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La rubricadi Maddalena Balacco (loska)
pubblicato il 30 ottobre 2008 alle 12:19 dallo stesso autore - torna alla home

este 29130904 11220 Calma armata a Piazza Navona

Scontri e tensione a Piazza Navona dopo l’approvazione del decreto di legge Gelmini sulla riforma della scuola. Intorno alle 12 e 30 dalla piazza sono arrivate le prime notizie di scontri fra studenti e cariche della polizia. Secondo la versione del nostro cronista in loco, gli studenti di sinistra assieme a non meglio precisati individui dei centri sociali di San Lorenzo e cortocircuito, avrebbero attaccato i ragazzi di Blocco Studentesco con lanci di sedie e oggetti infuocati.  Ad iniziare, quindi, sarebbero stati “gli antifascisti” e alcuni video confermano un rumoreggiare della piazza in questo senso. Sulla strumentalità della protesta ci sono pochi dubbi, dato che una via d’accesso al senato da Piazza Navona (cioè Corso Agonale) era libera. Si pensa quindi che le violenze siano state “cercate” e non avvenute per un incontro casuale, visto che se si fosse voluto manifestare davanti al Senato era possibile arrivarci. Dopo qualche minuto di rissa, le forze dell’ordine hanno riportato la calma “dividendo” i ragazzi e spingendo verso una sola metà della piazza tutti i manifestandi, svuotando quindi l’altra metà. “Ribadiamo che la nostra protesta non vuole fascisti in piazza” continuano ad urlare ai megafoni gli studenti dei collettivi, che denunciano: “Siamo stati avvertiti dell’arrivo di studenti armati e ci siamo mossi per evitarli. Ci hanno detto che stavano arrivando con bastoni e perciò qualcuno li ha presi anche qui per premunirsi” 

L’ALTRA VERSIONE - Sembra quindi che i tafferugli siano dovuti a questioni politiche interne al movimento. Una ragazza raggiunta telefonicamente ha così descritto la scena: “Noi eravamo fermi perché ci avevano detto che stavano per caricare. C’era blocco studentesco ma non facevano niente, poi i rappresentanti del collettivo e i politicizzati di sinistra –  aiutati da non meglio precisati appartenenti ai centri sociali “cortocircuito” e San Lorenzo – hanno distrutto qualsiasi cosa (bar, camnionette) e lanciato oggetti contro il gruppo del blocco studentesco. La polizia però ha menato quelli del blocco invece dei comunisti. Io sono apolitica, premetto, ma loro hanno chiamato quelli dei centro sociali proprio per fare questo”. Secondo un’altra versione, invece, è stato l’arrivo degli studenti del noto liceo Mamiani e di alcuni non meglio identificati appartenenti al Blocco e Casa Pound (centro sociale di destra), che già prima dell’ingresso in piazza, armati di caschi bastoni e fumogeni, si preparavano allo scontro. La miccia, le aggressioni compiute dagli studenti di destra contro manifestanti isolati: a dimostrarlo, i tre feriti portati dalle ambulanze al pronto soccorso prima che gli scontri si accendessero in piazza (guarda il video). Stando a quanto riportato dai cronisti di Repubblica presenti in piazza, “mentre gli studenti si organizzavano dopo aver saputo dell’approvazione, dalla parte di Piazza Vittorio sono arrivati 120 ragazzi di Blocco studentesco con fumogeni e manganelli che hanno fronteggiato gli altri. I ragazzi di BS hanno distrutto Bar Navona, erano più grandi – anche post universitari – con dotazioni ad hoc tanto che i poliziotti hanno sequestrato spranghe avvolte da bandiere tricolore“. Il bilancio del pomeriggio di follia vede 2 arrestati, 21 studenti appartenenti al blocco portati via dalla Digos per l’identificazione e qualche contuso anche fra le forze dell’ordine.

VOCI DAL PALAZZO - Le reazioni sono diverse: Curzio Maltese ha parlato di “nuova Genova” denunciando pestaggi ai danni dei soli ragazzi di sinistra (anche se ad essere portati via sono stati solo studenti del blocco, che sono stati in realtà i primi ad essere “manganellati” e resi “innocui”), mentre Veltroni (è stata “un’aggressione politica”) ha aderito alla proposta di Referendum dichiarando che sarà una priorità del Partito Democratico. Berlusconi, sorvolando sugli scontri, ha parlato di “truffa ai ragazzi da parte della sinistra”.  Vincenzo Vita, senatore del Pd, dichiara che “dopo una vivace e determinata protesta degli studenti sotto il Senato si è assistito a una provocazione vera e propria del cosiddetto Blocco Studentesco. La polizia è intervenuta su espressa richiesta degli studenti che volevano proseguire pacificamente la loro manifestazione” mentre il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani denuncia la “sostanziale indifferenza delle forze di polizia, fin quando lo scontro non è diventato tra fascisti e centri sociali. Il livello dello scontro sta diventando molto pesante. Non dobbiamo rispondere alle provocazioni”. Maurizio Gasparri, che si è detto favorevole ad una informativa del governo sugli scontri, ha chiesto di non lasciarsi andare a ricostruzioni “opinabili”.

 

(Video di Stefania Carboni)  

La testimonianza dei ragazzi malmenati

Cori e studenti a Piazza Navona

La versione di Casapound

DA YOUTUBE (casapound): parla il misterioso “infiltrato” 

Foto di Alessandro D’Amato - Se non visualizzi le foto clicca qui

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