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Economiadi Leonardo Daverio Patrizi (IHC)
pubblicato il 5 giugno 2008 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

Siamo sicuri di sapere davvero cos’è l’inflazione? Se ne parla spesso in modo confuso, errato, quando non interessato ad allarmare l’opinione pubblica. Noi, se possibile, proviamo a vederci un po’ più chiaro.

Sono molte le cassandre di un mondo preda dell’inflazione, divorato nella sua ricchezza e unito a invocare soluzioni politiche. Tra tutte scelgo Giannini di Repubblica.it (non me ne voglia) perché emblematico dellaMassimo Giannini confusione che monta intorno.

NON CE LA RACCONTANO TUTTA – Parlare in termini catastrofici di una inflazione italiana al 3,6% fa sorridere. Economisti come Allsopp hanno appena sottolineato come, nonostante il petrolio, l’inflazione sia piuttosto contenuta. L’Italia è passata da inflazione a due cifre, il che rende il tasso attuale uno starnutino. Oltretutto è tutta l’Europa vanta un aumento, tanto che in Germania l’inflazione è del 3,0%, in Spagna del 4,7% e in Belgio del 5,2%. Le preoccupazioni delle autorità monetarie europee riguardano l’evoluzione futura, non l’inflazione attuale. Lo stesso Friedman, chiamato in causa a sproposito, oltre ad aver sottolineato la natura monetaria dell’inflazione ha sempre proposto politiche coerenti con inflazione al 3-5%, il che dà la misura dello stato dell’informazione attuale. Peggio ancora è metter in mezzo il prestigioso Economist per dire che l’inflazione è tornata, senza avvisare che i suoi ottimi articolisti, confermando che i rialzi del petrolio non si sono ancora scaricati sul generale indice dei prezzi, evidenziano che sull’inflazione mondiale al 5,5% (vedi Friedman) Europesano paesi emergenti mai particolarmente virtuosi come Russia, Venezuela e Argentina.

A BEN GUARDARE… - Il problema è nelle aspettative, non nell’inflazione corrente, proprio ciò su cui un’informazione allarmista può incidere. E ancora l’Economist ricorda la natura monetaria delle pressioni inflazionistiche (Friedman docet) e quindi il ruolo delle Banche Centrali nell’alimentarle. Da questo punto di vista la BCE non è (come spiego qui) la nuova Bundesbank: approfittando della moderazione dei prezzi permessa dalle produzioni asiatiche, la politica monetaria è divenuta pià lassista e attenta alla crescita reale, alimentando bolle speculative e pressioni inflazionistiche future. L’informazione ufficiale si cura di omettere i dettagli dei riferimenti richiamanti, accontentandosi di titoli e massime, dando subdolamente addosso ai petrolieri, elogiando la BCE e chiedendo l’intervendo salvifico del Governo. E con questo si fomenta il malcontento: si sfrutta l’associazione tra allarmi di inflazione in Nicaragua, preoccupazioni europee sull’inflazione tra due anni, e l’esperienza giornaliera italiana su pane e bollette, per dipingere un quadro attuale fosco e giornalisticamente molto vendibile.Inflazione

LA DURA REALTA’ – Sì, se invece di guardare al CPI si guarda un “panierino” fatto di pane, benzina e utenze, si verifica un rincaro enorme soprattutto a scapito dei ceti più bassi. Ma appunto si parla di particolari beni, non di inflazione generale, e se si parla di particolari beni si può parlare di precisi mercati, evidenziando che non c’è ancora un problema generale di inflazione (ricordo: 3,6%) ma ci sono già problemi specifici sui mercati più protetti, più regolamentati e più sovvenzionati, nei settori che dipendono da scale di interessi e priorità elitariamente (statalmente) determinate; i problemi stanno nelle gestioni pubbliche allora, nella politica agricola e in quella energetica, e nella protezione dei prezzi domestici dalla concorrenza asiatica o africana, oltre che in un sistema che crea difficoltà agli imprenditori (capitalisti schifosi) impedendo di incrementare l’offerta di beni (e far scendere i prezzi). E invece si prendono le parti di una BCE che viola il proprio mandato e i propri target per aiutare la Politica sebbene significhi pagarne il prezzo in futuro, e si chiede pure aiuto al Governo, che ha fatto fin troppo! Se si parla di inflazione mondiale si ragiona di politiche monetarie; se si parla di rincari di particolari beni in Italia si parla di scelte Governative. Mischiare i fenomeni è un modo di confondere il pubblico e nascondere le colpe. E nessuno saprà più cosa è l’inflazione

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