Esteri

Schiacciata a morte mentre manifesta, e nessuno ha pagato

LA VERSIONE ISRAELIANA - L’ambasciata di Israele presso la Santa Sede scrive cosi: ”Durante un’operazione di bonifica di un’area in cui erano nascosti congegni esplosivi, che i terroristi erano intenzionati ad utilizzare contro soldati e civili israeliani, un gruppo di membri dell’Ism è entrato nella zona delle operazioni cercando di bloccarle. I soldati israeliani hanno tentato di allontanare i dimostranti e nello stesso tempo hanno spostato il luogo delle operazioni per evitare incidenti. I manifestanti sono riusciti a mantenersi sempre in vicinanza ai luoghi dei lavori. Si precisa che questi avvenimenti si sono svolti al confine tra Israele ed Egitto, in un’area sotto il controllo israeliano, come stabilito dall’accordo di pace firmato dai due Paesi. Verso le 17 Rachel Corrie si trovava nascosta da un mucchio di terra, formato dal lavoro delle ruspe, alla vista del conducente, che ignaro ha proseguito nello svolgimento della sua attività. La giovane è quindi stata accidentalmente investita da un oggetto contundente. (…)Il risultato delle investigazioni è stato che Rachel Corrie non è stata investita da un veicolo, ma piuttosto è stata travolta da un oggetto molto pesante, probabilmente una lastra di cemento, caduto per un cedimento del terreno causato dai lavori. Siamo davanti, quindi, ad un incidente che non ha avuto nulla d’intenzionale.”

DOMANDE - Leggendo queste righe non si capisce una cosa: gli attivisti sono a conoscenza o no dell’esistenza di questi esplosivi? Se si, e non sono lì (ignari) per impedire la demolizione delle case, allora sono collusi con i terroristi. Questa è un’accusa gravissima. Rachel muore perché tenta di impedire un’azione di bonifica di un terreno in cui sono nascosti congegni esplosivi che i terroristi palestinesi avrebbero poi usato contro l’esercito e la popolazione civile israeliana? Rachel e gli attivisti di ISM sono accusati con le loro azioni di coprire e proteggere gli arsenali dei terroristi palestinesi? Gli attivisti di ISM in quei giorni sono lì per mettere in pratica azioni di resistenza non violenta contro la demolizione della case. Anche Rachel è lì per quello in quel maledetto 16 marzo.

L’ALTRA VERSIONE - Loro hanno un’altra versione della storia: quel giorno Rachel porta la pettorina arancione proprio per essere visibile. Si arrampica sulla montagna di terra che la pala accumula arrivando fino all’altezza della cabina del guidatore. Il bulldozer non si ferma, (forse per un tragico errore), Rachel scivola, la terra la seppellisce e la pala meccanica la colpisce due volte infierendo sul suo corpo. “Non può non averla vista”, dice uno di quelli che è con lei. Nel testo dell’ambasciata si parla di terroristi, congegni esplosivi e bonifiche. Non c’è nessun accenno alla demolizione delle case. Non c’è nessun colpevole, se non la malasorte, per la morte di una ragazza di 23 anni. Quel testo è un vero e proprio insulto alla memoria di Rachel Corrie, attivista statunitense. L’incubo raccontato a sua madre si trasfigura nel braccio meccanico che le sfonda il cranio e le spezza la colonna vertebrale. Questa è la verità che non si può smettere di raccontare.

14 commenti a Schiacciata a morte mentre manifesta, e nessuno ha pagato

  1. Sì però io una googlata per cercare uno foto un po’ più significante del pacifismo e altruismo e tantebellecose della Corrie l’avrei fatta:

    http://www.inhonor.net/pictures/Rachel%20Corrie%20burning%20us%20flag.jpg

  2. ricchiuti

    Sulla vicenda, lessi, credo tre anni fa, l’inchiesta di Paolo Attivissimo, molto istruttiva in merito.

  3. Alessandro Bernardini

    Aspettavo il fenomeno che tirava fuori la foto della bandiera. Mi aspetto anche che tutta la discussione verta su quella foto e non sulla sua morte. Bene così. Mettiamo anche il link dove ci sono le sue mail però: http://www.rachelcorrie.org/ potrete leggere di quale pericolosa sovversiva si trattava.
    La luna sta li in alto, ma continuiamo a guardare il dito…

  4. Bellisssima quella foto.

  5. Ah sì, le mail.

    Notoriamente qualcosa che non può essere scritto a posteriori.

