Berlusconi e la distruzione della Rai

30/10/2008 - L’affare si ingrossa. No, non equivochiamo: l’affare che si ingrossa è la polemica sull’accusa lanciata da Silvio Berlusconi contro la Rai a margine della sua invettiva contro le agitazioni degli studenti “strumentalizzati dalla sinistra”. In sintesi, il capo del governo

     
 

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L’affare si ingrossa. No, non equivochiamo: l’affare che si ingrossa è la polemica sull’accusa lanciata da Silvio Berlusconi contro la Rai a margine della sua invettiva contro le agitazioni degli studenti “strumentalizzati dalla sinistra”. In sintesi, il capo del governo ha detto che dalla sinistra vengono solo menzogne, e fin qui niente di nuovo, e che – chiaramente di rimando – la Rai semina ansia tra i telespettatori, cioè tra gli italiani. Oh, intendiamoci: che i telegiornali di tutto il mondo siano ansiogeni è un dato accertato anche da studi negli Stati Uniti, studi certo non commissionati da Sua Emittenza per poter poi dire la sua a ragione veduta contro la Rai. Molta gente negli Usa non guarda i telegiornali proprio per evitare di sorbirsi la prevalenza delle notizie cupe e allarmanti. Io non vivo negli Usa, ma i telegiornali italiani non solo della Rai preferisco evitarli, a dire il vero più per evitarmi attacchi di disgusto per l’eccesso di lecchineria o di risate per l’eccesso di asinerie che per evitarmi attacchi di ansia e panico. Ricordo ancora il serioso conduttore del Tg1 o Tg2, che avevo conosciuto nello Yemen del nord come fidanzato della figlia di un big dirigente di via Mazzini, mentre annunciava che in vista dei bombardamenti “la flotta militare americana è arrivata nel mare davanti all’Afganistan”. La flotta mi pare fosse la Settima, ma il mare “davanti all’Afganistan”? Mah.

Qui però si dà il caso che ad accusare la Rai di deprimere e quindi danneggiare gli italiani è un capo di governo che è anche il “mero proprietario” (do you remember?) di Mediaset, cioè della concorrenza contro la Rai. E invitare di fatto gli inserzionisti pubblicitari a investire meno o a non investire affatto in Rai significa inevitabilmente invitarli sia pure indirettamente a investire di più in Mediaset. E dove se no? Mica gli inserzionisti la pubblicità se la possono infilare in quel posto…, non molto a lungo, comunque, perché ne subirebbero danni non solo anatomici. Ed ecco infatti uscire dall’ombra del governo ombra tale Roberto Cuillo, responsabile Pd del settore Industria culturale (ma che brutto termine..) e per dire: “Non è più tollerabile la campagna di Berlusconi contro la tv pubblica. Non può esistere in nessun Paese del mondo un presidente del Consiglio proprietario di televisioni che invita le aziende a non investire nella pubblicità in Rai”. E invece in Italia esiste, esiste, eccome se esiste… Ma Cuillo prosegue e conclude: “Oggi il presidente del Consiglio punta il dito contro il servizio pubblico radiotelevisivo, accusato di essere ‘ansiogeno’ per il Paese. In realtà è questo governo a seminare ansia tra gli italiani”. E poi c’è il vicepresidente dei senatori del PD Luigi Zanda, che spara: “Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, azionista Rai, continua ad accusarla di diffondere pessimismo, così diminuendone il valore. Probabilmente Berlusconi aspira a un palinsesto Rai che alterni “L’isola dei famosi” a “L’eredità”. Invece di squalificare la Rai, Berlusconi dica ai suoi di votare per la presidenza della commissione di Vigilanza”.

Lasciamo stare per un attimo la commissione di vigilanza e l’Isola dei famosi. Potremmo dire con maggior realismo che Berlusconi vuole telegiornali di Fede, in tutti i sensi, anche con la effe minuscola come fede. Se c’è qualcuno che inganna gli italiani è chi spande dalle sue tv private l’ottimismo da tutto va ben madama la marchesa mentre sempre più persone fanno fatica ad arrivare a fine mese. E’ il popolo non delle “Nove settimane e mezzo”, con Kim Basinger che fa lo spogliarello, ma delle tre settimane scarse, con lo spogliarello della busta paga. Una volta a Telelombardia spiegai, ironicamente, che il nostro amato capo del governo potrebbe essere processabile per alto tradimento: alto tradimento della realtà. Di quella economica, perlomeno. E lo strumento dell’inganno sono le tv niente affatto ansiogene, ma sempre luccicanti e patinate del pianeta Mediaset. Insomma, Sua Emittenza vuole forse una Rai formato “consigli per gli acquisti”, o tutta fatta di “Amici”, alla Maria De Filippi in Costanzo. Ma perché cavolo dare una fiumana di consigli per gli acquisti, aumentandoli inoltre di numero e di spot grazie alle bastonate alla Rai, se la gente ha sempre meno soldi per gli acquisti?

