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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 29 ottobre 2008 alle 09:21 dallo stesso autore - torna alla home

Insomma, pare proprio che la notizia non fosse così clamorosa. Il “complotto per uccidere Obama”, come ha fatto giustamente notare Luca Sofri, era un progetto senza alcuna concretezza: “aspettiamo eventuali dettagli, ma al momento lo “sventato attentato ad Obama” sembra essere un wishful thinking della stampa di quaggiù”, dice Sofri, ricordando anche il precedente della fine di agosto, quando Corriere e Repubblicacomplottobama Lattentato a Obama e quello (?) a Berlusconiavevano sparato in prima pagina quello che i giornali americani avevano scritto soltanto in un colonnino in fondo alla pagina dedicata alla Convention. Anche se non è mancato nemmeno oltreoceano il consueto assalto a Google per trovare le solite foto su MySpace. I pericolosi “Nazisti dell’Illinois”, insomma, erano quattro scalzacani, e aggiunge un po’ il tocco di ironia al tutto la galleria presentata da Repubblica.it, dove ci si lamentava che “La notizia dei preparativi per l’attentato a Barack Obama che ha fatto il giro del mondo dei quotidiani europei non ha invece trovato spazio su alcuni dei siti dei quotidiani e delle tv più importanti d’America, salvo qualche rarissima eccezione”, mentre Vittorio Zucconi – colui che nelle sue corrispondenze di quattro anni fa dava per certa la vittoria di John Kerry, e assicurava che Bush lo avrebbero votato al massimo i parenti – non rinunciava a un po’ di sano complottismo: “La notizia del possibile piano, diffusa per prima proprio da quella rete tv, la Fox, che più detesta e assale Obama, voleva sottolineare la “pericolosità” di eleggere un “morto che cammina” e magari piegare qualche indeciso a favore del vecchio usato sicuro, McCain”. 

Ma la creduloneria dei giornali italiani, purtroppo, da qualche tempo ha scoperto Facebook (così come qualche anno fa aveva improvvisamente introiettato l’esistenza di Youtube). Ed ecco che ieri La Stampa  e soprattutto Il Giornale titolavano allarmati: “Berlusconi minacciato su Facebook: “Presto ti uccideremo”", e il quotidiano diretto da Mario Giordano condiva il tutto con un allarmato editoriale dal titolo “Quell’italia dell’odio coccolata dalla sinistra”. Ovviamente, nel pericoloso gruppo di facinorosi – che conta 4400 iscritti nel momento in cui scrivo, mentre stamattina ne aveva soltanto 2400 – campeggia una  foto che “in effetti sembra ritoccata ad arte, con cura: un Berlusconi vero conciato per le feste dai trucchi del photoshop, dalla mano di un sadico mago dei maneggi fotografici al computer. Sotto c’è la scritta: «I have a dream, Uccidere Berlusconi»”. Mentre “Il linguaggio è infiocchettato di odio, condito di anticlericalismo, macchiato di particolari grotteschi come lo scatto di quel viso deformato dalla violenza”. Niente panico, insomma. E giustamente c’è già chi si è attivato con le forze dell’ordine: “CHI MINACCIA DI MORTE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON SI DEVE STUPIRE DI VENIR SHEDATO DALLA POLIZIA E OSSERVATO DAI SERVIZI SEGRETI….COMPLIMENTI SEI NELLA MERDA CANCELLATI PRIMA DI FINIRE IN GALERA FIRMATO SBFC- ITALIANO LA TUA FOTO VERRA’ PUBBLICATA SUL PORTALE NAZIONALE COME PERSONA CHE HA MINACCIATO DI MORTE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO“, scrive il silvioberlusconifansclub.org, e tra i partecipanti c’è chi si bulla perché “Odeon Tv ha parlato di noi!!!”. E a chi osserva dal di fuori sembra sempre di non capire chi stia peggio: chi se ne esce con discorsi pericolosi e inutili, soprattutto in paesi dove c’è la gara alla zelante solerzia nei momenti storicamente sensibili (come ricorda il teorema Calogero), o chi invece grida all’emergenza democratica: “Le cellule impazzite che pensano all’omicidio dei Berlusconi devono essere isolate e fermate. Ci sarà una procura che aprirà un’inchiesta per smascherare gli aspiranti assassini del presidente del Consiglio? Ci sarà un’opposizione capace di prendere le distanze dalla follia di questi navigatori internet che ne bevono le menzogne?”. Perché arrivare a pensare che di un gruppo su Facebook si debbano occupare i giudici e Veltroni è ancora più folle che fondarli, gruppi del genere. Gli italiani – o per lo meno alcuni di essi – sembrano sempre più gli ultimi giapponesi al servizio dell’imperatore Hirohito anche quando la guerra è finita. Che lo sia chi gioca a fare il terrorista, sembra quasi normale. Che giochi a fare “l’indignato speciale” anche chi ha la responsabilità di scrivere sui media nazionali molto, molto meno. 

Intanto, per la serie “rossi e neri so’ tutti uguali – te lo meriti Alberto Sordi”, l’Ansa riferisce che “Ex fiancheggiatori dei terroristi neri dei Nar di Giusva Fioravanti e Gilberto Cavallini in combutta con noti affiliati alla Mala del Brenta di Felice Maniero e alla banda della Comasina di Renato Vallanzasca erano al vertice di una organizzazione che gestiva un vasto traffico di droga sull’asse Veneto-Lombardia-Emilia. Il capo dell’organizzazione era Angelo Manfrin, 64 anni, condannato nel ‘90 dalla Corte d’Assise d’Appello di Venezia per associazione per delinquere in concorso con Cavallini, Fioravanti e Francesca Mambro e altri della banda responsabile, tra l’altro, dell’omicidio dei carabinieri Enea Codotto e Luigi Maronese, uccisi a Padova nel 1981. Nell’operazione ‘Testugginè (20 ordini di custodia cautelare per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti emessi dal Gip di Venezia ed eseguiti in Lombardia, Veneto e Liguria, tre arresti in flagranza di reato, 39 perquisizioni e altrettanti indagati) figura anche il nome di Antonio Colia, ex braccio destro di Vallanzasca e perfino un ‘nostalgicò delle Br”. Son cose belle. 

In chiusura, ricordiamo che l’ottimo Vocidipopolo è coautore del numero speciale di L’Angolo Ottuso, “periodico di prospettive disperate e disperanti”, che arricchisce con le sue fantastiche vignette. Primo numero dedicato proprio al prossimo attentato a Barak Obama. 

(foto rubata a Francesco Costa

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