  6. No guarda, senza fermnarsi al dito, ti commento la sua morte: stante che era una che insegnava l’odio ai bambini, c’è una piccola probabilità che una infinitesima parte di quei bambini, GRAZIE alla sua prematura dipartita, assorba un po’ meno odio di quel che avrebbe assorbito con lei viva.
    Indi, meglio morta che viva. Qualche nemico invasato in meno per i miei/tuoi figli.

    Sono stato abbastanza sintetico e chiaro?

  7. In ultimo (e mi scuso per il multipost) gradirei sapere chi e quando ha pagato per la morte di Angelo Frammartino…
    Tu che sei esperto di palestina, fai una inchiesta e diccelo.

  8. Forse è il caso di riportare l’intervista di Moshe Nissim,un operatore dei giganteschi bulldozer D9 che gli israeliani usano per radere al suolo le case palestinesi, oltre che per distruggere le loro coltivazioni. Il giornalista ebreo israeliano Tsadok Yehezkeli, del quotidiano Yediot Aharonot, ha scritto che Nissim nel centro abitato di Jenin “Per
    settantacinque ore, senza fare nemmeno una sosta e con le cariche esplosive che gli scoppiavano intorno, è rimasto all’interno dell’enorme bulldozer radendo al suolo una casa dopo l’altra”. E sentiamo ora di cosa si è vantato con quel giornalista il signor Moshe Nissim: “Per tre giorni non ho fatto altro che distruggere,distruggere. Tutta l’area. Qualunque cosa da cui partiva un colpo la tiravo giù e, per farlo, ne demolivo qualche altra lì accanto. Con gli altoparlanti li avvisavo di uscire dalle case prima che arrivassi io, ma io non gli concedevo scampo, non stavo certo lì ad aspettare.Non è che davo un colpetto e poi aspettavo che uscissero fuori,andavo a sbattere con tutta forza contro la casa per fare presto”.
    Il racconto di questo criminale che anziché finire in galera ha perfino ricevuto molti elogi e una medaglia assieme a tutta la sua compagnia di spianatori un mese dopo la carneficina di cui si è vantato, così prosegue: “Sono sicuro che dentro quelle case la gente è morta, ma non si riusciva a vedere, c’era molta polvere e poi lavoravamo anche di notte. Ogni volta che una casa crollava io me la spassavo perché sapevo che a loro [i palestinesi] non importa morire, ma alle loro case ci tengono. Se uno butta giù una casa, seppellisce quaranta o cinquanta persone per più generazioni. Una sola cosa mi dispiace, di non avere spianato tutto il campo”.

    Prima di sputare sul cadavere di Corrie e riempirsi la bocca di luoghi comuni si dovrebbe studiare un po’ di più.Altrimenti è peggio del presunto “predicare l’odio ai bambini”.
    pino nicotri

  9. Non avrei certo pietà per il signor Nishim se uno lo investisse con un buldozzer.
    Quindi?

  10. E quindi Nissim è un pluriassassino, di cui taciamo, mentre Corrie invece no, anzi è stata assassinata. Chiara la differenza?
    pino nicotri
    p.s. Di Nissim ce ne sono molti. E l’odio – che anche tu mi pare mostri – non è mai una buona cosa. Specie contro chi sta peggio di noi.

  11. Alessandro Bernardini

    Grazie Pino. Non mancherò.
    @ Lupo di Gubbio. Ci stavo proprio pensando di fare un articolo su Frammartino. Sul “Meglio morta che viva”, dovresti vergognarti.

  12. La corrie era assassina altrettanto.

    Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna.

    Meglio morta che viva. Meglio lei che mio figlio.

  13. Nathan Never

    “In ultimo (e mi scuso per il multipost) gradirei sapere chi e quando ha pagato per la morte di Angelo Frammartino…
    Tu che sei esperto di palestina, fai una inchiesta e diccelo.”

    Il presunto assassino di Angelo Frammartino (un ragazzo palestinese) e’ stato arrestato pochi giorni dopo l’omicidio di Angelo, da allora non se ne hanno piu’ notizie.
    Le due ragazze che erano con lui quando e’ stato ucciso non sono state chiamate a testimoniare, i genitori non hanno potuto accedere agli atti del processo..in realta’ non sappiamo neanche se c’e’ stato un processo o se il ragazzo in questione e’ stato semplicemente lasciato marcire in una prigione come le centinaia di palestinesi in “detenzione amministrativa” (http://www.giornalettismo.com/archives/7343/salwa-e-sara-carcere/) nelle prigioni israeliane.
    Questo e’ quello che sappiamo noi, forse LupodiGubbio portrebbe darci maggiorni particolari (sono certo che ha i contatti giusti ;-) )
    Nat

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