Vendonsi seggi per le Europee, prezzo modico

28 ottobre 2008

In fondo in fondo non è nemmeno una spesa di così grande sostanza. Specialmente rispetto alle soddisfazioni che può dare in cambio. Però sembra quantomeno significativo – e degno di una spiegazione ben più approfondita di quella data nella sede preposta – quanto detto ieri dall’Onorevole del Partito Democratico Roberto Zaccaria, già professore di diritto costituzionale, presidente della Rai e compagno di Monica Guerritore, alla Camera dei deputati (e che potete leggere qui, alle pagine 77, 78 e 79): “Abbiamo sentito dire tante cose sulle preferenze, non lo si dice apertamente ma si insinua che siano possibile fonte di corruzione; si dice che non sono fonte di corruzione, ma secondo alcuni lo sono  [...]“, esordisce Zaccaria, il quale però subito dopo aggiunge che anche il sistema attuale, privo di preferenze, presenta qualche rischio: “Per le elezioni nazionali ci sono delle tariffe di ingresso, i parlamentari pagano, più o meno spontaneamente, cifre che vanno da 50 mila a 150 mila euro per sedere in questo Parlamento. Ho sentito dire che per il Parlamento europeo si introdurrà una fiche di 450 mila euro (qualcuno parla di 500 mila)“. Insomma, a voler leggere testualmente quanto detto dall’Onorevole, sembrerebbe che stia dicendo che ci sono parlamentari che pagano – pagano – i partiti per farsi dare i posti più in alto nelle liste. Allo scopo di avere la sicurezza di essere eletti. 

Ma Zaccaria non la chiude qui, anzi, già che c’è rincara la dose: “Occorre fare attenzione: noi stiamo andando verso un sistema a liste bloccate in cui i partiti vendono le cariche elettive e questo è un fatto gravissimo!“. Se fosse vero, sarebbe ben più che grave: anche perché a questo punto viene la curiosità non solo di sapere se tutto ciò è vero (e se riguarda soltanto il Partito Democratico, visto che l’Onorevole è iscritto in quel gruppo, oppure anche gli altri), ma anche di andare a spulciarsi i bilanci dei partiti, per vedere se questi “oboli” sono registrati come finanziamento e, se sì, in che modo e con che voce. Ma soprattutto, sarebbe davvero il caso di accogliere la proposta che Zaccaria formula subito dopo: “L’emendamento suona così: è illecito qualsiasi obbligo preventivo di versare una quota ai partiti che ti candidano nel Parlamento europeo. Voglio vedere se questo principio banale, costituzionalissimo, avrà qualche difficoltà; mi auguro che possa averla solo nella forma, perché quando ci sarà il voto segreto ciascuno, nel segreto dell’urna, potrà esprimere l’opzione che preferisce. La ringrazio, signor Presidente (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori)“.

Insomma, qui stiamo parlando di un discorso ufficiale – e non del solito retroscena retroscenoso retroscenante in salsa minzolinica o, peggio, verderamica - proferito alla Camera dei Deputati, e dal verbale (ancora provvisorio, per carità) non risulta che nessuno si sia alzato in piedi per urlare “E’ una menzogna, tagliategli la testaaa!“, né tra i colleghi dello stesso partito né tra quelli degli altri. E il presidente facente funzioni (ovvero Rocco Buttiglione dell’Udc) non lo ha nemmeno interrotto per smentirlo. Intendiamoci, la modica cifra di euro 50-150mila potrebbe valere la candela di un biglietto da visita con scritto “Onorevole Tal dei Tali“, ed essendo in regime di libero mercato tutto ha un prezzo… Ma il sistema pare proprio ricordare – anche troppo – i bei tempi dell’Ancien Regime in Francia, quando la Corona vendeva i titoli nobiliari ai borghesi arricchiti che volevano darsi un tono. Oppure la vendita delle indulgenze da parte della Chiesa cattolica. Poi, se invece nessuno trova niente di cui scandalizzarsi per questa “rivelazione“, allora va bene: apriamo direttamente le aste pubbliche per i posti al parlamento europeo (e magari pure per quello italiano), in modo da gestire il tutto nella massima trasparenza e senza star lì a farsi inutili scrupoli morali. Anzi, possibilmente guadagnandoci qualcosina sopra (tanto non è mica reato, no?). Da oggi in poi, il posto in lista ce lo si gioca al miglior offerente. Resta inteso che, stante il divieto di mandato imperativo, chi viene eletto si senta libero poi di iscriversi al gruppo che ritiene più opportuno. E’ il libero mercato, bellezza. 

 

(Vignetta di Artefatti; grazie ad Alessandro Guerani per la segnalazione)

20 commenti a Vendonsi seggi per le Europee, prezzo modico

  1. una classe politica di parvenu arraffoni, ecco che abbiamo :( sono senza parole :(

  2. Nuvola Rossa

    Il Parlamento europeo è un pò come Facebook: ci trovi di tutto… Ci piace ogni giorno di più ques’Europa dei Popoli!

