Sono passate poche ore dalla notizia che il divieto di fecondazione eterologa è arrivato alla Corte Costituzionale: come ci si poteva aspettare si sono scatenati i commenti più insensati e del tutto fantasiosi. Lasciamo da parte l’isterismo e concentriamoci sul significato e sulla portata della notizia seguendo la scheda tecnica riguardante l’ordinanza del Tribunale di Firenze del primo settembre 2010 che ha sollevato la questione di costituzionalità.
Che significa? Che il divieto a ricorrere alla fecondazione eterologa previsto dall’articolo 4 della legge 40 è contrario ai principi costituzionali. Tutti dovrebbero saperlo ma corriamo il rischio di essere superflui: la fecondazione eterologa è il ricorso a un gamete maschile e femminile donato alla coppia (almeno in Italia perché la legge 40 permette di accedere alle tecniche soltanto coppie e non persone singole).
La legge 40 è stata già pesantemente attaccata dalla Corte: due anni fa era stato sempre il Tribunale di Firenze ad avviare quel processo che ha portato alla dichiarazione di incostituzionalità l’articolo 14, ovvero l’obbligo di impianto contemporaneo degli embrioni prodotti, e ha aperto la strada alla crioconservazione – vietata dalla legge 40 se non in casi eccezionali ma ambigui (comma 3 dell’articolo 14: “Qualora il trasferimento nell’utero degli embrioni non risulti possibile per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione è consentita la crioconservazione degli embrioni stessi fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile”).
Oggi il colpo è ancora più duro: “per la prima volta nel nostro Paese un giudice ordinario ritiene costituzionalmente illegittimo il divieto di procreazione assistita di tipo eterologoprevisto dall’art. 4 l. 40/04, sospende il processo e rimette gli atti alla Corte.




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E questa la considerate una vittoria, eh? Ma che le facciamo a fare le elezioni, cosa paghiamo a fare uno Stato e delle Istituzioni se poi basta l’ultimo magistratucolo sfigato dell’ultima provincia sfigata per fare le leggi?
Giusto:dal momento che molti dei nostri parlamentari lavorano per il papa lo stipendio se lo facciano pagare dal vaticano.
A parte l’evidente grossezza del post, il magistratucolo è sfigato, la provincia anche, invece, i parlamentari siccome li hai votati tu, che evidentemente sei un pò pò di elettore, allora sono senz’altro degni. Tra la’ltro, cosa è un magistrato se non un componente delle istituzioni? Non fa forse parte degli apparati dello Stato che tu sostieni di pagare invece di capire che ne fai parte, di quello stato? Non pensi prima di scrivere, o vai giù di getto dal pc installato in bagno?
come argomenti bene…grossezza…è un post deciso, chiaro, provato e preciso sia in punta di diritto che di fatto…proprio ciò che aborra uno che non conosce la Costituzione…
? Replichi a me? Non si capisce cosa tu voglia dire. Io ho fatto click sul tastino “Replica” al post di Angelo Fiorillo. Mi sa che non lo hai notato… Perchè se ti riferisci all’articolo, io concordo, infatti ho replicato al Post di A. Fiorillo. Se “deciso, chiaro, provato e preciso sia in punta di diritto che di fatto” ti riferisci al post del Fiorillo, allora fa piano con i psicofarmaci…
Angelo, non conosci affatto la Costituzione, anzi dal tono, sembra che la avversi….per questo ti meriti un bel gtiudizio incidentale di fronte alla Corte di Costituzionale….per fortuna che ci sono le garanzie per i cittadini, anche per te!!
In effetti capisco come molti abbiano difficoltà ad accettare il meccanismo di controllo di conformità alla costituzione delle norme.
Guardando tutto attraverso la lente del “quello è comunista/quello è berlusconiano”, non si riesce a capire come individui non eletti possano decidere di “abrogare” (in senso atecnico) una legge voluta e votata da eletti.
Tutto il diritto costituzionale si basa su una serie di aspetti simili. Tutto su un castello di carte, che sta in piedi solo se tutti ci credono.
Partiamo da un punto su cui tutti, penso, possiamo essere d’accordo: Se c’è una regola, ci dev’essere chi controlla che quella regola sia rispettata ed, eventualmente, eroghi una sanzione.
In Italia, ma in moltissimi altri paesi, c’è una Corte costituzionale che lo fa. Formata da, nientemeno, GIUDICI non eletti. O meglio, eletti da parlamento, CSM e presidente della repubblica (5, 5 e 5, rispettivamente).
Ma ci sono alternative? Può forse esserci una maggioranza in parlamento che fa le leggi, ed una maggioranza formata dalla stessa parte politica che valuta ed approva le leggi stesse?
No. Servono tecnici, che mancano peraltro in parlamento. Servono giuristi che sanno quel che è giusto e quello che è sbagliato, alla luce della Costituzione.
Già, perché sarà brutto dirlo, ma purtroppo ci dev’essere qualcuno che decide cos’è giusto e cos’è sbagliato. E molte volte il parlamento non è capace, accecato com’è dall’ideologia di una parte o dell’altra.
C’è una ragione di base, c’è un modo di fare le cose giuste, oltre le ideologie.
Purtroppo questa è la prima frase pronunciata dai novelli dittatori, ahimè… ma è vero.
Il consenso popolare non è la panacea, non è il lasciapassare. Hitler e Mussolini sono stati eletti legalmente ed hanno usato le procedure legali per arrogarsi il potere totale (mentre di solito i regimi comunisti hanno invece rotto con il passato tramite una rivoluzione, che però effettivamente si può considerare “voluta dal popolo”).
Le leggi raziali sono state votate da eletti.
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