Esteri

Mary MacKillop: anatomia di una bufala

18 ottobre 2010

Scomunicata per aver denunciato un sacerdote che abusava di minori”, ma adesso fatta santa ed eletta a “pioniera della lotta ai preti pedofili”. Tutto falso, naturalmente.

Prima di spiegare perché è una bufala, sia consentita una sintetica carrellata delle testate che l’hanno sistemata nei titoli e nei sottotitoli di quella che hanno spacciato come notizia di peso. Basterà limitarsi a quelle maggiori, perché tutte le altre si sono messe a traino. Corriere della Sera: “Il papa ha canonizzato Mary MacKillop, pioniera della lotta agli abusi sui bambini”; la Repubblica: “Pioniera della lotta ai preti pedofili, fu scomunicata per aver denunciato un sacerdote che abusava di minori”; La Stampa: “Suora-coraggio contro gli abusi”; AdnKronos e quindi Il Secolo XIX, Quotidiano.net, Libero, ecc.: “Diventa santa una suora che denunciò un prete pedofilo”. Notevole eccezione: i media cattolici (L’Osservatore Romano, Avvenire, Radio Vaticana, ecc.) non confermano e non smentiscono. Fanno eccezione, come vedremo, alcuni blog d’area cattolica. Contasse niente, Benedetto XVI non fa alcun cenno al pionierismo della neosanta. E tuttavia la bufala si tiene.

Prima del 25 settembre, su Google, non risulta che la santa abbia denunciato un prete pedofilo. Su Wikipedia, invece, la cosa è aggiunta a una precedente versione del 18 settembre, nella quale non se ne faceva alcun cenno. Idem a cercare su BlogBabel: prima del 25 settembre, non c’è traccia di notizia che la MacKillop abbia denunciato un prete pedofilo, tanto meno c’è chi la dia per “pioniera” della lotta alla “sporcizia”; da quella data in poi, invece, La Vigna del Signore e Oltretevere ne parlano in più occasioni, e come di cosa certa, mentre Uaar ultimissime cita una fonte (un documentario mandato in onda da un’emittente televisiva australiana, l’ABC Compass), ma senza verificarne l’attendibilità; bisogna arrivare al 17 ottobre per tre post (in ordine cronologico: Malvino, Quadernetto di appunti e Sacri Palazzi) che finalmente la mettano in discussione (i primi due con elementi che attingono a quel documentario, ricostruendo la gestazione della bufala, il terzo da tarda e parziale rettifica venuta con l’edizione serale del tg2, ma con opinabili considerazioni a margine).

Bene, la bufala dovrebbe sgonfiarsi? No, ancora regge. E c’è già chi propone di eleggere la MacKillop a ispiratrice delle grandi pulizie alle quali la Chiesa è stata costretta, di scandalo in scandalo, negli Usa, in Irlanda, in Germania, un po’ dappertutto e anche in Australia, patria della canonizzata di fresco.

12 commenti a Mary MacKillop: anatomia di una bufala

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  3. me^^

    Se non ho capito male è la prima santa australiana.
    E per forza! Uno si sarebbe chiesto “E che! Dio crea i santi nelle varie nazioni solo dopo che sono state cattoliche e apostoliche per secoli?
    Ma che Dio va a lezioni di geografia cattolica?!” (infatti è risaputo che in Cina e in Giappone andranno tutti all’inferno perchè dio ha deciso eoni fa che nascessero là….quindi è inutile che siano buoni: non saranno mai nè beati, nè santi! ^___^)
    Mah! Come al solito….un’altra beata Domitilla…
    Quanto ci vorrà ancora perchè la gente capisca finalmente come (e perchè) si “crea” un santo?
    Ehmmm….A proposito: ci vogliono tre miracoli (e non una denuncia) per fare un santo! (uhmm….O_=…uhmmm…rende molto?^___^)

  4. Gentile Luigi Castaldi, come le ho risposto anche da me, la bufala i cattolici l’hanno subita e non inventata: tanta stampa “laica” ha dato giù pesante con la storiella della suora che denuncia un pedofilo e perciò il vescovo la scomunica, e non certo per compiacere il vaticano (qualcuno può seriamente sostenere che sia questa la linea editoriale di Repubblica e affini???), mentre gli organi d’informazione seriamente cattolica non ne hanno fatto cenno (tranne i gesuiti che però ormai stanno più di là che di qua).
    A lei forse non fa piacere la bufala che la santa lottasse contro i preti pedofili (peraltro lo sciagurato pederasta fu denunciato davvero, da un altro sacerdote), ma a noi cattolici fa ancor meno piacere la bufala che a denunciare i pedofili si rischia la scomunica. Suggerire più o meno velatamente la responsabilità di una menzogna da parte di chi la menzogna in realtà l’ha subita, ecco, questa è una menzogna al quadrato. Siamo seri, please.