  3. ADIPOLPO ADIPOLPI

    nunn’ è overo !

    a me per esempio nun me ce vojono neanche per one milion de dollars

  4. gregorj

    ahahahaha adipolpo

    Ecco, mi sono dimenticato di aggiungere che grazie al metodo anche a ‘sto giro ce scordamo l’adinolfo ;)

  5. Ora capisco la passione per il gioco d’azzardo!

  6. Non è libero mercato. Il libero mercato è il libero scambio delle proprietà PROPRIE, non del diritto di coartare i cittadini usando il potere legislativo, derubando i contribuenti e usando quindi le proprietà ALTRUI. La democrazia è altamente immorale, non ha nulla a che spartire col libero mercato. :-D

  7. Nuvola Rossa

    “La democrazia è altamente immorale…”

    è fantastica, mi piace molto:-)

  8. dell ‘ “obolo” di ingresso si parla già da parecchio tempo.

    In sostanza per ogni carica (fin dai consiglieri provinciali)si prevede che il candidato possa mettere a disposizione una somma per la sua elezione. Somma che diventa maggiore più il candidato è slegato dal partito e più il partito è senza volontari sul territorio.

    se ricordo bene, il prezzo più alto era per candidarsi con FI che fu anche la capostipite del metodo(cmq la quota dipendeva anche da se il partito era dato vincente o meno)

    per gli interessati, leggere questo articolo del 2005 sui DS (è citata anche FI):

    http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2005/12/04/427506-milioni_dalla_tassa_candidato.shtml

  9. AG

    Peccato Pietro che i sistemi economici più simili al libero mercato siano sempre esistiti in paesi dove c’erano anche regimi politici che più si avvicinavano alla democrazia.

    Anche perchè senza democrazia vale la regola del più forte, cioè io prendo le proprietà altrui perchè meno di più.

  10. @ socialistaeretico:

    A parte le cifre differenti, il tuo link dice: “Non è una tassa per candidarsi ma è un impegno per chi si presenta a trovare risorse per il partito. Con le liste bloccate c’è già un vincitore e il rischio è proprio quello di non contribuire alle spese per le elezioni”. Quindi, ‘obolo’ chiesto a tutti paritariamente. Zaccaria invece dice che a seconda di quanto “regali” ti mettono più in alto in lista.

  11. due riflessioni: per un posto in parlamento, per50.000 euro provo a ipotecare casa

    E è per questo ché il self made (and normal) man obama stupisce!!!!

  12. io quando sento dire self made man penso sempre alla masturbazione.

  13. Franco

    Addirittura. Io non mi eccito a tal punto sentendo dire “self made man” (neanche fosse miele).

  14. Gianni

    Io quando leggo frasi come “E è per questo ché il self made (and normal) man obama stupisce” e scopro che le ha scritte una scrittrice/politica, medito di tornare alla masturbazione e non uscirne più.

  15. socialista eretico

    ehm, forse non te ne sarai accorto ma il problema è la richiesta di denaro per candidarsi(anche se fosse uguale per tutti) e non il posto che ti danno una volta sborsato il denaro(in funzione di esso).

    Discutere del posto in lista mentre è passata l’idea che bisogna pagare per candidarsi è come discutere di dove debbano dare la coltellata mortale alla democrazia.

    in questo senso Zaccaria che denuncia una logica di mercato delle vacche sui posti da parlamentare, arriva ben tardi …dovevano pensarci almeno 3 anni fa.

  16. Nuvola Rossa

    Occhio alla vista, allora: il self made man tricolore credo ne avrà ancora per molto:-)

  17. @socialista

    “ehm, forse non te ne sarai accorto ma il problema è la richiesta di denaro per candidarsi(anche se fosse uguale per tutti) e non il posto che ti danno una volta sborsato il denaro(in funzione di esso)”.

    ehm, ti ringrazio per aver scelto il topic di discussione :D

    “Discutere del posto in lista mentre è passata l’idea che bisogna pagare per candidarsi è come discutere di dove debbano dare la coltellata mortale alla democrazia”

    Ovviamente, (ehm… ehm… ehm) non ho detto che “l’idea che bisogna pagare per candidarsi” sia passata o sia normale, ma che una cosa è “l’‘obolo’ chiesto a tutti paritariamente. Zaccaria invece dice che a seconda di quanto “regali” ti mettono più in alto in lista”.

  18. carmelo

    …. e continuate a scandalizzarvi
    …. e fate finta che non è possibile
    mancate di fantasia
    tutto è possibile in democrazia
    poi trovate l’aggettivo che preferite per qualificarla

  19. edit: Le pagine sono diventate 36-40

  20. renata

    qualcuno puo spiegarmi perche il berlusca non vuole le preferenze come abbiamo fatto da 50 anni a questa parte ??? se PD va pagare il PDL regala i posti ?? non penso proprio … invece dei soldi bisognera’ giurare fedelta agli interessi del capo (vediu leggi ad personam)

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