Ricordo che 4-5 anni fa Giuliano Ferrara nella sua rubrica l’Arcitaliano sul settimanale Panorama, solo per caso proprietà di Berlusconi, irrideva chi sosteneva che la capacità di acquisto degli italiani era in calo e che anzi “tutto va ben madama la marchesa”. S’è visto…. La volgarità e la pericolosità di questo andazzo di Berlusconi con la Rai, reso possibile solo dall’insipienza suicida della sinistra, che quando era al governo non ha saputo varare una legge sul conflitto di interessi, è più grave e pericolosa di quanto si possa pensare. Il Cavaliere di Arcore infatti è stato colto con le mani nel Saccà Agostino in varie intercettazioni telefoniche. Riporto un intervento di Beppe Giulietti, che di Rai, sinistra e Veltroni se ne intende (mi dicono sia stato lui a suggerirgli l’idea folle e perdente in partenza del referendum contro gli spot nei film in tv), dopo avere ascoltato le intercettazioni telefoniche delle disinvolte conversazioni tra il padrone di Mediaset e quello che avrebbe dovuto essere l’uomo della Rai per le fiction:

“I due parlano di persone e di organismi interni alla Rai come se giocassero a scacchi: pedine da spostare, da muovere secondo gli interessi politici e personali. Cena del lunedì nella villa di Arcore di Berlusconi con il leader della Lega, Bossi, e la sua “soldatessa” (definizione testuale di Berlusconi!) Bianchi Clerici, membro del CDA, per decidere di programmi da mandare in onda e di altre decisioni operative da prendere a Viale Mazzini. Raccomandazioni di giovani attrici da inserire nei cast di qualche fiction, come pedine di scambio per ottenere favori politici da qualche seatore, in funzione del voto al Senato contro il governo Prodi ( la celebre “spallata” poi non riuscita!). Progetti futuri personali per creare un “polo produttivo” in Calabria, dove fare programmi e fiction per le TV pubblica e privata. Richiamo all’ordine dei consiglieri “della maggioranza”, di centrodestra ovviamente, perché non facciano “stronzate”. C’è di tutto e di più perché le Autorità di controllo, Antitrust e Agcom, leggano, ascoltino le registrazioni e di conseguenza intervengano rapidamente per adottare i provvedimenti del caso. Siamo di fatto in pieno conflitto di interessi! E’ la prova provata di quanto andiamo dicendo e scrivendo da alcuni anni sulla “sovranità limitata” della Rai, l’acquiescenza di alcuni alti vertici di Viale Mazzini al potere berlusconiano e agli stessi interessi del principale concorrente privato, Mediaset”.

Come se non bastasse, Berlusconi ha reagito alle notizie su quelle intercettazioni accusando sobriamente l’Italia di essere un Paese non libero e i giornalisti, le giornaliste e chiunque venga assunto in Rai di essere delle puttane: “Non ho sentito le intercettazioni, ma non c’è nulla di preoccupante salvo che siamo in un paese dove non c’è più la libertà […] Voglio essere chiaro, lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certe situazioni, in Rai, si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra. In Rai non c’è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto attraverso una ricerca di mercato”. E cose simile le ha dette, stradette e ripetute anche contro la magistratura. Insomma, un capo di lotta e di governo…. Oltre che coi tacchi. C’è chi come Costanzo ha una camicia coi baffi, noi abbiamo un capo di governo coi tacchi, i capelli trapiantati e tinti e in continua lotta contro magistratura, giornalisti, Rai pubblica, ecc.