  5. ClaudioLXXXI prende atto del fatto che sono riuscito a risalire alla primigenia fonte della bufala di una Mary MacKillop “pioniera della lotta ai preti pedofili” (dimentica di darmi il merito di essere stato il primo, ma fa niente), ma mi accusa – scrive – di aver “invertito i ruoli, facendo sembrare come se la bugia l’avessero montata quei soliti cattivoni di cattolici”. Come l’avrei ingannato il mio lettore? Nel commentare che la bufala tornasse credibile a chiunque volesse “dare alla santa un lustro in più”: ci legge un’insinuazione polemica nei confronti dei cattolici e della Chiesa. In realtà, come ho peraltro scritto nell’articolo su Giornalettismo.com (al quale qui sopra rimandavo): “Non è credibile, non è plausibile che in mezzo a tanti preti pedofili ci sia una suorina coraggiosa che ne denuncia uno, e allora la scomunicano, ma poi, tornando utile, la canonizzano? Per i cattolici è il segno di una superiore provvidenza che fa la Chiesa santa nonostante tutto, per i non cattolici è il segno della superiore ipocrisia del clero cattolico che riesce a confezionare perfetti marchingegni retorici: la bufala entra nelle coscienze di tutti con grande facilità, cattolici e non cattolici. È così facile crederci, tutti ci credono, perché il povero lettore dovrebbe rendersi la vita difficile col dubbio?”. Come è evidente, ne facevo una questione un po’ più complessa della bassa polemica anticattolica: dalla fonte primigenia della bufala tentavo di risalire alla fronte primigenia della sua credibilità. Ma – gliel’ho detto pure – ClaudioLXXXI non mi legge con attenzione.

    Naturalmente non mi si può attribuire quanto è nel commento redazionale di Giornalettismo ad un post su Malvino, ma considero degna di rilievo l’osservazione di Gregorj che qui fa notare come la bufala non sia stata creduta solo dai lacisti, e cita il Tg1; io ci aggiungo anche il cattoweb che ho citato (Oltretevere e La Vigna del Signore), per ribadire che una bufala ha sempre genesi complessa e complessa vita.

    • ma poi è ridicolo prendersela con la Stampa e Repubblica, soprattutto la prima, visto che la notizia è stata data dai vaticanisti (che notoriamente han buoni rapporti con la chiesa, anche perché altrimenti non potrebbero scrivere); manca l’abc anche a una visione complottista degna di questo nome, su.

  6. bepi

    forse puo’ trattarsi di invidia inquanto al prete piaceva, ma anche alla suora che lo denuncio’ ,e qui nasce il perche’ della scomunica mai ritirata fino a prova contraria , se bufala e’ lo e’ fino in fondo!

  7. Angelo Fiorillo

    Sempre peggio, questo giornale sta lentamente scavando oltre il fondo. Ma di cosa avete paura?

  8. Gentile Luigi Castaldi, come le ho risposto nell’altro articolo, da parte cattolica (in primis da Padre Gardiner dalla cui travisata intervista è sfociato il tutto) le smentite sono arrivate, mi auguro assieme a lei che ne arrivino tante altre. Invece dai mass media diciamo non amichevoli verso la chiesa, che hanno soffiato sul pezzo “denunciò il pedofilo e perciò la scomunicarono”, temo che non verrà smentita. Mi piacerebbe sbagliarmi. Cordiali saluti

    PS Gregorj, la imploro di risparmiare a stesso figure pietose, cerchi su google chessò “marco politi vaticanista” (il primo nome che mi viene in mente) e si faccia una cultura sui vaticanisti che notoriamente sono giornalisti pappa e ciccia col vaticano.

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