Il dossier illegale sui rom che imbarazza il governo francese

08/10/2010 - La circolare che stigmatizzava i cittadini nomadi, emessa il 5 agosto dal Ministero degli Interni, non era un incidente. La Francia conduce da diversi anni una caccia all’etnia gitana che è contraria a tutte le leggi francesi ed europee. Un’ulteriore prova è venuta

     
 

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La circolare che stigmatizzava i cittadini nomadi, emessa il 5 agosto dal Ministero degli Interni, non era un incidente. La Francia conduce da diversi anni una caccia all’etnia gitana che è contraria a tutte le leggi francesi ed europee.

Un’ulteriore prova è venuta a galla ieri, la rivelazione del quotidiano Le Monde sull’esistenza di un file sui rom, preparato dall’Ufficio centrale per la lotta contro la criminalità itinerante (OCLDI). Esistenza negata sia dal Ministero degli Interni che dalla Gendarmeria nazionale.

MENS - Oggi,Rue89, pubblica i documenti interni dell’OCLDI, da una presentazione di PowerPoint risalente al 2004 che mostra le prove dell’esistenza di questo file chiamato Mens (Minorités ethniques non sédentarisées). Nel primo, si distinguono i “gruppi a rischio”, gli “zingari” e i “gitani”, che sono i gruppi etnici.

CLASSIFICATI PER ETNIA - Nel secondo documento, l’ OCLDI, che un tempo era chiamato il CILDI (Cellule interministérielle de lutte contre la délinquance itinérante), mostra la “genealogia delle famiglie gitane”. Il terzo documento è il più convincente: è lo “stato digitale” degli “arresti di rom”. Gli arrestati vengono prima classificati in base alla loro etnia, e poi alla loro nazionalità. Gli avvocati delle quattro principali associazioni per i rom e i nomadi, la signora Françoise Cotta, William Bourdon e Henry Braun hanno presentato una denuncia al procuratore del Tribunale di Parigi sulla base dell’articolo 226-19 del codice penale.

LA DIFESA DEL MINISTERO NON REGGE - Spiega infatti l’articolo che: “Il fatto [...] di inserire o conservare nella memoria di un computer [...] dei dati personali che rivelano la [...] [...] razza o etnia delle persone è punibile con cinque anni di reclusione e 300 000 euro di multa“. Ma una cosa è chiara, il Ministero degli Interni e la Gendarmeria non saranno in grado di mantenere la stessa linea di difesa a lungo. Il ministro degli Interni Hortefeux ha cominciato già a cambiare la sua posizione. “Non ci sono statistiche sulle comunità, ma naturalmente ci sono statistiche sulla nazionalità“, ha dichiarato il 25 agosto a RTL. Per poi aggiungere nelle ultime ore: “Una volta resosi conto delle varie informazioni e per il bene della piena trasparenza, il Ministero degli Interni [...] ha chiesto al gruppo di controllo e l’organizzazione di banche dati e alla polizia, presieduta da Alain Bauer, di procedere a un controllo degli elementi raccolti nelle banche dati della Gendarmeria Nazionale”.

     
 

2 Commenti

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  2. sayeret matkal scrive:

    ahh certo…tanto qual’è il problema per i buonisti del c….visto che le conseguenze le pagano i cittadini che vivono nelle vicinanze dei campi rom, con furti e rapine ….Facciamo una proposta seria, tutti i rom li mettiamo in casa dei buonisti o comunque in case vicini …vediamo se dopo, sono della stessa opinione..

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