Per farci due risate riportiamo questo SCOOP di Sebastiano Messina per “la Repubblica”“Dice [Berluscon]i: del conflitto di interessi, agli italiani non importa nulla. Non è vero. Importa moltissimo, per esempio, al Giornale, ufficialmente di proprietà del fratello del presidente del Consiglio. Pur essendo arci-berlusconiano, il Giornale ha deciso che non si può più tollerare questo scandalo. E ha denunciato un caso lampante: quello dell´Unità. Titolo dello scoop: «Direttrice in conflitto d´interessi». Catenaccio: «In prima pagina l´università di Pisa, dove studiò la De Gregorio». Ammirati da questa coraggiosa denuncia, segnaliamo al Giornale altri casi scandalosi: Veltroni circola su una macchina targata Roma (città di cui è stato sindaco!). Di Pietro ha una cravatta celeste (come il simbolo del suo partito!). E Casini riceve gratis Il Messaggero (di proprietà del suocero!). Dunque non fermatevi, colleghi, siamo con voi: è ora di finirla, con questa indecenza del conflitto d´interessi”.
Mah.

(vignetta di Artefatti per Fondazione Daje)

     
 

8 Commenti

  1. MARCELLO MACELLO scrive:

    gli Italiani dicono pure : meglio lu gallo conosciuto nello pollaio che lu gallo nuovo in sostituzione di quello morto ca nun conosci

    e le galline aggiungono……meglio un gallo che due galli ……accussì nun ce bruciano troppo lu pertugio

  2. cordapazza scrive:

    a me sembra più ansiogena la sigla musicale del tg 5: cioè, talmente ansiogena che sentendola uno pensa: ma sì, meglio che non esca e resti a casa a guardarmi canale 5!:-)

  3. loska scrive:

    e vogliamo denunciare il pessimismo sparso a piene mani dai servizi strappalacrime di studio aperto, eh? Che uno li vede e non compra più le borsette di pelle tod’s e sono un danno anche per l’economia? eh? eh?

  4. Nuvola Rossa scrive:

    Ma Berlusconi non ha affermato di aver chiesto al suo ufficio stampa di organizzarsi come quello della Tatcher?!

    ps
    A Studio Aperto fanno girare l’economia. Forse non le Tod’s, però: sono di Della Valle, povrello!

  5. renata scrive:

    con le televisioni, e ora con il decreto gelmini, gli italiani saranno sempre piu’ ignoranti : BENE PERCHE’ COSI VOTERANNO DI PIU’ PER FORZA ITALIA!

  6. mimmo scrive:

    meglio la rai e inutile e ci spella quattrini per pagare parassiti chiudiamola definitivamente mandiamoli a zappare del noce x primo.

  7. Tetsuo scrive:

    Dico la solita cosa “ma in un’altra nazione… delle dichiarazioni simili, sarebbero passate cosi inosservate?”

    Il sogno di Berlusconi è un TG modello studio aperto, dove tra due tette ed un culo, ci infilano qualche notizia di “cronaca” che parla della nuova moda dei cani con la cresta o delle mutande sopra i pantaloni (ma dove troveranno tutte ste notizie cosi avantiiii?).
    Per due anni c’hanno sfondato gli zebedei con il pericolo immigrati, con i problemi ad arrivare a fine mese, con il bullismo… ed ora?
    Ora che governano loro, deve essere tutto rosa e fiori :D
    Sono spariti, o quasi, gli immigrati che sbarcano a lampedusa… eppure sono stati più quest’anno che l’anno scorso.
    Sono spariti gli “approfondimenti” di Buona domenica sugli italiani che non arrivano a fine mese, in compenso sono spuntate delle tribune politiche con i membri del governo a giro.
    Insomma è la classica visione alla Orwell dove la TV deve dare solo buone notizie e spargere ottimismo… il problema è che i giornalisti ed i media in generale, dovrebbero occuparsi della realtà, di far sapere alla gente che succede.

    Ma il VERO problema di Berlusconi sono i drammatici cali di ascolto di Mediaset, che tutti i giorni perde di schianto contro la Rai (non succedeva da anni) e questo porta a minor ricavi pubblicitari.
    La Rai soffre una crisi di pubblicità, ma Mediaset ne soffre molto di più!
    A breve usciranno i dati sui ricavi, ma credo che ci saranno dei cali mostruosi rispetto all’anno scorso.

    Alla fine il problema è sempre lo stesso… mancano i soldi!

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