotidiano - lontano, molto lontano. Ardi Vrenezi è sdraiato su un materasso sul tappeto marrone nel soggiorno. E’ là che il multi-disabile kosovaro di 15 anni con la barba e i capelli appiattiti dalle lunghe ore di cuscino, trascorre la maggior parte delle sue giornate e delle notti. Sua madre, Hajrije Vrenezi spiega: “Sei mesi fa, siamo stati in Francia e Ardi è stato accolto in un centro specializzato. Grazie alle cure che stava ricevendo, aveva compiuto enormi progressi dal nostro arrivo a Metz. E’ stato anche in grado di camminare un’ora al giorno“. L’espulsione della famiglia, illegale in Francia verso il Kosovo il 4 maggio scorso, ha invertito questo paziente lavoro di riabilitazione.

PARTIRE PER SALVARLO - Nella sua vita di prima, quella prima del materasso sul tappeto marrone e prima della Francia, Ardi era un bambino come gli altri, andava a scuola e giocava per le strade di Dagobil, un piccolo paese a cinquanta chilometri dalla capitale, Pristina. “Guardatelo sulla sua bicicletta“, dice sua madre, che punta una cornice decorata in un angolo della stanza. “E’ stato appena prima che iniziassero i suoi primi attacchi“. “Ne sono seguiti molti altri e abbiamo visto  diminuire gradualmente le sue facoltà fisiche e mentali“. Vrenezi Aslan, suo padre, ricorda: “Nessun medico era in grado di spiegare ciò che aveva. E le sue condizioni continuavano a peggiorare. Così abbiamo venduto la nostra casa e siamo partiti per la Francia“.

IL MIRACOLO - Dopo un viaggio clandestino di due settimane in tutta Europa, Ardi, sua sorella, suo fratello minore ed i suoi genitori sono arrivati a Metz il 15 luglio, 2008. Ardi è stato poi ricoverato in ospedale. La sua pediatra, Isabelle Kieffer ha detto: “Quando è arrivato, era in stato epilettico. Vale a dire che le crisi erano così vicine e così lunghe che aveva appena il tempo di recuperare le forze. E non era in grado di deglutire cibo, di camminare o comunicare“. I test effettuati al CHR di Metz hanno stabilito che il ragazzo è affetto da encefalopatia degenerativa. Questa malattia rara dovuta alla persistenza nel sistema nervoso centrale del virus del morbillo, non può essere curata. Ma il trattamento farmacologico può ridurre la gravità delle crisi e il trattamento di fisioterapia può aiutare le capacità motorie, di parola, ecc. Questo è ciò di cui ha beneficiato Ardi, una volta stabilizzate le sue condizioni di salute. Prima a casa, poi in un istituto specializzato in Mosella. “Per i genitori è stato un miracolo“, dice Isabelle Kieffer. “Il loro figlio, che avevano visto in lento declino, era di nuovo capace di mangiare, camminare, sorridere, comunicare un po’ con loro“.

FARMACI COSTOSI - Ma il “miracolo” dura fino al 3 maggio del 2010. I genitori, il fratello e la sorella di Ardi vengono arrestati. Poi arriva la polizia per prendere il ragazzo all’Istituto di Educazione Motoria. Direzione: il centro di detenzione a Metz, poi il Kosovo. La famiglia è destinataria, infatti, di un ordine di espulsione, perché la domanda di sospensione presentata per motivi di salute, è stata respinta. Il medico dell’agenzia sanitaria regionale, incaricato di esprimere il proprio parere sulla questione, ha detto che potrebbe “ricevere cure adeguate nel suo paese di origine“. Ma il direttore di Handikos, la principale ONG kosovara di assistenza alle persone con disabilità, Afrim Maliqi protesta: “Il Kosovo non ha alcuna struttura che possa offrire ad Ardi il sostegno di cui ha bisogno“. Per quanto riguarda i farmaci, sono disponibili in alcune farmacie in Kosovo, ma non sempre nella forma appropriata (liquido invece di capsule, a causa di problemi di deglutizione del ragazzo), il loro prezzo è proibitivo: più di 300 euro al mese per il trattamento completo. Afrim Maliqi ricorda: “Il salario medio in Kosovo è di circa 200 euro al mese e il tasso di disoccupazione supera il 40%. Anche con l’indennità di 100 euro data ai genitori di bambini disabili, poche famiglie possono permettersi una tale spesa“. E certamente non il padre di Ardi, che guadagna circa 10 euro al giorno quando si tratta di farsi assumere a giornata nelle aziende di Dagobil e delle zone limitrofe. Fortunatamente, per ora, ad Ardi non mancano i medicinali.

ASPETTANDO LA DATA FATALE - Sotto la pressione del comitato per sostenere il giovane, Bernard Kouchner, ministro degli Affari Esteri si è impegnato a  fornire il trattamento fino a giugno prossimo. Fino a quando? “Ma soprattutto, la mancanza di cure adeguate, diminuisce rapidamente le facoltà fisiche e intellettuali“,  analizza Isabelle Kieffer, che ha visto le immagini che Rue89 ha portato dal Kosovo: “Sappiamo tutti che la malattia è incurabile. Ma la mancanza di attenzione farà precipitare la data fatale. Soprattutto il rischio di una sofferenza terribile, dal momento che  presto non sarà in grado di mangiare correttamente e il suo corpo di adottare posture corrette“. I suoi genitori sono disperati. Alla fine di settembre, avevano deciso di attraversare di nuovo l’Europa per tornare in Mosella. Ma sono stati arrestati in Serbia, e hanno dovuto tornare a Dagobil dopo una settimana di detenzione. Si spera nella mobilitazione in Francia per consentire ad Ardi di tornare nell’ istituto che non avrebbe mai dovuto lasciare.

     
 

2 Commenti

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  2. vlore scrive:

    io sono la sua cugina e mi dispiace tanto per il mio carissimo cugino quando era normale io con lui giocavo e mi aiutava a superare i momenti piu facili era cosi buonoooo era buonissimo ogni sera giocavamo insieme in gardino e mi divertivo con lui anche lui si divertiva ………………………….. spero che guarisca presto anche se non guarishe molto bene almeno un pooooo che parliiii che camini che mangi dasolo che capisce ti voglio bene ardi mio caro cugino ciaooooo ciaoooooooooo baj baj

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