Picchiare la moglie si può, basta non lasciare segni

18/10/2010 - Il marito era stato inizialmente sanzionato con una multa, ma poi l’Alta corte islamica di Abu Dhabi ha fatto “giustizia”… a spese della vittima “Un uomo ha il diritto di disciplinare la moglie ed i figli a condizione che  non

     
 

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Il marito era stato inizialmente sanzionato con una multa, ma poi l’Alta corte islamica di Abu Dhabi ha fatto “giustizia”… a spese della vittima


“Un uomo ha il diritto di disciplinare la moglie ed i figli a condizione che  non lasci segni fisici su loro”, questo è quanto a deciso l’Alta Corte islamica di Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti. L’uomo, nell’equivalente del nostro primo grado di giudizio era stato invece inizialmente multato dell’corrispondente di 136 dollari, per aver colpito e ferito la moglie ed una figlia. Una notizia, questa, che la dice lunga su quanto sia impervio ed arduo il lungo cammino che poi bisogna intraprendere dalle nostre parti per creare quelle condizioni minime d’ integrazioni dei cittadini immigrati, abituati a certi “sistemi giuridici” da noi semplicemente inconcepibili.

“MAZZE E PANELLE FANNO E FIGLI BELLI” – Il titolo di questo paragrafo non è casuale. E’ un antico detto popolare, molto in voga fino a qualche decennio fa, al di sotto del Garigliano. Tradotto, usando una spiegazione piuttosto edulcorata, significa più o meno che “per insegnare l’educazione ai figli, le percosse sono un’arma lecita”. Un “sistema educativo” che oggi farebbe orrore ad ogni pedagogista e, ovviamente, al comune buon senso. Purtroppo però, quello che da noi oramai è storia – di quella di cui andare meno fieri – altrove è ancora la drammatica realtà. Una tangibile prova di quanto sia difficile concepire culture e mondi diversi, che qualcuno vuole persino agli antipodi. Negli Emirati Arabi infatti, per un padre non solo è lecito “castigare” a suoni di schiaffi – se non peggio – la sua prole, ma persino la sua moglie, se questa gli “manca di rispetto”.

DURA LEX SED LEX - Nel caso discusso dalla Corte suprema federale, la figlia presentava un livido sulla mano e al ginocchio, mentre alla moglie mostrava un taglio al labbro e la perdita di alcuni dei denti. Secondo il giudice di primo grado, le lesioni provocate dall’uomo erano andate “oltre il lecito” persino rispetto alla ferrea (per le donne) legge della Sharia, o legge islamica. Per questo gli era stata comminata inizialmente una multa di 500 dirham (la moneta degli EAU) equivalenti a circa 136 dollari. Multa, si legge dalle motivazioni della sentenza, assegnata essenzialmente perché la figlia non era minore e quindi già “adulta per subire provvedimenti disciplinari dal genitore”. Della malcapitata moglie, invece, secondo quanto riporta il giornale on-line in lingua inglese di Abu Dhabi, The National non viene fatto alcuno accenno. Il padre manesco, tuttavia, non ha accettato il provvedimento ed è ricorso in Cassazione, pardon all’Alta Corte federale che equivale, all’incirca, alla nostra Corte di ultimo grado di giudizio.

OCCHIO PER OCCHIO (PESTO), DENTE PER DENTE (CAVATO) – I dotti giudici di diritto islamico della Corte federale degli Emirati Arabi Uniti (EAU), hanno quindi addirittura ribaltato il primo verdetto ed hanno – come si è soliti dire in queste circostanze – deciso di fare pure “giurisprudenza” su questo tipo di casi. Nelle motivazione addotte dalla “Cassazione” islamica di Abu Dhabi, si legge: “Secondo la legge della Sharia, un uomo può picchiare la moglie ei figli fintanto che non abbia ottenuto da questi la necessaria disciplina”. Un atto che da noi non si farebbe nemmeno ad un animale domestico, ma tant’è. Tra le “giuste cause” sottolinea la Corte, oltre all’indisciplina bisogna considerare anche “l’astensione dai rapporti sessuali”. Insomma, se la moglie si rifiuta di far sesso col marito a poco servirà la solita scusa del “mal di testa”, poiché non solo potrebbe ricevere una sonora punizione a base di schiaffi e pugni dal suo “amato” consorte (e quindi, dopo, altro che cefalea) ma anche una successiva condanna dal tribunale per mancata osservanza “degli obblighi famigliari”. I “giudici”, secondo quanto riporta il quotidiano arabo, non hanno preso la decisione all’unanimità. Che ci sia un giudice ad Abu Dabhi? Non è detto. Infatti, qualcuno di loro avrebbe voluto solo meglio specificare la definizione di “picchiare” , mentre altri avrebbero voluto precisare che la punizione, comunque, non dovrebbe essere troppo severa. Vivaddio, anzi Viva Allah! Forse, azzardiamo, sarà necessaria un’ulteriore interpretazione della Legge. Eh sì, mettete che il dente cavato alla povera moglie dovesse infatti risultare, da una successiva perizia cariato? E’ evidente che a questo punto  al marito bisognerebbe assegnargli pure un risarcimento economico!

     
 

56 Commenti

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